Caregiver
di
Laura m
genere
bisex
1.
Suo marito era morto da quasi due mesi, lasciandola vedova ma molto ricca. In verità Marianna vedova era anche prima, perché il marito aveva 75 anni e lei 32, cosicché lui esercitava pochissimo i suoi doveri coniugali, limitandosi a guardarla nuda mentre si masturbava e ogni tanto leccandole la fica, giustificandosi col dire: finché c’è dito e lingua – l’uomo non è finito, che certamente per una trentenne è poca roba. In compenso, ogni tanto lui la portava in un club e la faceva sfogare a sazietà. Lui, è ovvio, la guardava mentre si faceva scopare da uomini e donne.
Si erano appunto conosciuti in un club privato: lui scapolo impenitente aveva fatto sempre sesso con le ragazze dei bordelli e poi, quando diventarono di moda, nei club, sia con le ragazze che animavano le serate, sia con le mogli di mariti compiacenti. Lei era una delle animatrici più brave e più disinvolte, nulla del sesso le era sconosciuto e le piaceva molto farsi guardare anche nei momenti più intimi. E l’ex marito era uno dei guardoni più assidui, era sempre in prima fila quando lei si esprimeva nelle sue performance: spesso la incitava e spesso guardandola si masturbava. Alla fine le chiese di sposarlo. Fatti due conti, lei disse di sì, con l’accordo che ogni tanto lui la portasse in un club.
Ora che era vedova, però, nessuno la portava nei club e lei da sola non ci andava: da qualche anno aveva fatto la signora per bene, sempre accompagnata dal marito, ora vedova inconsolabile non le sembrava opportuno andare a farsi scopare in gramaglie. Ma aveva tanta voglia di fare sesso, si masturbava, però non era la stessa cosa. Ricordava con nostalgia i tempi in cui spompinava qualche marito davanti alla moglie o si faceva leccare la fica da qualche signora in vena di trasgressione. Una volta aveva accontentato insieme due uomini e una donna, una delle sue esperienze più esaltanti, fatta in un club in mezzo a tante persone, tutte arrapate, che la guardavano e la incitavano.
Non sapeva come rimediare, ma aveva tanti soldi e i soldi fanno venire le idee. Avrebbe assunto due badanti, giovani, un maschio e una femmina. Fece un annuncio sul giornale più importante della città. Non si presentarono in molti, perché il termine “badante” risuona di persone anziane non autosufficienti, che hanno bisogno di continua vigilanza e di servizi non sempre piacevoli. Tra le donne si presentarono anche due signore non più giovani, una era anche bella ed aveva un seno e un culo molto appetitosi: le sarebbe piaciuto rotolarsi nel letto con lei. Le disse che cercava una persona diversa, comunque si fece dare il numero di telefono per ogni evenienza. La guardò mentre si accomiatava: sì bel culo da palpare a lungo. Scelse una delle delle tre ragazze che si erano presentate: una era troppo magra, bruttarella in verità, forse come tutte le bruttine anche molto calda e vogliosa, ma nella sua mente aveva già un’idea. Nella quale non rientrò la seconda, una ragazzotta un po’ ingenua che sarebbe occorso istruire per molto tempo: non era il caso. La terza, infine, le piacque subito, non tanto per il fisico, ben dotato di due belle tette, due cosce tornite e due paia di natiche come si deve, quanto per il viso da maialina che aveva: occhi birbanti, bocca sensuale; poi si era presentata con pantaloni attillatissimi che mettevano in evidenza un pube opulento, sotto il quale compariva con molta evidenza il solco della fica. Decise di assumerla, ma le fece prima delle domande per verificarne l’indole.
“Ti chiami, dunque, Valeria … che scuola hai fatto?” – “L’istituto magistrale” – “Sei quindi una maestra… Sei fidanzata?” – “Sì...”- “Fate sesso?” – “Ma che domanda è?” – “Beh, capisco che è una domanda strana, ma vedrai che non è fuori luogo. Lo tradisci?” – Valeria fece la faccia offesa e diventò rossa. “Scusami queste domande, ma vedi, io sono una donna libera, a volte mi capita di ricevere degli amici, quindi voglio una persona che eventualmente non si scandalizzi.” “Beh, non mi scandalizzo, ho fatto le mie esperienze”. “Meglio così … forse hai fatto esperienze anche con le tue amiche…” - Valeria diventò rossa. “Su, non vergognarti, ne ho fatte anch’io quando ero ragazza con le mie compagne .. il sesso è sempre bello, basta che non sia volgare. Frequenti ancora qualche amica?” – “Sono sincera, sì.” – “Insieme al tuo ragazzo?” – “NO …. Ma prima di lui sono stata con un altro che aveva la fidanzata e …” - “Lo facevate in tre?” – “Sì.” – “Bello … mio marito spesso mi portava a casa qualche ragazza bella come te”, stava mentendo ma voleva sondare fin in fondo la disponibilità di Marianna. Intanto la guardava, osservava la sua bocca dalle belle labbra sensuali … si sarebbe fatta leccare subito, lì all’istante. “Sei bella, mi piace la tua compagnia …” - “Grazie, anche lei è bella e soprattutto mi sembra una donna emancipata e libera”- “Ti posso abbracciare?”- “Ma certo!”- Marianna aprì le braccia e accolse Valeria con trasporto, l’abbracciò forte, la strinse a sé, sentì il calore del suo corpo, ma sentì anche i seni della giovine che premevano sui suoi. Istintivamente le carezzò la schiena, poi le mani scivolarono più in basso e incontrarono due glutei rotondi e compatti, le palpò, poi improvvisamente si bloccò. Aveva sentito qualcosa tra le gambe: Valeria le aveva messa la mano aperta sul pube e adesso lo stringeva e vi strofinava la mano. Che monella che era, pensò Marianna; la ragazza le cominciava a piacere per la sua intraprendenza e la sua audacia; le palpò con maggiore vigore le chiappe e avvicinò la sua bocca a quella di Valeria. “Sei birichina! Sai dove hai messo la mano?” – “Sì, sulla tua fica … non volevi questo? “- “Lo desideravo … tirami su la gonna .. sono nuda sotto … dammi la tua bocca …”. Si baciarono, giocarono con le lingue, mentre Valeria armeggiava sotto la gonna. Marianna lasciò di baciarla per chiederle: ”Ti piace la fica?” – “Sì …” - “E il cazzo?” – “Tanto” . “Allora andremo d’accordo… E ora cosa stai facendo?” “Ti tocco … sei umida; vuoi che ti masturbi?” -”Sì”, si staccò dall’abbraccio e lestamente si tolse le mutandine e si alzò la gonna. “Eccomi, sono tutta per te, ma restiamo abbracciate”- Mentre la mano di Valeria le frugava la fica, lei la circondò con le braccia e le mise le mani sul culo, “Mi piacciono queste rotondità, te le palpo mentre mi fai il ditalino .. dammi la bocca e la tua lingua … come sei bella soda … ”- Stettero così, a limonare un po', ma dopo qualche minuto la pressione erotica era molto salita per ambedue: Marianna voleva venire e Valeria voleva fare una conoscenza più profonda. Fu questa a parlare per prima: “Te la voglio leccare e succhiare”. Allora Marianna si diresse verso il tavolo lì vicino, vi appoggiò le mani, si chinò, allargò le gambe. “Accovacciati sotto di me e fai quello che vuoi.” Valeria si sedette sotto l’altra, proprio con quella bella orchidea davanti agli occhi, si accomodò e vi appoggiò le labbra. Dopo qualche secondo Marianna cominciò a lamentarsi, il suo respiro diventò sempre più veloce fino all’urlo finale, mentre Valeria asciugava con la lingua i suoi umori.
2.
Per la scelta del badante maschio le cose furono più semplici: dapprima si presentò un tizio brutto e cafone nei modi; Marianna lo liquidò subito dicendogli che aveva già assunto la persona di cui aveva bisogno. Poi si presentò un giovanotto simpatico e aitante, di nome Riccardo. Marianna lo trovò subito molto attraente ma sottopose anche lui all’esame. Lo accolse nel salottino e gli chiese le solite cose: come ) che istruzione aveva, se aveva famiglia (non ne aveva), come passava il tempo. Poi venne al dunque: “Siccome, gli disse, forse avrei bisogno di qualcuno che si curi della piscina, mi piacerebbe vedere se ha il fisico adatto… si spogli, per favore”. Il giovanotto sembrò non aver capito. “Per favore si spogli, si tolga la maglietta”. Un bel busto da atleta, muscoloso, abbronzato. Mentalmente Marianna si leccò le labbra. “Sì, va bene così, ma ora si tolga i pantaloni..”- “E perché?” _ “Per il solito motivo “. Se li tolse. “Prego, anche gli slip …” - Lui pensò che fosse un po’ matta, però si denudò. Bello, era bello! Lo guardò ammirata: un fisico da atleta, gambe diritte, con poco pelo sul petto e … che bel modello di virilità! Aveva un pene senza difetti, bello diritto, non grosso ma nemmeno piccolo, che gli pendeva morbidamente su due gonadi piene, sode, un esemplare di maschio perfetto. Gli si avvicinò guardandolo negli occhi azzurri. Sorrideva, anche lei gli sorrise e si avvicinò ancora: ne sentiva l’odore di maschio giovane che cominciava a turbarla. Si controllò. “Sì, per la piscina mi sembra adatto …” Allungò il braccio e con la mano gli sfiorò il pene- Non se l’aspettava quella mossa, ebbe la pazienza di aspettare, senza battere ciglio. Ed ebbe ragione perché lei improvvisamente glielo agguantò e glielo strinse. “Quante donne, gli chiese, fai felici con quest’attrezzo?”- Lui sorrise. “Spero che ogni tanto faccia felice anche me. Si riempì le mani con le gonadi, le palpeggiò, poi si abbassò, aprì la bocca e lo ingoiò. Che sensazione meravigliosa! Era da molto che non trattava una cosa così preziosa come quella; lo leccò e lo succhiò mentre le sue mani stringevano quei glutei così sodi. Lui le prese la testa fra le mani, la tenne ferma e cominciò a scoparle la bocca, prima lentamente, quasi a misurarne la capacità, poi con un ritmo sempre più energico. Quando fu pronto, lo tirò fuori e le schizzò più volte il viso con fiotti caldi e odorosi. Lei alzò il capo e lo guardò per qualche secondo, poi gli chiese: “Perché non in bocca?”- “Non avevo chiesto il permesso” rispose. “Hai ragione, certe cose si fanno in due … Vuoi leccarmi la fica adesso? Ti do il consenso” e sorrise. Senza dire una parola, lui la prese alla vita, la sollevò da terra ...”Dov’è il letto?” chiese. “La prima porta a destra”. La trasportò lì e la fece sdraiare sul letto; poi le aprì le gambe sollevandole un po’. “Sei una bella gnocca, complimenti … Ora, mentre ti guardo, ti sfili le mutandine, dai”. Marianna ubbidì, le piaceva il giovinotto, chiedeva il permesso ma sapeva anche comandare. Si sfilò l’indumento e poi aprendo le gambe er mostrandosi tutta, gli chiese: “Sono di tuo gradimento?” Per tutta risposta lui allungò la mano e le coprì tutta la fica, poi giocò con la peluria del pube, morbida e ben curata, le aprì le grandi labbra, col dito percorse tutta la fessura, fino ad arrivare a quella posteriore. Lei non se lo aspettava ed ebbe un brivido. Lui ritrasse il dito e lo riportò di nuovo su quella davanti, la penetrò un po’, quel tanto da inumidirlo, poi lo portò sulle sue labbra, lo leccò. “Sì, hai un buon sapore .. ti lecco”. Si chinò su di lei e fece danzare a lungo la sua lingua sulle grandi labbra, sul pube, con qualche incursione veloce nell’ano, poi dentro la fica; succhiò il clitoride mentre un suo dito le penetrava il culo. Lei ansimò, si contorse, gli strinse la testa fra le mani. “Chiavami, gli disse, fottimi”. Lui si alzò, si prese il cazzo fra le mani che era turgido e scappellato. “Sì, ti fotto, eccomi …”. Il pene scivolò velocemente nella vagina e poi cominciò a chiavarla, ora lentamente ora più veloce. Vennero insieme.
3.
La scopata con Riccardo era stata per Marianna quasi una rinascita; era da tanto che non av eva goduto così e aveva fatto godere. Dopo che il giovane se ne era andato, rimase sdraiata sul letto a ricordare i momenti di piacere appena vissuti. Giaceva nuda sul letto, con gli occhi chiusi. Era stato bello prenderlo in bocca, avvolgervi attorno la lingua, e titillarlo con la punta proprio sul prepuzio … peccato che non le fosse venuto in bocca, non le aveva chiesto il permesso, che sciocco, sciocco sì ma cavaliere gentile: abituata ai club dove certi cafoni le sborravano in bocca in modo brusco … Non le aveva chiesto il permesso, ma lei glielo aveva concesso per farsi leccare … quella lingua guizzante dentro la fica che per diverse volte aveva raggiunto anche il buco del suo culo …. Brrrr, che bello! Ma sì, le avrebbe concesso anche di incularla con quel bastone maestoso. E poi, come l’aveva chiavata! Che ardore, che passione… Aprì gli occhi e si vide riflessa nello specchio dirimpetto: era scarmigliata. Si sedette per mirarsi meglio: i suoi seni erano ancora gonfi di piacere. La prossima volta gliel’avrebbe fatto mettere in mezzo, sentirlo duro tra le tette, sentire la capocchia strofinarsi sui capezzoli, vederlo schizzare; se le accarezzò, le strizzò: aveva seni belli con il contorno di una ciliegina al centro. Sì, glieli avrebbe fatto succhiare … Tornò a sdraiarsi, alzò le gambe e le aprì: lo specchio rifletteva i suoi inguini, la sua fica ancora umida. Le piaceva la sua fica, se avesse potuto se la sarebbe leccata, l’avrebbe sostituita con quella di Valeria. Sì, le piaceva leccare le donne, succhiare il clito. Sì, Valeria, vieni qui, fammi vedere la tua fica, masturbati… te la lecco, sdraiati… come sei bella fatti leccare … e tu, Riccardo, vienimi dietro... penetrami, sì, nella vagina … sì anche nel culo … sì sì sì fottimi il culo. Si portò la mano sulla fica e si masturbò ferocemente.
Dopo quella giornata memorabile passarono diversi giorni prima che i suoi badanti prendessero domicilio a casa sua. Li sistemò in due camere separate perché conservassero la loro libertà personale; i pasti erano consumati insieme; poi ognuno tornava ai suoi lavori usuali, Riccardo in uno studio di architetto, Valeria in una scuola materna. L’attività sessuale era libera, tra i tre non c’era rivalità, Riccardo scopava le due donne e queste ogni tanto si appartavano per i loro rituali saffici. Memore delle serate passate nei club dove oltre a scopare si passava tanto tempo a guardare gli altri, Marianna, che aveva dettato la regola che si potesse liberamente guardare chi faceva sesso, spiava normalmente i due ospiti: quando vedeva che erano impegnati sessualmente si metteva nel vano della porta e spesso mentre i due scopavano, lei si spogliava, si toccava, a volte si masturbava. La sua presenza non disturbava i due, anzi a volte guardandola a loro volta si eccitavano di più e sperimentavano posizioni nuove e giochi improvvisati.
Il sabato sera si riunivano, dopo cena, nella camera da letto di Marianna. Sui comodini erano presenti creme, profumi, vibratori di ogni specie, falli di varie misure e una paio di strap on. Si davano i turni: ora erano le due donne che offrivano il loro spettacolo a Riccardo, ora era Valeria a guardare l’uomo e Marianna ed ora questa che osservava le chiavate di Riccardo e Valeria. Le piaceva come scopavano quei due; a volte lei si introduceva nei loro giochi, leccava il cazzo di Riccardo insieme con Valeria, ne condividevano lo sperma avvicinando le loro bocche mentre lui schizzava, succhiava la fica di Valeria mentre lui la inculava. Le piaceva anche stuzzicare Riccardo: mentre questi fotteva Valeria, lei gli strofinava sul culo un vibratore, gli solleticava con quello il buco. Lui faceva lo schizzinoso, ma alla fine stette al gioco e si faceva manipolare dalle due donne che quando erano al massimo dell’eccitazione diventavano due baccanti scatenate. Valeria a volte indossava lo strapon ed inculava Marianna mentre questa si faceva scopare la bocca da Riccardo.
Avevano trovato l’equilibrio: e la notte tra il sabato e la domenica stavano insieme nello stesso letto. Un Sabato sera Marianna volle provare un gioco nuovo. Nella sala aveva preparato tre poltrone, sistemate in modo da formare un triangolo virtuale; sul pavimento un bel tappeto ampio e tanti cuscini. Quando gli altri due arrivarono, la trovarono seduta in poltrona, coperta da un velo trasparente su cui spiccavano i capezzoli puntuti dei suoi seni. “Benvenuti!” disse loro, “Non l‘ho mai fatto fino a stasera, abbiamo sempre scopato in maniera egualitaria; ma mi sono ricordata che sono io a pagarvi e che io sono la padrona e voi due impiegati … ovviamente del tutto particolari … Stasera mi dovete far divertire, d’accordo?” I due assentirono e rimasero in attesa di ordini. “Avvicinatevi, mettetevi davanti a me … Ora tu Valeria spoglia Riccardo, lentamente .. come se tu volessi convincermi ad acquistarlo, quindi mentre lo spogli mi spieghi com’è fatto, quali pregi ha … su, comincia”. Valeria si avvicinò a Riccardo. “Ecco, ti presento questo bell’uomo; come vedi è giovane e gagliardo … Vedi che bella bocca? Quando bacia accende il fuoco della passione … Tira fuori la lingua .. vedi com’è lunga? Gli serve per leccare i capezzoli, ma anche per passarla sulle parti intime delle donne … Se ti piace venire con la lingua, sa come esplorarti la vagina …”. Valeria si fermò perché aveva visto Marianna portarsi le mani sull’inguine: forse aveva immaginato di sentire quella lingua sulla passera. “Vai avanti …”. “Ora gli tolgo la maglietta … vedi che bel torace, muscoloso; anche lui ha bei capezzoli. Ti faccio vedere come li succhio” e agì di conseguenza: leccò e succhiò quei capezzoli con un alto gradimento del maschio. Marianna, per simpatia, si toccò e accarezzò i suoi; le sue gambe ebbero un movimento istintivo. Tutto ciò che faceva Valeria lo sentiva sul proprio corpo; e poi Valeria era bella, armoniosa e Riccardo un maschio con cui avrebbe scopato per ore. Ora Valeria era scesa giù e aveva messo a nudo le parti intime di Riccardo: gli prese il cazzo in mano, lo allisciò: “Vedi, questo è il cazzo, ora è ancora tenero, ma poi diventa di acciaio; lo sai certamente, ma te lo ricordo: lo puoi tenere in mano, tra le tette, strofinartelo sulla pancia, mettertelo in bocca e succhiarlo … sai? L’hai mai fatto?”. Certo che l’aveva fatto e adesso se lo sentiva sulle labbra .., istintivamente aprì la bocca quasi per farlo entrare. “Vedo che ti piacerebbe”, disse Valeria, “Sì è bello succhiarlo, sentirlo diventare duro dentro le guance ..”- Marianna, con gesto repentino, si tolse il velo, aprì le cosce e si toccò la fica: era eccitatissima, le parole e i gesti di Valeria, pur nella loro semplicità, le avevano scatenato gli istinti più primordiali. “Inginocchiati e prendiglielo in bocca” ordinò a Valeria. Questa, prima di ubbidirle, si fece scivolare il reggiseno e i pantaloncini, rimanendo nuda. “Succhialo!”- La coppa si mise in modo tale che alla padrona non sfuggisse nulla. Visto di profilo il cazzo era monumentale, bellissimo- Valeria lo prese in mano, se lo strofinò sulle tette, poi se lo portò sulle labbra. Marianna cominciò a muovere la mano sul suo pube con un dito cercò la fessura. Ora Valeria era china sul palo di Riccardo, con un colpo deciso delle labbra glielo scappellò e poi cominciò a leccarlo lentamente. “Sì, così …” bisbigliò lui … “Sì, così mormorò Marianna desiderando essere al posto dell’altra. Chiuse gli occhi e sognò. Quando li riaprì, Valeria era ancora alle prese con quell’arnese che sembrava invincibile. Poi il suo sguardo si rivolse alla giovane che aveva cambiato posizione: adesso si era messa in piedi, chinata col culo in aria. Di scatto, Marianna si alzò: aveva in testa le immagini dei Club, quando le donne chine a fare pompini mostravano tutto il posteriore, con le fiche aperte e il culo desideroso di essere penetrato. Le era sempre piaciuto mettersi dietro a quelle donne che, mentre erano ubriache di cazzo, si facevano leccare e manipolare da chiunque. Valeria era bellissima, la fica umida, tremolante; il buchetto invitante. Le si mise dietro e la leccò con passione . La preparò per Riccardo: la eccitò in modo da farla bagnare, leccò quegli umori e passò la lingua sul buchetto, titillandola con la punta della lingua. Era giunto il momento, si fermò e li fece fermare. Tornò a sdraiarsi: “Siete bravissimi. Tu Valeria vieni qui da me, leccami la fica e fammi venire; e tu Riccardo fammi vedere come inculi la nostra Valeria … falla godere e godile tu dentro il suo tenero culo… Su, amore, fammi sentire la tua bocca e la tua lingua sulla mia calda fica …”.
Suo marito era morto da quasi due mesi, lasciandola vedova ma molto ricca. In verità Marianna vedova era anche prima, perché il marito aveva 75 anni e lei 32, cosicché lui esercitava pochissimo i suoi doveri coniugali, limitandosi a guardarla nuda mentre si masturbava e ogni tanto leccandole la fica, giustificandosi col dire: finché c’è dito e lingua – l’uomo non è finito, che certamente per una trentenne è poca roba. In compenso, ogni tanto lui la portava in un club e la faceva sfogare a sazietà. Lui, è ovvio, la guardava mentre si faceva scopare da uomini e donne.
Si erano appunto conosciuti in un club privato: lui scapolo impenitente aveva fatto sempre sesso con le ragazze dei bordelli e poi, quando diventarono di moda, nei club, sia con le ragazze che animavano le serate, sia con le mogli di mariti compiacenti. Lei era una delle animatrici più brave e più disinvolte, nulla del sesso le era sconosciuto e le piaceva molto farsi guardare anche nei momenti più intimi. E l’ex marito era uno dei guardoni più assidui, era sempre in prima fila quando lei si esprimeva nelle sue performance: spesso la incitava e spesso guardandola si masturbava. Alla fine le chiese di sposarlo. Fatti due conti, lei disse di sì, con l’accordo che ogni tanto lui la portasse in un club.
Ora che era vedova, però, nessuno la portava nei club e lei da sola non ci andava: da qualche anno aveva fatto la signora per bene, sempre accompagnata dal marito, ora vedova inconsolabile non le sembrava opportuno andare a farsi scopare in gramaglie. Ma aveva tanta voglia di fare sesso, si masturbava, però non era la stessa cosa. Ricordava con nostalgia i tempi in cui spompinava qualche marito davanti alla moglie o si faceva leccare la fica da qualche signora in vena di trasgressione. Una volta aveva accontentato insieme due uomini e una donna, una delle sue esperienze più esaltanti, fatta in un club in mezzo a tante persone, tutte arrapate, che la guardavano e la incitavano.
Non sapeva come rimediare, ma aveva tanti soldi e i soldi fanno venire le idee. Avrebbe assunto due badanti, giovani, un maschio e una femmina. Fece un annuncio sul giornale più importante della città. Non si presentarono in molti, perché il termine “badante” risuona di persone anziane non autosufficienti, che hanno bisogno di continua vigilanza e di servizi non sempre piacevoli. Tra le donne si presentarono anche due signore non più giovani, una era anche bella ed aveva un seno e un culo molto appetitosi: le sarebbe piaciuto rotolarsi nel letto con lei. Le disse che cercava una persona diversa, comunque si fece dare il numero di telefono per ogni evenienza. La guardò mentre si accomiatava: sì bel culo da palpare a lungo. Scelse una delle delle tre ragazze che si erano presentate: una era troppo magra, bruttarella in verità, forse come tutte le bruttine anche molto calda e vogliosa, ma nella sua mente aveva già un’idea. Nella quale non rientrò la seconda, una ragazzotta un po’ ingenua che sarebbe occorso istruire per molto tempo: non era il caso. La terza, infine, le piacque subito, non tanto per il fisico, ben dotato di due belle tette, due cosce tornite e due paia di natiche come si deve, quanto per il viso da maialina che aveva: occhi birbanti, bocca sensuale; poi si era presentata con pantaloni attillatissimi che mettevano in evidenza un pube opulento, sotto il quale compariva con molta evidenza il solco della fica. Decise di assumerla, ma le fece prima delle domande per verificarne l’indole.
“Ti chiami, dunque, Valeria … che scuola hai fatto?” – “L’istituto magistrale” – “Sei quindi una maestra… Sei fidanzata?” – “Sì...”- “Fate sesso?” – “Ma che domanda è?” – “Beh, capisco che è una domanda strana, ma vedrai che non è fuori luogo. Lo tradisci?” – Valeria fece la faccia offesa e diventò rossa. “Scusami queste domande, ma vedi, io sono una donna libera, a volte mi capita di ricevere degli amici, quindi voglio una persona che eventualmente non si scandalizzi.” “Beh, non mi scandalizzo, ho fatto le mie esperienze”. “Meglio così … forse hai fatto esperienze anche con le tue amiche…” - Valeria diventò rossa. “Su, non vergognarti, ne ho fatte anch’io quando ero ragazza con le mie compagne .. il sesso è sempre bello, basta che non sia volgare. Frequenti ancora qualche amica?” – “Sono sincera, sì.” – “Insieme al tuo ragazzo?” – “NO …. Ma prima di lui sono stata con un altro che aveva la fidanzata e …” - “Lo facevate in tre?” – “Sì.” – “Bello … mio marito spesso mi portava a casa qualche ragazza bella come te”, stava mentendo ma voleva sondare fin in fondo la disponibilità di Marianna. Intanto la guardava, osservava la sua bocca dalle belle labbra sensuali … si sarebbe fatta leccare subito, lì all’istante. “Sei bella, mi piace la tua compagnia …” - “Grazie, anche lei è bella e soprattutto mi sembra una donna emancipata e libera”- “Ti posso abbracciare?”- “Ma certo!”- Marianna aprì le braccia e accolse Valeria con trasporto, l’abbracciò forte, la strinse a sé, sentì il calore del suo corpo, ma sentì anche i seni della giovine che premevano sui suoi. Istintivamente le carezzò la schiena, poi le mani scivolarono più in basso e incontrarono due glutei rotondi e compatti, le palpò, poi improvvisamente si bloccò. Aveva sentito qualcosa tra le gambe: Valeria le aveva messa la mano aperta sul pube e adesso lo stringeva e vi strofinava la mano. Che monella che era, pensò Marianna; la ragazza le cominciava a piacere per la sua intraprendenza e la sua audacia; le palpò con maggiore vigore le chiappe e avvicinò la sua bocca a quella di Valeria. “Sei birichina! Sai dove hai messo la mano?” – “Sì, sulla tua fica … non volevi questo? “- “Lo desideravo … tirami su la gonna .. sono nuda sotto … dammi la tua bocca …”. Si baciarono, giocarono con le lingue, mentre Valeria armeggiava sotto la gonna. Marianna lasciò di baciarla per chiederle: ”Ti piace la fica?” – “Sì …” - “E il cazzo?” – “Tanto” . “Allora andremo d’accordo… E ora cosa stai facendo?” “Ti tocco … sei umida; vuoi che ti masturbi?” -”Sì”, si staccò dall’abbraccio e lestamente si tolse le mutandine e si alzò la gonna. “Eccomi, sono tutta per te, ma restiamo abbracciate”- Mentre la mano di Valeria le frugava la fica, lei la circondò con le braccia e le mise le mani sul culo, “Mi piacciono queste rotondità, te le palpo mentre mi fai il ditalino .. dammi la bocca e la tua lingua … come sei bella soda … ”- Stettero così, a limonare un po', ma dopo qualche minuto la pressione erotica era molto salita per ambedue: Marianna voleva venire e Valeria voleva fare una conoscenza più profonda. Fu questa a parlare per prima: “Te la voglio leccare e succhiare”. Allora Marianna si diresse verso il tavolo lì vicino, vi appoggiò le mani, si chinò, allargò le gambe. “Accovacciati sotto di me e fai quello che vuoi.” Valeria si sedette sotto l’altra, proprio con quella bella orchidea davanti agli occhi, si accomodò e vi appoggiò le labbra. Dopo qualche secondo Marianna cominciò a lamentarsi, il suo respiro diventò sempre più veloce fino all’urlo finale, mentre Valeria asciugava con la lingua i suoi umori.
2.
Per la scelta del badante maschio le cose furono più semplici: dapprima si presentò un tizio brutto e cafone nei modi; Marianna lo liquidò subito dicendogli che aveva già assunto la persona di cui aveva bisogno. Poi si presentò un giovanotto simpatico e aitante, di nome Riccardo. Marianna lo trovò subito molto attraente ma sottopose anche lui all’esame. Lo accolse nel salottino e gli chiese le solite cose: come ) che istruzione aveva, se aveva famiglia (non ne aveva), come passava il tempo. Poi venne al dunque: “Siccome, gli disse, forse avrei bisogno di qualcuno che si curi della piscina, mi piacerebbe vedere se ha il fisico adatto… si spogli, per favore”. Il giovanotto sembrò non aver capito. “Per favore si spogli, si tolga la maglietta”. Un bel busto da atleta, muscoloso, abbronzato. Mentalmente Marianna si leccò le labbra. “Sì, va bene così, ma ora si tolga i pantaloni..”- “E perché?” _ “Per il solito motivo “. Se li tolse. “Prego, anche gli slip …” - Lui pensò che fosse un po’ matta, però si denudò. Bello, era bello! Lo guardò ammirata: un fisico da atleta, gambe diritte, con poco pelo sul petto e … che bel modello di virilità! Aveva un pene senza difetti, bello diritto, non grosso ma nemmeno piccolo, che gli pendeva morbidamente su due gonadi piene, sode, un esemplare di maschio perfetto. Gli si avvicinò guardandolo negli occhi azzurri. Sorrideva, anche lei gli sorrise e si avvicinò ancora: ne sentiva l’odore di maschio giovane che cominciava a turbarla. Si controllò. “Sì, per la piscina mi sembra adatto …” Allungò il braccio e con la mano gli sfiorò il pene- Non se l’aspettava quella mossa, ebbe la pazienza di aspettare, senza battere ciglio. Ed ebbe ragione perché lei improvvisamente glielo agguantò e glielo strinse. “Quante donne, gli chiese, fai felici con quest’attrezzo?”- Lui sorrise. “Spero che ogni tanto faccia felice anche me. Si riempì le mani con le gonadi, le palpeggiò, poi si abbassò, aprì la bocca e lo ingoiò. Che sensazione meravigliosa! Era da molto che non trattava una cosa così preziosa come quella; lo leccò e lo succhiò mentre le sue mani stringevano quei glutei così sodi. Lui le prese la testa fra le mani, la tenne ferma e cominciò a scoparle la bocca, prima lentamente, quasi a misurarne la capacità, poi con un ritmo sempre più energico. Quando fu pronto, lo tirò fuori e le schizzò più volte il viso con fiotti caldi e odorosi. Lei alzò il capo e lo guardò per qualche secondo, poi gli chiese: “Perché non in bocca?”- “Non avevo chiesto il permesso” rispose. “Hai ragione, certe cose si fanno in due … Vuoi leccarmi la fica adesso? Ti do il consenso” e sorrise. Senza dire una parola, lui la prese alla vita, la sollevò da terra ...”Dov’è il letto?” chiese. “La prima porta a destra”. La trasportò lì e la fece sdraiare sul letto; poi le aprì le gambe sollevandole un po’. “Sei una bella gnocca, complimenti … Ora, mentre ti guardo, ti sfili le mutandine, dai”. Marianna ubbidì, le piaceva il giovinotto, chiedeva il permesso ma sapeva anche comandare. Si sfilò l’indumento e poi aprendo le gambe er mostrandosi tutta, gli chiese: “Sono di tuo gradimento?” Per tutta risposta lui allungò la mano e le coprì tutta la fica, poi giocò con la peluria del pube, morbida e ben curata, le aprì le grandi labbra, col dito percorse tutta la fessura, fino ad arrivare a quella posteriore. Lei non se lo aspettava ed ebbe un brivido. Lui ritrasse il dito e lo riportò di nuovo su quella davanti, la penetrò un po’, quel tanto da inumidirlo, poi lo portò sulle sue labbra, lo leccò. “Sì, hai un buon sapore .. ti lecco”. Si chinò su di lei e fece danzare a lungo la sua lingua sulle grandi labbra, sul pube, con qualche incursione veloce nell’ano, poi dentro la fica; succhiò il clitoride mentre un suo dito le penetrava il culo. Lei ansimò, si contorse, gli strinse la testa fra le mani. “Chiavami, gli disse, fottimi”. Lui si alzò, si prese il cazzo fra le mani che era turgido e scappellato. “Sì, ti fotto, eccomi …”. Il pene scivolò velocemente nella vagina e poi cominciò a chiavarla, ora lentamente ora più veloce. Vennero insieme.
3.
La scopata con Riccardo era stata per Marianna quasi una rinascita; era da tanto che non av eva goduto così e aveva fatto godere. Dopo che il giovane se ne era andato, rimase sdraiata sul letto a ricordare i momenti di piacere appena vissuti. Giaceva nuda sul letto, con gli occhi chiusi. Era stato bello prenderlo in bocca, avvolgervi attorno la lingua, e titillarlo con la punta proprio sul prepuzio … peccato che non le fosse venuto in bocca, non le aveva chiesto il permesso, che sciocco, sciocco sì ma cavaliere gentile: abituata ai club dove certi cafoni le sborravano in bocca in modo brusco … Non le aveva chiesto il permesso, ma lei glielo aveva concesso per farsi leccare … quella lingua guizzante dentro la fica che per diverse volte aveva raggiunto anche il buco del suo culo …. Brrrr, che bello! Ma sì, le avrebbe concesso anche di incularla con quel bastone maestoso. E poi, come l’aveva chiavata! Che ardore, che passione… Aprì gli occhi e si vide riflessa nello specchio dirimpetto: era scarmigliata. Si sedette per mirarsi meglio: i suoi seni erano ancora gonfi di piacere. La prossima volta gliel’avrebbe fatto mettere in mezzo, sentirlo duro tra le tette, sentire la capocchia strofinarsi sui capezzoli, vederlo schizzare; se le accarezzò, le strizzò: aveva seni belli con il contorno di una ciliegina al centro. Sì, glieli avrebbe fatto succhiare … Tornò a sdraiarsi, alzò le gambe e le aprì: lo specchio rifletteva i suoi inguini, la sua fica ancora umida. Le piaceva la sua fica, se avesse potuto se la sarebbe leccata, l’avrebbe sostituita con quella di Valeria. Sì, le piaceva leccare le donne, succhiare il clito. Sì, Valeria, vieni qui, fammi vedere la tua fica, masturbati… te la lecco, sdraiati… come sei bella fatti leccare … e tu, Riccardo, vienimi dietro... penetrami, sì, nella vagina … sì anche nel culo … sì sì sì fottimi il culo. Si portò la mano sulla fica e si masturbò ferocemente.
Dopo quella giornata memorabile passarono diversi giorni prima che i suoi badanti prendessero domicilio a casa sua. Li sistemò in due camere separate perché conservassero la loro libertà personale; i pasti erano consumati insieme; poi ognuno tornava ai suoi lavori usuali, Riccardo in uno studio di architetto, Valeria in una scuola materna. L’attività sessuale era libera, tra i tre non c’era rivalità, Riccardo scopava le due donne e queste ogni tanto si appartavano per i loro rituali saffici. Memore delle serate passate nei club dove oltre a scopare si passava tanto tempo a guardare gli altri, Marianna, che aveva dettato la regola che si potesse liberamente guardare chi faceva sesso, spiava normalmente i due ospiti: quando vedeva che erano impegnati sessualmente si metteva nel vano della porta e spesso mentre i due scopavano, lei si spogliava, si toccava, a volte si masturbava. La sua presenza non disturbava i due, anzi a volte guardandola a loro volta si eccitavano di più e sperimentavano posizioni nuove e giochi improvvisati.
Il sabato sera si riunivano, dopo cena, nella camera da letto di Marianna. Sui comodini erano presenti creme, profumi, vibratori di ogni specie, falli di varie misure e una paio di strap on. Si davano i turni: ora erano le due donne che offrivano il loro spettacolo a Riccardo, ora era Valeria a guardare l’uomo e Marianna ed ora questa che osservava le chiavate di Riccardo e Valeria. Le piaceva come scopavano quei due; a volte lei si introduceva nei loro giochi, leccava il cazzo di Riccardo insieme con Valeria, ne condividevano lo sperma avvicinando le loro bocche mentre lui schizzava, succhiava la fica di Valeria mentre lui la inculava. Le piaceva anche stuzzicare Riccardo: mentre questi fotteva Valeria, lei gli strofinava sul culo un vibratore, gli solleticava con quello il buco. Lui faceva lo schizzinoso, ma alla fine stette al gioco e si faceva manipolare dalle due donne che quando erano al massimo dell’eccitazione diventavano due baccanti scatenate. Valeria a volte indossava lo strapon ed inculava Marianna mentre questa si faceva scopare la bocca da Riccardo.
Avevano trovato l’equilibrio: e la notte tra il sabato e la domenica stavano insieme nello stesso letto. Un Sabato sera Marianna volle provare un gioco nuovo. Nella sala aveva preparato tre poltrone, sistemate in modo da formare un triangolo virtuale; sul pavimento un bel tappeto ampio e tanti cuscini. Quando gli altri due arrivarono, la trovarono seduta in poltrona, coperta da un velo trasparente su cui spiccavano i capezzoli puntuti dei suoi seni. “Benvenuti!” disse loro, “Non l‘ho mai fatto fino a stasera, abbiamo sempre scopato in maniera egualitaria; ma mi sono ricordata che sono io a pagarvi e che io sono la padrona e voi due impiegati … ovviamente del tutto particolari … Stasera mi dovete far divertire, d’accordo?” I due assentirono e rimasero in attesa di ordini. “Avvicinatevi, mettetevi davanti a me … Ora tu Valeria spoglia Riccardo, lentamente .. come se tu volessi convincermi ad acquistarlo, quindi mentre lo spogli mi spieghi com’è fatto, quali pregi ha … su, comincia”. Valeria si avvicinò a Riccardo. “Ecco, ti presento questo bell’uomo; come vedi è giovane e gagliardo … Vedi che bella bocca? Quando bacia accende il fuoco della passione … Tira fuori la lingua .. vedi com’è lunga? Gli serve per leccare i capezzoli, ma anche per passarla sulle parti intime delle donne … Se ti piace venire con la lingua, sa come esplorarti la vagina …”. Valeria si fermò perché aveva visto Marianna portarsi le mani sull’inguine: forse aveva immaginato di sentire quella lingua sulla passera. “Vai avanti …”. “Ora gli tolgo la maglietta … vedi che bel torace, muscoloso; anche lui ha bei capezzoli. Ti faccio vedere come li succhio” e agì di conseguenza: leccò e succhiò quei capezzoli con un alto gradimento del maschio. Marianna, per simpatia, si toccò e accarezzò i suoi; le sue gambe ebbero un movimento istintivo. Tutto ciò che faceva Valeria lo sentiva sul proprio corpo; e poi Valeria era bella, armoniosa e Riccardo un maschio con cui avrebbe scopato per ore. Ora Valeria era scesa giù e aveva messo a nudo le parti intime di Riccardo: gli prese il cazzo in mano, lo allisciò: “Vedi, questo è il cazzo, ora è ancora tenero, ma poi diventa di acciaio; lo sai certamente, ma te lo ricordo: lo puoi tenere in mano, tra le tette, strofinartelo sulla pancia, mettertelo in bocca e succhiarlo … sai? L’hai mai fatto?”. Certo che l’aveva fatto e adesso se lo sentiva sulle labbra .., istintivamente aprì la bocca quasi per farlo entrare. “Vedo che ti piacerebbe”, disse Valeria, “Sì è bello succhiarlo, sentirlo diventare duro dentro le guance ..”- Marianna, con gesto repentino, si tolse il velo, aprì le cosce e si toccò la fica: era eccitatissima, le parole e i gesti di Valeria, pur nella loro semplicità, le avevano scatenato gli istinti più primordiali. “Inginocchiati e prendiglielo in bocca” ordinò a Valeria. Questa, prima di ubbidirle, si fece scivolare il reggiseno e i pantaloncini, rimanendo nuda. “Succhialo!”- La coppa si mise in modo tale che alla padrona non sfuggisse nulla. Visto di profilo il cazzo era monumentale, bellissimo- Valeria lo prese in mano, se lo strofinò sulle tette, poi se lo portò sulle labbra. Marianna cominciò a muovere la mano sul suo pube con un dito cercò la fessura. Ora Valeria era china sul palo di Riccardo, con un colpo deciso delle labbra glielo scappellò e poi cominciò a leccarlo lentamente. “Sì, così …” bisbigliò lui … “Sì, così mormorò Marianna desiderando essere al posto dell’altra. Chiuse gli occhi e sognò. Quando li riaprì, Valeria era ancora alle prese con quell’arnese che sembrava invincibile. Poi il suo sguardo si rivolse alla giovane che aveva cambiato posizione: adesso si era messa in piedi, chinata col culo in aria. Di scatto, Marianna si alzò: aveva in testa le immagini dei Club, quando le donne chine a fare pompini mostravano tutto il posteriore, con le fiche aperte e il culo desideroso di essere penetrato. Le era sempre piaciuto mettersi dietro a quelle donne che, mentre erano ubriache di cazzo, si facevano leccare e manipolare da chiunque. Valeria era bellissima, la fica umida, tremolante; il buchetto invitante. Le si mise dietro e la leccò con passione . La preparò per Riccardo: la eccitò in modo da farla bagnare, leccò quegli umori e passò la lingua sul buchetto, titillandola con la punta della lingua. Era giunto il momento, si fermò e li fece fermare. Tornò a sdraiarsi: “Siete bravissimi. Tu Valeria vieni qui da me, leccami la fica e fammi venire; e tu Riccardo fammi vedere come inculi la nostra Valeria … falla godere e godile tu dentro il suo tenero culo… Su, amore, fammi sentire la tua bocca e la tua lingua sulla mia calda fica …”.
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