La cessione di Annette - Storia di una coppia (parte 9)
di
Kugher
genere
sadomaso
Annette restò ferma, in piedi, come se temesse che un movimento del suo corpo avrebbe potuto coprire anche il più piccolo rumore nella stanza che potesse darle qualche indicazione.
Il suo respiro vagava in attesa di conferme, laddove lo stupore per la situazione lentamente lasciò il posto al desiderio che l’impressione di trovarsi in un locale pieno di persone avesse una sua concretezza.
Si sentì un calore salire dalla figa per propagarsi allo stomaco e alla gola, il cui respiro le sembrava accaldato, calore che scendeva nuovamente alla figa che sentiva ancor più bagnata.
Avvertiva gli occhi dei presenti, uomini o donne che fossero, che la guardavano, la ammiravano, la desideravano. Cercò di immaginare sé stessa vista da una di quelle persone, e si visualizzò bella, alta, con quell’abito bianco aderente, tenuta al guinzaglio la cui prigionia era esposta alla vista di tutti che avrebbero potuto godere della sua situazione.
Improvvisamente la bava che le scendeva dalla ballgag sporcando il vestito, le sembrò potesse evidenziare maggiormente la sua cattività, a contrasto con gli abiti puliti che avrebbero potuto indossare i suoi spettatori, e, così, renderla più eccitante.
Le venne finalmente tolta la benda.
I primi istanti furono impiegati per abituare nuovamente gli occhi alla luce mentre cercava freneticamente di osservare la realtà della sala. Le apparvero una decina di persone, uomini e donne, sedute intorno a tavole imbandite con maestria. Cercò su di esse i particolari trovandoli belli, curati.
L’eleganza degli ospiti creò un eccitante contrasto con il suo abbigliamento la cui funzione era mostrare il suo corpo.
Con gli occhi cercò il marito, trovandolo poco dietro, anche lui tenuto al guinzaglio. I loro sguardi si incontrarono ed annullarono la distanza fisica tra loro.
Matteo e Sergio non erano stati informati della sua condizione eppure una sorta di loro sensibilità (forse casuale) li aveva portati a far indossare a Fausto un paio di boxer dai quali non si sarebbe visto se aveva o meno una erezione.
Questo particolare la tranquillizzò e le diede una strana serenità, come se lui fosse al sicuro perché quegli uomini se ne sarebbero presi cura, consentendo a lei di vivere la sua avventura.
Lo sguardo del marito brillava per una eccitazione che non lo avrebbe fatto diventare duro, ma che gli avrebbe scaldato l’anima per quella avventura che stavano vivendo assieme, una luce, tuttavia, appena offuscata dalla nostalgia.
Matteo la teneva al guinzaglio. Sergio, platealmente, iniziò a passare la mano sul suo corpo, dai fianchi, alle cosce per salire fino ai seni e strizzare i capezzoli per provocare una reazione al dolore, il tutto a beneficio dei presenti in sala. Mentre provocava dolore volle guardare il marito della schiava. Si chiese che emozioni i due coniugi stessero provando, soprattutto lei che da quella serata avrebbe maggiormente goduto, mentre il marito era relegato là in fondo, passivo, mero osservatore del divertimento di lei. Immaginava che esperienze di quel tipo non avrebbero potuto che creare crepe all’interno di un rapporto che, con ogni probabilità, era già viziato.
Annette sentì esplodere dentro di sé quel lato esibizionistico che aveva sempre avuto latente, senza averlo mai scoperto, forse perché ignorato, lasciato in qualche angolo della sua anima a fare capolino ogni tanto per regalarle emozioni quando un uomo o una donna le ammiravano le lunghe gambe.
La scena era stata organizzata per far sì che tutti gli occhi fossero su di lei, la perlustrassero, accarezzassero, toccassero e si infilassero sotto il vestito anticipando il momento in cui la sua nudità sarebbe stata svelata.
Matteo tirò il guinzaglio per farsi seguire e farle fare il giro della sala, tra i tavoli, per far sì che il suo calore di donna eccitata arrivasse a scaldare i desideri sessuali dei presenti.
Annette avrebbe voluto le loro mani su di sé mentre passava loro accanto, poi si rese conto che l’assenza di contatto consentiva di avere maggiormente l’attenzione e la bramosia dei loro sguardi.
Si sentiva bella, bella e sporca, un animale da sesso a confronto dei loro vestiti eleganti e sobri.
Le mani di Sergio supplivano alla mancanza di tocco delle mani altrui.
Mentre si spostava lentamente tra i tavoli, la donna si scoprì ad ancheggiare, come se gli sguardi su di sé non fossero sufficienti. Voleva che quegli occhi la desiderassero ancor di più, la ammirassero immaginando quel corpo, non toccato, a loro disposizione.
Le mani di Sergio si muovevano su di lei, facendosi interprete dei desideri dei presenti. Il suo tocco si spingeva sotto il vestito corto, facendo vedere a tutti i presenti la facilità con la quale il dito le entrava in figa.
Annette si sentì ulteriormente nuda, come se gli spettatori avessero potuto avere accesso alla sua anima quando Sergio mostrò il suo dito che, uscito dalla figa, era evidentemente bagnato. Trovò molto sessuale il gesto dell’uomo che si infilò il dito umido dei suoi umori in bocca, evidentemente apprezzando il risultato della scena da loro costruita.
Fausto, relegato in un angolo assicurato con una catena al muro, poteva esibire il suo corpo giovane e muscoloso, provando una fitta al petto al pensiero che quel corpo non avrebbe più potuto soddisfarla col suo cazzo che tanto piacere le aveva sempre dato.
Per un attimo fu come se la fitta si fosse trasformata in un richiamo che portò la donna a guardarlo. Il dolore di lui, recepito, si trasformò nel calore tipico del sentimento al pensiero di cosa aveva organizzato quell’uomo per lei, per non farle sentire la mancanza del piacere carnale, stimolando la mente e la fantasia. Provò ad immaginare i pensieri del marito pensando agli sguardi degli uomini sul suo corpo atletico. Si chiese se Fausto avrebbe potuto interrogarsi sui suoi pensieri col timore che l’assenza del suo sesso avrebbe potuto allontanarla. Si interrogava a lungo sulle motivazioni del marito nell’organizzare tante avventure erotiche per lei. Si chiese se lei stessa riusciva a fargli sentire quanto queste avventure avevano il potere di avvicinare le loro anime, come se gli sguardi di quelle persone che si eccitavano per lei, avessero il potere di farla sentire sola con Fausto, come se in quella stanza ci fossero solo loro due che stavano vivendo un amplesso mentale enorme.
Cercò ancora i suoi occhi, li trovò ed in essi vide la loro vita assieme. Vide il suo sorriso ed un cenno col capo.
Il suo respiro vagava in attesa di conferme, laddove lo stupore per la situazione lentamente lasciò il posto al desiderio che l’impressione di trovarsi in un locale pieno di persone avesse una sua concretezza.
Si sentì un calore salire dalla figa per propagarsi allo stomaco e alla gola, il cui respiro le sembrava accaldato, calore che scendeva nuovamente alla figa che sentiva ancor più bagnata.
Avvertiva gli occhi dei presenti, uomini o donne che fossero, che la guardavano, la ammiravano, la desideravano. Cercò di immaginare sé stessa vista da una di quelle persone, e si visualizzò bella, alta, con quell’abito bianco aderente, tenuta al guinzaglio la cui prigionia era esposta alla vista di tutti che avrebbero potuto godere della sua situazione.
Improvvisamente la bava che le scendeva dalla ballgag sporcando il vestito, le sembrò potesse evidenziare maggiormente la sua cattività, a contrasto con gli abiti puliti che avrebbero potuto indossare i suoi spettatori, e, così, renderla più eccitante.
Le venne finalmente tolta la benda.
I primi istanti furono impiegati per abituare nuovamente gli occhi alla luce mentre cercava freneticamente di osservare la realtà della sala. Le apparvero una decina di persone, uomini e donne, sedute intorno a tavole imbandite con maestria. Cercò su di esse i particolari trovandoli belli, curati.
L’eleganza degli ospiti creò un eccitante contrasto con il suo abbigliamento la cui funzione era mostrare il suo corpo.
Con gli occhi cercò il marito, trovandolo poco dietro, anche lui tenuto al guinzaglio. I loro sguardi si incontrarono ed annullarono la distanza fisica tra loro.
Matteo e Sergio non erano stati informati della sua condizione eppure una sorta di loro sensibilità (forse casuale) li aveva portati a far indossare a Fausto un paio di boxer dai quali non si sarebbe visto se aveva o meno una erezione.
Questo particolare la tranquillizzò e le diede una strana serenità, come se lui fosse al sicuro perché quegli uomini se ne sarebbero presi cura, consentendo a lei di vivere la sua avventura.
Lo sguardo del marito brillava per una eccitazione che non lo avrebbe fatto diventare duro, ma che gli avrebbe scaldato l’anima per quella avventura che stavano vivendo assieme, una luce, tuttavia, appena offuscata dalla nostalgia.
Matteo la teneva al guinzaglio. Sergio, platealmente, iniziò a passare la mano sul suo corpo, dai fianchi, alle cosce per salire fino ai seni e strizzare i capezzoli per provocare una reazione al dolore, il tutto a beneficio dei presenti in sala. Mentre provocava dolore volle guardare il marito della schiava. Si chiese che emozioni i due coniugi stessero provando, soprattutto lei che da quella serata avrebbe maggiormente goduto, mentre il marito era relegato là in fondo, passivo, mero osservatore del divertimento di lei. Immaginava che esperienze di quel tipo non avrebbero potuto che creare crepe all’interno di un rapporto che, con ogni probabilità, era già viziato.
Annette sentì esplodere dentro di sé quel lato esibizionistico che aveva sempre avuto latente, senza averlo mai scoperto, forse perché ignorato, lasciato in qualche angolo della sua anima a fare capolino ogni tanto per regalarle emozioni quando un uomo o una donna le ammiravano le lunghe gambe.
La scena era stata organizzata per far sì che tutti gli occhi fossero su di lei, la perlustrassero, accarezzassero, toccassero e si infilassero sotto il vestito anticipando il momento in cui la sua nudità sarebbe stata svelata.
Matteo tirò il guinzaglio per farsi seguire e farle fare il giro della sala, tra i tavoli, per far sì che il suo calore di donna eccitata arrivasse a scaldare i desideri sessuali dei presenti.
Annette avrebbe voluto le loro mani su di sé mentre passava loro accanto, poi si rese conto che l’assenza di contatto consentiva di avere maggiormente l’attenzione e la bramosia dei loro sguardi.
Si sentiva bella, bella e sporca, un animale da sesso a confronto dei loro vestiti eleganti e sobri.
Le mani di Sergio supplivano alla mancanza di tocco delle mani altrui.
Mentre si spostava lentamente tra i tavoli, la donna si scoprì ad ancheggiare, come se gli sguardi su di sé non fossero sufficienti. Voleva che quegli occhi la desiderassero ancor di più, la ammirassero immaginando quel corpo, non toccato, a loro disposizione.
Le mani di Sergio si muovevano su di lei, facendosi interprete dei desideri dei presenti. Il suo tocco si spingeva sotto il vestito corto, facendo vedere a tutti i presenti la facilità con la quale il dito le entrava in figa.
Annette si sentì ulteriormente nuda, come se gli spettatori avessero potuto avere accesso alla sua anima quando Sergio mostrò il suo dito che, uscito dalla figa, era evidentemente bagnato. Trovò molto sessuale il gesto dell’uomo che si infilò il dito umido dei suoi umori in bocca, evidentemente apprezzando il risultato della scena da loro costruita.
Fausto, relegato in un angolo assicurato con una catena al muro, poteva esibire il suo corpo giovane e muscoloso, provando una fitta al petto al pensiero che quel corpo non avrebbe più potuto soddisfarla col suo cazzo che tanto piacere le aveva sempre dato.
Per un attimo fu come se la fitta si fosse trasformata in un richiamo che portò la donna a guardarlo. Il dolore di lui, recepito, si trasformò nel calore tipico del sentimento al pensiero di cosa aveva organizzato quell’uomo per lei, per non farle sentire la mancanza del piacere carnale, stimolando la mente e la fantasia. Provò ad immaginare i pensieri del marito pensando agli sguardi degli uomini sul suo corpo atletico. Si chiese se Fausto avrebbe potuto interrogarsi sui suoi pensieri col timore che l’assenza del suo sesso avrebbe potuto allontanarla. Si interrogava a lungo sulle motivazioni del marito nell’organizzare tante avventure erotiche per lei. Si chiese se lei stessa riusciva a fargli sentire quanto queste avventure avevano il potere di avvicinare le loro anime, come se gli sguardi di quelle persone che si eccitavano per lei, avessero il potere di farla sentire sola con Fausto, come se in quella stanza ci fossero solo loro due che stavano vivendo un amplesso mentale enorme.
Cercò ancora i suoi occhi, li trovò ed in essi vide la loro vita assieme. Vide il suo sorriso ed un cenno col capo.
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