Bastino
scritto il 2026-10-05 tempo di lettura 7 min
di
Bastino9
genere
etero
cura
F
Sono scappata dalla città perché ero esaurita se la pila di una batteria è scarica, non c’è nulla da fare; quando ha fatto il suo servizio bisogna prenderne atto, mandarla al macero o alla rigenerazione.
Nello scorrere degli anni mi sentivo sempre più svuotata, la causa la conoscevo? SI!.
Convivere in un matrimonio iniziato con la banda il cui suono fin dall’inizio era fastidioso ed esagerato.
In quindici anni la storia si è sfilacciata lentamente tanto che non ce ne accorgevamo di aver imboccato una strada cieca a senso unico.
Lui era splendido, aitante, nuotatore dilettante, era comparso all’improvviso sulla piazza della mia cittadina e non passò inosservato, era il nipote del notaio Riccardo il cui studio era ed è ben conosciuto tra i primi della città.
Vittorio, nomen omen, entrò nello studio dello zio, divenne notaio dopo il lungo percorso affrontato con sicurezza e capacità.
Non ci volle molto per Vittorio diventare il più ambito partito giovane da sposare ma cresceva anche la fama di uno “sciupafemmine” .
Dopo alcuni anni il suo allure ormai era consolidato dalle testimonianze che venivano sia da dentro la città che da lontano.
Venne la necessità che trovassi un lavoro stabile e così fui associata
allo studio insieme ad un giovane praticante, in poco tempo io e Vittorio trovammo logico dare uno sbocco alla nostra relazione col matrimonio.
Dal primo mese mi accorsi che lo splendido Vittorio sotto le coperte non era altrettanto splendido tutt’altro da quello che appariva.
Mi rassegnai a quello stentato consumo dell’obbligo maritale, anche per la nascita della bambina prima e del bambino poi.
All’apparenza tutto sembrava naturale e perfetto, ma la realtà era un’altra; Vittorio era un bisessuale per questa sua natura aveva bisogno di privacy.
Vittorio assolto il compito di marito e di padre ritenne opportuno allargare la sua attività professionale rilevando un altro studio in una città a circa centocinquanta chilometri distante.
A seguito di questi avvenimenti il mio ex marito e titolare dello studio, si divideva ogni due settimane alternativamente tra i due studi, io e Mirko, l’assistente, restammo di fatto a gestire l’attività.
Passarono pressappoco alcune settimana che una sera, messi i figli a dormire, lo trovai nel mio letto sotto le lenzuola.
Non ebbi il tempo di respingerlo perché lui era già sopra di me, con foga mi baciava appassionatamente, i miei capezzoli nelle sue mani soffrivano ma mi facevano fremere, li strizzava facendo torcere il mio corpo provando un piacere mai avuto, non mi opposi e mi aprii a lui facendomi sua.
Lento il suo corpo scivolava sul mio, le sue mani mi accarezzavano tutta, la sua lingua scivolava fino all’inguine, mi sentivo completamente fusa e quando mi penetrò il fiato si fece corto, mi lasciai scappare un rantolo, ormai lui aveva preso la vagina, in quella occasione ebbi la percezione di quanto fosse dotato Mirko e quale fosse il grande godimento che ricevevo.
-Lisa: Mirko sono pronta a godere
-M: lasciati andare.
Da allora i nostri rapporti si modificarono radicalmente.
Vittorio un venerdì sera tornò a casa non atteso, ci trovò nel letto matrimoniale avevamo finito di fare sesso e dormivano, non fece altro che chiudere silenziosamente la porta.
Quella notte si sentì completamente libero.
A colazione ci trovammo tutti insieme, i figli ormai giovani vicini alla maggiore età salutarono Mirko: oggi andiamo a vedere i pattini? Va bene ragazzi venite allo studio e andiamo.
Vittorio assisteva alla scena: non c’è bisogno che vi spiego niente, Mirko ti sei preso il mio posto in tutto ma non te ne voglio, non voglio niente altrettanto da te Lisa.
Mirko quieto e calmo rispose a Vittorio: ognuno di noi ha trovato le sue strade noi siamo rimasti su un unico sentiero ma tu sentivi il bisogno di averne due: uno cognito e l’altro nell’ombra.
Nulla di male Vittorio viviamo le nostre scelte senza rancore.
Da quel giorno io e Mirko vivevamo more uxorio e a questo punto spiegammo ai figli la situazione: io e vostro padre non siamo più di fatto marito e moglie Mirko è il mio nuovo compagno.
La storia è durata diversi anni, i figli sono andati via ed io piantato Mirko, lui voleva i figli io no, lui voleva sposarmi io non volevo un nuovo matrimonio. Mi sono ricaricata? Certo che si!! in che modo? nell’unico modo che conoscevo il lavoro e perché no? avventure occasionali.
Nella gestione dello studio ho cooptato un giovane aiutante un certo Giani professionalmente bravo, efficiente, esuberante ventiquattrenne laureato e preparato per il nostro settore.
Adesso ho una storia senza né capo né coda con Giani , nei week-end quando lui vuole o io voglio ci troviamo nella mia casa vuota.
Non ci poniamo domande andiamo solo alle radici, la bellezza è che entrambi scopiamo alla grande, quando ci attizza si fa dovunque purché ci sia riservatezza.
Questa sera decidiamo di fare il tour dei buchi” -facile da capire- fatto nell’uno si passa nell’altro dandoci dentro a volte anche con un certo modo brutale, siamo alle prese con un impegnativo deepthroat quando lui comincia un discorso serio.
-G: adesso sto eiaculando nella tua boccucia mentre tu non solo godi ma ti stai strafogando con il liquido della mia vita, tu materiale sessualista invece mi sollevo perdendomi nel primo esistenzialsmo di Heidegger con il suo (Dasein).
-L: Sfacciato!! quando siamo soli nello studio o dovunque hai sempre l’uccello pronto, quindi sarei io la sessuomane arrapata ?
-G:Cara noi scopiamo in modo schifosamente arrapante ma IO tutto lo impacchetto in esistenziali discussioni filosofiche.
-L: Oh!!!! ALLORA Heideggerriano finisci di fottermi ancora ?!!!!
-G:Perché non sei collaborativa stasera? Non ti sei divertita o non ti basta per la gola? Allora girati.
-L: NO! non voglio!
-G: IPOCRITA!!! NO!!!NO!!!! poi dammelo dammelo.
Lo so amore abbiamo le stesse esigenze sessuali, tu non sei stufa del mio cazzo , guarda che ce l’hai nella posizione che piace a tutti e due poi ti scivola così bene.
Facciamo il teatrino per mandarci su di giri.
Ovviamente tu Lisa lo fai perché io ti mandi a fare ‘nculo, io sono sicuro di reagire kantianamente con l’ “imperativo categorico”: fatti fotterti e godi .
È anche così ci divertiamo.
Vestito non gli dareste quello che vale come seduttore, mettetelo nudo è tutta un’altra storia: uno stallone.
-G: Lisa perché non facciamo una bella vacanzina io e te su una isola magica che si chiama Dominica.
Cazzo Lisa! Ascoltami e collabora come sai fare, mi si sta floppando, lo sapevo!!! sei una maga per il mio cazzo.
-L: dai filosofo della minchia potresti darci dentro e finire presto, Gian non ce la faccio a tenerlo piantato dentro, lo so che tra vagina e culo ti stai divertendo ma adesso basta dai.!!!
-G: allora partiamo? faremo delle belle cose turche, là ti tirerai su amore mio, voglio averti senza le tue paturnie del passato, staremo meglio se andiamo là.
-L: Si Gian si come tu vuoi
-G: tu al tuo mandingo bianco non gli vuoi bene mentre lui ti vuole bene da non poter fare a meno di te, eppure lui dà solo a te la migliore cosa che ha, allora andiamo?
-L: Certo che andiamo.
Hai messo in conto la possibilità che qualche mandingo locale si arrapa e vuole te e non me?
-G: gli dico si! quando vedrà come ti avrò sbattuto con i quasi 23x16 non resiste, molla te per farsi impalare da me. .
Partiremo chi tornerà con i buchi ancora sani?
Nello scorrere degli anni mi sentivo sempre più svuotata, la causa la conoscevo? SI!.
Convivere in un matrimonio iniziato con la banda il cui suono fin dall’inizio era fastidioso ed esagerato.
In quindici anni la storia si è sfilacciata lentamente tanto che non ce ne accorgevamo di aver imboccato una strada cieca a senso unico.
Lui era splendido, aitante, nuotatore dilettante, era comparso all’improvviso sulla piazza della mia cittadina e non passò inosservato, era il nipote del notaio Riccardo il cui studio era ed è ben conosciuto tra i primi della città.
Vittorio, nomen omen, entrò nello studio dello zio, divenne notaio dopo il lungo percorso affrontato con sicurezza e capacità.
Non ci volle molto per Vittorio diventare il più ambito partito giovane da sposare ma cresceva anche la fama di uno “sciupafemmine” .
Dopo alcuni anni il suo allure ormai era consolidato dalle testimonianze che venivano sia da dentro la città che da lontano.
Venne la necessità che trovassi un lavoro stabile e così fui associata
allo studio insieme ad un giovane praticante, in poco tempo io e Vittorio trovammo logico dare uno sbocco alla nostra relazione col matrimonio.
Dal primo mese mi accorsi che lo splendido Vittorio sotto le coperte non era altrettanto splendido tutt’altro da quello che appariva.
Mi rassegnai a quello stentato consumo dell’obbligo maritale, anche per la nascita della bambina prima e del bambino poi.
All’apparenza tutto sembrava naturale e perfetto, ma la realtà era un’altra; Vittorio era un bisessuale per questa sua natura aveva bisogno di privacy.
Vittorio assolto il compito di marito e di padre ritenne opportuno allargare la sua attività professionale rilevando un altro studio in una città a circa centocinquanta chilometri distante.
A seguito di questi avvenimenti il mio ex marito e titolare dello studio, si divideva ogni due settimane alternativamente tra i due studi, io e Mirko, l’assistente, restammo di fatto a gestire l’attività.
Passarono pressappoco alcune settimana che una sera, messi i figli a dormire, lo trovai nel mio letto sotto le lenzuola.
Non ebbi il tempo di respingerlo perché lui era già sopra di me, con foga mi baciava appassionatamente, i miei capezzoli nelle sue mani soffrivano ma mi facevano fremere, li strizzava facendo torcere il mio corpo provando un piacere mai avuto, non mi opposi e mi aprii a lui facendomi sua.
Lento il suo corpo scivolava sul mio, le sue mani mi accarezzavano tutta, la sua lingua scivolava fino all’inguine, mi sentivo completamente fusa e quando mi penetrò il fiato si fece corto, mi lasciai scappare un rantolo, ormai lui aveva preso la vagina, in quella occasione ebbi la percezione di quanto fosse dotato Mirko e quale fosse il grande godimento che ricevevo.
-Lisa: Mirko sono pronta a godere
-M: lasciati andare.
Da allora i nostri rapporti si modificarono radicalmente.
Vittorio un venerdì sera tornò a casa non atteso, ci trovò nel letto matrimoniale avevamo finito di fare sesso e dormivano, non fece altro che chiudere silenziosamente la porta.
Quella notte si sentì completamente libero.
A colazione ci trovammo tutti insieme, i figli ormai giovani vicini alla maggiore età salutarono Mirko: oggi andiamo a vedere i pattini? Va bene ragazzi venite allo studio e andiamo.
Vittorio assisteva alla scena: non c’è bisogno che vi spiego niente, Mirko ti sei preso il mio posto in tutto ma non te ne voglio, non voglio niente altrettanto da te Lisa.
Mirko quieto e calmo rispose a Vittorio: ognuno di noi ha trovato le sue strade noi siamo rimasti su un unico sentiero ma tu sentivi il bisogno di averne due: uno cognito e l’altro nell’ombra.
Nulla di male Vittorio viviamo le nostre scelte senza rancore.
Da quel giorno io e Mirko vivevamo more uxorio e a questo punto spiegammo ai figli la situazione: io e vostro padre non siamo più di fatto marito e moglie Mirko è il mio nuovo compagno.
La storia è durata diversi anni, i figli sono andati via ed io piantato Mirko, lui voleva i figli io no, lui voleva sposarmi io non volevo un nuovo matrimonio. Mi sono ricaricata? Certo che si!! in che modo? nell’unico modo che conoscevo il lavoro e perché no? avventure occasionali.
Nella gestione dello studio ho cooptato un giovane aiutante un certo Giani professionalmente bravo, efficiente, esuberante ventiquattrenne laureato e preparato per il nostro settore.
Adesso ho una storia senza né capo né coda con Giani , nei week-end quando lui vuole o io voglio ci troviamo nella mia casa vuota.
Non ci poniamo domande andiamo solo alle radici, la bellezza è che entrambi scopiamo alla grande, quando ci attizza si fa dovunque purché ci sia riservatezza.
Questa sera decidiamo di fare il tour dei buchi” -facile da capire- fatto nell’uno si passa nell’altro dandoci dentro a volte anche con un certo modo brutale, siamo alle prese con un impegnativo deepthroat quando lui comincia un discorso serio.
-G: adesso sto eiaculando nella tua boccucia mentre tu non solo godi ma ti stai strafogando con il liquido della mia vita, tu materiale sessualista invece mi sollevo perdendomi nel primo esistenzialsmo di Heidegger con il suo (Dasein).
-L: Sfacciato!! quando siamo soli nello studio o dovunque hai sempre l’uccello pronto, quindi sarei io la sessuomane arrapata ?
-G:Cara noi scopiamo in modo schifosamente arrapante ma IO tutto lo impacchetto in esistenziali discussioni filosofiche.
-L: Oh!!!! ALLORA Heideggerriano finisci di fottermi ancora ?!!!!
-G:Perché non sei collaborativa stasera? Non ti sei divertita o non ti basta per la gola? Allora girati.
-L: NO! non voglio!
-G: IPOCRITA!!! NO!!!NO!!!! poi dammelo dammelo.
Lo so amore abbiamo le stesse esigenze sessuali, tu non sei stufa del mio cazzo , guarda che ce l’hai nella posizione che piace a tutti e due poi ti scivola così bene.
Facciamo il teatrino per mandarci su di giri.
Ovviamente tu Lisa lo fai perché io ti mandi a fare ‘nculo, io sono sicuro di reagire kantianamente con l’ “imperativo categorico”: fatti fotterti e godi .
È anche così ci divertiamo.
Vestito non gli dareste quello che vale come seduttore, mettetelo nudo è tutta un’altra storia: uno stallone.
-G: Lisa perché non facciamo una bella vacanzina io e te su una isola magica che si chiama Dominica.
Cazzo Lisa! Ascoltami e collabora come sai fare, mi si sta floppando, lo sapevo!!! sei una maga per il mio cazzo.
-L: dai filosofo della minchia potresti darci dentro e finire presto, Gian non ce la faccio a tenerlo piantato dentro, lo so che tra vagina e culo ti stai divertendo ma adesso basta dai.!!!
-G: allora partiamo? faremo delle belle cose turche, là ti tirerai su amore mio, voglio averti senza le tue paturnie del passato, staremo meglio se andiamo là.
-L: Si Gian si come tu vuoi
-G: tu al tuo mandingo bianco non gli vuoi bene mentre lui ti vuole bene da non poter fare a meno di te, eppure lui dà solo a te la migliore cosa che ha, allora andiamo?
-L: Certo che andiamo.
Hai messo in conto la possibilità che qualche mandingo locale si arrapa e vuole te e non me?
-G: gli dico si! quando vedrà come ti avrò sbattuto con i quasi 23x16 non resiste, molla te per farsi impalare da me. .
Partiremo chi tornerà con i buchi ancora sani?
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