In seguito ad una telefonata ....

di
genere
etero

“Pronto? Ciao, sono Pino”Q.
“Ciao, come mai mi telefoni?”
“Sono solo e ti penso … tuo marito dov’è?”
“Al solito, è in ufficio, lavora .. e tua moglie?
“Nemmeno lei è in casa …”
“Ce l’hai duro?”
“Sì, l’ho tirato fuori … tòccati anche tu …”
“Se vieni a trovarmi te lo piglio in bocca …”
“Ora?”
“Sì, ora … ho qualche ora libera”.
“Fra dieci minuti sono da te …”
E così Pino andò a trovare la sua Lauretta. Casa sua non era distante da quella di lei, così meno di dieci minuti dopo suonava al campanello di casa del suo amico Walter, il marito di Lauretta che gliela dava ormai da qualche anno, quando potevano vedersi.
Lei lo aspettava e dopo aver chiuso la porta si fece abbracciare e baciare: si stringevano, si succhiavano le lingue, si palpavano. Lui le mise le mani sulle chiappe, gliele strinse e poi cominciò a tirare su la gonna …. voleva sfilarle le mutandine. Ma non trovò nulla perché la dolce Lauretta se l’era tolte in sua attesa. Bella quelle rotondità nude, ancora sode … “Piccola puttanella … mi hai fatto un bel regalo, mi piace toccarti il culo e palpartelo … ma ora ti ricambio: mettiti seduta in poltrona, voglio leccarti la fica”. “Ed io voglio succhiarti il cazzo ...”- - “Sì, ma dopo, tocca a me ora”- Si avvicinarono alla poltrona, lei si accomodò e poi allargò le cosce. Sotto il triangolo rado del pube, la fica di Lauretta era già gonfia. Lui la sfiorò con la mano … gli piaceva toccargliela, seguirne con la punta delle dita la forma delle grandi labbra, poi titillava il clito, le alargava anche le piccole labbra ed infine le infilava dolcemente un dito nel buchetto. La faceva mugolare di piacere. “Piccola porcellina ti piace farti toccare … dimmi che cosa vuoi?”- - “Mi hai detto che mi avresti leccata … Tira fuori la lingua … di più … ora inginocchiati e baciamela … “- Pino eseguì gli ordini: cominciò a leccarle la fica dall’esterno, tutto in giro; poi gliela infilò tra le grandi labbra, ne assaporò gli umori; risalì un po’ per incontrare il clito, che era piccolo ma monello; era un bottoncino gonfio, non un clito grosso, perché Lauretta era tutta femmina. Dopo averlo leccato, glielo prese tra le labbra e cominciò a succhiarlo. Lei si lamentò … “Ti dà fastidio?”.- “No, succhiami … sì, così … più forte”. Pino ci mise un po’ di impegno in più; sentiva che Lauretta cominciava ad ansimare … Lui non poteva vederlo, ma sapeva che si stava massaggiando le tette, si strizzava i capezzoli. La sentiva respirare sempre più forte e muovere il bacino … Si eccitava subito, forse stava per venire … Lasciò il clito e la leccò dentro il buchetto, mentre le sue mani le sollevavano il culo. Ora la fica era tutta dentro la sua bocca, la succhiava e leccava freneticamente. Lei strinse le cosce serrando la testa di Pino, ebbe un paio di sussulti poi urlò. Era il suo primo orgasmo. La fece calmare, poi lui si alzò in piedi e si mise davanti a lei. “Che mi consigli di fare?”- “Abbassati i pantaloni …”.- Lui lo fece. Sotto gli slip si vedeva il cazzo ritto e turgido. “Anche gli slip, prego …”. Dagli slip venne fuori un bel cazzo già scappellato, tanto era la forza dell’erezione. “Toccatelo … sì così … ti apro le gambe, masturbati per la mia fica … mi piace vedertelo fare … tua moglie ti fa masturbare così?” – “Sì …” - “E ti mostra la fica?” – “Ovvio … ma che c’entra mia moglie?” – “Mi piacerebbe vederla nuda, ha un bel culo e un bel paio di tette … La fica come ce l’ha?. – “ Bella come la tua … magari gliela leccheresti ….. Bello sarebbe … “ “A me piacerebbe fosse lei a leccarmi, mentre io te lo prendo in bocca …” - “Che troietta che sei … apri la bocca , dai”. Le si avvicinò e glielo poggiò sulle labbra; lei lo baciò, se lo coccolò per un po’ succhiandolo, leccandogli il prepuzio, senza dimenticare le palle che per un paio di volte provò a metterle in bocca. Pino resisteva, ma le carezze di Lauretta erano tremende, la sua lingua a la sua bocca non stavano mai ferme e sollecitavano il cazzo in mille modi. Non potendone più, Pino le prese la testa fra le mani, bloccò i suoi movimenti e le disse: “Apri la bocca, mia dolce puttanella, ti faccio bere …” - Le sborrò abbondantemente dentro la bocca, tanto che lo sperma fuoriuscì spandendosi per buona parte del viso.
Prima di rimettersi in sesto passò qualche minuto. “Davvero ti piacerebbe farlo con mia moglie?” -
“Perché no? Mi piacerebbe farlo in tre e lei mi piace” – “Mmmmm, forse lei non sarebbe d’accordo … che faresti?” – “Te l’ho detto, mi piacerebbe se mi leccasse … sai? l’ho sognato … Le davo la fica come poco fa ho fatto con te; tu ci guardavi e ti masturbavi … i sogni sono strani. Vedo che ti è venuto di nuovo duro. Mi vuoi fottere? Vieni, andiamo a letto”.
Andarono in camera, si spogliarono del tutto, lei si sdraiò ed aprì le gambe. “Vieni, fottimi, fammelo sentire dentro la fica”. Lo fecero, lentamente, lei venne una seconda volta. Poi lui la fece mettere a pancia sotto, la leccò dalle spalle fino al culo, lei si inarcò e gli offrì l’ano. Non era facile entrare, troppo stretto l’ingresso, ma il cazzo era umido per essere stato dentro la fica e lentamente scivolò dentro. “Ti piace?”- “Sì, -disse lei – ma fai piano. Sì, così, è bello sentirlo dentro … muoviti ma piano” -” Mi hai fatto penare per incularti … ora ti piace”- - “Sì, sborrami dentro … piano”. Pino cominciò a muoversi, avanti e indietro: man mano che gli sfinteri si allargavano, il suo movimento diventava più veloce. Che sensazione bella stare dentro la pancia della donna: il cazzo ne era fasciato stretto, godeva del suo stare rinchiuso in quella dolce morsa.. Anche Lauretta godeva ed anche Pino che, alla fine, la riempì del suo sperma.
Si misero comodi, presero fiato e cominciarono a parlare e a scherzare. “Sai – fece lei – mio marito ha comprato la video camera; ho imparato a usarla.” - “ E cosa hai filmato?” – “Per ora il paesaggio che si vede dalla finestra … Ora te la faccio vedere”. Si alzò e facendo ondeggiare le chiappe nude, andò di là. Tornò con l’aggeggio e lo tirò fuori della custodia. “Ecco, così si fila e da questo piccolo monitor si vede quello che riprende ...”- “Perché non mi riprendi il cazzo?” n- “Certo! Mettiti in posa, alzati … così, prendilo in mano … Ora riprendo le palle, poi risalgo e riprendo la verga; faccio una zoomata sulla cappella … mm che bello: ti si sta rizzando …. aspetta, ho un’idea”. E nel dir così si avvicinò ad un piccolo tavolo, vi posizionò sopra la videocamera, guard nel mirino. “Spostati un po’ a destra, così. Stai fermo” - “Ma che vuoi fare?” “Un piccolo film porno: voglio riprenderti mentre ti faccio un pompino”. Che pazza che era, Lauretta porcellina, una ne fa e cento ne pensa. Pino era in piedi, col cazzo semi ritto; lei gli s inginocchiò davanti e guardando la cam si toccava le tette e si leccava le labbra e muoveva la lingua come se stesse leccando qualcosa. La situazione era strana: da una parte a Pino veniva da ridere, dall’altra desiderava di nuovo essere spompinato. Sentiva il ronzio della cam che stava riprendendo. Lauretta leccava, ingoiava e guardava la cam. Il gioco durò un paio di minuti, poi Pino si lasciò andare, le sborrò un poco in bocca, poi lo tirò fuori e le schizzò il viso. Anche lui era venuto per la seconda volta, avevano pareggiato la partita.
Dopo circa venti minuti era a casa e verificare che tutto era tranquillo, le telefonò, “Tutto a posto? Ha cancellato le riprese?” – “Sìììì, tutto a posto, ho cancellato tutto … ma prima ...” – “Prima?” -
“Prima me lo sono riguardato di nuovo e … “ - “Eh?” – “Mi sono masturbata …”.
scritto il
2026-01-08
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