Mediterraneo da godere
di
Spidey
genere
orge
Racconto di puttane e pirati-
Mykonos, un’estate di quindici anni fa.
Sono arrivato col charter questa mattina alle cinque. Sono qui perché voglio frociare alla grande, libido a palla, ho addosso una voglia di cazzi che mi blocca il respiro, ma il volo notturno con otto ore di ritardo mi ha ucciso, il primo giorno lo passo a dormire a Super Paradise, uccello al sole tra centinaia di corpi nudi.
Da un grosso veliero alla fonda si stacca un gommone che viene verso la spiaggia. Guardiamo tutti invidiosi chi possa essere il riccone schifoso. Il tender si arena sulla spiaggia, scendono in quattro e attraversano la marea di corpi nudi. È un ricco porco grasso come un maiale, con una strafiga al seguito e due guardie del corpo in maglietta nera e sguardo cattivo dietro le lenti scure. Io ovviamente guardo subito i due gorilla e già m’immagino sesso selvaggio nel mio culetto voglioso.
Invece è lei che mi prende.
Mi passano accanto, vicinissimi alla mia testa, mi schizzano sabbia in faccia. Sono nudo uccello al vento. Prima lui e poi lei. La vedo da sotto: indossa calzoncini di jeans a rischio stupro e, sotto un chilometro di gambe liscissime, dei pesanti anfibi neri che sollevano la sabbia. Già così mi ha steso!
È bionda cenere, capelli lisci sulle spalle nude, magra come una modella. Il reggiseno stringe due bocce che avranno vent’anni. Non si guarda attorno, cammina dietro al suo uomo, ma per un istante abbassa lo sguardo e mi vede. Ha gli occhi azzurri, più profondi del cielo, con qualcosa di triste perché sa come la guardano gli altri.
È una che non se la tira, ma è condannata a tirare il cazzo a tutti. È nata così.
È meglio di una modella di intimo, meglio di una trans, meglio di una pornattrice in vacanza, meglio di una puttana di lusso. È meglio di tutto: è un angelo corrotto sceso sulla terra per dar piacere a luridi porci che non la meritano.
Mi devasta dentro.
È un istante. Mi fissa e dà un’occhiata anche al mio uccello a risposo sulla coscia, mi manda un bacetto e segue il suo uomo.
Vanno verso il bar. Mi rimetto i calzoncini di corsa, rischiando di chiudermi il pesce nella cerniera, e corro da lei. Sono così messo male che sono pronto a qualsiasi menda.
La tiro per un braccio.
'Ciao, sono Mirko.'
Lei si volta. Mi guarda sorpresa con quegli occhi azzurri da angelo sbagliato. Sorride e io m’innamoro.
Il ricco porco (Dimitri) si volta lentamente. Mi squadra dalla testa ai piedi, mi vede affannato come un sedicenne al suo primo appuntamento e capisce al volo. Invece di incazzarsi, fa un ghigno.
'Ti piace la mia puttanella? Se vuoi puoi venire anche tu sullo yacht, sembra che piaci a Sonia. Stiamo cercando bella gente per una festa.'
Uno dei due gorilla mi mette una mano pesante sulla spalla e mi costringe a girarmi a favore di Dimitri che sento ridere.
'Direi che hai il culetto giusto!'
La cosa mi puzza parecchio, non mi fido.
'No, non vengo.'
'Ho capito, fai il frocetto che se la tira! Convincilo tu, Sonia.'
Sonia mi s’avvicina, mi mette le braccia tese sulle spalle, inclina la testa facendo cadere i capelli biondi di lato e mi bacia in bocca. Chiudo le mani sula curva dei suoi fianchi lisci e nudi, la sua vita così stretta, il suo pancino così piatto che non puoi non immaginarci un cazzone ficcato. Spinge la lingua e limoniamo abbracciandoci. Le piaccio, mi bacia anche gli occhi e mi si rigira nell’abbraccio. Ho il suo culetto contro, twerka piano mentre le bacio la spalla. Le sfioro i seni che non mi interessano troppo e centimetro dopo centimetro abbasso le mani carezzandole il ventre fino a stringerla in fica. Mormora di piacere e mi struscia il culetto più pesantemente.
I gorilla ci separano. Dimitri mi guarda sornione.
'No, solo sulla mia barca.'
Siamo sotto il tendone di un bar. Il grasso Dimitri è seduto dietro ad un tavolino e sta scegliendo la bella gente per la festa tra quelli che i suoi due gorilla sono andati a raccattare in spiaggia. Il ricco porcone sceglie solo i più belli, solo magnifici stalloni coi muscoli lucidi, veri animali da sesso e atleti da letto.
M'accorgo però che Dimitri cerca sempre con la coda dell’occhio l’approvazione di Sonia prima di scegliere ogni recluta. In realtà è lei che li sceglie abbassando il capo di pochi millimetri.
'Ma come fai a stare con quel grassone?'
'Non ti piace?!' mi chiede sorpresa.
Scherzi? È un lurido porco.
'Non puoi capire.'
'Cosa non capisco? Okay, è ricco da fare schifo, ma tu sei bellissima e puoi avere chiunque.'
Alza le spalle.
'Lui è il mio papi e io sono la sua puttana. Tutto qui!'
Minchia se me l’ha fatto venire duro! La adoro!
Mi prende il braccio e si mette a ridere coprendosi i denti bianchi.
'Che ne dici di quello?'
Mi giro. Davanti a Dimitri c’è un nero muscoloso, direttamente nudo dalla spiaggia. Spalle rotonde, addominali da urlo, tra le cosce lucide gli pende una terza gamba con una cappella che è una palla da tennis nera.
'È un dieci pieno, quello.' Le dico.
Sonia fa sì sì con la testa verso Dimitri e poi scoppia a ridere.
Il suo papi è geloso, la chiama, deve star vicina a lui.
Sonia rimane in piedi al suo fianco ma continua a giocare con me. Mi provoca, tende le cosce e alza il culetto, si sposta i capelli di lato e mi manda un bacio nascosto. Ne scartano due, il terzo è un bello spagnolo in costume rosso ma hanno dei dubbi su di lui. Sonia va davanti al tavolino per valutarlo meglio, gli carezza i capelli ricci mentre l’altra mano misura il pacco. Si volta verso papi per approvare e lo spagnolo ricambia con una palpata di culo che le fa chiudere gli occhi di piacere. È più troia di quanto potessi sperare.
Abbiamo finito.
Dimitri e Sonia hanno reclutato una dozzina di manzi belli carichi.
Vieni anche tu, vero?' mi chiede.
'Vengo solo per te.'
Ride, guarda verso la scuderia di cazzi e ride ancora.
'Sei sicuro? Dimitri dice che sei un frocetto a cui non bastano i cazzi.'
Sono permaloso.'Il tuo grassone non capisce un cazzo… e credevo che tutti quegli stalloni fossero per te.'
Mi stampa sulla bocca un bacio appassionato.
'Nelle sue feste succede di tutto… Vieni, Dimitri ti piacerà.'
Il gommone deve fare più viaggi per portare tutti.
Io sono sul secondo, già strapieno, e Sonia mi spinge seduto in braccio a Jamal, un nero da ventiquattro centimetri. Il gommone salta velocissimo sulle onde prendendo colpi paurosi. Ho il cazzone duro sotto il culo, Jamal mi tiene fermo premendomi le palle e scherza con Sonia.
Sul ponte dello yacht a vela scopro che c’è altra figa: due piccanti francesine in monokini che salutano i nuovi arrivati con generose succhiate d’uccello.
Non a me però. Sonia mi porta via subito.
Dimitri è seduto su un divano bianco. Grasso com’è non si regge in piedi. Sonia gli stringe il testone e lo bacia innamorata strusciando tette e tutto il corpo.
'Fatti vedere meglio, spogliati.'
Ho solo i calzoncini da levarmi. Sono nudo, uccello moscio. Mi penzola pesante, non mi si rizza tanto sono teso. Sonia intanto spompina l’uccello del grassone che ha il suo perché. Comincio a capire cosa ci trova in papi. Mi guarda con la coda dell’occhio senza smettere di leccare il gelato di Dimitri.
Sono geloso, è veramente innamorata di quel porco.
'Vediamo se sai succhiare.'
È un ordine per i due gorilla. Ivan, il più grosso, s'abbassa i pantaloni. Ha un cazzo impressionante, spesso come il mio polso, venoso, con una cappella grossa e violacea che luccica già di liquido preseminale. L’odore è forte, muschiato, di maschio sudato. Mi afferra per i capelli e me lo sbatte in bocca. È caldo e pesante, mi riempie completamente la gola. Sa di sudore, di toro, di vacanza a Mykonos. Lo ciuccio meglio di Sonia e resisto senza difficoltà ai soffoconi in gola. Sono giovane ma ho alle mie spalle almeno sei anni di pompini.
'Che ne dici Sonia? Lo facciamo godere di culo?'
È un ordine per l’altro gorilla. Viktor mi va dietro, sputa sul buco e ci punta la cappella. È un attimo infinito di goduria. Sonia che mi guarda, il cazzo di Ivan spinto nell’esofago e la cappella di Viktor che mi preme l’ano. È un’estasi che solo un frocio conosce.
Victor mi infilza come un pollo allo spiedo. Sono a novanta, schiena dritta, irrigidita da quaranta centimetri di cazzi che mi trafiggono fino allo stomaco. Godo da paura. Il cazzo di Viktor è meno grosso di quello di Ivan che mi strozza la gola, ma è lungo e dritto e i colpi sono profondi e pesanti. Victor mi fa il culo con la rincorsa, si tira lentamente indietro sin quasi ad uscire e me lo rificca bastardo con la forza di un tir, tamponandomi in culo e sbattendo le sue palle pesanti contro le mie.
Lo yacht è enorme. Venti metri più in là è già orgia allegra con le due francesine.
Dimitri palpa le cosce di Sonia e mi guarda divertito. Ma Sonia scappa dal divano e mi abbraccia alle spalle. È china su di me, spinge via Victor e mi bacia in bocca. Ho i suoi capelli in bocca, ci urtiamo col naso, Ivan mi sta demolendo il culo. Mi aggrappo a lei ma Dimitri me la tira via.
S’è dovuto alzare ed è incazzato.
'No, il tuo biondino deve soffrire per averti.'
Le mette un collare di pelle e la trascina sui materassini bianchi verso i tre neri muscolosi che ha scelto in spiaggia: Jamal, Tyrone e Kwame, tre negri che farebbero paura su un ring. Sonia non li teme ma ha solo due mani, il terzo cazzo lo stringe tra le labbra.
'Questa troietta è confusa, s’è innamorata del frocetto italiano. Fatele cambiare idea.'
I tre non aspettano altroo. Tyrone afferra Sonia per i lunghi capelli biondi e le sbatte in gola il suo cazzo enorme, spesso come una lattina. Per Sonia è una passeggiata. Ha un cazzone monster in gola fino alle palle e gli occhi le diventano soltanto lucidi. Twerka pure davanti agli altri due come non farebbe la peggiore delle puttane. Eppure è bella e delicata come un angelo biondo.
Jamal è il più veloce, la mette a culetto nudo. Un attimo d’indecisione e sceglie il buchetto. Se l’inchiappetta con una sola botta, brutale, da galera. È troppo anche per lei. Quel palo nero le è sparito in culo fino allo stomaco. Sonia urla strozzata dal cazzo di Tyrone ispinto n gola. Interviene anche Kwame, non può aspettare.
Allora Jamal si ribalta sulla schiena tenendola bloccata tra le braccia muscolose, Tyrone le torna sopra per continuare a scoparla in gola e Kwame può finalmente mettersi fra le sue cosce ed infilzarla in fica con la sua nerchia nera.
Sonia succhia avidamente, stringe a due mani il cazzone di Tyrone mentre Jamal e Kwame la scavano nel pancino coi loro estintori di carne.
Soffro come un cane. Io non la farò mai godere così.
Nemmeno m’accorgo che Victor m’ha ingravidato.
Cado in ginocchio e Ivan prende il suo posto nel mio culo. Il suo cazzo da gorilla iperdotato mi fa piangere di felicità. Mi blocca i polmoni e mi comprime le viscere che l’uccello mi balla moscio lanciando schizzi di piscio a ogni colpo.
Siamo uguali. Sonia è mia sorella. Siamo puttane uguali.
È nuda con gli anfibi neri e collare al collo, seppellita dai tre negri che se la scopano a giro in ogni foro come un’intera tribù. Ma al ritmo blando di una maratona kamasutra. Sonia alza la testa torcendo indietro il collo, bacia Dimitri che s’è chinato su di lei, ma poi riabbassa subito il capo, il viso nascosto dai capelli, per reggere allo stupro negro di fica e culo. Jamal, che le ha ingravidato di sborra il culetto, le va di fronte e le piscia in faccia mentre gli altri lucidano i cazzi nel suo pancino.
Sonia scosta i capelli bagnati e guarda verso di me.
Mi viene duro, cazzo!, mi è venuto duro!
E mi godo la sborrata di Ivan che mi lascia il culo a caverna.
Dimitri guarda la scena con evidente piacere e viene verso di me.
Due marinai dell’equipaggio montano veloci una struttura sotto la tenda che ci ripara dal sole. Capisco presto cos’è: è un’altalena per scopata.
'Così starai più comodo.'
Victor e Ivan mi ci mettono sdraiato. Le fasce di pelle nera mi sostengono sotto le spalle e il bacino e mi tengono cosce e braccia allargate. Sono incatenato mani e piedi. Ora sono per il resto dell’equipaggio. Il primo è un nordafricano. Si piazza tra le mie gambe allargate e me lo picchia in culo facendomi dondolare. Godo troppo male. Scopato così è da paura, ma sono il fratello di Sonia: non emetto un gemito come fa lei.
'Tu ti devi scordare Sonia.'
Dimitri mi applica due pinze metalliche sui capezzoli, stringono appena, e poi le attacca ai cavi dell’electro. Quando gira la manopola, una scarica violenta mi attraversa il petto. Il dolore è secco, bruciante, mi fa contrarre tutti i muscoli e ballare sull’altalena. Il mio buco si stringe contraendosi sul cazzo del marocchino che continua a sbattermi senza fpietà. È una fitta allucinante.
'La senti anche in culo, vero?' ride Viktor e aumenta l’intensità dell’electro. Le scariche mi friggono i capezzoli e mi fanno tremare le gambe. Il dolore si mescola al piacere d’essere violentato peggio di Sonia. Il marocchino sborra caldo che è una goduria di culo .
Sono il frocetto di tutti.
Chantal, una delle due francesine, è stata requisita dall’orgia. Ora deve rizzarlo di bocca a quelli dell’equipaggio in attesa. È scrupolosa e generosa. Un attimo prima dà un’ultima ciucciata con le labbra che scivolano sull'asta fino ai peli pubici e ingrassa il cazzo con un’abbondante spalmata di crema e il fortunato di turno me lo picchia in fretta. Al terzo marinaio ho già il culo che è un barattolo di maionese.
Nikos, il capitano greco peloso, mi prende il cazzo in mano e me lo sega con forza brutale picchiandomi pugni sulle palle mentre i suoi uomini fanno a gara per ingravidarmi in culo e Dimitri di tanto in tanto mi risveglia con l’electro. Mi abbassano la testa così possono scoparmi anche la gola, le palle pelose che mi grattano il naso.
Sborro sfinito nella mano del capitano. Ad ogni schizzata Dimitri mi dà una scarica maledetta.
Chantal è rimasta senza cazzi da tirare. É anche lei una modella da legal porn, innocente come una verginella che si fa l'intera squadra di football. Dimitri le fa indossare uno strap on e mi viene da piangere quando vedo cosa ci innesta. È un fallo morbido come un pallone sgonfio e largo come il mio braccio. Lo unge e se lo fa ballare davanti, una roba del genere la vedi solo nei cartoni animati giapponesi.
Ci mette tutto l'impegno, il dildo si piega e scivola dappertutto, ma alla fine riesce ad innestarmelo in culo e spinge con forza. La sensazione è quella di avere un pallone morbido in culo, una roba piacevolmente frocissima se Chantal non fosse una maledetta femminista che vuole punire con me tutti i maschi che l'hanno inculata.
Rimango appeso senza forze, sempre a gambe legate larghe con l'ano che pulsa ancora e cola sborra di un'intera nave. Sono all’altezza giusta, mi pisciano addosso in sei e finalmente se ne vanno portandosi via Chantal.
Ivan mi leva le mollette dai capezzoli. Mi arrivano addosso due secchiate di acqua salata che mi risvegliano un poco e mi ripuliscono dal piscio.
I tre negri hanno finito con Sonia, sono mezzi sdraiati sul ponte coi cazzi che fumano ancora. Ma col gommone sono arrivati anche quattro ragazzi spagnoli. Due corrono all’istante a ciucciare i cazzi ancora caldi, mentre gli altri due si scopano Sonia coi dovuti modi. Sonia ci fa l’amore e io soffro da bestia. Quella puttana ci limona come amanti. La odio, mi ha tradito, ma Sonia è troppo eccitante per farmi incazzare. La amo ancora di più.
È quello che vuole quel bastardo di Dimitri.
'Amore è dolore, ragazzo mio.' dice.
Due mani da dietro mi mettono una ball gag in bocca. Dimitri mi guarda pensieroso l’uccello, ha le mollette in mano. Scuoto la testa disperato. No, sei pazzo!
'Sonia, vieni qui!'
Il mio angelo si disincastra dai due spagnoli e si alza sulle sue belle gambe dritte. È bellissima con gli anfibi neri. Raggiunge il suo padrone e lo bacia.
'Il tuo frocetto ha già sborrato, bisogna ricaricargli le palle. Mettigliele tu!'
No papi, non a lui, ti prego.
'Come vuoi, ma così mi incazzo e poi non so controllarmi.'
Sonia non può far altro. Prende in mano le mollette e prima mi dà un bacio sulle labbra. Il suo profumo mi stordisce, è un mix di mare, crema solare e sudore negro. S’inginocchia tra le cosce sollevate e mi attacca gli elettrodi. Uno alla palla sinistra, l’altro alla base del cazzo.
Sudo freddo.
Sonia, già inginocchiata, volta la testa e lo succhia al suo papi. Ma io guardo le mani del bastardo che aziona la manopola. Il dolore diventa totale. Il mio corpo si contrae violentemente. La scarica mi attraversa le palle, il cazzo, il buco. Urlo strozzato dalla ball gag.
Alla seconda sono meno terrorizzato, è un male che mi devasta ma che è sopportabile. Dimitri è di parola, si sta controllando. E Sonia lo spompina con la passione di una sedicenne per distrarlo da me. Il porco si fa portare una poltrona e si gode l’infinito pompino di Sonia mentre i suoi uomini si divertono a frustarmi con degli asciugamani bagnati, sberle che mi fanno bruciare mezzo metro di pelle per volta: chiappe, cosce, spalle e torace. Me ne arriva una centrata su cazzo e coglioni che fa volare via gli elettrodi e mi fa impazzire di bruciore.
Me li rimettono e Ivan mi spinge in culo un plug di metallo. Dimitri mi fa provare una scarica brevissima: è terribile col metallo in culo, meglio un calcio alle palle.
Il russo s’incazza coi suoi e mi fa immediatamente levare il plug. Gli sono grato nel profondo del cuore, non è uno stronzo. Sonia aveva ragione, Dimitri può piacermi e la invidio. Vorrei poppargli io il cazzone grasso. E l’invidia diventa sofferenza quando lo vedo schizzare sul viso di Sonia tre secchiate fenomenali di sborra densa. Il porco gode come un cinghiale e si dimentica aperto l’electro. Un’interminabile scarica leggera mi rizza cazzo e scroto, la sento in culo e mi scorre fino alla punta dei piedi e delle mani. Godo troppo male, mugolo disperato mordendo la ball gag.
Dimitri si ricora di me e la spegne.
È finita. Mi sono sborrato addosso.
Mi slegano. Due passi, ondeggio ancora e crollo in avanti che quasi mi addormento. No, non è finita. I due spagnoli che erano rimasti a cazzo asciutto con Sonia mi fanno il culo ingravidandomi uno dopo l’altro. Sto un po’ meglio di palle e coglioni e posso godermi quest’altro giro di culo.
Dimitri muore dal ridere, la cosa lo diverte troppo.
'È la tua condanna figliolo, hai il secondo culetto più bello su questa barca.'
Finito gli spagnoli gattono fino alla poltrona e gli lecco le palle riconoscente. Si unisce a me Sonia, ci baciamo mentre lecchiamo le palle, il pancione, i capezzoli, le ascelle ed i piedi di papi. Ho i suoi capelli in bocca.
Ci vado piano con Sonia, ho paura delle reazioni di Dimitri ed ho cazzo e coglioni massacrati, ma la desidero troppo. Sono pronto a qualsiasi punizione pur di far l’amore con lei. Ci ribaltiamo sul pavimento e ci amiamo. Sonia è meravigliosa, mi si dona con l’anima, mi ciuccia l’uccello che mi torna nuovo. Lo faccio con la delicatezza degli amanti. Il mio cazzo affonda nel suo culetto che per me è ancora vergine dopo i tre negri, come quello di un angelo. Non la scavo in culo, la faccio mia. Non la scopo, voglio darle tutti i piaceri del mondo e lei volta indietro la testa per mordermi la lingua.
Le spremo piano il cazzo in culo.
'Hai davvero un bel culetto ragazzo mio.
Lo so è un ennesimo ordine ai suoi uomini. Credo sia Ivan, me lo picchia in culo e mi schiaccia di peso sulle chiappette di Sonia che geme di dolore. Mi spiace, cerco di proteggerla, cerco di stare sollevato ma Ivan mi martella in culo la sua redbull e non posso farci piu nulla quando Viktor mi si siede sul bacino, sprofondo nel culetto di Sonia anche con i coglioni.
Poi la pressione diminuisce, Viktor si è sollevato e Ivan mi leva il palo dal culo. È solo una speranza, due secondi e mi calano in culo due cazzi enormi che non so come faccio a prenderli. Mi scopano da uccidermi, a ritmo alternato, mi si muove dentro prima il cazzo di Victor, poi quello di Ivani, un uno due in culo che mi delizia l'anima. Li sente anche anche Sonia, soffocata e immobilizzata sotto tre maschi le parte un orgasmo compresso, trema disperata e sprizza bagnandomi coglioni e cosce.
'Sveglia bel frocetto! È mezzogiorno.'
É Sonia.
Io sono pancia in giù in in una cuccetta vuota. Mi pare d'essermi addormentato con tre tedeschi in culo ma ora non ci sono più.
Lei è in bikini nero, fresca come una puttanella in vacanza. Non so come faccia, va beh che si sarà presa un terzo dei cazzi che mi sono beccato io, ma sono stati minimo venti.
'Sei una puttana bellissima Mirko.'
Mi sta carezzando la chiappa nuda. Con l'unghia fa saltare una scaglia di sborra secca grossa come una patatina e se la porta in bocca. Le prende la voglia di chips, mi si stende sopra e coi denti mi ripulisce chiappe, cosce e schiena dalle incrostazioni notturne.
'Ti vuole papi.' mi dice poi.
Dimitri sta prendendo il sole sul ponte col panzone che sembra una collina boscosa. È un grasso cinghiale pancia all'aria che si gode il sole. Tra le cosce flaccide e pelose riposano due palle grosse come arance e ispide come il nido di un grosso grasso uccello russo addormentato.
Gli lecco i coglioni.
'Partiamo tra un'ora. Una crociera di tre settimane nel Mediterraneo. Vieni o vuoi scendere?'
Non mi lascia il tempo di rispondere, mi tira per le mani e mi obbliga a stendermi su di lui. Sto curvo come su una mongolfiera, vuole limonare. Barba dura e maschia, mi palpa con le sue mani forti, mi lascio baciare e limonare.
Il panzone da cinghiale mi gratta torace e ventre, stringo le cosce come se cavalcassi un toro a pelo . 'Baci da puttanella, ragazzo mio.' e mi spinge indietro.
Scivolo all'indietro, piano sul suo panzone ,grattandomi tutto, e sento contro il culo il cazzone contro il culo. Mi lascio cadere fino ai coglioni. Ho il grasso cazzo di papi tutto in culo. Adoro il mio papi. Sonia è con noi, mi carezza i capelli. 'Ti avevo detto che ti sarebbe piaciuto.'
il cinghiale sparapanzato al sole non si muove d'un millimetro, si gode la sua puttanella, lo lavoro di culo, voglio essere la sua puttanella perfetta, gli bacio il cazzo col mio ano, mi muovo su è giù sul suo cazzone.
'Bravo ragazzo mio, fammi una bella pompa di culo. Ho qui pronta per te mezzo litro di sborrata.'
Sono il frocio più felice della terra. Sonia mi indica Jamal e la sua tribù che dormono a prua. Vengono anche loro in crociera.
È un racconto volutamente esagerato.
Non rifatelo a casa
Mykonos, un’estate di quindici anni fa.
Sono arrivato col charter questa mattina alle cinque. Sono qui perché voglio frociare alla grande, libido a palla, ho addosso una voglia di cazzi che mi blocca il respiro, ma il volo notturno con otto ore di ritardo mi ha ucciso, il primo giorno lo passo a dormire a Super Paradise, uccello al sole tra centinaia di corpi nudi.
Da un grosso veliero alla fonda si stacca un gommone che viene verso la spiaggia. Guardiamo tutti invidiosi chi possa essere il riccone schifoso. Il tender si arena sulla spiaggia, scendono in quattro e attraversano la marea di corpi nudi. È un ricco porco grasso come un maiale, con una strafiga al seguito e due guardie del corpo in maglietta nera e sguardo cattivo dietro le lenti scure. Io ovviamente guardo subito i due gorilla e già m’immagino sesso selvaggio nel mio culetto voglioso.
Invece è lei che mi prende.
Mi passano accanto, vicinissimi alla mia testa, mi schizzano sabbia in faccia. Sono nudo uccello al vento. Prima lui e poi lei. La vedo da sotto: indossa calzoncini di jeans a rischio stupro e, sotto un chilometro di gambe liscissime, dei pesanti anfibi neri che sollevano la sabbia. Già così mi ha steso!
È bionda cenere, capelli lisci sulle spalle nude, magra come una modella. Il reggiseno stringe due bocce che avranno vent’anni. Non si guarda attorno, cammina dietro al suo uomo, ma per un istante abbassa lo sguardo e mi vede. Ha gli occhi azzurri, più profondi del cielo, con qualcosa di triste perché sa come la guardano gli altri.
È una che non se la tira, ma è condannata a tirare il cazzo a tutti. È nata così.
È meglio di una modella di intimo, meglio di una trans, meglio di una pornattrice in vacanza, meglio di una puttana di lusso. È meglio di tutto: è un angelo corrotto sceso sulla terra per dar piacere a luridi porci che non la meritano.
Mi devasta dentro.
È un istante. Mi fissa e dà un’occhiata anche al mio uccello a risposo sulla coscia, mi manda un bacetto e segue il suo uomo.
Vanno verso il bar. Mi rimetto i calzoncini di corsa, rischiando di chiudermi il pesce nella cerniera, e corro da lei. Sono così messo male che sono pronto a qualsiasi menda.
La tiro per un braccio.
'Ciao, sono Mirko.'
Lei si volta. Mi guarda sorpresa con quegli occhi azzurri da angelo sbagliato. Sorride e io m’innamoro.
Il ricco porco (Dimitri) si volta lentamente. Mi squadra dalla testa ai piedi, mi vede affannato come un sedicenne al suo primo appuntamento e capisce al volo. Invece di incazzarsi, fa un ghigno.
'Ti piace la mia puttanella? Se vuoi puoi venire anche tu sullo yacht, sembra che piaci a Sonia. Stiamo cercando bella gente per una festa.'
Uno dei due gorilla mi mette una mano pesante sulla spalla e mi costringe a girarmi a favore di Dimitri che sento ridere.
'Direi che hai il culetto giusto!'
La cosa mi puzza parecchio, non mi fido.
'No, non vengo.'
'Ho capito, fai il frocetto che se la tira! Convincilo tu, Sonia.'
Sonia mi s’avvicina, mi mette le braccia tese sulle spalle, inclina la testa facendo cadere i capelli biondi di lato e mi bacia in bocca. Chiudo le mani sula curva dei suoi fianchi lisci e nudi, la sua vita così stretta, il suo pancino così piatto che non puoi non immaginarci un cazzone ficcato. Spinge la lingua e limoniamo abbracciandoci. Le piaccio, mi bacia anche gli occhi e mi si rigira nell’abbraccio. Ho il suo culetto contro, twerka piano mentre le bacio la spalla. Le sfioro i seni che non mi interessano troppo e centimetro dopo centimetro abbasso le mani carezzandole il ventre fino a stringerla in fica. Mormora di piacere e mi struscia il culetto più pesantemente.
I gorilla ci separano. Dimitri mi guarda sornione.
'No, solo sulla mia barca.'
Siamo sotto il tendone di un bar. Il grasso Dimitri è seduto dietro ad un tavolino e sta scegliendo la bella gente per la festa tra quelli che i suoi due gorilla sono andati a raccattare in spiaggia. Il ricco porcone sceglie solo i più belli, solo magnifici stalloni coi muscoli lucidi, veri animali da sesso e atleti da letto.
M'accorgo però che Dimitri cerca sempre con la coda dell’occhio l’approvazione di Sonia prima di scegliere ogni recluta. In realtà è lei che li sceglie abbassando il capo di pochi millimetri.
'Ma come fai a stare con quel grassone?'
'Non ti piace?!' mi chiede sorpresa.
Scherzi? È un lurido porco.
'Non puoi capire.'
'Cosa non capisco? Okay, è ricco da fare schifo, ma tu sei bellissima e puoi avere chiunque.'
Alza le spalle.
'Lui è il mio papi e io sono la sua puttana. Tutto qui!'
Minchia se me l’ha fatto venire duro! La adoro!
Mi prende il braccio e si mette a ridere coprendosi i denti bianchi.
'Che ne dici di quello?'
Mi giro. Davanti a Dimitri c’è un nero muscoloso, direttamente nudo dalla spiaggia. Spalle rotonde, addominali da urlo, tra le cosce lucide gli pende una terza gamba con una cappella che è una palla da tennis nera.
'È un dieci pieno, quello.' Le dico.
Sonia fa sì sì con la testa verso Dimitri e poi scoppia a ridere.
Il suo papi è geloso, la chiama, deve star vicina a lui.
Sonia rimane in piedi al suo fianco ma continua a giocare con me. Mi provoca, tende le cosce e alza il culetto, si sposta i capelli di lato e mi manda un bacio nascosto. Ne scartano due, il terzo è un bello spagnolo in costume rosso ma hanno dei dubbi su di lui. Sonia va davanti al tavolino per valutarlo meglio, gli carezza i capelli ricci mentre l’altra mano misura il pacco. Si volta verso papi per approvare e lo spagnolo ricambia con una palpata di culo che le fa chiudere gli occhi di piacere. È più troia di quanto potessi sperare.
Abbiamo finito.
Dimitri e Sonia hanno reclutato una dozzina di manzi belli carichi.
Vieni anche tu, vero?' mi chiede.
'Vengo solo per te.'
Ride, guarda verso la scuderia di cazzi e ride ancora.
'Sei sicuro? Dimitri dice che sei un frocetto a cui non bastano i cazzi.'
Sono permaloso.'Il tuo grassone non capisce un cazzo… e credevo che tutti quegli stalloni fossero per te.'
Mi stampa sulla bocca un bacio appassionato.
'Nelle sue feste succede di tutto… Vieni, Dimitri ti piacerà.'
Il gommone deve fare più viaggi per portare tutti.
Io sono sul secondo, già strapieno, e Sonia mi spinge seduto in braccio a Jamal, un nero da ventiquattro centimetri. Il gommone salta velocissimo sulle onde prendendo colpi paurosi. Ho il cazzone duro sotto il culo, Jamal mi tiene fermo premendomi le palle e scherza con Sonia.
Sul ponte dello yacht a vela scopro che c’è altra figa: due piccanti francesine in monokini che salutano i nuovi arrivati con generose succhiate d’uccello.
Non a me però. Sonia mi porta via subito.
Dimitri è seduto su un divano bianco. Grasso com’è non si regge in piedi. Sonia gli stringe il testone e lo bacia innamorata strusciando tette e tutto il corpo.
'Fatti vedere meglio, spogliati.'
Ho solo i calzoncini da levarmi. Sono nudo, uccello moscio. Mi penzola pesante, non mi si rizza tanto sono teso. Sonia intanto spompina l’uccello del grassone che ha il suo perché. Comincio a capire cosa ci trova in papi. Mi guarda con la coda dell’occhio senza smettere di leccare il gelato di Dimitri.
Sono geloso, è veramente innamorata di quel porco.
'Vediamo se sai succhiare.'
È un ordine per i due gorilla. Ivan, il più grosso, s'abbassa i pantaloni. Ha un cazzo impressionante, spesso come il mio polso, venoso, con una cappella grossa e violacea che luccica già di liquido preseminale. L’odore è forte, muschiato, di maschio sudato. Mi afferra per i capelli e me lo sbatte in bocca. È caldo e pesante, mi riempie completamente la gola. Sa di sudore, di toro, di vacanza a Mykonos. Lo ciuccio meglio di Sonia e resisto senza difficoltà ai soffoconi in gola. Sono giovane ma ho alle mie spalle almeno sei anni di pompini.
'Che ne dici Sonia? Lo facciamo godere di culo?'
È un ordine per l’altro gorilla. Viktor mi va dietro, sputa sul buco e ci punta la cappella. È un attimo infinito di goduria. Sonia che mi guarda, il cazzo di Ivan spinto nell’esofago e la cappella di Viktor che mi preme l’ano. È un’estasi che solo un frocio conosce.
Victor mi infilza come un pollo allo spiedo. Sono a novanta, schiena dritta, irrigidita da quaranta centimetri di cazzi che mi trafiggono fino allo stomaco. Godo da paura. Il cazzo di Viktor è meno grosso di quello di Ivan che mi strozza la gola, ma è lungo e dritto e i colpi sono profondi e pesanti. Victor mi fa il culo con la rincorsa, si tira lentamente indietro sin quasi ad uscire e me lo rificca bastardo con la forza di un tir, tamponandomi in culo e sbattendo le sue palle pesanti contro le mie.
Lo yacht è enorme. Venti metri più in là è già orgia allegra con le due francesine.
Dimitri palpa le cosce di Sonia e mi guarda divertito. Ma Sonia scappa dal divano e mi abbraccia alle spalle. È china su di me, spinge via Victor e mi bacia in bocca. Ho i suoi capelli in bocca, ci urtiamo col naso, Ivan mi sta demolendo il culo. Mi aggrappo a lei ma Dimitri me la tira via.
S’è dovuto alzare ed è incazzato.
'No, il tuo biondino deve soffrire per averti.'
Le mette un collare di pelle e la trascina sui materassini bianchi verso i tre neri muscolosi che ha scelto in spiaggia: Jamal, Tyrone e Kwame, tre negri che farebbero paura su un ring. Sonia non li teme ma ha solo due mani, il terzo cazzo lo stringe tra le labbra.
'Questa troietta è confusa, s’è innamorata del frocetto italiano. Fatele cambiare idea.'
I tre non aspettano altroo. Tyrone afferra Sonia per i lunghi capelli biondi e le sbatte in gola il suo cazzo enorme, spesso come una lattina. Per Sonia è una passeggiata. Ha un cazzone monster in gola fino alle palle e gli occhi le diventano soltanto lucidi. Twerka pure davanti agli altri due come non farebbe la peggiore delle puttane. Eppure è bella e delicata come un angelo biondo.
Jamal è il più veloce, la mette a culetto nudo. Un attimo d’indecisione e sceglie il buchetto. Se l’inchiappetta con una sola botta, brutale, da galera. È troppo anche per lei. Quel palo nero le è sparito in culo fino allo stomaco. Sonia urla strozzata dal cazzo di Tyrone ispinto n gola. Interviene anche Kwame, non può aspettare.
Allora Jamal si ribalta sulla schiena tenendola bloccata tra le braccia muscolose, Tyrone le torna sopra per continuare a scoparla in gola e Kwame può finalmente mettersi fra le sue cosce ed infilzarla in fica con la sua nerchia nera.
Sonia succhia avidamente, stringe a due mani il cazzone di Tyrone mentre Jamal e Kwame la scavano nel pancino coi loro estintori di carne.
Soffro come un cane. Io non la farò mai godere così.
Nemmeno m’accorgo che Victor m’ha ingravidato.
Cado in ginocchio e Ivan prende il suo posto nel mio culo. Il suo cazzo da gorilla iperdotato mi fa piangere di felicità. Mi blocca i polmoni e mi comprime le viscere che l’uccello mi balla moscio lanciando schizzi di piscio a ogni colpo.
Siamo uguali. Sonia è mia sorella. Siamo puttane uguali.
È nuda con gli anfibi neri e collare al collo, seppellita dai tre negri che se la scopano a giro in ogni foro come un’intera tribù. Ma al ritmo blando di una maratona kamasutra. Sonia alza la testa torcendo indietro il collo, bacia Dimitri che s’è chinato su di lei, ma poi riabbassa subito il capo, il viso nascosto dai capelli, per reggere allo stupro negro di fica e culo. Jamal, che le ha ingravidato di sborra il culetto, le va di fronte e le piscia in faccia mentre gli altri lucidano i cazzi nel suo pancino.
Sonia scosta i capelli bagnati e guarda verso di me.
Mi viene duro, cazzo!, mi è venuto duro!
E mi godo la sborrata di Ivan che mi lascia il culo a caverna.
Dimitri guarda la scena con evidente piacere e viene verso di me.
Due marinai dell’equipaggio montano veloci una struttura sotto la tenda che ci ripara dal sole. Capisco presto cos’è: è un’altalena per scopata.
'Così starai più comodo.'
Victor e Ivan mi ci mettono sdraiato. Le fasce di pelle nera mi sostengono sotto le spalle e il bacino e mi tengono cosce e braccia allargate. Sono incatenato mani e piedi. Ora sono per il resto dell’equipaggio. Il primo è un nordafricano. Si piazza tra le mie gambe allargate e me lo picchia in culo facendomi dondolare. Godo troppo male. Scopato così è da paura, ma sono il fratello di Sonia: non emetto un gemito come fa lei.
'Tu ti devi scordare Sonia.'
Dimitri mi applica due pinze metalliche sui capezzoli, stringono appena, e poi le attacca ai cavi dell’electro. Quando gira la manopola, una scarica violenta mi attraversa il petto. Il dolore è secco, bruciante, mi fa contrarre tutti i muscoli e ballare sull’altalena. Il mio buco si stringe contraendosi sul cazzo del marocchino che continua a sbattermi senza fpietà. È una fitta allucinante.
'La senti anche in culo, vero?' ride Viktor e aumenta l’intensità dell’electro. Le scariche mi friggono i capezzoli e mi fanno tremare le gambe. Il dolore si mescola al piacere d’essere violentato peggio di Sonia. Il marocchino sborra caldo che è una goduria di culo .
Sono il frocetto di tutti.
Chantal, una delle due francesine, è stata requisita dall’orgia. Ora deve rizzarlo di bocca a quelli dell’equipaggio in attesa. È scrupolosa e generosa. Un attimo prima dà un’ultima ciucciata con le labbra che scivolano sull'asta fino ai peli pubici e ingrassa il cazzo con un’abbondante spalmata di crema e il fortunato di turno me lo picchia in fretta. Al terzo marinaio ho già il culo che è un barattolo di maionese.
Nikos, il capitano greco peloso, mi prende il cazzo in mano e me lo sega con forza brutale picchiandomi pugni sulle palle mentre i suoi uomini fanno a gara per ingravidarmi in culo e Dimitri di tanto in tanto mi risveglia con l’electro. Mi abbassano la testa così possono scoparmi anche la gola, le palle pelose che mi grattano il naso.
Sborro sfinito nella mano del capitano. Ad ogni schizzata Dimitri mi dà una scarica maledetta.
Chantal è rimasta senza cazzi da tirare. É anche lei una modella da legal porn, innocente come una verginella che si fa l'intera squadra di football. Dimitri le fa indossare uno strap on e mi viene da piangere quando vedo cosa ci innesta. È un fallo morbido come un pallone sgonfio e largo come il mio braccio. Lo unge e se lo fa ballare davanti, una roba del genere la vedi solo nei cartoni animati giapponesi.
Ci mette tutto l'impegno, il dildo si piega e scivola dappertutto, ma alla fine riesce ad innestarmelo in culo e spinge con forza. La sensazione è quella di avere un pallone morbido in culo, una roba piacevolmente frocissima se Chantal non fosse una maledetta femminista che vuole punire con me tutti i maschi che l'hanno inculata.
Rimango appeso senza forze, sempre a gambe legate larghe con l'ano che pulsa ancora e cola sborra di un'intera nave. Sono all’altezza giusta, mi pisciano addosso in sei e finalmente se ne vanno portandosi via Chantal.
Ivan mi leva le mollette dai capezzoli. Mi arrivano addosso due secchiate di acqua salata che mi risvegliano un poco e mi ripuliscono dal piscio.
I tre negri hanno finito con Sonia, sono mezzi sdraiati sul ponte coi cazzi che fumano ancora. Ma col gommone sono arrivati anche quattro ragazzi spagnoli. Due corrono all’istante a ciucciare i cazzi ancora caldi, mentre gli altri due si scopano Sonia coi dovuti modi. Sonia ci fa l’amore e io soffro da bestia. Quella puttana ci limona come amanti. La odio, mi ha tradito, ma Sonia è troppo eccitante per farmi incazzare. La amo ancora di più.
È quello che vuole quel bastardo di Dimitri.
'Amore è dolore, ragazzo mio.' dice.
Due mani da dietro mi mettono una ball gag in bocca. Dimitri mi guarda pensieroso l’uccello, ha le mollette in mano. Scuoto la testa disperato. No, sei pazzo!
'Sonia, vieni qui!'
Il mio angelo si disincastra dai due spagnoli e si alza sulle sue belle gambe dritte. È bellissima con gli anfibi neri. Raggiunge il suo padrone e lo bacia.
'Il tuo frocetto ha già sborrato, bisogna ricaricargli le palle. Mettigliele tu!'
No papi, non a lui, ti prego.
'Come vuoi, ma così mi incazzo e poi non so controllarmi.'
Sonia non può far altro. Prende in mano le mollette e prima mi dà un bacio sulle labbra. Il suo profumo mi stordisce, è un mix di mare, crema solare e sudore negro. S’inginocchia tra le cosce sollevate e mi attacca gli elettrodi. Uno alla palla sinistra, l’altro alla base del cazzo.
Sudo freddo.
Sonia, già inginocchiata, volta la testa e lo succhia al suo papi. Ma io guardo le mani del bastardo che aziona la manopola. Il dolore diventa totale. Il mio corpo si contrae violentemente. La scarica mi attraversa le palle, il cazzo, il buco. Urlo strozzato dalla ball gag.
Alla seconda sono meno terrorizzato, è un male che mi devasta ma che è sopportabile. Dimitri è di parola, si sta controllando. E Sonia lo spompina con la passione di una sedicenne per distrarlo da me. Il porco si fa portare una poltrona e si gode l’infinito pompino di Sonia mentre i suoi uomini si divertono a frustarmi con degli asciugamani bagnati, sberle che mi fanno bruciare mezzo metro di pelle per volta: chiappe, cosce, spalle e torace. Me ne arriva una centrata su cazzo e coglioni che fa volare via gli elettrodi e mi fa impazzire di bruciore.
Me li rimettono e Ivan mi spinge in culo un plug di metallo. Dimitri mi fa provare una scarica brevissima: è terribile col metallo in culo, meglio un calcio alle palle.
Il russo s’incazza coi suoi e mi fa immediatamente levare il plug. Gli sono grato nel profondo del cuore, non è uno stronzo. Sonia aveva ragione, Dimitri può piacermi e la invidio. Vorrei poppargli io il cazzone grasso. E l’invidia diventa sofferenza quando lo vedo schizzare sul viso di Sonia tre secchiate fenomenali di sborra densa. Il porco gode come un cinghiale e si dimentica aperto l’electro. Un’interminabile scarica leggera mi rizza cazzo e scroto, la sento in culo e mi scorre fino alla punta dei piedi e delle mani. Godo troppo male, mugolo disperato mordendo la ball gag.
Dimitri si ricora di me e la spegne.
È finita. Mi sono sborrato addosso.
Mi slegano. Due passi, ondeggio ancora e crollo in avanti che quasi mi addormento. No, non è finita. I due spagnoli che erano rimasti a cazzo asciutto con Sonia mi fanno il culo ingravidandomi uno dopo l’altro. Sto un po’ meglio di palle e coglioni e posso godermi quest’altro giro di culo.
Dimitri muore dal ridere, la cosa lo diverte troppo.
'È la tua condanna figliolo, hai il secondo culetto più bello su questa barca.'
Finito gli spagnoli gattono fino alla poltrona e gli lecco le palle riconoscente. Si unisce a me Sonia, ci baciamo mentre lecchiamo le palle, il pancione, i capezzoli, le ascelle ed i piedi di papi. Ho i suoi capelli in bocca.
Ci vado piano con Sonia, ho paura delle reazioni di Dimitri ed ho cazzo e coglioni massacrati, ma la desidero troppo. Sono pronto a qualsiasi punizione pur di far l’amore con lei. Ci ribaltiamo sul pavimento e ci amiamo. Sonia è meravigliosa, mi si dona con l’anima, mi ciuccia l’uccello che mi torna nuovo. Lo faccio con la delicatezza degli amanti. Il mio cazzo affonda nel suo culetto che per me è ancora vergine dopo i tre negri, come quello di un angelo. Non la scavo in culo, la faccio mia. Non la scopo, voglio darle tutti i piaceri del mondo e lei volta indietro la testa per mordermi la lingua.
Le spremo piano il cazzo in culo.
'Hai davvero un bel culetto ragazzo mio.
Lo so è un ennesimo ordine ai suoi uomini. Credo sia Ivan, me lo picchia in culo e mi schiaccia di peso sulle chiappette di Sonia che geme di dolore. Mi spiace, cerco di proteggerla, cerco di stare sollevato ma Ivan mi martella in culo la sua redbull e non posso farci piu nulla quando Viktor mi si siede sul bacino, sprofondo nel culetto di Sonia anche con i coglioni.
Poi la pressione diminuisce, Viktor si è sollevato e Ivan mi leva il palo dal culo. È solo una speranza, due secondi e mi calano in culo due cazzi enormi che non so come faccio a prenderli. Mi scopano da uccidermi, a ritmo alternato, mi si muove dentro prima il cazzo di Victor, poi quello di Ivani, un uno due in culo che mi delizia l'anima. Li sente anche anche Sonia, soffocata e immobilizzata sotto tre maschi le parte un orgasmo compresso, trema disperata e sprizza bagnandomi coglioni e cosce.
'Sveglia bel frocetto! È mezzogiorno.'
É Sonia.
Io sono pancia in giù in in una cuccetta vuota. Mi pare d'essermi addormentato con tre tedeschi in culo ma ora non ci sono più.
Lei è in bikini nero, fresca come una puttanella in vacanza. Non so come faccia, va beh che si sarà presa un terzo dei cazzi che mi sono beccato io, ma sono stati minimo venti.
'Sei una puttana bellissima Mirko.'
Mi sta carezzando la chiappa nuda. Con l'unghia fa saltare una scaglia di sborra secca grossa come una patatina e se la porta in bocca. Le prende la voglia di chips, mi si stende sopra e coi denti mi ripulisce chiappe, cosce e schiena dalle incrostazioni notturne.
'Ti vuole papi.' mi dice poi.
Dimitri sta prendendo il sole sul ponte col panzone che sembra una collina boscosa. È un grasso cinghiale pancia all'aria che si gode il sole. Tra le cosce flaccide e pelose riposano due palle grosse come arance e ispide come il nido di un grosso grasso uccello russo addormentato.
Gli lecco i coglioni.
'Partiamo tra un'ora. Una crociera di tre settimane nel Mediterraneo. Vieni o vuoi scendere?'
Non mi lascia il tempo di rispondere, mi tira per le mani e mi obbliga a stendermi su di lui. Sto curvo come su una mongolfiera, vuole limonare. Barba dura e maschia, mi palpa con le sue mani forti, mi lascio baciare e limonare.
Il panzone da cinghiale mi gratta torace e ventre, stringo le cosce come se cavalcassi un toro a pelo . 'Baci da puttanella, ragazzo mio.' e mi spinge indietro.
Scivolo all'indietro, piano sul suo panzone ,grattandomi tutto, e sento contro il culo il cazzone contro il culo. Mi lascio cadere fino ai coglioni. Ho il grasso cazzo di papi tutto in culo. Adoro il mio papi. Sonia è con noi, mi carezza i capelli. 'Ti avevo detto che ti sarebbe piaciuto.'
il cinghiale sparapanzato al sole non si muove d'un millimetro, si gode la sua puttanella, lo lavoro di culo, voglio essere la sua puttanella perfetta, gli bacio il cazzo col mio ano, mi muovo su è giù sul suo cazzone.
'Bravo ragazzo mio, fammi una bella pompa di culo. Ho qui pronta per te mezzo litro di sborrata.'
Sono il frocio più felice della terra. Sonia mi indica Jamal e la sua tribù che dormono a prua. Vengono anche loro in crociera.
È un racconto volutamente esagerato.
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