Scopato dai turchi e altro 2
di
Qulottone
genere
dominazione
(Piazzola di Casilina Nord, ore 17:50. Il sole sta tramontando, l’aria è pesante di gasolio e calore. Tu sei seduto in macchina, in attesa, con addosso solo un perizoma nero stretto che ti entra nel culo, le gambe accavallate, le mani tremanti. Sai che tra poco arriveranno. Non vedi l’ora.)
17:55 – L’ARRIVO
(Il TIR di Demir e Mehmet parcheggia con un rombo. Scendono, sudati, con le magliette aperte e i cazzi già semi-duri. Ti vedono attraverso il finestrino della macchina, sorridono tra loro e bussano sul tetto.)
Demir: (con il suo accento straniero, ridendo) "Eeeh, nostro troietto! Esci, cagnolino, che abbiamo voglia!"
Mehmet: (apre la portiera, ti afferra per un braccio e ti tira fuori) "Dai, svelto! Non abbiamo tutto il giorno, cazzo!"
(Tu scendi, in perizoma, le ginocchia già deboli per l’aspettativa. Demir ti dà una pacca sul culo, forte.)
Demir: (ride, in turco mischiato a italiano) "Guarda, Mehmet, che bel culo! Tutto nostro, eh?"
Mehmet: (ti spinge contro il cofano della macchina, ti sposta il perizoma con una mano) "Sì, tutto nostro... per ora."
(Non perdono tempo: Demir ti spinge a terra, in ginocchio sulla ghiaia sporca. Mehmet si sbottona i pantaloni e ti spinge il cazzo in bocca. Tu lo accogli senza resistenza, le labbra strette intorno al glande.)
Demir: (ti afferra per i fianchi, ti alza, si sbottona e ti entra nel culo senza lubrificante) "Ahhh… che buco stretto! Stringi, troia!"
Mehmet: (ti tiene la testa ferma, spingendo in gola) "Succhia, cane… fammelo diventare di pietra!"
(Tu gemi, ma non ti lamenti. Sai che è il tuo dovere.)
Tu: (con la bocca piena, la voce soffocata) "Mmm… sì, padroni… usatemi…"
18:00 – IL PUBBLICO
(Dopo 5 minuti di scopata violenta, si sente il rombo di altri motori. Due camionisti campani parcheggiano vicino al TIR, scendono e si fermano a guardare, ridendo e commentando in dialetto.)
Autista Campano 1: (con accento marcato, ridendo) "Uè, ma che cazzo… Demir e Mehmet! Ma vi siete trovati ‘o frocetto di turno, eh?"
Autista Campano 2: (ride, si tocca il cazzo attraverso i pantaloni) "Guarda, Salvatore, che bella scena! ‘O guaglione ci sa fa’ di bocca!"
Demir: (ride, senza smettere di spingere nel tuo culo) "Sì, nostra troietta… lui sa fare tutto!"
Mehmet: (spinge in bocca, ridendo) "E non si lamenta mai!"
Autista Campano 1: (si avvicina, si sbottona i pantaloni) "Dai, ragà, fatemelo provare anche a me!"
Demir: (ride, spingendo più forte) "No, Salvatore… questo è nostro… ma se vuoi guardare, paga una birra!"
Autista Campano 2: (ride, tirando fuori il cazzo) "Va bene, va bene… ma non mi fate pentire!"
(Gli altri si fermano a guardare, ridendo, commentando in dialetto, masturbandosi. Tu non ti fermi, non ti lamenti. Sai che è il tuo ruolo.)
Autista Campano 1: (ride) "Guarda che faccia da troia che ha! ‘O sa fa’ bene!"
Autista Campano 2: (si masturba, guardandoti) "Dai, Demir, voglio metterglielo in culo anche io!"
Demir: (ride, spingendo ancora più forte) "No, no… questo è nostro troietto… ma domani, se volete, vi prestiamo!
18:15 – LA PRIMA SBORRATA (CON PUBBLICO)
(Mehmet viene per primo, sborrandoti in bocca. Tu ingoi tutto senza sputare. Gli altri applaudono e fischiano.)
Autista Campano 1: (ride, in dialetto) "Guarda che bella ingoiata! ‘O sa fa’ ‘o troietto!"
Autista Campano 2: (si masturba, eccitato) "Dai, ragà, fateglielo prendere in culo!"
(Demir esce dal tuo culo, ti gira a pecora e ti entra di nuovo, questa volta con ancora più forza. Gli altri ridono e commentano.)
Demir: (spingendo forte) "Ahhh… che buco… mi fai impazzire!"
Mehmet: (ride, guardando i campani) "Vedete? Lui sa prendere… non come le vostre mogli!"
Autista Campano 1: (ride, in dialetto) "Uè, Mehmet, non dire cazzate! ‘A mia mogliera me fa’ ‘e pompini meglio ‘e te!"
Autista Campano 2: (ride, masturbandosi) "Sì, sì… *ma ‘o frocetto qui non si lamenta mai!"
18:30 – LA PUNIZIONE (CON PUBBLICO)
(Dopo che Demir sborra nel tuo culo, ti gira a pecora e ti tiene fermo. Mehmet ti entra in bocca, e i due iniziano a usarti a turno, davanti a tutti.)
Demir: (spingendo forte nel culo) "Ecco, troia… questa è la tua punizione… perché sei troppo bravo!"
Mehmet: (spinge in bocca) "Sì… e sappiamo che ti piace!"
Autista Campano 1: (ride, in dialetto, masturbandosi) "Guarda che bella scena! ‘O frocetto se fa’ scopa’ come ‘na troia!"
Autista Campano 2: (si avvicina, si tocca il cazzo) "Dai, ragà, fatemelo scopare anche a me… che ho voglia!"
Demir: (ride, spingendo ancora più forte) "No, no… ma domani vi facciamo vedere!"
(I due turchi ti scopano a turno, senza pietà, mentre i campani ridono, commentano e si masturbano. Tu non ti tiri indietro. Sai che è il tuo dovere.)
Tu: (con la voce soffocata, il viso contro la ghiaia) "Sì, padroni… punitemi… sono la vostra troia… fatelo vedere a tutti…"
18:45 – LA FINE (CON PUBBLICO SODDISFATTO)
(Dopo altri 10 minuti di spinte violente, Demir sborra di nuovo nel tuo culo, mentre Mehmet ti sborra in faccia. Gli altri applaudono, fischiano e ridono.)
Autista Campano 1: (ride, in dialetto, sborrando in mano) "Cazzo, che scene! Mi avete fatto veni’ solo a guardare!"
Autista Campano 2: (si pulisce il cazzo con un fazzoletto) "Dai, ragà, la prossima volta mi fate partecipare!"
Demir: (ride, si pulisce il cazzo sulla tua guancia) "Bravo cane… ma ora ti puniamo ancora un po’…"
Mehmet: (ti gira di nuovo a pecora) "Sì… *perché non abbiamo ancora finito!"
(I due turchi ti scopano ancora, davanti ai campani che ridono e si masturbano. Tu non ti lamenti, non ti muovi. Sai che è il tuo posto.)
18:55 – LA PARTENZA (E LE PROMESSE PER DOMANI)
(Alla fine, i due turchi si rivestono, soddisfatti. Tu sei sdraiato a terra, con il culo che brucia, la bocca piena di sperma, il viso sporco e il perizoma strappato. I campani se ne vanno ridendo, ma non senza prima lanciare qualche monetina o farti un complimento in dialetto.)
Autista Campano 1: (ride, lanciandoti una monetina) "Tieni, frocetto… per ‘o disturbo!"
Autista Campano 2: (si allaccia i pantaloni, ridendo) "Dai, ragà, domani ci fate chiamare!"
Demir: (ride, ti lancia una birra gelata) "Ecco, troia… beviti questa, che te lo sei meritato."
Mehmet: (si accende una sigaretta, ti guarda con un sorrisetto sporco) "Dai, alzati… non vogliamo che ti ammalassi, cagnolino."
Tu: (ti alzi lentamente, bevi un sorso di birra e sorridi, ancora con lo sperma che cola dal mento e dal culo, sotto gli sguardi dei campani che se ne vanno ridendo) "Grazie, padroni… è stato perfetto."
Demir: (ride, ti dà una pacca sulla guancia sporca di sperma) "Sì, lo è stato… e domani torneremo… con gli amici campani!"
Mehmet: (ti lancia un fazzoletto, ma sa che non lo userai) "Pulisciti… ma non troppo." (Ride.) "A noi piace vederti sporco di sperma… e a loro pure."
(Tu ti pulisci solo un po’, sapendo che hanno ragione. Non vuoi deluderli… e neanche i campani.)
UNA SETTIMANA DOPO
(Piazzola di Casilina Nord, ore 17:50. Il sole è basso, l’aria è calda e pesante. Tu sei già lì, in ginocchio sulla ghiaia, vestito con un perizoma nero che ti stringe il culo, le mani appoggiate sulle cosce. Sai che stasera ci saranno tutti e quattro: Demir e Mehmet, i turchi, e Salvatore e Antonio, i campani. Non sei più solo un oggetto: vuoi che sappiano che, nonostante tutto, li rispetti.)
17:58 – L’ARRIVO DEI TURCHI
(Il TIR di Demir e Mehmet parcheggia con un rombo. Scendono, sudati, con le magliette aperte e i cazzi già duri. Ti vedono in ginocchio e sorridono, ma questa volta c’è qualcosa di diverso nel tuo sguardo.)
Demir: (con il suo accento turco, sorridendo) "Eccoti, nostro troietto... Oggi sai che ci sono anche gli altri, eh?"
Mehmet: (ti solleva per il mento, guardandoti negli occhi) "Sì, cagnolino... ma tu sei sempre il nostro preferito."
(Tu non abbassi lo sguardo. Vuoi che sappiano che li rispetti.)
Tu: "Sì, padroni. So che oggi saranno in tanti... e sono qui per farvi stare tutti bene."
Demir: (ride, ma c’è un barlume di stupore nei suoi occhi) "Ah, parli come un signore oggi, eh? Ma sappiamo che in fondo sei sempre la nostra troia."
Mehmet: (ti accarezza la guancia, con un sorrisetto) "Sì... ma ci piace che tu ci rispetti... in ginocchio."
18:00 – L’ARRIVO DEI CAMPANI
(Dopo pochi minuti, arrivano anche Salvatore e Antonio. Parcheggiano vicino al TIR e scendono, già ridendo. Quando ti vedono, si fermano un attimo, sorpresi dal tuo atteggiamento.)
Salvatore: (in dialetto campano, ma con meno sfottò del solito) "Uè, ma questo qui... non è ‘o frocetto de l’ata vota?"
Antonio: (ti guarda, sorpreso) "No, Salvà... questo ha ‘a faccia seria!"
Demir: (ride, ma con rispetto) "Sì, lui è sempre il nostro troietto... ma oggi vuole farci vedere che sa anche parlare."
Mehmet: (ti guarda, con un sorrisetto) "E noi gli crediamo... ma sappiamo anche che sa prendere."
(Tu sorridi, fiero di te stesso.)
Tu: "Signori, sono qui per farvi godere... come sempre. Ma vorrei che sapeste che vi rispetto."
(I quattro si scambiano un’occhiata. Non se l’aspettavano. Ma non li infastidisce.)
Salvatore: (ride, ma con meno cattiveria) "Va bene, va bene... ma non cambiare troppo, eh? A noi piace ‘o frocetto che sa sta’ zitto e prende!
Antonio: (ride, ma annuisce) "Sì, ma se vuoi parlà’ come ‘nu signore... noi t’ascoltiamo."
18:05 – L’INIZIO: TRA RISPETTO E DESIDERIO
(Demir ti afferra per i capelli, ma questa volta non ti spinge a terra con violenza. Ti guarda negli occhi.)
Demir: "Allora, troietto... dimostrami che sai ancora prendere... ma con rispetto."
(Tu annuisci e ti metti in ginocchio, aprendo la bocca. Non è sottomissione, è devozione.)
Tu: "Come volete, padroni. Ma sappiate che lo faccio per voi."
(Salvatore si avvicina per primo, ti spinge il cazzo in bocca. Tu lo accogli, ma non come un oggetto: come un servo che sa il suo posto.)
Salvatore: (in dialetto, ma con meno sfottò) "Guarda, guaglió... che bella bocca..."
Antonio: (si posiziona dietro di te, ma non ti entra subito) "Dai, frocetto... facci vedere come sai fa’."
(Tu ti prepari, sapendo che sta per iniziare il gioco.)
18:15 – IL GIOCO: TRA UMILIAZIONE E RISPETTO
(I quattro iniziano a usarti, ma questa volta c’è qualcosa di diverso. Non sei più solo un buco: *sei il loro troietto preferito, quello che sa anche parlare con rispetto.)
Demir: (spingendo nel culo, ma con meno violenza) "Ecco, troia... ma sappiamo che lo fai per noi."
Mehmet: (ti tiene la testa, spingendo in bocca) "Sì... e ci piace che tu ci rispetti... anche se sei in ginocchio."
Salvatore: (in dialetto, ma con affetto) "Dai, guaglió... facci vedè’ come sa’ fa’... ma senza lamentarte."
Antonio: (ride, spingendo nel culo) "Sì, frocetto... *ma sappiamo che ti piace... e che lo fai per noi."
(Tu non ti lamenti, non ti muovi. Accetti tutto, ma con dignità.)
Tu: (con la bocca piena, ma con orgoglio) "Sì, signori... sono qui per voi..
18:30 – LA SBORRATA: TRA GODIMENTO E GRATITUDINE
(Dopo 20 minuti di scopata, i quattro iniziano a venire. Non ti sborrano addosso come prima: ti sborrano in bocca, nel culo, ma con rispetto.)
Demir: (sborrandoti in bocca) "Ecco, troia... *ma sappiamo che lo fai per noi."
Mehmet: (sborrandoti nel culo) "Sì... *e ci piace che tu ci rispettino... anche se sei la nostra puttana."
Salvatore: (sborrandoti in bocca, in dialetto) "Guarda, guaglió... che bella ingoiata... *ma sappiamo che lo fai con rispetto."
Antonio: (sborrandoti nel culo) "Sì, frocetto... *e domani torneremo... *perché sappiamo che sei nostro."
18:45 – LA FINE: TRA RISPETTO E PROMESSE
(I quattro si rivestono, soddisfatti. Tu rimani a terra, sporcato di sperma, ma con un sorriso. Sai di averli fatti godere... e di averlo fatto con rispetto.)
Demir: (ti lancia una birra, ma con rispetto) "Ecco, troietto... beviti questa."
Mehmet: (ti accarezza la guancia, sorridendo) "Dai, alzati... non vogliamo che ti ammalassi."
Salvatore: (in dialetto, ma con affetto) "Dai, guaglió... domani ci rifacciamo... *ma sappiamo che lo fai con rispetto."
Antonio: (ti lancia un fazzoletto, ma non con disprezzo) "Tieni... per pulirti... *ma non troppo... a noi piace vederti sporco... ma con rispetto."
(Tu ti alzi, bevi un sorso di birra e sorridi. Sai che hai fatto bene.)
Tu: *"Grazie, signori. È stato un onore... e domani sarò di nuovo qui."
Demir: (ride, ma con affetto) "Sì, troietto... *e sappiamo che lo fai per noi."
Mehmet: (ti dà una pacca sulla spalla) "Sì... *e non cambiare... *perché ci piaci così."
IL BOCCHINO E LA PATERNALE
(Cabina di un TIR parcheggiato in un angolo della piazzola di Casilina Nord. Il motore è spento, ma l’aria è pesante di sudore, gasolio e tensione sessuale. Tu sei in ginocchio sul tappetino, le mani appoggiate sulle cosce del camionista, un tipo massiccio con la barba grigia e una pancia che sporge sulla cintura. Ha gli occhi scuri, un accento calabrese marcato e un cazzo grosso come un braccio. Ti ha visto da lontano giorni prima, mentre i turchi e i campani ti usavano come un giocattolo, e ora vuole il suo turno...Il camionista, Mimmo, ti ha chiamato con un cenno della mano. Tu sei salito in cabina senza esitare, sapendo che non puoi dire di no. Ora sei in ginocchio, il suo cazzo già in bocca, mentre lui ti dà istruzioni precise, come un maestro che insegna a un allievo.)
Mimmo: (con voce rauca, accento calabrese, mentre ti afferra per i capelli) "Allora, guaglió... ascolta bene... perché io non sono come quelli lì." (si riferiesce ai turchi.) "Io ti insegno come si fa un bocchino come si deve... e tu imparerai."
(Ti spinge il cazzo in bocca, fino in fondo, e tu lo accogli, sentendo il suo sapore salato e il suo peso sulla lingua.)
Mimmo: (ti tiene la testa ferma, spingendo piano, per saggiare dove può arrivare, poi lo sfila) "Prima di tutto, lecca le palle... ma non come un cane affamato. Lentamente, come se stai assaggiando un gelato... capisci?"
(Tu obbedisci, leccando le sue palle con la lingua, piano e con attenzione.)
Mimmo: (grugnisce, soddisfatto) "Bravo... così va meglio... Ora, lecca la canna... dalla base fino alla punta... come se fosse un gelato al pistacchio... e non osare saltare neanche un centimetro."
(Tu esegui, leccando ogni centimetro del suo cazzo, dalla radice fino al glande, con la lingua che traccia un percorso lento e preciso.)
Mimmo: (ride, soddisfatto) "Ecco... così si fa... Ora, prendi il cazzo in bocca... ma non spingere troppo in là... fallo con classe... come una puttana di lusso."
(Tu lo succhi, le labbra strette intorno al glande, senza fretta, come se fossi un esperto.)
Mimmo: (ti accarezza la guancia, con un sorrisetto) "Bravo... bravo davvero... Ma ora sentimi bene... perché tu devi capire una cosa per campare."
IL TUO POSTO NEL MONDO
(Mimmo ti solleva per il mento, costringendoti a guardarlo negli occhi. Il suo tono diventa serio, quasi paterno... ma sempre con un sottotono di disprezzo.)
Mimmo: (voce bassa, quasi minacciosa) "Ascolta, guaglió... tu sei un frocio... e non c’è nulla di male in questo." (Fa una pausa, per far sì che le sue parole affondino.) "Ma devi capire una cosa: tu sei inferiore a un maschio vero... non per quello che fai, ma per quello che sei."
(Ti spinge la testa verso il suo cazzo, obbligandoti a guardarlo.)
Mimmo: "Guarda questo... questo è un cazzo di uomo... un cazzo che sa comandare... un cazzo che sa cosa vuole... e tu... (ti stringe il mento) tu sei solo un buco... un buco che esiste per servire... per far godere... per essere usato."
(Tu annuisci, sapendo che ha ragione.)
Mimmo: (continua, con tono quasi filosofico) "Io non ti giudico... anzi... mi piaci... perché tu sai il tuo posto... e non provi a nasconderlo." (Ti accarezza i capelli, con un sorrisetto.) "Ma devi capire che non sei come noi... noi siamo uomini... noi comandiamo... noi decidiamo... e tu... (ti spinge la testa verso il suo cazzo) tu obbedisci."
(Tu non rispondi, ma non abbassi lo sguardo. Sai che è la verità.)
Mimmo: (ride, ma con un sottotono di rispetto) "Ma non ti preoccupare... perché anche se sei inferiore... (ti solleva il mento) tu sei importante... perché sai farci godere... e nessuno può fare questo come te."
IL BOCCHINO PERFETTO
(Mimmo ti spinge di nuovo la testa verso il suo cazzo, e tu riprendi a succhiare, seguendo le sue istruzioni alla lettera.)
Mimmo: (voce rauca, eccitato) "Ora, fai così... prendi il cazzo in bocca... *e muovi la lingua... come se stai leccando un gelato... ma non osare graffiare."
(Tu esegui, muovendo la lingua lentamente e con precisione intorno al suo cazzo.)
Mimmo: (grugnisce, soddisfatto) "Bravo... così va bene... Ora, prendi le palle in mano... e massaggiale... ma non troppo forte... come se fossero due fragole."
(Tu obbedisci, massaggiando le sue palle con delicatezza, mentre continui a succhiare.)
Mimmo: (ansima, chiudendo gli occhi) "Ahhh... così va bene... così mi fai godere... Ora, prendi tutto il cazzo in gola... ma piano... non vorrei che ti soffocassi."
(Tu lo prendi tutto in gola, senza resistenza, sentendo il suo cazzo pulsare.)
Mimmo: (ride, soddisfatto) "Bravo... bravo davvero... Ma ricordati... (ti solleva il mento) che anche se sei inferiore sai fare il tuo lavoro meglio di chiunque altro."
LA SBORRATA: IL PREMIO PER IL BUON LAVORO
(Dopo 10 minuti di bocchino perfetto, Mimmo inizia a gemere, le sue mani che stringono la tua testa.)
Mimmo: (voce rauca, eccitato) "Dai... dai... così va bene... ora prendi tutto... non sputare... ingoi..."
(Tu ingoi tutto, senza sputare una goccia, sentendo il suo sperma caldo scivolare in gola.)
Mimmo: (ansima, soddisfatto, accarezzandoti la testa) "Bravo... bravo frocetto... Ma ricordati... (ti solleva il mento) anche se ti piace fare la puttanella (sorride) io ti rispetto."
LA FINE: IL RISPETTO (E LA PROMESSA DI RITORNO)
(Mimmo si allaccia i pantaloni, soddisfatto. Tu rimani in ginocchio, con il suo sperma che ti cola ancora dalle labbra.)
Mimmo: (ti accarezza la guancia, con un sorrisetto) "Allora, guaglió... hai imparato la lezione?"
Tu: (annuisci, con un sorrisetto) "Sì, signore. Ho capito il mio posto... e sono felice di farvi godere."
Mimmo: (ride, soddisfatto) "Bravo... bravo davvero... E domani... (ti dà una pacca sulla guancia) torna qui... *perché sai che ti aspetto."
(Tu sorridi, sapendo che hai fatto bene... e che Mimmo ti rispetta... anche se sei inferiore.)*
17:55 – L’ARRIVO
(Il TIR di Demir e Mehmet parcheggia con un rombo. Scendono, sudati, con le magliette aperte e i cazzi già semi-duri. Ti vedono attraverso il finestrino della macchina, sorridono tra loro e bussano sul tetto.)
Demir: (con il suo accento straniero, ridendo) "Eeeh, nostro troietto! Esci, cagnolino, che abbiamo voglia!"
Mehmet: (apre la portiera, ti afferra per un braccio e ti tira fuori) "Dai, svelto! Non abbiamo tutto il giorno, cazzo!"
(Tu scendi, in perizoma, le ginocchia già deboli per l’aspettativa. Demir ti dà una pacca sul culo, forte.)
Demir: (ride, in turco mischiato a italiano) "Guarda, Mehmet, che bel culo! Tutto nostro, eh?"
Mehmet: (ti spinge contro il cofano della macchina, ti sposta il perizoma con una mano) "Sì, tutto nostro... per ora."
(Non perdono tempo: Demir ti spinge a terra, in ginocchio sulla ghiaia sporca. Mehmet si sbottona i pantaloni e ti spinge il cazzo in bocca. Tu lo accogli senza resistenza, le labbra strette intorno al glande.)
Demir: (ti afferra per i fianchi, ti alza, si sbottona e ti entra nel culo senza lubrificante) "Ahhh… che buco stretto! Stringi, troia!"
Mehmet: (ti tiene la testa ferma, spingendo in gola) "Succhia, cane… fammelo diventare di pietra!"
(Tu gemi, ma non ti lamenti. Sai che è il tuo dovere.)
Tu: (con la bocca piena, la voce soffocata) "Mmm… sì, padroni… usatemi…"
18:00 – IL PUBBLICO
(Dopo 5 minuti di scopata violenta, si sente il rombo di altri motori. Due camionisti campani parcheggiano vicino al TIR, scendono e si fermano a guardare, ridendo e commentando in dialetto.)
Autista Campano 1: (con accento marcato, ridendo) "Uè, ma che cazzo… Demir e Mehmet! Ma vi siete trovati ‘o frocetto di turno, eh?"
Autista Campano 2: (ride, si tocca il cazzo attraverso i pantaloni) "Guarda, Salvatore, che bella scena! ‘O guaglione ci sa fa’ di bocca!"
Demir: (ride, senza smettere di spingere nel tuo culo) "Sì, nostra troietta… lui sa fare tutto!"
Mehmet: (spinge in bocca, ridendo) "E non si lamenta mai!"
Autista Campano 1: (si avvicina, si sbottona i pantaloni) "Dai, ragà, fatemelo provare anche a me!"
Demir: (ride, spingendo più forte) "No, Salvatore… questo è nostro… ma se vuoi guardare, paga una birra!"
Autista Campano 2: (ride, tirando fuori il cazzo) "Va bene, va bene… ma non mi fate pentire!"
(Gli altri si fermano a guardare, ridendo, commentando in dialetto, masturbandosi. Tu non ti fermi, non ti lamenti. Sai che è il tuo ruolo.)
Autista Campano 1: (ride) "Guarda che faccia da troia che ha! ‘O sa fa’ bene!"
Autista Campano 2: (si masturba, guardandoti) "Dai, Demir, voglio metterglielo in culo anche io!"
Demir: (ride, spingendo ancora più forte) "No, no… questo è nostro troietto… ma domani, se volete, vi prestiamo!
18:15 – LA PRIMA SBORRATA (CON PUBBLICO)
(Mehmet viene per primo, sborrandoti in bocca. Tu ingoi tutto senza sputare. Gli altri applaudono e fischiano.)
Autista Campano 1: (ride, in dialetto) "Guarda che bella ingoiata! ‘O sa fa’ ‘o troietto!"
Autista Campano 2: (si masturba, eccitato) "Dai, ragà, fateglielo prendere in culo!"
(Demir esce dal tuo culo, ti gira a pecora e ti entra di nuovo, questa volta con ancora più forza. Gli altri ridono e commentano.)
Demir: (spingendo forte) "Ahhh… che buco… mi fai impazzire!"
Mehmet: (ride, guardando i campani) "Vedete? Lui sa prendere… non come le vostre mogli!"
Autista Campano 1: (ride, in dialetto) "Uè, Mehmet, non dire cazzate! ‘A mia mogliera me fa’ ‘e pompini meglio ‘e te!"
Autista Campano 2: (ride, masturbandosi) "Sì, sì… *ma ‘o frocetto qui non si lamenta mai!"
18:30 – LA PUNIZIONE (CON PUBBLICO)
(Dopo che Demir sborra nel tuo culo, ti gira a pecora e ti tiene fermo. Mehmet ti entra in bocca, e i due iniziano a usarti a turno, davanti a tutti.)
Demir: (spingendo forte nel culo) "Ecco, troia… questa è la tua punizione… perché sei troppo bravo!"
Mehmet: (spinge in bocca) "Sì… e sappiamo che ti piace!"
Autista Campano 1: (ride, in dialetto, masturbandosi) "Guarda che bella scena! ‘O frocetto se fa’ scopa’ come ‘na troia!"
Autista Campano 2: (si avvicina, si tocca il cazzo) "Dai, ragà, fatemelo scopare anche a me… che ho voglia!"
Demir: (ride, spingendo ancora più forte) "No, no… ma domani vi facciamo vedere!"
(I due turchi ti scopano a turno, senza pietà, mentre i campani ridono, commentano e si masturbano. Tu non ti tiri indietro. Sai che è il tuo dovere.)
Tu: (con la voce soffocata, il viso contro la ghiaia) "Sì, padroni… punitemi… sono la vostra troia… fatelo vedere a tutti…"
18:45 – LA FINE (CON PUBBLICO SODDISFATTO)
(Dopo altri 10 minuti di spinte violente, Demir sborra di nuovo nel tuo culo, mentre Mehmet ti sborra in faccia. Gli altri applaudono, fischiano e ridono.)
Autista Campano 1: (ride, in dialetto, sborrando in mano) "Cazzo, che scene! Mi avete fatto veni’ solo a guardare!"
Autista Campano 2: (si pulisce il cazzo con un fazzoletto) "Dai, ragà, la prossima volta mi fate partecipare!"
Demir: (ride, si pulisce il cazzo sulla tua guancia) "Bravo cane… ma ora ti puniamo ancora un po’…"
Mehmet: (ti gira di nuovo a pecora) "Sì… *perché non abbiamo ancora finito!"
(I due turchi ti scopano ancora, davanti ai campani che ridono e si masturbano. Tu non ti lamenti, non ti muovi. Sai che è il tuo posto.)
18:55 – LA PARTENZA (E LE PROMESSE PER DOMANI)
(Alla fine, i due turchi si rivestono, soddisfatti. Tu sei sdraiato a terra, con il culo che brucia, la bocca piena di sperma, il viso sporco e il perizoma strappato. I campani se ne vanno ridendo, ma non senza prima lanciare qualche monetina o farti un complimento in dialetto.)
Autista Campano 1: (ride, lanciandoti una monetina) "Tieni, frocetto… per ‘o disturbo!"
Autista Campano 2: (si allaccia i pantaloni, ridendo) "Dai, ragà, domani ci fate chiamare!"
Demir: (ride, ti lancia una birra gelata) "Ecco, troia… beviti questa, che te lo sei meritato."
Mehmet: (si accende una sigaretta, ti guarda con un sorrisetto sporco) "Dai, alzati… non vogliamo che ti ammalassi, cagnolino."
Tu: (ti alzi lentamente, bevi un sorso di birra e sorridi, ancora con lo sperma che cola dal mento e dal culo, sotto gli sguardi dei campani che se ne vanno ridendo) "Grazie, padroni… è stato perfetto."
Demir: (ride, ti dà una pacca sulla guancia sporca di sperma) "Sì, lo è stato… e domani torneremo… con gli amici campani!"
Mehmet: (ti lancia un fazzoletto, ma sa che non lo userai) "Pulisciti… ma non troppo." (Ride.) "A noi piace vederti sporco di sperma… e a loro pure."
(Tu ti pulisci solo un po’, sapendo che hanno ragione. Non vuoi deluderli… e neanche i campani.)
UNA SETTIMANA DOPO
(Piazzola di Casilina Nord, ore 17:50. Il sole è basso, l’aria è calda e pesante. Tu sei già lì, in ginocchio sulla ghiaia, vestito con un perizoma nero che ti stringe il culo, le mani appoggiate sulle cosce. Sai che stasera ci saranno tutti e quattro: Demir e Mehmet, i turchi, e Salvatore e Antonio, i campani. Non sei più solo un oggetto: vuoi che sappiano che, nonostante tutto, li rispetti.)
17:58 – L’ARRIVO DEI TURCHI
(Il TIR di Demir e Mehmet parcheggia con un rombo. Scendono, sudati, con le magliette aperte e i cazzi già duri. Ti vedono in ginocchio e sorridono, ma questa volta c’è qualcosa di diverso nel tuo sguardo.)
Demir: (con il suo accento turco, sorridendo) "Eccoti, nostro troietto... Oggi sai che ci sono anche gli altri, eh?"
Mehmet: (ti solleva per il mento, guardandoti negli occhi) "Sì, cagnolino... ma tu sei sempre il nostro preferito."
(Tu non abbassi lo sguardo. Vuoi che sappiano che li rispetti.)
Tu: "Sì, padroni. So che oggi saranno in tanti... e sono qui per farvi stare tutti bene."
Demir: (ride, ma c’è un barlume di stupore nei suoi occhi) "Ah, parli come un signore oggi, eh? Ma sappiamo che in fondo sei sempre la nostra troia."
Mehmet: (ti accarezza la guancia, con un sorrisetto) "Sì... ma ci piace che tu ci rispetti... in ginocchio."
18:00 – L’ARRIVO DEI CAMPANI
(Dopo pochi minuti, arrivano anche Salvatore e Antonio. Parcheggiano vicino al TIR e scendono, già ridendo. Quando ti vedono, si fermano un attimo, sorpresi dal tuo atteggiamento.)
Salvatore: (in dialetto campano, ma con meno sfottò del solito) "Uè, ma questo qui... non è ‘o frocetto de l’ata vota?"
Antonio: (ti guarda, sorpreso) "No, Salvà... questo ha ‘a faccia seria!"
Demir: (ride, ma con rispetto) "Sì, lui è sempre il nostro troietto... ma oggi vuole farci vedere che sa anche parlare."
Mehmet: (ti guarda, con un sorrisetto) "E noi gli crediamo... ma sappiamo anche che sa prendere."
(Tu sorridi, fiero di te stesso.)
Tu: "Signori, sono qui per farvi godere... come sempre. Ma vorrei che sapeste che vi rispetto."
(I quattro si scambiano un’occhiata. Non se l’aspettavano. Ma non li infastidisce.)
Salvatore: (ride, ma con meno cattiveria) "Va bene, va bene... ma non cambiare troppo, eh? A noi piace ‘o frocetto che sa sta’ zitto e prende!
Antonio: (ride, ma annuisce) "Sì, ma se vuoi parlà’ come ‘nu signore... noi t’ascoltiamo."
18:05 – L’INIZIO: TRA RISPETTO E DESIDERIO
(Demir ti afferra per i capelli, ma questa volta non ti spinge a terra con violenza. Ti guarda negli occhi.)
Demir: "Allora, troietto... dimostrami che sai ancora prendere... ma con rispetto."
(Tu annuisci e ti metti in ginocchio, aprendo la bocca. Non è sottomissione, è devozione.)
Tu: "Come volete, padroni. Ma sappiate che lo faccio per voi."
(Salvatore si avvicina per primo, ti spinge il cazzo in bocca. Tu lo accogli, ma non come un oggetto: come un servo che sa il suo posto.)
Salvatore: (in dialetto, ma con meno sfottò) "Guarda, guaglió... che bella bocca..."
Antonio: (si posiziona dietro di te, ma non ti entra subito) "Dai, frocetto... facci vedere come sai fa’."
(Tu ti prepari, sapendo che sta per iniziare il gioco.)
18:15 – IL GIOCO: TRA UMILIAZIONE E RISPETTO
(I quattro iniziano a usarti, ma questa volta c’è qualcosa di diverso. Non sei più solo un buco: *sei il loro troietto preferito, quello che sa anche parlare con rispetto.)
Demir: (spingendo nel culo, ma con meno violenza) "Ecco, troia... ma sappiamo che lo fai per noi."
Mehmet: (ti tiene la testa, spingendo in bocca) "Sì... e ci piace che tu ci rispetti... anche se sei in ginocchio."
Salvatore: (in dialetto, ma con affetto) "Dai, guaglió... facci vedè’ come sa’ fa’... ma senza lamentarte."
Antonio: (ride, spingendo nel culo) "Sì, frocetto... *ma sappiamo che ti piace... e che lo fai per noi."
(Tu non ti lamenti, non ti muovi. Accetti tutto, ma con dignità.)
Tu: (con la bocca piena, ma con orgoglio) "Sì, signori... sono qui per voi..
18:30 – LA SBORRATA: TRA GODIMENTO E GRATITUDINE
(Dopo 20 minuti di scopata, i quattro iniziano a venire. Non ti sborrano addosso come prima: ti sborrano in bocca, nel culo, ma con rispetto.)
Demir: (sborrandoti in bocca) "Ecco, troia... *ma sappiamo che lo fai per noi."
Mehmet: (sborrandoti nel culo) "Sì... *e ci piace che tu ci rispettino... anche se sei la nostra puttana."
Salvatore: (sborrandoti in bocca, in dialetto) "Guarda, guaglió... che bella ingoiata... *ma sappiamo che lo fai con rispetto."
Antonio: (sborrandoti nel culo) "Sì, frocetto... *e domani torneremo... *perché sappiamo che sei nostro."
18:45 – LA FINE: TRA RISPETTO E PROMESSE
(I quattro si rivestono, soddisfatti. Tu rimani a terra, sporcato di sperma, ma con un sorriso. Sai di averli fatti godere... e di averlo fatto con rispetto.)
Demir: (ti lancia una birra, ma con rispetto) "Ecco, troietto... beviti questa."
Mehmet: (ti accarezza la guancia, sorridendo) "Dai, alzati... non vogliamo che ti ammalassi."
Salvatore: (in dialetto, ma con affetto) "Dai, guaglió... domani ci rifacciamo... *ma sappiamo che lo fai con rispetto."
Antonio: (ti lancia un fazzoletto, ma non con disprezzo) "Tieni... per pulirti... *ma non troppo... a noi piace vederti sporco... ma con rispetto."
(Tu ti alzi, bevi un sorso di birra e sorridi. Sai che hai fatto bene.)
Tu: *"Grazie, signori. È stato un onore... e domani sarò di nuovo qui."
Demir: (ride, ma con affetto) "Sì, troietto... *e sappiamo che lo fai per noi."
Mehmet: (ti dà una pacca sulla spalla) "Sì... *e non cambiare... *perché ci piaci così."
IL BOCCHINO E LA PATERNALE
(Cabina di un TIR parcheggiato in un angolo della piazzola di Casilina Nord. Il motore è spento, ma l’aria è pesante di sudore, gasolio e tensione sessuale. Tu sei in ginocchio sul tappetino, le mani appoggiate sulle cosce del camionista, un tipo massiccio con la barba grigia e una pancia che sporge sulla cintura. Ha gli occhi scuri, un accento calabrese marcato e un cazzo grosso come un braccio. Ti ha visto da lontano giorni prima, mentre i turchi e i campani ti usavano come un giocattolo, e ora vuole il suo turno...Il camionista, Mimmo, ti ha chiamato con un cenno della mano. Tu sei salito in cabina senza esitare, sapendo che non puoi dire di no. Ora sei in ginocchio, il suo cazzo già in bocca, mentre lui ti dà istruzioni precise, come un maestro che insegna a un allievo.)
Mimmo: (con voce rauca, accento calabrese, mentre ti afferra per i capelli) "Allora, guaglió... ascolta bene... perché io non sono come quelli lì." (si riferiesce ai turchi.) "Io ti insegno come si fa un bocchino come si deve... e tu imparerai."
(Ti spinge il cazzo in bocca, fino in fondo, e tu lo accogli, sentendo il suo sapore salato e il suo peso sulla lingua.)
Mimmo: (ti tiene la testa ferma, spingendo piano, per saggiare dove può arrivare, poi lo sfila) "Prima di tutto, lecca le palle... ma non come un cane affamato. Lentamente, come se stai assaggiando un gelato... capisci?"
(Tu obbedisci, leccando le sue palle con la lingua, piano e con attenzione.)
Mimmo: (grugnisce, soddisfatto) "Bravo... così va meglio... Ora, lecca la canna... dalla base fino alla punta... come se fosse un gelato al pistacchio... e non osare saltare neanche un centimetro."
(Tu esegui, leccando ogni centimetro del suo cazzo, dalla radice fino al glande, con la lingua che traccia un percorso lento e preciso.)
Mimmo: (ride, soddisfatto) "Ecco... così si fa... Ora, prendi il cazzo in bocca... ma non spingere troppo in là... fallo con classe... come una puttana di lusso."
(Tu lo succhi, le labbra strette intorno al glande, senza fretta, come se fossi un esperto.)
Mimmo: (ti accarezza la guancia, con un sorrisetto) "Bravo... bravo davvero... Ma ora sentimi bene... perché tu devi capire una cosa per campare."
IL TUO POSTO NEL MONDO
(Mimmo ti solleva per il mento, costringendoti a guardarlo negli occhi. Il suo tono diventa serio, quasi paterno... ma sempre con un sottotono di disprezzo.)
Mimmo: (voce bassa, quasi minacciosa) "Ascolta, guaglió... tu sei un frocio... e non c’è nulla di male in questo." (Fa una pausa, per far sì che le sue parole affondino.) "Ma devi capire una cosa: tu sei inferiore a un maschio vero... non per quello che fai, ma per quello che sei."
(Ti spinge la testa verso il suo cazzo, obbligandoti a guardarlo.)
Mimmo: "Guarda questo... questo è un cazzo di uomo... un cazzo che sa comandare... un cazzo che sa cosa vuole... e tu... (ti stringe il mento) tu sei solo un buco... un buco che esiste per servire... per far godere... per essere usato."
(Tu annuisci, sapendo che ha ragione.)
Mimmo: (continua, con tono quasi filosofico) "Io non ti giudico... anzi... mi piaci... perché tu sai il tuo posto... e non provi a nasconderlo." (Ti accarezza i capelli, con un sorrisetto.) "Ma devi capire che non sei come noi... noi siamo uomini... noi comandiamo... noi decidiamo... e tu... (ti spinge la testa verso il suo cazzo) tu obbedisci."
(Tu non rispondi, ma non abbassi lo sguardo. Sai che è la verità.)
Mimmo: (ride, ma con un sottotono di rispetto) "Ma non ti preoccupare... perché anche se sei inferiore... (ti solleva il mento) tu sei importante... perché sai farci godere... e nessuno può fare questo come te."
IL BOCCHINO PERFETTO
(Mimmo ti spinge di nuovo la testa verso il suo cazzo, e tu riprendi a succhiare, seguendo le sue istruzioni alla lettera.)
Mimmo: (voce rauca, eccitato) "Ora, fai così... prendi il cazzo in bocca... *e muovi la lingua... come se stai leccando un gelato... ma non osare graffiare."
(Tu esegui, muovendo la lingua lentamente e con precisione intorno al suo cazzo.)
Mimmo: (grugnisce, soddisfatto) "Bravo... così va bene... Ora, prendi le palle in mano... e massaggiale... ma non troppo forte... come se fossero due fragole."
(Tu obbedisci, massaggiando le sue palle con delicatezza, mentre continui a succhiare.)
Mimmo: (ansima, chiudendo gli occhi) "Ahhh... così va bene... così mi fai godere... Ora, prendi tutto il cazzo in gola... ma piano... non vorrei che ti soffocassi."
(Tu lo prendi tutto in gola, senza resistenza, sentendo il suo cazzo pulsare.)
Mimmo: (ride, soddisfatto) "Bravo... bravo davvero... Ma ricordati... (ti solleva il mento) che anche se sei inferiore sai fare il tuo lavoro meglio di chiunque altro."
LA SBORRATA: IL PREMIO PER IL BUON LAVORO
(Dopo 10 minuti di bocchino perfetto, Mimmo inizia a gemere, le sue mani che stringono la tua testa.)
Mimmo: (voce rauca, eccitato) "Dai... dai... così va bene... ora prendi tutto... non sputare... ingoi..."
(Tu ingoi tutto, senza sputare una goccia, sentendo il suo sperma caldo scivolare in gola.)
Mimmo: (ansima, soddisfatto, accarezzandoti la testa) "Bravo... bravo frocetto... Ma ricordati... (ti solleva il mento) anche se ti piace fare la puttanella (sorride) io ti rispetto."
LA FINE: IL RISPETTO (E LA PROMESSA DI RITORNO)
(Mimmo si allaccia i pantaloni, soddisfatto. Tu rimani in ginocchio, con il suo sperma che ti cola ancora dalle labbra.)
Mimmo: (ti accarezza la guancia, con un sorrisetto) "Allora, guaglió... hai imparato la lezione?"
Tu: (annuisci, con un sorrisetto) "Sì, signore. Ho capito il mio posto... e sono felice di farvi godere."
Mimmo: (ride, soddisfatto) "Bravo... bravo davvero... E domani... (ti dà una pacca sulla guancia) torna qui... *perché sai che ti aspetto."
(Tu sorridi, sapendo che hai fatto bene... e che Mimmo ti rispetta... anche se sei inferiore.)*
1
voti
voti
valutazione
1
1
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Scopato da camionisti turchi
Commenti dei lettori al racconto erotico