Marco mi fa una goleada in culo

di
genere
gay

Mercoledì sera mi entra in casa e si proietta in camera. '
'Inizia! Accendi.'
'Che cazzo?'
'Metti sulla partita, porca puttana!'
Cerco il telecomando ed accendo. Figa, peggio non poteva essere, mi sono ammosciato. Lui invece freme, si spoglia di maglia e calzoni con gli occhi fissi allo schermo. Minchia scopare davanti alla partita proprio no! Le squadre sono già in campo. Fischio dell'arbitro ed è subito fallo da dietro.
'Uh!'
Finisco lungo disteso con Marco in culo. M'abbranca e mi tira indietro rimettendomi ginocchioni e me lo picchia cattivo, una spinta da rompermi la schiena. 'Mirko mirko, hai un culo da stupro.'
Facciamo un po' di lotta libera, lui è forte come un vichingo, braccia e gambe che sono tronchi, io sono solo un bel maschietto. Ci arrotoliamo, non siamo ancora sudati, mi sfrego sul suo torace, le sue cosce pelose mi stringono, il suo cazzone sempre spinto in culo. Finisco sulla schiena, gambe larghe, tengo un po' sollevato il bacino, sento da paura il suo cazzo che mi riempie. È la prima volta che lo vedo in faccia mentre mi scopa.
Allargo bene le gambe e allungo le mani verso di lui, gli sfioro i fianchi e seguo il ritmo della scopata con la punta delle dita. Mi tira soltanto due o tre picconate bastarde che cerco di fermare con le mani, il cazzone che è una fitta nel profondo, per tutto il tempo mi scopa tenendomi leggermente alzato il bacino e io faccio pace col mondo intero. Si piega in avanti come per baciarmi e mi fa colare saliva centrandomi l'occhio. La testa mi ondeggia avanti e indietro. Riprova, si piega in avanti, io apro da slogarmi la mandibola, e questa volta mi fa colare la saliva in bocca. Ancora una volta e ho la sua lingua in bocca. 'Mirko, io ti stupro tre giorni.' e mi bacia eccitato.
Mi sega. Fermo col cazzo duro che mi tiene sollevato il bacino, Marco mi sega l'uccello con una mano mentre con la sinistra mi massaggia il ventre. Gli piace toccarmi e, con le dovute proporzioni, ho anch'io un bell'uccellone. E non c'è storia, al 12esimo schizzo potente che lo lascio di sale, come un tunnel tra le gambe. Gli schizzo fino al collo, la seconda sull'addome, le altre mi colano sul cazzo che mi stringe. 'Minchia Mirko, vuoi fare a gara con me?!' Mi minaccia.
E mi ribalta. Sono a uccello bagnato schiacciato sul lenzuolo, il materasso che cede piacevolmente sotto il bacino, ho ottantacinque chili di cazzo piantati in culo, ma per me può essere il cazzo di un troll. Godo scavato in culo, figa se godo, mi aspetto la sborrata di Marco. Sborra da cavallo.
Suona un cellulare.
Li abbiamo tenuti entrambi a portata di mano. I cellulari sono la rovina del sesso clandestino.
Cazzo, è il mio.
'Chi è?'
'Mia mamma.'
'Rispondi.'
'Ecchècazzo?'
'Può essere importante.'
'… ciao mamma.'
Vuole sapere se per domenica deve farmi la stessa insalata di riso. Mi sta chiedendo cosa voglio mangiare fra quattro giorni! '… non so, domenica te ne sei mangiati due piattoni, ma se vuoi altro dimmelo.' Ci credo, domenica mattina ero andato a 'correre' con Marco.
'No, l'insalata di riso va benissimo, mamma.'
Cerco di liberarmi, Marco continua a scavarmi in culo, ma in silenzio. '...tuo padre ha ritirato gli esami. Tutto in ordine, solo la glicemia appena alta...'
Sta raccontandomi dei vicini che hanno cambiato le tende sui balconi che mi sento morire, mi risale in culo una sborrata epica. 'Scusa mamma, c'è la partita, ti chiamo domani.' Figa, Marco mi ha riempita! Guardo la tv, 23esimo, uno pari.
Si riparte con un sessantanove che è uno stupro autorizzato. Mi sta sopra, mi scopa in gola e mi succhia il cazzo da idrovora. Appena si calma un po' gli lecco palle e culo e lui ciuccia peggio. Ritorno in vantaggio al 32esimo, ma è una sborrata rubata. Figa, sotto di lui, le cosce pelose che mi chiudono il viso, non vedo nulla, ma mi sta leccando la sborra. Cerco di sollevarlo, due mani sotto il suo bacino, lo tengo a mezz'aria e ci spompino da puttana. Pareggia con una mega sborrata che mi affoga al 37esimo. Ma come fa? Mi ha riempito la bocca. Fino al 45esimo è melina, Marco mi lecca nudo, qualche mossa da lotta libera, qualche veloce incursione in culo giusto per dar spettacolo. E limoniamo porci con le bocche impastate, e mi lecca il culo facendomi impazzire. Le palle nella sua bocca, le guance dure tra le mie chiappe, la lingua ispinta impazzita nel buchetto, godo da frocio, ho un culo perfetto.

Nell'intervallo Marco si riposa il cazzo.
'Alza il volume.' mi dice
Mi mette gattoni sul letto e mi passa l'olio sulle chiappe, 'Michia mirko, sei un maschietto perfetto!' Mi spinge due dita, poi tre, in culo e poi mi munge il cazzo sotto. Mi sega e mi palpa le palle mentre sto ginocchioni. È in attesa e dopo qualche minuto gli arriva la chiamata di Barbara. Sussurra al telefono, non capisco, la tv è alta come nella sala di un bar e mi sto godendo spaventato la mungitura di cazzo. Figa, stasera vuole uccidermi. Riattacca con un bacio, lascia il cellulare e ci va pesante. Due mani libere che mi mungono l'uccello e massaggiano i coglioni, sempre con tre dita che frullano in culo. Svengo con una sborrata che è uno sputo.
Ma alla ripresa sono in vantaggio io, tre a due.

Cambio campo. Mi sodomizza come nei porno più scomodi contro il cassettone tenendomi una gamba alzata come una ballerina. Scomodo ma ha il suo perché. Al 55esimo pareggia ed esulta come un'intera squadra. Ora è solo pressing, mi fa il culo in posizioni che non so descrivere, tipo io mezzo sul letto con la faccia schiacciata dal suo piede contro il parquet e lui in piedi che mi trivella in culo. A costo di rompersi il cazzo passa in vantaggio al 71esimo ma io, rialzandomi malfermo sulle gambe pareggio subito, sborro col cazzo che non mi sta in piedi che è una presa in giro.
All'88esimo è autogol clamoroso. Marco, che sembra volersi accontentare del pareggio, mi fa l'amore in culo teneramente, da etero, a cucchiaio premendomi le mani sui coglioni come se cercasse la figa. Mi eccita da morire essere chiuso nel suo abbraccio, spinge piano e io mi sego piano l'uccello esausto, al ritmo delle spinte. Mi carezza le spalle, il ventre che ha devastato, dice cose da amanti, 'Hai il culo liscio di una puttana, mai trovato un frocetto porco come te, senti come sei liscio, una puttana sei...' e l'autogolo clamoroso: '… mi ecciti Barbara.'
Mi sego disperato e vengo, due schizzetti miseri, ma vengo.
Fischio dell'arbitro.
5 a 4.
È finita.
In Tv è un castrante zero a zero.
Ma Marco non sa perdere, e per lui non è certo finita. Mi monta sopra.
'No basta, ti prego.'
'Adesso viene il bello. Sta' fermo!'
'Marco no, che fai?'
'Indovina.'
Cazzo cazzo cazzo, la sento schizzarmi calda in culo.
'No, fermati Marco! No, No!!! Bastardo!'
'Non agitarti che sporchi.'
Mi sta pisciando in culo, una roba folle, mi sento gonfiare. E cazzo, non posso muovermi, non posso scappare, sono sul letto. Mi piscia in culo senza fine, mi sento una merda, il suo cazzo che mi tappa il culo e mi riempie. Ha finito. Ride come un bastardo. Si sente leggero dopo la pisciata ma io sono in panico.
Indietreggio giù dal letto, il ventre gonfio che brucia, con terrore sento delle gocce uscirmi, mi premo più forte contro il suo cazzo.
Siamo finalmente in piedi, io piegato sulla pancia. Mi spinge verso il bagno, un passo dopo l'altro, dietro di me, a tappo in culo.
Arrivati alla porta mi lancio dentro e chiudo. Seduto sulla tazza è un piacere immondo che non so raccontare.

Non sono incazzato con lui.
E lui si lascia insaponare sotto la doccia.
Marco pensa a tutto, s'è portato dietro il suo docciaschiuma adidas. Esce di corsa, deve tornare fra le lenzuola della sua Barbara.
Io invece devo cambiare le mie... è assurdo, sono uno straccio senza forze, ma mi eccita togliere le lenzuola. Quando mi piego mi fanno male muscoli, tendini, ossa e culo.
Non mi vede nessuno. Lecco le chiazze bagnate. La sua sborra.

Mi suona il cellulare.
È Marco.
Mi sveglio. Sono le 7e10.
Rispondo.
'Apri! Sono qui sotto.'
Ecchécazzo?
Mi stupra spalmato contro lo specchio dell'ingresso. Una roba che non succede nemmeno al cinema. È eccitato porco, io non godo, non ne ho il tempo, sono sconvolto. Mi finisce a terra steso sulle piastrelle con una sborrata in culo che solo Marco può.
Mi si sfila d'addosso.
'Cinque pari!'
Stronzo!



milano3687@proton.me
di
scritto il
2026-08-20
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