Sul terrazzo

di
genere
prime esperienze

Da qualche settimana Anna aveva scoperto che il terrazzo del condominio poteva essere usato come solario: il palazzo su cui insisteva era il più alto di quella zona, nessuno, a quanto pareva, lo usava e il casotto da dove arrivava l’ultima rampa di scale per uscire creava una zona d’ombra che permetteva di ripararsi dal sole nei momenti più caldi di quell’afoso mese di agosto. Era rimasta sola: i figli per conto loro in vacanza al mare, suo marito costretto per lavoro a stare lontano in una città tedesca. Aveva quarantasette anni, era una bella donna matura su cui cadeva lo sguardo voglioso degli uomini che la incontravano.
Si era portata sul terrazzo una vecchia sedia a sdraio, che avvea collocato nella zona d’ombra, e un libro per evitare di non fare nulla. Si accomodò sulla sdraio in modo da avere le gambe al sole e il capo al riparo dell’ombra. La storia che stava leggendo era un romanzetto d’amore: una donna contesa da due uomini e lei indecisa chi scegliere tra i due, ma che da ambedue si faceva frequentare. Qualche scena era anche un po’ spinta, ma era per dare un po’ di piccante ad una trama un po’ sciocca. Proprio un libro da leggere nel mese di agosto. Si sistemò in modo che il sole non desse fastidio ai suoi occhi chiari, ed aprì un po’ le gambe perché le piaceva sentire sulla sua pelle i raggi del sole; la gonna che aveva indossato le arrivava appena sopra il ginocchio, così che le sue cosce bianche piene e ben tornite potevano abbronzarsi facilmente.
Era arrivata ad un punto un po’ sexy del romanzo, quando lei e uno dei due pretendenti si baciavano con una certa passione, intrecciando le loro lingue; poi lui, allungò una mano e gliela mise proprio all’incrocio delle gambe, lei accettò l’invito e rispose mettendogli una mano sulla patta. Dopo qualche strofinamento, il capitolo si chiuse con i due che si avviavano verso il letto. Anna sorrise pensando a quello che i due avrebbero fatto a letto e quasi si sentì di invidiarli anche se si trattava di personaggi immaginari. Il fatto era che da mesi ormai non aveva fatto l’amore con suo marito, a causa della sua assenza e lei era fortemente fedele. Ma era anche insoddisfatta. Scacciò quel pensiero e fece finta di non aver sentito tra le gambe quasi un prurito, il desiderio di sentirsi toccata. Tornò a leggere, ma con una certa noia. E pensò che quando aveva quattordici o quindici anni quella lettura l’avrebbe spinta ad accarezzarsi il seno e la fica. Si fece forza per non pensarci e tornò a leggere.
Dopo un po’ ebbe l’iompressione chr sul terrazzo ci fosse qualcun altro. Si immobilizzò e tese gli orecchi. Oltre ilk casotto le sembrò di vedree un’ombra. Poi, vedendo che non succedeva nulla, tornò a leggere, ma chiuse le gambe, senza sapere perché. Improvvisamente qualcuno si presentò davanti a lei. Ebbe un sussulto dii paura ma poi si calmò, perché aveva riconosciuto Gianni, il figlio della famiglia del piano di sotto. Si conoscevano. “Ciao, Gianni”. “Salve, signora. Disturbo? Anch’io vengo ogni tanto qui.. Prende il sole?”- “Sì, leggo e prendo un po’ di sole” . “Allora dovrebbe mettersi in costume da bagno … o nuda ...”- Anna si turbò, ma fece finta di nulla. “E tu che fai qui? Vieni a prendere il fresco?” – “No, che fresco … Mi sono accorto che era quassù e sono venuto a trovarla … Mi piace guardarla ...”- “Grazie dei complimenti, ma ...”- “Se un giorno avrò una fidanzata, mi piacerebbe avere una ragazza bella come lei.” – “Beh, sei bravo a fare i complimenti … quanti anni hai?”- “Fra poco compirò quattordici anni-” . “ E … e mi guardi? Potrei essere la tua mamma … Cercati una ragazza della tua età, ce ne sono a migliaia in giro e tutte belle”. “Sì, guardo anche quelle, ma non sono belle come lei!” – “E cosa manca loro per non essere come me”- Appena fatta la domanda, Anna si pentì, perché immaginò quale sarebbe stata la risposta. E difatti;” Lei ha un bel corpo, un bel seno, mi piace …. le ragazze della mia età sono ancora piatte. Lei mi attrae, cerco di seguirla anche da lontano, mi attrae e …” - Lei subito immaginò cosa provava il ragazzo. Poteva starsene zitta, ma il diavolo le suggerì la domanda, il diavolo o quel pizzicorino che sentiva tra le gambe? “E … che fai?” – “Mi vergogno, ma glielo devo dire … la penso e mi masturbo.” Diventò rosso in faccia, ma anche lei arrossì, perché non aveva mai affrontato un discorso del genere con nessuno e perché era la risposta che desiderava sentire. “Capita ai giovani della tua età”, disse cercando di alzare il livello della discussione. “Poco fa lei aveva la gonna tirata su, le ho visto le cosce … belle. Volevo vederle meglio, ma lei le ha richiuse … Erano bellissime!” – “Ti sei turbato?”- “Sì, se intende quello che mi era successo vedendola”- “Cosa ti è successo?” - “Questo!” E si tirò giù i pantaloni, da cui schizzò fuori un bel pene, grosso e duro come Anna non ne aveva mai visti. “Oh mamma mia”, esclamò. “Tirati su i pantaloni” gli ordinò, Per tutta risposta lui cominciò a carezzarselo. Anna non sapeva che fare: urlare, gridargli contro, scappare … “Calma e sangue freddo” si disse. In silenzio, continuò a guardarlo: Se da un lato la cosa la indignava, dall’altro era affascinata da quello spettacolo. Un ragazzo che la desiderava e che manifestava il suo desiderio segandosi davanti a lei. Punirlo o assecondarlo? “Per favore, disse lui, si tiri su la gonna come prima, mi piace”. “Ma tu sei pazzo!” Poi vedeva quel movimento della mano che dava piacere al pene. Inconsapevolmente e lentamente si tirò su la gonna, forse più di prima … “Ha le mutandine rosse …”, esclamò Gianni, “prima non si vedevano.”- Lei immediatamente richiuse le cosce. “Beh, fa niente, mi è bastato” disse lui continuando la manovra autoerotica. Stettero così un po’ a guardarsi. Poi lui, lentamente, si avvicinò alla sdraio, fino a nemmeno mezzo metro da lei. Lei fissava quella mano da cui usciva la parte finale del pene, ora scappellato e rosso e inumidito dalle prime secrezioni. Si avvicinò ancora. Lei protese la mano, indugiò .. si fermò .. la rimosse ancora, sempre più vicina … Gli prese la mano e la scostò dal pene, sostituendola con la sua. Lo sentiva ora nel palmo della mano: caldo, umido, sempre più duro. Bello, come era bello toccarlo accarezzarlo, segarlo. Sì, da molto non sentiva le emozioni che quel pezzo di carne viva e proterva le causava. Le sarebbe piaciuto ospitarlo dentro il suo grembo, ma lì, sul terrazzo aveva paura di essere vista. Ma qualcosa doveva fare, lo voleva quel cazzo … L tirò a sé, facendo chinare il ragazzo in avanti. Sempre più vicin, ecco ora lo aveva sulle labbra .. lo baciò, poi aprì la bocca. Che delizia sentirne l’odore, se lo tenne in bocca per qualche minuto, lo succhiò. Gianni le scaricò in gola tutta la sua giovinezza.


scritto il
2026-05-16
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