Anna e il suo giovane amante
di
Laura m
genere
prime esperienze
Anna e il suo giovane amante
Da qualche settimana Anna aveva scoperto che il terrazzo del condominio poteva essere usato come solario: il palazzo su cui insisteva era il più alto di quella zona, nessuno, a quanto pareva, lo usava e il casotto da dove arrivava l’ultima rampa di scale per uscire creava una zona d’ombra che permetteva di ripararsi dal sole nei momenti più caldi di quell’afoso mese di agosto. Era rimasta sola: i figli per conto loro in vacanza al mare, suo marito costretto per lavoro a stare lontano in una città tedesca. Aveva quarantasette anni, era una bella donna matura su cui cadeva lo sguardo voglioso degli uomini che la incontravano.
Si era portata sul terrazzo una vecchia sedia a sdraio, che aveva collocato nella zona d’ombra, e un libro per evitare di non fare nulla. Si accomodò sulla sdraio in modo da avere le gambe al sole e il capo al riparo dell’ombra. La storia che stava leggendo era un romanzetto d’amore: una donna contesa da due uomini e lei indecisa chi scegliere tra i due, ma che da ambedue si faceva frequentare. Qualche scena era anche un po’ spinta, ma era per dare un po’ di piccante ad una trama un po’ sciocca. Proprio un libro da leggere nel mese di agosto. Si sistemò in modo che il sole non desse fastidio ai suoi occhi chiari, ed aprì un po’ le gambe perché le piaceva sentire sulla sua pelle i raggi del sole; la gonna che aveva indossato le arrivava appena sopra il ginocchio, così che le sue cosce bianche piene e ben tornite potevano abbronzarsi facilmente.
Era arrivata ad un punto un po’ sexy del romanzo, quando lei e uno dei due pretendenti si baciavano con una certa passione, intrecciando le loro lingue; poi lui, allungò una mano e gliela mise proprio all’incrocio delle gambe, lei accettò l’invito e rispose mettendogli una mano sulla patta. Dopo qualche strofinamento, il capitolo si chiuse con i due che si avviavano verso il letto. Anna sorrise pensando a quello che i due avrebbero fatto a letto e quasi si sentì di invidiarli anche se si trattava di personaggi immaginari. Il fatto era che da mesi ormai non aveva fatto l’amore con suo marito, a causa della sua assenza e lei era fortemente fedele. Ma era anche insoddisfatta. Scacciò quel pensiero e fece finta di non aver sentito tra le gambe quasi un prurito, il desiderio di sentirsi toccata. Tornò a leggere, ma con una certa noia. E pensò che quando aveva quattordici o quindici anni quella lettura l’avrebbe spinta ad accarezzarsi il seno e la fica. Si fece forza per non pensarci e tornò a leggere.
Dopo un po’ ebbe l’impressione che sul terrazzo ci fosse qualcun altro. Si immobilizzò e tese gli orecchi. Oltre il casotto le sembrò di vedere un’ombra. Poi, vedendo che non succedeva nulla, tornò a leggere, ma chiuse le gambe, senza sapere perché. Improvvisamente qualcuno si presentò davanti a lei. Ebbe un sussulto dii paura ma poi si calmò, perché aveva riconosciuto Gianni, il figlio della famiglia del piano di sotto. Si conoscevano. “Ciao, Gianni”. “Salve, signora. Disturbo? Anch’io vengo ogni tanto qui.. Prende il sole?”- “Sì, leggo e prendo un po’ di sole” . “Allora dovrebbe mettersi in costume da bagno … o nuda ...”- Anna si turbò, ma fece finta di nulla. “E tu che fai qui? Vieni a prendere il fresco?” – “No, che fresco … Mi sono accorto che era quassù e sono venuto a trovarla … Mi piace guardarla ...”- “Grazie dei complimenti, ma ...”- “Se un giorno avrò una fidanzata, mi piacerebbe avere una ragazza bella come lei.” – “Beh, sei bravo a fare i complimenti … quanti anni hai?”- “Fra poco compirò quattordici anni-” . “ E … e mi guardi? Potrei essere la tua mamma … Cercati una ragazza della tua età, ce ne sono a migliaia in giro e tutte belle”. “Sì, guardo anche quelle, ma non sono belle come lei!” – “E cosa manca loro per non essere come me”- Appena fatta la domanda, Anna si pentì, perché immaginò quale sarebbe stata la risposta. E difatti;” Lei ha un bel corpo, un bel seno, mi piace …. le ragazze della mia età sono ancora piatte. Lei mi attrae, cerco di seguirla anche da lontano, mi attrae e …” - Lei subito immaginò cosa provava il ragazzo. Poteva starsene zitta, ma il diavolo le suggerì la domanda, il diavolo o quel pizzicorino che sentiva tra le gambe? “E … che fai?” – “Mi vergogno, ma glielo devo dire … la penso e mi masturbo.” Diventò rosso in faccia, ma anche lei arrossì, perché non aveva mai affrontato un discorso del genere con nessuno e perché era la risposta che desiderava sentire. “Capita ai giovani della tua età”, disse cercando di alzare il livello della discussione. “Poco fa lei aveva la gonna tirata su, le ho visto le cosce … belle. Volevo vederle meglio, ma lei le ha richiuse … Erano bellissime!” – “Ti sei turbato?”- “Sì, se intende quello che mi era successo vedendola”- “Cosa ti è successo?” - “Questo!” E si tirò giù i pantaloni, da cui schizzò fuori un bel pene, grosso e duro come Anna non ne aveva mai visti. “Oh mamma mia”, esclamò. “Tirati su i pantaloni” gli ordinò, Per tutta risposta lui cominciò a carezzarselo. Anna non sapeva che fare: urlare, gridargli contro, scappare … “Calma e sangue freddo” si disse. In silenzio, continuò a guardarlo: Se da un lato la cosa la indignava, dall’altro era affascinata da quello spettacolo. Un ragazzo che la desiderava e che manifestava il suo desiderio segandosi davanti a lei. Punirlo o assecondarlo? “Per favore, disse lui, si tiri su la gonna come prima, mi piace”. “Ma tu sei pazzo!” Poi vedeva quel movimento della mano che dava piacere al pene. Inconsapevolmente e lentamente si tirò su la gonna, forse più di prima … “Ha le mutandine rosse …”, esclamò Gianni, “prima non si vedevano.”- Lei immediatamente richiuse le cosce. “Beh, fa niente, mi è bastato” disse lui continuando la manovra autoerotica. Stettero così un po’ a guardarsi. Poi lui, lentamente, si avvicinò alla sdraio, fino a nemmeno mezzo metro da lei. Lei fissava quella mano da cui usciva la parte finale del pene, ora scappellato e rosso e inumidito dalle prime secrezioni. Si avvicinò ancora. Lei protese la mano, indugiò .. si fermò .. la rimosse ancora, sempre più vicina … Gli prese la mano e la scostò dal pene, sostituendola con la sua. Lo sentiva ora nel palmo della mano: caldo, umido, sempre più duro. Bello, come era bello toccarlo accarezzarlo, segarlo. Sì, da molto non sentiva le emozioni che quel pezzo di carne viva e proterva le causava. Le sarebbe piaciuto ospitarlo dentro il suo grembo, ma lì, sul terrazzo aveva paura di essere vista. Ma qualcosa doveva fare, lo voleva quel cazzo … Lo tirò a sé, facendo chinare il ragazzo in avanti. Sempre più vicino, ecco ora lo aveva sulle labbra .. lo baciò, poi aprì la bocca. Che delizia sentirne l’odore, se lo tenne in bocca per qualche minuto, lo succhiò. Gianni le scaricò in gola tutta la sua giovinezza.
Lei rimase immobile, quasi paralizzata, con la bocca piena di sperma, gli occhi chiusi. Il ragazzo invece si rimise il pene dentro i calzoni, si abbottonò e poi, con noncuranza, chiese: “Posso venirti, domani pomeriggio, a trovare a casa? Mi sembra che tu sia sola…”. Lei sentiva in bocca il sapore di quella giovinezza, rispose, ancora inebetita, senza sapere cosa diceva: “Sì, vieni pure, alle quattro …”.
Puntualissimo Gianni il giorno dopo, suonò il campanello della casa di Anna. Questa quasi non aveva dormito la notte ripensando all’accaduto, ci aveva rimuginato tutta la mattina: si trattava di tradire il marito, e poi con un ragazzo. No, non è possibile. Poi le si presentava nel ricordo il ragazzo, con i pantaloni calati giù e il cazzo, sì il cazzo, vanno usati i termini giusti, con il cazzo ritto, prorompente, glielo aveva preso in bocca e ancora sentiva tutta l’eccitazione; si era sempre rifiutata di fare pompini al marito, le sembrava una cosa sporca, al massimo glielo aveva preso in mano, ma sempre con un certo imbarazzo, ora invece sapeva che si trattava di una cosa non solo normale ma anche piacevole ed eccitante; e poi lui le era venuto in bocca ed era stata una piacevole sensazione, aveva ingoiato quel liquido biancastro dal sapore di castagnaccio. No, aveva fatto male a dirgli di sì, ma …. : la cosa però non solo la turbava ma sentiva che poteva farlo, suo marito stava sempre fuori, lei era ancora fiorente e soprattutto, lo scopriva adesso, quelle cose le voleva fare, aveva solo fatto finta che non le interessassero. Ora le si poneva davanti un’occasione … chissà quante donne della sua età desideravano un quindicenne da soddisfare e da essere soddisfatta. Aprire? Non aprire? NO, meglio di no, faccio finta di non essere a casa ..; al secondo squillo del campanello, si precipito ad aprire. Chiusa la porta, lui la salutò baciandola sulle guance, lei stava per ritrarsi ed invece aprì le braccia e l’accolse sul suo corpo, poi lo baciò sulle labbra. Lui, inesperto, stette fermo, lei a poco a poco insinuò la lingua nella bocca di lui. Lo fece senza pensarci, con naturalezza. Succhiava e lo palpava ovunque, lo sentiva suo … “Andiamo di là, c’è il divano”; lo prese per mano e lo guidò nel salotto. “Perché sei voluto venire a casa mia?” – “Ti ho guardato tanto dalla mia finestra, ti ho visto girare per casa, rifare il letto, spogliarti, vestirti: così ho pensato che sarebbe stato bello vederti da vicino. A te non piaccio da vicino?” – “Beh, certo che da vicino è meglio” e rise mostrando una bella chiostra di denti bianchissimi. “Mi hai vista nuda?”- “No tutta nuda no, ma mi piacerebbe ...A te è piaciuto ieri? – “Sì. Mi è piaciuto”. – “Era la prima volta che lo facevo, l’avevo solo sognato e l’avevo visto nei film porno .. Avevo paura che non ti fosse piaciuto”. “Vedi anche film porno? Io non ne ho mai visti, ne ho sentito parlare”. “Se vuoi la prossima volta ne porto qualcuno, si vede insieme”. “ Mi sa che sei molto birichino … cosa vuoi ora da me?”. “Vorrei che tu mi baciassi come poco fa...”- “Sì, vieni, dammi la bocca, ti insegno come si fa …”: Si allacciarono come due serpenti in amore, lei gli infilò la lingua in bocca … “Succhiala mentre ti bacio e poi dammi la tua.. “. Incollarono le loro bocche una sull’altra e giocarono a lungo con la lingua. Mentre c’erano, però, usarono anche mani che toccarono molte parti dei loro colpi: Anna più esperta, guidò le mani di Gianni sul suo posteriore, sulle tette. Lei invece lentamente sbottonò la patta dei pantaloni e ne tirò fuori l’uccello: ebbe un brivido di sommo piacere quando lo strinse nella mano. “Aprimi il reggiseno”, sussurrò a Gianni; questi ci impiegò un po’ di tempo, inesperto com’era, ma alla fine le due mammelle furono fuori nel loro splendore. “Toccamele, sì così … ed ora leccale … mmm… succhiami i capezzoli” e nel frattempo muoveva la sua mano lungo il cazzo duro. Poi, si inginocchiò e se lo mise tra le tette. “Ti piace così?”- “Sì, tanto … ti amo!”. Fu come se Anna avesse ricevuto una frustata, il ragazzo si era innamorato della donna, forse era pronto a tutto. Anna si chiese se anche lei era pronta … in quel momento mentre guardava quel cazzo che giocava a nascondino fra le sue tette e che ogni tanto lei colpiva con la punta della lingua, sentì che lei lo amava e lo volle dentro. Lo fermò, si alzò e cominciò a spogliarlo, baciandolo nel frattempo sul viso, sul collo e poi sulle spalle e sulla pancia, gli leccò l’ombelico … Era diventata una furia, era un corpo che stava per esplodere di lussuria … poi arrivò al pene, lo circondò di tutte le più amorevoli cure, lo leccò lo succhiò lo avvolse con la lingua. Non volendo farlo venire, si alzò: “Adesso tocca a te, spogliami, hai imparato come si fa …”. Gianni ubbidì: il busto era già nudo, e lui non fece che perlustrarlo con la lingua e baciarlo, poi sfilò la gonna: era la sua prima volta, le mani gli tremavano … Finito con la veste cominciò a tirar giù le mutandine, subito gli arrivò alle nari l’odore di femmina eccitata. Il cazzo per quanto era duro gli faceva male, ma imperterrito continuò. “Cosa vedi, amore?”- “Vedo la tua patata..”. “La chiami così? Come la chiamano nei film porno?” “La chiamano .. fica …”: “E anche tu chiamala così .. ti piace la mia fica?”- “Sìììììììììì”; “allora baciala e leccala”: Timidamente Gianni si avvicinò e la baciò e poi la leccò. “Continua” le disse Anna. Quando se ne ricordava anche suo marito gliela leccava e a lei era sempre piaciuto. Gianni non era bravo, ma con un po’ di allenamento avrebbe imparato, era desideroso di apprendere. “Andiamo a letto!” Anna lo prese per mano e se lo tirò fino alla camera nuziale. Gli venne in mente suo marito: chi se ne frega, si disse. “Ora si fa una cosa bella … sdraiati sul letto, ecco così… come sei bello con quel cazzo ritto … Ora io mi sdraio su di te (suo marito gliel’aveva insegnato), ma capovolta: io te lo prendo in bocca e ti metto la mia fica sulla tua.
Si mise carponi su Gianni e avvicinò la bocca al suo cazzo, mentre lei si inarcava e mostrava il suo bacino aperto a Gianni che non si aspettava cose così poco romantiche. A poco a poco, Gianni vide avvicinarsi quel ben di dio, vide il pube cespuglioso, poi la fessura della fica e quella del culo, poi non vide più nulla ma sentì l’umidore della fica di Anna sulla sua bocca, mentre lei, col membro in bocca, gli stava succhiando l’anima. Prima che succedesse l’irreparabile, lei dette lo stop. “Ora che ci siamo riscaldati, sai che dobbiamo fare? Io ti offro la fica aperta e tu me la riempi col tuo bel cazzo”. Si staccò dall’amplesso. Si sdraiò supina e aprì le cosce. “Ricapitoliamo, disse. Cosa hai in mano?” “Il cazzo,”rispose Gianni col fiato grosso. “E questa che ti faccio vedere cos’è?” – “La pat … la fica”. “Ora io te la apro, tu mi vieni sopra, e me lo metti dentro … vieni…”. Gianni eseguì, prese la mira ed entrò. Anna subito gli mise le gambe attorno, lo prese per il capo e lo tirò a sé. Il cazzo le entrò tutto dentro, lei lo sentì scivolare lungo le pareti della vagina, poi arrivò in fondo. Che bello sentirsi femmina! Solo due leggeri movimenti e si sentì inondare di sborra … Troppo inesperto il ragazzo e troppo eccitato si era lasciato andare subito. Bisognava accontentarsi. Lo tenne stretto a sé, strinse le cosce fortemente e venne anche lei.
Si rividero dopo una settimana. Anna non voleva che si frequentassero giornalmente come avrebbe voluto lui, in quanto prima o poi qualcuno si accorge di quella frequenza e … non voleva nemmeno pensarci …
Lui aveva portato con sé il film porno. Dopo gli affettuosi convenevoli presero posto sul divano davanti alla Tv. E cominciarono le effusioni, in attesa di vedere il film, che aveva un titolo strano: “Soprattutto lì”. “Mi fai toccare le tette? Bellissime … mi sono masturbato due volte per loro ...”- “Mi pare che tu abbia l’idea fissa” fece lei, ma la cosa la gratificò, se si era masturbato per le sue tette vuol dire che era veramente preso… Ma anche lei lo aveva pensato, le piaceva immaginarlo in piedi davanti a lei, nudo che si masturbava elogiando ora le tette, ora le cosce, ora la bocca ora la fica. Si era messa anche davanti allo specchio per studiare meglio le mosse e le posizioni da mostrare a lui. Anche lei era presa, di un quattordicenne poi … più giovane dei suoi figli. Però le piaceva sollazzarsi con quel ragazzo così tenero, ingenuo ma col pene bello, sempre duro; le piaceva soprattutto istruirlo. Si divertiva a fargli vedere la fica a fargliela toccare, misurare, penetrare con le dita, con la lingua. E lei gli spiegava com’era formato il pene, cos’era il prepuzio, come si scappellava, poi si faceva dire se gli piaceva che glielo prendesse in un modo o in un altro… Giocavano. “Vuoi vedermi le tette? Perché?”- “Mi piacciono …” - “Questo lo capisco, eh eh! Guarda … “ Si aprì la camicetta, non aveva reggiseno … due bianche morbide sfere: se le palpò un po’, le palleggiò. “Vieni amore, baciale … sì così, leccami il capezzolo, prendilo fra le labbra e stringilo .. si così”. E intanto la sua mano era corsa sui suoi inguini. “Che bello, si muove, mettilo fra le tette, voglio masturbarti… ecco così… come sei bello .. allargo le tette, mettilo in mezzo, ti piace amore?”. Ma non sciupiamo il pomeriggio così …” - “Voglio venire, disse lui risoluto; ti voglio venire in bocca, come la prima volta. Fammi eccitare, mostrami la fica”. Quella prepotenza non piacque ad Anna, ma i ragazzi sono capricciosi e non bisogna deluderli. Si tolse la vestaglia e si mostrò tutta nuda. “Così, amore?”- “Sì, toccati la passera, masturbati… fammi vedere come fai … sei dolcissima … ora mentre godi per conto tuo, aprì la bocca … Lei si sistemò per riceverlo, tirò fuori la lingua, su cui si adagiò il membro, poi lo sentì entrare. Stette immobile, muoveva solo la mano sulla sua passera, mentre lui usava la sua bocca come una vagina. “Ti piace fare la maiala? A me piace fotterti la bocca, riempirtela di sborra … l’ho visto in molti film … erano due donne e un uomo, lui scopava la bionda mentre la mora le leccava la fica … “- Anna non disse nulla, ma l’immagine di una donna che ne lecca un’altra la turbò, la eccito, la spinse a masturbarsi più velocemente e mentre sentiva che le stava arrivando l’orgasmo, l’urlo di Gianni l’avvertì che anche lui stava per venire. Un fiume di umori le bagnò le cosce e una colata di lava le invase la bocca.
Stettero un bel po’ a riprendere fiato. Lei portò una torta di mele, la tagliò e ne offrì una fetta. Ne mangiò una anche lei. “Ne vuoi un’altra?” Gli chiese. “Sì”, disse Gianni. A lei venne un’idea oscena e si meravigliò di sé stessa, perché nel giro di qualche giorno scopriva che dentro di lei, nascosta per anni, c’era una donna lussuriosa che stava venendo fuori grazie al giovanotto. Però, pensò, la torta non è buona per farlo. Sul tavolinetto c’era una scatola con dei biscotti. Ne prese uno. “Guardami “, disse. La faccia di lui mostrava sorpresa. Lei si chinò un po’ perché la fica le si aprisse bene, prese il biscotto e se lo infilò dentro. Lo rigirò, poi lo tirò fuori e gli disse: “Mangialo”, lui lo fece. “Ne vuoi un altro?” “Sì, è buono!.” Lei sorrise, se ne ficcò un altro dentro e lo rigirò più volte fino quasi a sbriciolarlo. “Mangialo, dentro c’è anche la mia fica …” Ma ora guardiamoci il film.
Si sistemarono nudi sul divano e fecero partire il film, lei si accucciò accanto a lui, con un seno steso sul petto di lui… Gli prese una mano e se la portò tra le cosce; “Tienila in caldo” gli disse sorridendo, e gli prese le palle in mano, giocandoci. Dopo la testa iniziale, il film si aprì con una immagine di una sala ampia, con tanta gente che si agitava. Alcuni erano in piedi, altri distesi su un enorme tappeto. Era un’orgia. Lei non aveva mai visto cose simili, anzi non le aveva nemmeno immaginate, non credeva che accadessero cose simili. C’era una bella donna sul tappeto su cui si muoveva un uomo; si capiva che la stava scopando, mentre lei riceveva in bocca il cazzo di un signore panciuto. Chissà, pensò, se lei sta godendo … Anche un’altra donna lì accanto, ma inginocchiata, stava succhiando un cazzo, mentre un tizio, dietro di lei, le palpava il culo: anche lui aveva la verga ritta. Gliel’aveva infilata … cosa? Non la scopava nella vagina, ma nel culo. Accipicchia! Rivolse lo sguardo al ragazzo, ma questi era tutto assorto in quelle scene. Anna si accorse che ciò che teneva in mano si era indurito e che la mano di Gianni manovrava sulla sua fica. Tornò a guardare il film. Ora tutte le donne, appoggiandosi alle sedie, alle poltrone, ai tavoli, offrivano agli uomini la parte posteriore del loro corpo, con i culi ben in evidenza, alcuni un po’ cadenti altri superbi. Dietro di loro i maschi, lancia in resta … poi quasi contemporaneamente infilarono il loro attrezzo tra le chiappe delle signore. Ora Anna si spiegava il titolo del film: Soprattutto lì. Era gente che praticava la sodomia. Suo marito ci aveva provato, ma a lei era sembrata una cosa sconcia; ora vedeva che era una pratica diffusa, anche le donne sembravano delle praticanti consapevoli. “Guarda ora”, le disse Gianni … Sullo schermo comparve una donna giovane attorniata da un gruppo di maschi, tutti con i cazzi ritti. Lei li accarezzava, li baciava, se li faceva mettere in bocca; ora giocava con due, a turno li leccava, poi li prese tutti e due in bocca, le si gonfiarono le gote, il suo respiro divenne affannoso tanto che alla fine fu costretta a respingerli. Anna era esterrefatta, il cazzo di Gianni era diventato durissimo, la sua mano le stava massacrando la fica e ogni tanto deviava per poterle toccare il culo; un paio di volte Anna sentì che era stata penetrata da un dito. Non le era dispiaciuto. Ora la donna del film, appoggiando ad una sedia offriva un superbo culo, aperto fino a mostrare il buco dell’ano, piuttosto ampio. Uno dei maschi si avvicinò, glielo leccò e poi prendendo il bastone in mano, ve lo diresse. Entrava ed usciva facilmente. La cinepresa si rivolse al viso di lei, che appariva piuttosto contenta di essere penetrata in quel modo: si leccava le labbra. Dopo un po’, l’uomo si ritirò e cedette il posto ad un altro che la sodomizzò per qualche minuto; poi si ritrasse ed intervenne un terzo.. e poi un quarto, un quinto … Lei non si scomponeva, godeva del cazzo di ognuno, sembrava entusiasta. “Che ne pensi” le chiese Gianni. “Non saprei, mai sperimentato. Lo vuoi fare con me?”. “Sì, ti voglio inculare … “. “Prova con un dito …”. Lei si dispose in modo che Gianni potesse farlo. Sentì la sua mano che le stringeva le chiappe, poi un dito che percorreva la valletta fra quelle due colline, Le venne il desiderio di prenderlo in bocca; glielo disse. Lei si contratte, con il cazzo in bocca, in modo che Gianni potesse arrivare a mettergli un dito nel culo. In quella posizione Anna provò sensazione profonde, brividi di piacere la scossero per tutto il corpo. Che desiderio … sì, lo voleva anche nel culo, sì … sì soprattutto lì … , “Amore, inculami, rompimi il culo, ti voglio nel culo…” Si sistemò per riceverlo, a novanta gradi. Le mani di Gianni palparono le tette, poi le chiappe, poi gliel’appoggiò sul buco. Il suo pene inumidito prima dalla bocca di Anna, cominciò a scivolare dentro, piano piano. Lei provò un piacere ancora sconosciuto, sentiva che il cazzo la riempiva piacevolmente. Immaginò che ci fosse anched un altro davanti a lei che le offriva il cazzo in bocca, come aveva visto nel film, si portò la mano alla fica e cominciò a masturbarsi. Bello aver tre cazzi nello stesso tempo, uno in bocca, uno nella fica, uno nel culo. Sentiva che Gianni aumentava la velocità dei suoi colpi, anche lei aumentò il ritmo della sua mano sulla sua vagina. A poco a poco sentiva arrivare lo tsunami del suo orgasmo, aspettava solo l’esplosione di quello di Gianni. Improvvisamente tutti e due si fermarono un attimo, dopo fu il Big Bang del cosmo.
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