Paola e lo scopone scientifico

di
genere
etero

Eravamo rimasti in tre per la nostra solita partita di scopone scientifico del sabato pomeriggio, finché non si è aggiunta Paola per fare la quarta. L'atmosfera era quella classica di una serata informale tra amici: birre sul tavolo, le carte distribuite sul panno verde e le solite battute tra una giocata e l'altra per ingannare il tempo.
​Tra una mano e la successiva, il discorso è scivolato inevitabilmente sulle rispettive vite sentimentali. Paola, mescolando il mazzo con disinvoltura, si è lasciata andare a una confidenza del tutto inaspettata:
​"A dire il vero, la cosa che mi pesa di più da quando è finita con il mio ex è l'abitudine... Con lui scopavo quasi tutti i giorni, e adesso devo ammettere che il sesso mi manca parecchio."
​In un secondo la concentrazione sulle carte è svanita del tutto. A me, Roberto e Fabrizio si sono letteralmente drizzate le orecchie. Ci siamo scambiati un'occhiata rapida, piena di complicità e sorpresa: nessuno di noi si aspettava un'apertura così diretta e spontanea da parte sua.
​Roberto è stato il primo a rompere il ghiaccio. Ha appoggiato le sue carte sul tavolo, ha fatto un sorrisetto sfacciato e ha buttato lì la battuta, testando il terreno:
​"Beh, Paola... se è solo per questo e ti manca così tanto il sesso, possiamo sempre aiutarti noi tre se vuoi. Non ci tiriamo certo indietro."
​L'aria attorno al tavolo si è fatta subito caldissima e carica di tensione erotica. Ci aspettavamo una risata o una battuta di risposta per sviare l'argomento, invece Paola ha posato il mazzo di carte, ci ha guardato uno per uno con grande calma e un pizzico di malizia, per poi rispondere semplicemente:
​"Ci devo pensare... Ma nel caso, sia chiaro: non certo tutti insieme. Uno per volta e in giorni diversi."
​La partita è proseguita senza altre uscite a sorpresa ed è andata avanti fino a sera. Ci siamo salutati dandoci il solito appuntamento per le partite del sabato pomeriggio successivo.
​Arrivato il sabato, durante una delle tante mani, è stato ancora una volta Roberto a chiedere a Paola: "Allora, com'è andata questa settimana senza sesso?"
​Paola ci ha sorpreso ancora una volta, rispondendo con spietata schiettezza: "Bruttina... Solo casa e lavoro. Ma oggi lo farò con uno di voi."
​"E chi mai sarà il fortunato?" ha chiesto Roberto.
​Paola si è appoggiata allo schienale: "Chi ha il cazzo più piccolo sarà il primo."
​Non essendocelo mai visto tra di noi, siamo andati tutti e tre in bagno per fare il confronto. Dopo una rapida verifica, è risultato che il cazzo più piccolo tra i tre era quello di Fabrizio. Siamo rientrati in sala, Roberto ha comunicato il verdetto e Paola si è avviata verso la camera da letto. Fabrizio l'ha seguita a ruota.
​Dopo una mezz'oretta sono tornati felici come non mai, pienamente appagati dalla loro sessione. Anche questo sabato era andato e abbiamo rotto le righe. Tornando a casa pensavo che, se per il prossimo sabato Paola avesse mantenuto la regola del cazzo più piccolo tra i restanti, sarebbe toccato a me, visto che il mio era leggermente più corto di quello di Roberto.
​Al successivo appuntamento, nessuno di noi ha menzionato il sesso e abbiamo giocato tante partite. Poi Paola ci ha sorpresi ancora: "Tra i restanti, oggi tocca a chi ha il cazzo più grande."
​Con questo cambio di regola è stato Roberto a passare in testa. Come la volta precedente, Paola è entrata in camera con il fortunato di turno e ne è uscita dopo una mezz'oretta, felice per la sua dose di cazzo settimanale.
​Il sabato successivo toccava a me senza ombra di dubbio, essendo l'unico rimasto.
​Siamo entrati in stanza lasciandoci la porta socchiusa alle spalle per non fare troppo rumore, ma la distanza dal tavolo da gioco è bastata ad annullare ogni freno. Appena il chiavistello ha fatto scatto, Paola mi si è girata contro. Mi ha abbracciato con forza, tirandomi a sé dal collo, e mi ha dato un bacio profondo, umido, senza troppi preliminari. Il suo sapore si portava dietro ancora un leggero retrogusto di birra e la fame di chi aspettava questo momento da settimane.
​Le sue mani sono scese veloci lungo le mie spalle. Mi ha sfilato la maglietta lanciandola a terra senza guardarci, poi si è chinata per sbottonarmi i pantaloni e far scivolare giù tutto fino alle caviglie. Sono rimasto nudo davanti a lei, già duro e pronto. Paola non si è fatta pregare: si è messa in ginocchio sul tappeto, ha preso la base del mio cazzo con una mano e se lo è infilato dritto in bocca.
​Il caldo della sua gola e il lavoro ritmo di lingua e labbra mi hanno fatto salire subito un brivido lungo la schiena. Succhiava con decisione, alternando colpi profondi a carezze calde sulla cappella, stringendo le dita attorno alla base per tirare ancora di più. Sentire la sua bocca lavorare così avidamente mentre gli altri due erano di là a sentire solo il silenzio era una sensazione esaltante.
​Dopo qualche minuto intensissimo, l'ho presa per le braccia e l'ho fatta alzare per ricambiare il favore. Si è sfilata la maglia e la gonna in due gesti rapidi, rimanendo del tutto nuda davanti a me. L'ho spinta dolcemente sul bordo del letto e mi sono chinato tra le sue gambe. Ho iniziato a baciarle l'interno coscia risalendo verso il centro, finché non ho affondato la lingua nella sua fica. Era già caldissima e bagnata; ho cominciato a leccarla con colpi lunghi e decisi, stimolando il clitoride con la punta e sentendola sussultare a ogni affondo. Paola ha inarcato la schiena, infilandomi le mani tra i capelli per tenermi schiacciato contro di lei, lasciandosi sfuggire piccoli gemiti soffocati.
​Quando ho sentito che era arrivata al punto giusto, mi sono alzato. Paola si è spostata più indietro, distendendosi con le spalle ben piantate sul materasso nella più classica e comoda delle posizioni, aprendo le gambe e piegando leggermente le ginocchia per offrirsi completamente.
​Mi sono posizionato sopra di lei, infilandomi tra le sue cosce. Ho puntato la testa bagnata del mio cazzo al suo ingresso e, con una spinta fluida e controllata, sono scivolato dentro fino in fondo.
​La sensazione di accoglienza è stata immediata: la sua fica mi stringeva tutta la spazzolata con un calore avvolgente. Ho preso subito un buon ritmo, cadenzato e profondo, facendola battere contro il mio bacino a ogni affondo. La sentivo chiaramente dal respiro affannoso che stava godendo come una matta: a ogni spinta i suoi polmoni si svuotavano in un sospiro profondo e le sue dita si piantavano sulle mie natiche per tirarmi ancora più a fondo dentro di lei.
​In giornata mi ero fatto un paio di seghe strategiche proprio per non rischiare di venire troppo presto sotto la spinta della troppa foga accumulata, e la mossa stava funzionando alla perfezione. Potevo permettermi di spingere forte, di variare la velocità e di godermi ogni singolo movimento senza la paura di crollare subito.
​Paola stringeva le gambe attorno ai miei fianchi, muovendosi in sincronia con le mie spinte. L'intensità del contatto l'ha portata al limite nel giro di poco: la sua fica ha iniziato a contrarsi attorno al mio cazzo con spasmi involontari mentre lei affondava il viso nel cuscino per non urlare, venendo una prima volta. Ma non mi sono fermato; ho continuato a mantenere quel ritmo serrato e profondo, sfruttando l'inerzia della spinta. Nel giro di pochi minuti le contrazioni sono ripartite, portandola a venire ancora due o tre volte, lasciandola completamente senza fiato e stremata sotto di me.
​Solo a quel punto, vedendola così appagata e sentendola ancora contrarsi attorno al mio gambo, ho lasciato andare ogni freno. Ho accelerato gli ultimi affondi, affondando fino all'osso con colpi veloci e secchi. Il mio cazzo ha iniziato a sputare sperma a fiotti direttamente contro le sue pareti interne, liberandomi in una scarica calda e prolungata che mi ha fatto tremare le gambe mentre mi accasciavo a peso morto sul suo petto.
​Siamo rientrati in cucina e dopo un'ora siamo tornati ognuno a casa propria.
​Il sabato successivo, se l'ordine fosse stato stabilito, sarebbe toccato di nuovo a Fabrizio. Ma durante la partita Paola ci ha sorpreso ancora tirando fuori due bigliettini. È stato Roberto a pescare per primo e a leggere ad alta voce: "Oggi tocca al più basso."
scritto il
2026-09-15
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