La pornostar
di
Laura m
genere
trio
1.-
Avevano fatto l’amore per più di un’ora, prima toccandosi e leccandosi da per tutto, poi con un godurioso sessantanove, durante il quale lingue e bocche avevano dato il meglio di se stesse, ed infine, al colmo della libidine si erano accoppiati, lei circondando con le gambe il corpo di lui ed aprendosi tutta per fare entrare l’ariete, lui martellando con vigore la vagina vogliosa di essere riempita e spruzzata. Poi, l’apoteosi: un duplice orgasmo ottenuto con due bocche incollate una all’altra, un cazzo duro che si scioglieva sfregando le calde pareti della vagina e un dito che eccitava gli sfinteri posteriori di lei. Lei si lasciò andare agli urli con cui di solito manifestava il suo profondo piacere e lui non riusciva a frenare l’affannoso respiro. Poi giacquero uno accanto all’altra, scambiandosi bacini e succhiandosi le lingue, mentre lui percorreva con la mano libera il corpo di lei, dal prosperoso petto, al pube peloso, dalla fica bagnata all’ano insaziabile e lei coccolava con le sue mani il membro ormai moscio ma sempre consistente.
“Mi piace fare sesso con te”, disse lui, dopo aver ripreso fiato, “lo farei a tutte le ore, tutti i giorni”- Lei gli rivolse un sorriso di gratitudine. “Mi piace accarezzarti il culo, toccarti la fica e leccartela e poi penetrarti e venirti dentro … a te piace?”. “Scemo! Certo che mi piace, altrimenti starei qui a farmi manipolare? Mi piace … sì … anch’io starei con te tutti i minuti, a farmi accarezzare il culo, a succhiarti la lingua, a farmi fottere, mi piace il tuo cazzo in bocca, mi piace averlo dentro la fica .. e anche nel culo”. “Ti piace anche con tuo marito?”- “Ma è possibile che mi fai sempre la stessa domanda? Prima di tutto con lui lo faccio al massimo due o tre volte l’anno, poi non è … non è caloroso come te, ecco! E tu, con tua moglie ti trovi bene? Non me ne parli mai …” - “Che devo dirti … una volta mi piaceva farlo con lei, ma è sempre contenuta, vergognosa … Solo un paio di volte si è eccitata al massimo: una volta mi chiese di metterglielo in bocca, ma per qualche secondo; la seconda volta, mentre la prendevo da dietro, era sdraiata a pancia sotto, mi offrì il culo, ma non ricordo se le sono venuto dentro … Con te è diverso, basta che mi mostri la lingua o che ti alzi la gonna per farmi impazzire … vorrei essere tutto cazzo per farti godere all’infinito”- A quell’uscita lei rise di gusto: “bello, mi ci sdraierei sopra… ma per farmelo entrare dentro sarebbe un problema, meglio così come sei … Mi piace tenertelo in mano così, mi eccita sentirlo diventare sempre più duro … So che hai avuto tante donne e so anche che ne hai anche ora, ma non sono gelosa, lo condividerei anche con tua moglie, forse la farei diventare più libidinosa … “ - “Davvero? Mi condivideresti con lei? Se lo dici è perché l’hai pensato … L’hai pensato?” – “Sì, a volte, quando ho voglia di te, lo penso … “ - “E cosa immagini?”- “Ti piacerebbe saperlo, eh … Beh, te lo dico. Immagino che tu stia in piedi, lei è davanti a te, nuda, si vede che ha voglia … si inginocchia e ti apre i pantaloni … te lo prende in mano e guarda me … le faccio cenno di sì … lo accarezza, lo lecca, se lo fa entrare in bocca. Io le vado dietro, mi inginocchio anch’io le prendo i seni e glieli accarezzo. Le tocco anche il culo, che è bello, per quanto possa immaginare. La bacio dietro la nuca, lei si gira e mi dà la bocca, mi succhia la lingua, poi si scosta, ti prende il cazzo e me lo porge. Lo succhio, poi glielo cedo. Mi dice di alzarmi, mi alzo, lei mi solleva la gonna e mi tira giù le mutande. Mi lecca la fica, poi torna a riprendersi il cazzo. Poi si alza anche lei e va a sdraiarsi sul letto, con le gambe penzoloni e tutte aperte: è bellissima, vado a gratificarla leccandogliela e succhiandole il clito. Sono in posizione prona, il mio bacino è tuo; mi strofini il cazzo sulle chiappe, poi scendi giù e mi chiavi; io continuo a leccare tua moglie, sento che esci, poi mi allarghi il culo e mi sodomizzi. Alzo il capo, tua moglie mi chiede: che fa? Mi sta inculando, le dico. Lei mi mette le mani sul capo e mi tira a sé. Gliela sto mangiando… lei viene … io stringo le cosce … vieni anche tu e al tuo ultimo schizzo vengo anch’io … Ti è piaciuta la storiella, eh … sento che il tuo cazzo mi è cresciuto in mano … bello! Dammelo un poco in bocca”. Lui si rigira, si mette in ginocchio: “Voglio incularti!” – “Eccomi, spaccami!”
Ci volle un bel po’ prima che tornassero calmi; si alzarono, lui andò a preparare una bevanda; quando tornò lei si era già in parte rivestita, lui era ancora nudo col membro che gli penzolava. Lei scoppiò a ridere: “Come sei ridicolo, tutto nudo, però ha un bel ciondolo … te lo riprendo in bocca” e così si chinò e comincio a leccarlo e a succhiarlo. “Amore, così mi sfinisci, non ce la faccio più ...”- “Che importa”, disse lei, “mi piace da morire” e continuò a leccargli la verga, poi le palle, poi ancora la verga che faceva sparire dentro la bocca calda e voluttuosa. “Ora girati”. “Perché?” – “Ti voglio leccare il culo”. Lui obbedì, si girò, lei prese le due chiappe e le allargò. Che buchetto scuro! Non ci pensò due volte, la sua lingua guizzò tra i due globi, trovò l’ano e vi inserì la lingua. “Sei una porca … bello … fai di più …”. Lei non ne fu sorpresa e subito gli infilò un dito dentro, lui si chinò per sentirlo tutto e stette lì a goderselo ansimando. “Anche tu sei un bel maiale” – “Già ...a te piace leccare la fica, a me piace il dito dentro … Dai, basta ora, si fa tardi, i nostri coniugi staranno in pensiero …”. Tutti e due scoppiarono a ridere. Poi lui l’aiutò ad alzarsi prendendole le tette tra le mani: “Per davvero ti piace mia moglie?” – “Lo sai, te l’ho già detto, mi piacerebbe farlo con una donna .. tu moglie non mi piace come persona, ma ha un bel culo e belle tette, sono quasi invidiosa e gelosa perché penso che ogni tanto glielo metti tra le tette … Sì, mi piacerebbe portarmela a letto, anche senza di te pure se con te sarebbe meglio …” - “Mmmm, sarebbe bello, ma non credo che mia moglie ci starebbe ... E chi ti piace di più tra le nostre conoscenti?” – “Mi vergogno a dirlo, ma a te dico tutto. Mi piace molto Simonetta, la figlia di G…” - “Ma è una ragazzina!” - “Lo dici tu che è una ragazzina, ha un bel seno, non grosso, ma con due capezzoli meravigliosi; l’ho vista negli spogliatoi della palestra; le ho visto anche i peli della fica che fuoriuscivano dal tanga e un culetto meraviglioso che mangerei volentieri …” - “Anche un po’ pedofila, allora ...”- “Ma dai, è femmina fatta e penso che ti piacerebbe fotterla. Dopo averla vista in palestra, la sera ripensandola mi sono masturbata per lei … E poi c’è Giulia …” - “Chi?” – “Non la conosci, è una pornostar; tra i libri di mio figlio ho trovato una cassetta porno, intitolata Giulia la trasgressiva … Me lo sono goduta da sola”. “E che ha di speciale e di trasgressivo costei?” – “Beh, ora dobbiamo andare via, la prossima volta porterò la cassetta, sperando che il televisore che c’è qui funzioni … quando ci si vede? Ricordati che martedì prossimo non posso venire, ti va giovedì?”- “Va bene giovedì”.
2.-
Il giovedì ad arrivare per primo fu lui, perché aveva le chiavi di quel piccolo casolare in mezzo ai campi che un amico gli aveva ceduto, mentre si trovava all’estero. Da un po’ di tempo quella piccola casa rustica era diventata un comodo nido: niente più scopate in macchina, né in un prato in mezzo al bosco, col pericolo di essere visti , soprattutto, avevano la possibilità di stare insieme per quasi due ore. Chissà cosa c’era in quella cassetta porno ... “Staremo a vedere”, pensò. Finalmente sentì il rumore della macchina che parcheggiava. Aprì la porta e lei entrò: era allegra. Gli si avvinghiò stringendolo e baciando. “Ti desidero” gli disse; gli ficcò la lingua in bocca e gli mise una mano sulla patta dei pantaloni. “Mentre mi vestivo ti ho pensato e mi sono masturbata”. Glielo tirò fuori e glielo massaggiò. “Che bello! Diventa duro ed è tutto per me, vero?”- glielo prese in bocca, mentre le sue dita sbottonavano la camicetta. Quando le tette furono tutte fuori, con i capezzoli ritti, smise di succhiarlo, glielo prese e se lo portò sul petto, tra quelle piccole bianche e morbide collinette. “Smettila, dai, non mi fare venire così subito”, fece lui mentre cercava di liberare il suo membro da quel soave carcere. “Non mi dovevi far vedere il film?”- “Ah, sì … vado a mettere la cassetta”. Armeggiò un po’ con gli apparecchi, poi si mise tra il divano e il televisore. “Spogliati”, gli disse, “I film porno si guardano stando nudi”. Lui si spogliò, il cazzo gli pendeva mezzo moscio. Se lo prese in mano: “sei pronto?” gli disse. “Siediti” le fece lei, “tocca a me spogliarmi..” E cominciò lentamente uno strip provocante. Si tolse camicetta e reggiseno, si accarezzò le tette, strinse i capezzoli tra indici e pollici, tirò fuori la lingua e si leccò a lungo le labbra. “Me le lecchereste o preferiresti guardare la bella Simonetta che me le succhia? Tòccati … sì, così … mi tocco anch’io”. Si alzò la gonna e fece vedere che era nuda, con la fica già umida: “Toccati per la mia fica, io mi tocco per te, toccati. Me la apro, guarda come è rosea, te la faccio leccare, succhiare … e poi me lo infili e mi scopi, mi chiavi … o preferisci il culo?” Si girò e gli mostrò le sue belle e burrose chiappe, sollevandosi la gonna e chinandosi un po’. “ti è diventato duro, che bello! Vieni, strofinamelo sulle chiappe, inculami … mi piacerebbe essere inculata davanti a quella fava ghiaccia di mio marito, per fargli vedere come sono capace di godere… con tutto questo ben di dio che mi ritrovo“. Lui le si era frattanto avvicinato e le carezzava il culo, la penetrava con le dita. “Sì, inculami, fammelo sentire dentro … io mi porto le mani sulla fica e mi masturbo, mentre tu mi esplori il culo .. sì, sento che mi penetri .. scopami, scopami il culo così … mi tocco la fica .. ahhh, vengo, sborrami dentro … bello bello bello!” Dopo essere venuto, lui rimase ancora un po’ dentro di lei che continuava gemere di piacere. “Non uscire, vai indietro lentamente e siediti, io mi seggo sopra di te, col cazzo dentro … sei bravo oggi, sei ancora duro, lasciati baciare sulle bocca”, ma il movimento che fece per baciarlo fece sì che la verga le uscì … “Pazienza … è ancora duro, mi accoccolo su di te dandoti le spalle, infilalo nella vagina, a spegni moccolo … sì così .. ora avvio la cassetta”. Mentre il film partiva, lui giocava con le tette e i capezzoli, lei ogni tanto muoveva il bacino per posizionarsi meglio. Cominciò il film, sul monitor apparve una bocca femminile che leccava e succhiava due cazzi. Due belle mazze come si vedono nei film porno; lei era brava nel passare dall’una all’altra. “Ti piacerebbe averne due in bocca?”. “Ovvio, anzi vorrei averne sei … “- “Sei in bocca?”- “Oh no, due in bocca, uno in fica, un altro nel culo e uno per ogni mano …”. E scoppiò in una risata. Intanto la pellicola andava avanti e con essa il doppio pompino. “Ma è sempre così noioso?” chiese lui. “No, fra poco arriva il bello …” E difatti, da un primo piano con la bocca e i due cazzi, le immagini passarono ad un campo largo, con due belle zizze in primo piano, capezzoli grossi come lamponi. “Caspita”, esclamò lui, “vuoi quella di destra o di sinistra? Si succhiano insieme … “. L’entusiasmo di lui passò a lei attraverso il cazzo che ancora era dentro. Lei lo baciò appassionatamente. “Sì, sarebbe bello essere in tre con lei…”. L’immagine intanto si espandeva: ora era lo stomaco, la pancia con l’ombelico della pornostar, ad ogni immagine aumentava la voglia dei due spettatori. Lei si strinse ancora di più a lui; quindi l’immagine esplose mostrando il bacino dell’attrice: a gambe aperte mostrava un superbo pube peloso, prominente, sotto il quale si apriva una fica meravigliosa: non grossa, ma con due grandi labbra socchiuse da cui fuoriusciva un clitoride birichino, già eretto. “Glielo voglio succhiare, che bello”, l’eccitazione di lei s’incamminava verso una passione smodata. Poi la diva si girò e mostrò un culo monumentale: due sfere perfette, bianche, sode, interrotte da una spaccatura che ti faceva desiderare di vedere aperta. Lei divaricò con le mani le chiappe e così svelò un panorama incredibile a raccontarlo: due rotonde colline facevano ombra ad una stretta valle, con qualche pelo qua e là, al centro della quale si apriva un tenero bocciolo che, man mano che lei si dilatava, sbocciava come una rosa di maggio. “Come mi piacerebbe incularla!” esclamò lei, “Perché non sono un maschio cazzuto?” e strinse le cosce per sentire meglio ciò che aveva in grembo. Ora nel monitor apparivano lei e tre uomini, tutti ben dotati. Tutti e tre circondarono un letto, lei si sdraiò tenendo però la testa penzoloni: allargò le gambe tra le quali splendeva il suo sesso aperto e voglioso; poi tirò su le gambe, portandosele sulle spalle. Uno dei tre le si mise davanti, si accarezzò il cazzo, lo scappellò e lo appoggiò su quella bella fica. La macchina da presa si avvicinò e si vide proprio come la verga si faceva strada tra le grandi labbra e poi tra quelle piccole e finalmente si imbucava. Si fermò, poi con un colpo deciso entrò. I due sul divano ebbero un sussulto, lei si lasciò andare ad un piccolo urlo. I due del film si mossero per qualche decina di secondi: scopavano lentamente in modo da far vedere come il cazzo penetrava la fica e ne usciva. Poi il chiavatore si fece avanti col bacino, lasciando spazio sufficiente all’altro, che mise le mani sotto le chiappe di lei sollevandola. Adesso il buco del culo era scoperto. Lui si avvicinò, appoggiò la cappella sul buco ed entrò, anche lui lentamente. La macchina da presa inquadrò il terzo uomo, che si masturbava proprio sul viso di lei: questa tirò fuori la lingua invitandolo ad avvicinarsi. Quello glielo appoggiò sulle labbra, lei le aprì e l’ingoiò. Lei non succhiava, stava con la bocca aperta e quello gliela scopava. La scena aveva qualcosa di straordinario; tutti e tre adesso si muovevano freneticamente, lei si aggrappava alle lenzuola del letto, del tutto soggiogata da quei tre cazzi furiosi.
“Dammelo in bocca, in bocca” esclamò lei; “scopami la bocca e poi la fica e poi il culo! … come nel film”.
3.-
Quel film, bruttino anziché no, aveva comunque lasciato il segno. Lei era tornata a casa più arrapata di prima, cercò di sedurre il marito, ma questi dopo qualche bacio si spazientì e lei fu costretta ad andare in bagno, per masturbarsi pensando al film, e alla scopata con il suo amante.
Anche lui tornò a casa molto eccitato, avrebbe avuto bisogno di un bocchino, ma a sua moglie non piaceva farli; si accontentò di chiavarla per sfogarsi, ma senza piacere perché a lei quella sera non andava di fare fantasie. Ma in lui quel pomeriggio aveva solleticato la curiosità. Prima di tutto voleva sapere se era possibile incontrare la Giulia e quanto costava a scoparla; e poi, voleva appurare se lei era capace di far diventare fatti le cose che diceva, portando al loro incontro il bel culo della pornostar e vedere come reagiva. Troppe cose aveva detto: aveva parlato di suo marito, della moglie di lui, di Simonetta, aveva fatto cose pazze durante il film con la pornostar. Voleva metterla alla prova.
Fece delle ricerche su Internet, così scoprì che Giulia aveva siti su Facebook, si Instagram, ma si trattava di siti in cui si entrava su invito. Però la fortuna lo assisteva: infatti trovò un sito di annunci porno in cui poté leggere una locandina di un locale privéè in cui si sarebbe svolto uno spettacolo con la Giulia. Il locale era in una cittadina abbastanza vicina ed era aperto anche nel tardo pomeriggio. Giusto per incontrare la Giulia, invitarla ad un incontro privato e tornare a casa per la cena.
Fu costretto a recarsi in quella città più volte ma alla fine, riuscì ad entrare nel locale, vedere uno spettacolo piuttosto modesto (ma la visione da vicino del culo della porno diva ti ripagava il biglietto) e ad avere un incontro nel suo camerino. L’attrice non era sola, c’era il suo compagno, che però non aveva partecipato allo spettacolo: lui avrebbe fatto brutta figura, mingherlino com’era, mentre quelli che sul palcoscenico avevano giocato con lei sessualmente erano robusti e vigorosi. La presenza di lui lo impacciava un po’, mentre i due parlavano di incontri multisessuali con assoluta noncuranza. Il mingherlino avrebbe voluto essere della partita, ma alla fine si convinse che la sua presenza avrebbe probabilmente condizionato emotivamente l’amante di lui. L’accordo fu che la porno diva avrebbe giocato sia con lei che con lui; al prezzo di 500 euro. Prima di accomiatarsi, lei gli disse: Sei un bell’uomo, sarà piacevole scopare con te .. Lei com’è?”. Ci aveva pensato ad una richiesta del genere, per questo si era portato alcune foto di lei, alcune con indosso il vestito, altre in posizioni discinte e una con lei totalmente nuda. “Cazzo! Che bella fica!” Esclamò lei; “Guarda”, disse al compagno porgendole le foto. Anche lui rimase sorpreso. In effetti lei, pur avendo cinquanta anni era ancora bella e procace e desiderabile. “Bella veramente, disse il mingherlino, ti divertirai, aggiunse rivolgendosi a lei”. “sì, non vedo l’ora di fare un bel 69 con lei … e tu” si rivolse a lui”, sei dello stesso livello? Fammi sentire” e gli mise la mano fra le gambe, massaggiandolo. “Vuoi toccarlo anche tu? Si rivolse al marito o socio che fosse; quello si schernì …
“Ma certo che sarai all’altezza … Mi hai visto stasera? Che ti piace di me?” – “Beh, veramente mi ha colpito il sedere, bello, monumentale, due sfere perfette …” - “Piace a tutti, lo farò assaggiare anche a te” e tornò con la mano sul pacco. “Accidenti, ti è diventato duro … guarda Gigi, ce l’ha duro, vuoi assaggiarlo? Aspetta, amore, si rivolse a lui, sul palco non lo faccio, ma privatamente sì”: si alzò la gonna, sfilò le mutande e mostrò la fica. Gli prese la mano e se la fece toccare. “Ora però te lo tiro fuori, fammelo tenere un poco in bocca … Gigi, vieni accanto a me, facciamolo godere ...”- Lo ingoiò fino in gola, poi fece inginocchiare il socio e gli offrì la verga dura. Il pompino fatto da lei era da professionista, il socio si arrangiava. “Ora, mentre lui ti spompina, io ti faccio vedere come mi masturbo”. E si mise là davanti a gambe aperte a rimestarsi dentro la fica. A lui il pompino del socio non piaceva, ma era eccitato dal ditalino che lei si stava facendo. Venne e innaffiò il viso del socio, il quale finì l’opera leccando lo sperma che gli era rimasto fra le labbra. “Sì, leccalo, amore, ora lecca me”. Gli prese la testa e se la portò fra le cosce. Mugolò per un po’ e poi gridò: “Vengo, vengo! Ora tocca a te”. Si chinò e prese in bocca quello del socio, che dopo qualche secondo sbrodò. Lei bevve avidamente.
Al ritorno lui cominciò ad avere qualche ripensamento. Piacerà a lei?. O sarà la fine del nostro rapporto? Beh, se me le scoperò tutte e due e mi daranno il culo a turno, che m’importa se sarà l’ultimo incontro …
4.-
Si telefonarono per mettersi d’accordo sulla data.”Quando ci vediamo? Mio marito venerdì sarà via dalle tre del pomeriggio fino a tarda sera”. Lui avrebbe programmato tutto in modo da essere libero per tutto il pomeriggio. “Sì mi sta bene venerdì dalle 15.30”. Non le disse nulla della porno diva, sarebbe stata una sorpresa.
Quando lei arrivò, lui era già lì da un pezzo, aveva accolto Giulia, per passare il tempo avevano pomiciato un po’, lui si era divertito a giocare col culo di lei, ma da sopra la gonna. Anche lei si era accontentata di palparlo sulla patta.
Era tutta festosa ed allegra, come tutte le volte che sapeva che si sarebbe scopato. L’idea del cazzo, di un cazzo duro e intramontabile che poteva tenere in mano o in bocca, che la penetrava davanti o di dietro, la rendeva felice. Si baciarono e si palparono a vicenda, lui gli sollevò la gonna e le mise le mani sulle chiappe: “Hai scopato con tuo marito?” – “Scemo! Mi sono masturbata per Simonetta, come la leccherei tutta … E tu, che hai fatto con la tua consorte”? “Solo un sessantanove” … Ti piace se ti tocco il culo? O ti piacerebbe che te lo palpasse qualcun altro o altra?” “Mi piace se me lo palpi tu ed io leccassi una donna…”. “E chi vorresti come donna? La Simonetta?” – “No, la Simonetta la voglio tutta per me”. “Ti piacerebbe quella del film, Giulia la trasgressiva?” – “Oh sì ogni volta che penso a lei, mi appare il suo culo, aperto, ma anche la sua bella fica… Perché non me la regali?”- “Vuoi conoscerla? Ci vorresti passare qualche ora a letto, tutte e due nude e vogliose?” – “Magari!” – “Chiamala …” - “Magari!” – “Chiamala, provaci”. Lei si mise le mani ad imbuto davanti alla bocca: “Giuliaaa, vieni...”- Dille cosa vuoi da lei” – “Giuliaaa, vieni, voglio fare un sessantanove con te .. Ho la fica bella calda …” Si aprì la porta della stanza accanto e comparve Giulia, spaventando non poco lei. “Di cosa hai paura? Se vuoi fare un 69 con me, dimmi come ti chiami”.- “Ma che hai combinato?” Chiese a lui. “Volevi che te la regalassi, ed eccola tutta per te ed anche per me”. Lo guardò imbronciata, poi sorrise e gli si attaccò al collo dicendo grazie grazie e baciandolo. Poi rivolgendosi a lei: “Mi chiamo Silvia, piacere … Scommetto che voi due vi conosciate”- “Sì abbiamo avuto dei contatti, rispose lei ridacchiando, ma il bello è che non so come ... si chiami”.- “Già vero, mi chiamo Piero”. “Contatti fisici” chiese lei, che tipo?” “Solo la bocca, fece Giulia, tanto per sapere con chi avevo a che fare …”. Beh mettiamoci comodi” disse Piero, le fece accomodare e servì uno spritz che aveva preparato. Giulia accavallò le gambe per farsi ammirare da Silvia: aveva cosce un po’ grosse, ma eleganti. Era una bella quarantenne, solo le labbra erano innaturali perché rifatte da un chirurgo non molto bravo, ma poi cosce e seno erano procaci ma non grassi, così che il sedere era molto gradevole da vedere. Silvia appuntò gli occhi su quelle cosce. Pensò che fra poco ci avrebbe messo su le mani … ebbe un brivido di piacere. “Ti piacciono le mie cosce? Le chiese Giulia, “posso vedere le tue? Non accavallarle, aprile e tira un po’ su la gonna, sì così. Sei matura e bella .. Hai mai fatto sesso con una donna?” – “No, questa sarebbe la prima volta, ma con l’immaginazione tante volte”. “Mi conoscevi?” . “Solo attraverso un film, eri con tre uomini” .”Ah, hai visto la doppia penetrazione … e cosa ti è piaciuto di me?” – “Tutto, ma di più il culo, mi piacerebbe leccartelo …” - “sei buongustaia … Anche al tuo amico piace … Allarga di più le cosce, fammi vedere cosa hai in mezzo … togliti gli slip … sì, bella … ti piacerebbe se te la leccassi? … Guarda la mia” e si tolse anche lei le mutande e allargò le cosce. “Ora facciamo arrapare lui, masturbiamoci, e tu non essere baccalà spogliati e facci vedere il tesoro che ci nascondi”. Lui lestamente si tolse i pantaloni e lo slip e tirò fuori l’uccello già pronto a volare. “Beata te, con quel cazzo. Dove lo vorresti adesso? Io in bocca, tu?” – “Anch’io in bocca”. “Sediamoci una accanto all’altra e tu, bel maschione, avvicinati …” - Lo leccarono e succhiarono a turno, mentre le loro mani sfioravano e toccavano reciprocamente le tette, il sedere. “Anche tu, Silvia, hai un bel culo, merita di essere penetrato. Ora io mi abbandono sul divano, tu me la succhi e nel frattempo ti fai inculare da Piero … mi piace vedere queste scene …” - Così fu fatto, Silvia si dispose in modo da poter mangiare la bella fica di Giulia e da offrire il culo all’amante. L’operazione durò per parecchi minuti, permettendo a Silvia di esplorare lentamente il bel fiore nascosto che la maturità aveva reso più desiderabile. Quando aveva iniziato a leccarla, tutto l’apparato era piatto, ora invece si era gonfiato, le grandi labbra sembravano adesso bistecche succose tanto che Silvia poteva mettersela in bocca, la fessura si era inumidita emanando quell’afrore che faceva arrapare sempre di più la leccatrice. Intanto Giulia, oltre a godere della lingua e della bocca di Silvia, era affascinata da come Piero stava inculando la sua amante: prima aveva sbattuto la sua verga sulle chiappe di Silvia, poi l’aveva strofinata lungo la spaccatura, infine l’aveva messa dentro. Tra la fica di Giulia e il cazzo di Piero, Silvia non faceva altro che mugolare. “Giulia, fece Piero, “perché non ci diamo il cambio? Voglio sodomizzarti e credo che Silvia vorrebbe sentire la tua lingua …” - “Sì, hai ragione … Silvia ti sono grata perché nessuna mi aveva leccata con tanta passione come te; spero di ricambiarti allo stesso modo” – Cambiarono posizione; Silvia si sedette e allargò le cosce, Giulia china su di lei rimase folgorata, non aveva mai vista in una cinquantenne una fica così bella e così fresca. Tuffò la testa in mezzo a quelle candide e morbide cosce e si preparò a farla godere profondamente. Anche Piero era rimasto piacevolmente sorpreso nel vedere le due sfere perfetta di Giulia che lasciavano intravedere una fessura piacevole come un viale alberato, in cui spiccava l’ano che era stato allargato da chissà quanti passaggi; si accarezzò il bastone, lo scappellò e puntò direttamente il buco. Era estremamente piacevole entrare ed uscire da quel tunnel e sentire il tremito del corpo della pornostar e i gemiti di Silvia che si accarezzava selvaggiamente le tette ad ogni colpo di lingua che le saettava nella vagina. Le due donne si lasciarono andare ad un piccolo orgasmo, Silvia per i leccamenti paradisiaci di Giulia e questa perché mentre Piero la inculava, si era fatta un ditalino.
Solo Piero non era venuto, ma era alquanto stanco e chiese una pausa ristoratrice. E mentre le donne rimasero sul divano, sbaciucchiandosi e toccandosi ovunque, lui andò in bagno a sciacquarsi e poi preparò un’altra bevanda. Al ritorno trovò le due donne impegnate in un bel sessantanove: insaziabili. Le due smisero malvolentieri, ma anche loro avevano bisogno di rifiatare. Si misero a chiacchierare del più e del meno ma tornarono spesse volte a parlare di quello che avevano fatto poco prima. “Devo dire che mi trovo bene con voi: - disse Giulia - ho avuto molte esperienze, ma voi avete in più la passione che rende le cose più autentiche. In genere in questi casi tutto è un po’ meccanizzato, con voi no, siete naturali, mi avete fatto godere come non mai, in genere fingo il piacere, con voi ho avuto tre orgasmi di già, anche se non esplosivi …” - “Sì, anch’io mi sto divertendo, pur se ho evitato di venire. Metterlo dentro al culo di Giulia è stata un’esperienza notevole, scusami Silvia, non è per sminuire le tue performance anali, anche con te l’inculata è sempre eccezionale, ma Giulia è super” – “Me ne sono accorta guardatoti in viso ogni tanto … ti credo. Peccato non avere il pisello, anche a me piacerebbe inculare Giulia ,,,” - “Davvero? Sai, a tutto c’è rimedio … aspettate.” Si alzò e andò nella stanza accanto dove prima si era nascosta. Tornò con un borsone, che aprì per rovistare dentro. Alla fine tirò fuori uno strano aggeggio. “Cos’è?”, chiese Silvia. “Uno strap-on”; “Cosa? A che serve” – Silvia non ne aveva visti mai. “Beh, lo vedi questo è una fallo finto che serve agli uomini che vogliono essere sodomizzati e alle donne che vogliono fare l’esperienza del maschio …” - “Oh dio! Le inventano tutte … me lo fai toccare?” Giulia glielo porse, Silvia se lo girò fra le mani .. “Ma fa male?” – “No no, e di materiale speciale, si usa, si lava e si riusa. Lo usiamo negli spettacoli porno … provalo!” – Silvia lo rivoltò con la punta contro se stessa, se lo strofinò sulle tette, lo mise in bocca ...”Mettitelo dentro” le suggerì Giulia. Silvia mise un piede su una sedia per tenere le gambe aperte e poi se lo appoggiò sulla fica. “Spingilo”, la esortò Giulia. Lentamente Silvia ne fece entrare un po’, poi lo spinse di più; lo tirò fuori e lo rimise dentro. “Bello, piacevole! ora so come tradirti e fare a meno di te”, si rivolse a Piero che si stava già accarezzando il cazzo. “Aspetta che te lo sistemo” disse Giulia. Glielo cinse alla vita, strinse bene perché restasse ben fisso, glielo accarezzò “ora è pronto e … anch’io sono pronta; però … mi piacerebbe che Piero mi trattasse bene la fica” – “Che devo fare?” – “Mettiti a sedere a terra, io mi metterò in posizione tale da poter essere leccata nel posto più bello del mondo …”. Piero, si sedette, lei gli fu sopra, squadernando la sua fica succosa. Lui cominciò a lavorare di lingua; lei si inarcò offrendo il suo bel deretano alla vista di Silvia. Questa cominciò a palparle le chiappe sode. “Come sei solida… ora te le apro… che bel buchetto, tutto da penetrare … vuoi essere inculata?” – “Sì amore, inculami … sai, tuo marito è bravo quanto te . Mi sta succhiando il clito … appoggiami il tuo cazzo sul buco, così … sì sì sì … inculami ..”- Come tutti i novizi Silvia non si trattenne, con un colpo secco infilò lo strap on nel culo spazioso di Giulia e cominciò a pompare, Era irrefrenabile, aveva desiderato tanto possedere una donna al modo dei maschi. Ora il maschio era lei e stava inculando il culo possente di una femmina procace. L’urlo di Giulia segnò la fine di quella straordinaria scopata. Silvia corse ad abbracciare Piero: “Bello, bellissimo, grazie di avermi fatto questo regalo …”. Giulia si era sdraiata sul divano a gambe aperte, ansimava, le tette si sollevavano e abbassavano, aveva tutta la fica bagnata. “Andiamo a leccarla” propose Silvia che era diventata un’altra donne, selvaggiamente puttana. Mentre la leccavano Silvia teneva in mano il cazzo di Piero, turgido, duro come il marmo. “Ti voglio fare un pompino e voglio che tu mi sborri in bocca”; raramente ingoiava, ma stavolta Silvia sentiva di volerlo fare. “Ma per caso desideri provare anche tu lo strap on? E’ bello , sai? Sì sì, Giulia, mettiti tu lo strap on, voglio che il mio uomo provi tutto”. Stavolta fu Silvia a sedersi e a ricevere in bocca la verga di Piero; era così grossa che faticò a trangugiarla. Piero si chinò e subito sentì Giulia che lo stava penetrando. Che sensazione strana e piacevole, sentiva quel finto membro che gli massaggiava il budello, ne risentiva la prostata, ma anche questo contatto indiretto era piacevole, sentiva che stava arrivando l’orgasmo, sentiva che Silvia gli stava succhiando l’anima. L’azione congiunta delle due femmine lo fece esplodere. Il suo sperma scorse come un fiume in piena e riempì la bocca di Silvia.
2
voti
voti
valutazione
4
4
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
L'ingegnere
Commenti dei lettori al racconto erotico