L'epilogo

di
genere
confessioni

A Santo Stefano volevo essere una brava moglie ed una brava mamma ,speravo cosi di riavere il mio Enzo
Eravamo ancora una volta tutti riuniti,d'altronde abitavamo tutti nello stesso stabile, non aveva senso mangiare in un giorno festivo ogni famiglia per conto proprio. Mi svegliai presto e da buona moglie preparai la colazione a mio marito. Negata io nel cucinare misi il latte sul fuoco e cercavo le fette biscottate da spalmarci la marmellata. Non le trovai ma in compenso il latte in ebollizione uscì dal bollitoi spandendosi tutto sui fornelli, cazzo in cucina non ne azzreccavo una. Il bar vicino casa era chiuso,mentre quello nella piazza era aperto ,ma non aveva i cornetti. Il barman mi invito a sedere dicendo che stavano arrivando, nel bar eravamo solo io e lui, preparo due caffè e venne verso di me.
«Prego prenda un caffè con me» e si sedette di fianco a me,appoggiando il vassoio sul tavolo. Porgendomi la tazzina disse « Non ha paura a quest'ora stare per strada? Una donna bella come lei potrebbe fare brutti incontri.» ringraziai del complimento e gli dissi sapevo come difendermi. Nel prendere la tazzina le nostre mani si toccarono,un brivido mi prese e mi si inumidirono le parti basse.« sa quando la vedo passare fuori al bar penso che stia passando venere in persona?». Mi diceva questo mentre mi accarezzava le mie gambe partendo dal ginocchio a salire su. «No dai »gli dissi ma lui non si fermo , ma chiese« davvero non vuoi? Vedo che che lei la pensa diversamente ». Era giunto alla fessa lo so avrei dovuto fermarlo prima , spostargli la mano ma non lo feci lo lasciai arrivare lassù « ti prego no mmmmmmmmm» mi tradi un mugolio. Sempre seduti caccio il cazzo fuori prese la mia mano e la porto al cazzo. Feci un po di resistenza ma ormai i freni stavano svanendo,allora aprii la mano e cominciai a segarlo. Appena fu in tiro mi impalai a cavalcioni su quel cazzo. Non era eccezionale era direi normale , lunghezza e larghezza nella media, ma per me ogni cazzo è eccezzionale. Spingendomi sulle gambe salivo e scendevo su quel cazzo e mentre godevo entrò la ragazza della pasticceria con i cornetti. «buongiorno scusate metto i cornetti sul banco, signor Attilio stamattina mi avete tradita ,mo vado via senza la mancia?» il barista disse «ne ho anche per te» tutto senza che mi fermassi nel galoppare. Quella situazione mi eccito tanto che squirtai mentre lui ancora non era venuto. Purtroppo la ragazza disse che non poteva aveva delle consegne urgenti da fare ed andò via. Accellerai la cavalcata e lo feci venire, me ne svuoto dentro tanta tanta. Presi due cappuccini e un cornetto per Enzo e andai via . Pur essendo le sette la citta era ancora dormiente passorono solo due bus vuoti rispettivamente ai sensi di marcia.
Anche a casa tutti dormivano,solo enzo stava sveglio,« dove sei stata » domandò a bruciapelo«Amore ti ho portato un cornetto caldo, appena fatto» lui amava i cornetti caldi e io amavo farglieli ops volevo dire andare a prenderglieli. Fece colazione bevendo anche il cappuccino, poi ando a farsi la doccia. Io feci il latte alla piccolina e glielo feci mangiare con dei biscotti. Cominciò a nevicare faceva freddo in casa e il fuoco nel camino era spento. Non so se sia il termine tecnico esatto ma il nostro era un termo camino, cioè tramite un circuito termoidraulico portava calore a tutta la casa. La legna era in cantina e allora lasciai la piccola a mia suocera che nel frattempo s'era svegliata e scesi con Enzo per portarne di più. China a riempire la cesta con la legna la gonna si alzava a metà culo mostrando anche parte della fessa. Non vedevo Enzo e ne lo sentivo mi girai vidi che stava seduto a terra e guardava fisso il mio culo. Era come imbambolato , incantato come non mi avesse mai vista ed aveva in cazzo duro lo si vedeva costretto nei pantaloni. Enzo non era abituato a scopare in luoghi non consoni e soprattutto non amava i luoghi dove potevano vederci. Non era stato sempre cosi però infatti divenne quasi pudico da quando nacque la figlia. Gli dissi «andiamo in camera se mi vuoi » rispose «no ti voglio qui», detto questo si caccio il cazzo dai pantaloni e comincio a chiavarmi la fessa , non se ne importò che era aperta la porta mi prese con violenza io gridavo forte dal dolore e dal piacere squirrtai, venni una seconda volta talmente mi piaceva ,poi si tolse dalla fessa e mi spacco letteralmente il culo. Proprio in quel momento vidi Wanda appena dentro appoggiata al muro che si sditalinava. Mi sfilai il cazzo dal culo e andai verso di lei,la superdonna, linteggerrima la casta stava li tremante come una foglia mentre le accarezzai il seno . Enzo ci guardava allora la presi per mano e la consegnai a lui. Lei non diceva una parola lo sguardo fisso a terra ed il viso arrossato sia un po per la vergogna sia un po per l'eccitazione. Lui la porto ad un tavolo la piego in avanti in modo da alzargli la gonna, le cacciò il culo da fuori e mi disse preparamela con la lingua. Mi inginocchiai e la leccavo tutta ,anche il buco del culo . Partivo dal clitoride passavo da un buco all'altro leccando morendo e succhiando. Questo trattamento la fece squirtare io bevvi tutto quello che potei poi mi alzai baciai Enzo e gliela consegnai. Se la chiavò di brutto avanti e indietro lei gemeva di piacere venne contorcendosi ben quattro volte , io per un po' restai a guardare e poi mi sedetti a cosce spalancate sull'altro lato del tavolo in modo che poteva leccarmi, godetti delle sue leccate venendo die volte. Poi Enzo la sborrò dentro riempiendola il culo. Si alzò distrutta la santarella, ma con la faccia distesa di chi ha goduto tanto. Salimmo sopra trovammo la scusa he la legna era da spaccare perciò avevamo.perso tempo. La giornata poi filò via tranquilla decisi di non far arrabbiare Enzo ora che l'avevo ritrovato.
scritto il
2026-09-15
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