Colleghe; cap. III, In tre

di
genere
trio

Lo spettacolo lo sorprese molto. Sapeva che Giorgia era focosa, che le piaceva fare sesso, ma trovarla con una donna, questo no! Si sarebbe aspettato un tradimento con un uomo … Invece, eccola lì: stava sotto e l’amica le aveva messo gli inquini sulla bocca, mentre lei a gambe aperte si stava facendo leccare la fica. E com’erano assorte nel loro reciproco piacere, non avevano sentito che lui era arrivato. Che scena! In quel momento lui era uno spettatore privilegiato, perché la porta da cui stava entrando era proprio dirimpetto al letto matrimoniale dove le due donne stavano dandosi piacere: vedeva le bianche cosce di sua moglie in mezzo alle quali si muoveva ritmicamente la testa di una femmina. Gli venne duro. Ora sentiva i mugolii di piacere delle due signore: non sapeva che fare, ma pensò bene di non interromperle, solo che si mise dietro la porta in maniera tale da non essere visto. Si sbottonò i pantaloni, era duro. Che fare? Correre verso il letto e tuffarsi tra le due? Sarebbe stato traumatico, meglio aspettare e intanto masturbarsi per quella scena così spettacolare e sorprendente: era la prima volta che vedeva due donne lesbicare. Le due non stavano ferme … per vedere meglio lui ogni tanto faceva capolino.
Matilde stava letteralmente mangiando la fica di Giorgia, ma ogni tanto, avendo la necessità di prendere fiato, sollevava il capo. E fu così che intravide Roberto. Ebbe un momento di panico, ma subito immerse la testa tra le cosce di Giorgia. Poi, se ne staccò, e facendo finta di voler cambiare posizione, allontanò la fica dalle labbra di Giorgia. “Diamoci il cambio”, disse. E mentre Giorgia rimaneva immobile non comprendendo cosa volesse fare l’amica, si rigirò e appoggiò le sue labbra su quelle di lei. Poi le sussurrò all’orecchio: “Stai ferma e zitta, credo che ci sia tuo marito, ci sta spiando da dietro la porta”. Giorgia gelò. “Fai finta di nulla … continuiamo … Ora ti cavalco un po’”. E cominciò ad alzare il culo e ad abbassarlo, come fosse un maschio. Roberto non si aspettava di vedere un culo così bello, rotondo, piccolo ma non minimo, di carnagione un po’ scura, mentre Giorgia aveva sì un bel culo, ma più da donna matura, bianco. Questo invitava più a essere palpato che penetrato. Come gli sarebbe piaciuto giocarci. “Che fa?”, chiese Giorgia. “Credo si stia masturbando ...”- “Hai detto che vorresti scopartelo … Lo chiamo?” – “Dici sul serio?” – “Sì ...”- “No, aspetta … Dobbiamo inventarci qualcosa … Vai tu di là, sorprendilo e poi lo porti qui ...”- Giorgia si alzò, agguantò la veste da camera appesa accanto al letto e si avviò mentre si metteva sulle spalle l’indumento. Attraversò la porta e lanciò un piccolo urlo, mettendosi subito la mano sulla bocca, come fosse stata presa da paura. “Che fai tu qui? Quando sei arrivato?” – Lui, cercò di rimetterlo dentro i pantaloni, farfugliò qualcosa, insomma era stato colto in flagranza. Lei gli si avvicinò e gli sussurrò: “Ci hai viste? Sei arrabbiato? Cosa hai visto?” – Era in difficoltà Roberto. Lei indicò col dito i pantaloni slacciati: “Sì, ci hai viste e ti è anche piaciuto, vero? Ti stavi toccando?” – Le difficoltà di Roberto stavano aumentando, ma ebbe il sangue freddo di non rispondere, voleva vedere come se la sarebbe cavata Giorgia. “Hai visto che bel culetto ha Matilde? Ti toccavi per lei? Io gliel’ho palpato, è stupendo: piccolo, sodo, rotondo… Piacerebbe anche a te strofinarti su di esso”. Improvvisamente gli mise una mano sugli inquini. “Ce l’hai ancora duro … su dai, non vergognarti … Matilde è stupenda, mi fa godere molto .. dimmi qualcosa, dai … “- “Cerca di capirmi, per me è stata una sorpresa trovarti abbrancata al corpo di questa signora … e poi mi sei piaciuta tu, a gambe aperte, ti facevi leccare … e tu che facevi? Leccavi lei?” – “Sì … mamma mia come sei duro … lo voglio in bocca!”. Si chinò e lo ingoiò. Era una posizione la sua un po’ strana, china sul cazzo e con il sedere maestosamente aperto: dall’osso sacro fino alla fica era una fenditura senza misteri. Matilde, dopo aver aspettato un po’, alla fine si era alzata per andare a vedere cosa succedeva nella stanza accanto e così vide la scena che vi si svolgeva: Lui in piedi, gli occhi chiusi, lei china a sbocchinarlo col culo all’aria. Non poté fare a meno di appoggiarci sopra la mano aperta, per sentirne i brividi. Con l’altra mano si massaggiava le tette. Roberto aprì gli occhi e la vide, lei lo salutò tirando fuori la lingua e leccandosi le labbra. “Vieni da me”, gli disse. Lei bloccò Giorgia in quella posizione, si chinò e cominciò a infilare la lingua ora nella fica ora nel buco del culo dell’amica. Roberto si liberò della bocca della moglie e si venne a mettere dietro Matilde. Le due sfere perfette di quel sedere erano davanti a lui, in attesa. Sì, l’avrebbe inculata, ma prima voleva assaggiare la fica di quella brunetta. L’apertura della vagina era altrettanto bella di quella del culo; per giunta era rasata: una bella fica di ragazzina, ma già gonfia di piacere e di esperienze. La chiavò per qualche minuto, poi passò sull’altro canale, di facile ingresso ma caldo ed accogliente. Vi sborrò dentro, a lungo. Il tempo del recupero fu breve, occorreva adesso passare alle presentazioni e a raccontare, almeno dalla parte delle due donne, come erano arrivati a quel punto. Giorgia spiegò al marito che aveva conosciuto a scuola Matilde e che da un po’ di tempo si frequentavano e che durante questa frequenza avevano scoperto che era bello fare sesso fra loro due, senza dimenticare di essere sposate e soprattutto di essere femmine a cui piace il cazzo del marito. Avevano intenzione, aggiunse Matilde, che la cosa restasse ignota agli altri, se lei, guardando le foto in cui Giorgia appariva insieme a lui, Roberto, aveva manifestato il desiderio di conoscerlo. “Ah sì?”, fece Roberto “e che foto hai visto?” – “Quelle che hai fatto a lei .. sei bravo, sono foto erotiche ma non volgari … Ho visto anche quelle in cui siete insieme e giocate .. sei bello anche tu ...”- “Che giochi?”- “Quelli che lei ti fa con la bocca e la lingua”, rispose Matilde sorridendo e accarezzandosi le tette. “Matilde mi aveva confidato che le sarebbe piaciuto fare sesso con te … ma oggi l’avete fatto senza chiedere il permesso a nessuno.” – “Vero”, disse Matilde, ma l’abbiamo fatto senza intenzione, senza nemmeno conoscerci, è stata una cosa straordinaria … e poi è stata breve” e scoppiò in una risata. “Breve sì, ma avete fatto il tour completo e a me è toccato sditalinarmi nel guardarvi …Tu l’hai preso in bocca, davanti e dietro … “- “Lo vuoi? Con questi discorsi mi è tornato duro”, disse Roberto prendendolo in mano e accarezzandolo. “Sì, lo voglio! Lo voglio in bocca, voglio che il mio bel maritino mi scopi, che mi faccia godere … Vieni amore, dai, com’è bello … lo bacio … lo lecco … e tu Matilde, mostrami la fica … toccati, sì così”. Col cazzo in bocca, si mise un pò di traverso per vedere cosa faceva Matilde. “Che stronza, pensò Giorgia, guarda come si mostra, come si tocca, mi vuole fregare il marito, lo sta incantando con la sua sirena … Ma ora sono io che lo succhio …”. Allungò la mano facendo segno a Matilde di avvicinarsi, la toccò, le mise due dita dentro. Poi le fece cenno di avvicinarsi, la fece chinare. “Succhialo un po’ tu”, le disse. Roberto a mala pena si reggeva in piedi, ma riuscì ad entrare in tutte e due le bocche, ne sentì la differenza, avrebbe voluto avere due cazzi. Ma adesso aveva bisogno di avere l’orgasmo, ma voleva il membro dentro la vagina. “Matilde, amica mia, fammi scopare dal mio uomo … Vuoi intanto la mia lingua?“- “Andiamo a letto”, supplicò Roberto. Accettarono la proposta. “”io voglio essere chiavata bene”, declamò Giorgia. “Hai ragione, ti concedo il cazzo, ma tu mentre ti fai scopare da Roberto, mi devi leccare, farmi sentire la tua lingua saettare nella mia fica e nel culo”.
Si disposero in modo tale da essere contenti e soddisfatti tutti e tre. Giocarono fino al limite delle loro forze, poi mentre Giorgia succhiava il clito di Matilda e le faceva sentire un dito nel culo, Roberto esplorò tutte le fessure a sua disposizione e poi infilò il suo cazzo turgido nell’ano della moglie.
Quello fu il loro primo incontro, ne seguirono altri nel corso del tempo.
scritto il
2026-05-06
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