Paolo dorme nudo

di
genere
gay

Non viviamo insieme. Colpa mia.. E non dormiamo insieme, ognuno nella sua camera, nei weekend e quando si ha voglia.
Mi sveglio presto, prima della sveglia. Mi piace sapere che Paolo è nell'altra stanza. Lui è come me, gli piace svegliarsi piano e non rovina il mattino parlando.
Rimango un po' a letto e seguo i miei pensieri. Ieri ho inviato un altro racconto d'incesti. Paolo dice che sono paraculate per far numero, a lui non glielo fanno venire duro, preferisce gli altri miei racconti. Ha ragione, mi diverto così, scrivere cose assurde.
Mi alzo piano, mi piace sentire il corpo con addosso la stanchezza, sulle spalle un po' rigide. Vado in cucina, fisso la moca e le piastrelle. Ho l'uccello piacevolmente pesante nei boxer, i coglioni caldi. Mi tocco senza segarmi, non lo voglio duro.
Sonnecchio in piedi. È ancora buio, l'estate si sta accorciando. No, niente caffè. Accendo la luce in corridoio e apro piano per non svegliarlo. Dorme nudo. In casa sta sempre nudo, è esibizionista, si piace, sa di avere un corpo da favola. Quelli così mi annoiano, le prime donne mi ammosciano. Ma con lui sono felice, ho vinto la lotteria, non viene fuori da tiktok, è uomo fatto, un magnifico ventisettenne, atleta, liscio come un nuotatore.
Gli fisso l'uccello, è più scuro, appoggiato sul fianco. Paolo è un figlio di puttana, mi ha sentito e nel sonno si è girato uccello in alto. Un bell'uccellone addormentato. Ha il cazzo più grosso del mio, un cazzo che mi fa tornare il frocio, come a vent'anni.
Mi basta toccargli il piede e la gamba si allarga. Salgo piano sul letto facendo affondare il materasso fra le sue gambe. Non lo tocco con le mani, lo lecco. È caldo, morbido, lo bacio, ciuccio piano, lo prendo tutto in bocca, pesante, ripiegato.
Paolo è È come me. Gli piace svegliarsi un poco alla volta. È sabato e abbiamo tutto il tempo.
Si scappella e mi viene duro in bocca, non ancora duro cattivo, mi scende in gola da solo. Diventa sempre più largo, lo sento gonfiarsi. Non penso a nulla, è come se dormissi anch'io, mi godo la sua carne in bocca. Il suo bacino si anima, si è irrigidito, spinge e la cappella mi batte sul palato. Ha urgenza, glielo stringo in mano e lo sego tirandomelo verso la bocca.
Lo lascio. Faccio lento. Gli lecco le palle, le succhio una per volta, due insieme, gli lecco le cosce, i suoi piedi. La pianta no, non voglio svegliarlo col solletico. Ha le dita bellissime. Torno sull'uccello, due poppate e poi strofino il viso sull'addome. È teso, gli accarezzo i suoi muscoli, infilo la lingua nell'ombelico.
Non gli salgo sopra, mi accuccio di fianco al letto, gli bacio la spalla. Gli scosto la mano, vuole segarsi da solo, ha urgenza. Il cazzo vibra diritto. Ci baciamo, lingua in bocca, sui si tira i muscoli, sul letto, alza il bacino, gli regalo leccate lunghe, dalle palle fino alla cappella che ciuccio appena. Succhio forte, sego deciso, ma anche questa volta smetto tre secondi prima.
'No Mirkooo...'
So come si sente, la sborra gli è tornata nei coglioni
Comincia a sudare, gli lecco il sudore stringendogli il cazzo. Ansima, vuole toccarsi, glielo impedisco. Ha un corpo bellissimo che vuole fare sesso. Ho vinto la lotteria, è come piace a me, maschio, forte ma liscio come una ragazza. Gli depilo io i coglioni, Paolo è mio. Lo vedo alla luce del corridoio, è una favola averlo.
Non c'è fretta, è sabato. Lo faccio soffrire a lungo, gli nego la sborrata, nella mano chiudo i coglioni caldi che si stanno caricando. E porca puttana, ce li ho carichi peggio dei suoi, il cazzo compresso nei boxer. C'è intesa perfetta, mi basta toccarlo al fianco che lui si tira indietro, salta col culo sul materasso e si porta seduto, schiena contro la testiera del letto e gambe larghe. Ha urgenza di sborrare.
Sono tentato di negargli un'altra volta la sborrata, ma il suo odore di sesso mi mette fretta. La prima schizzata è libera e potente, su viso e bocca, le altre gliele risucchio io. Succhio forte le schizzate e continuo anche quando ha smesso di sussultare e si è svuotato da cavallo. Gli do succhioni che lo devastano.
È KO, sfinito e sudato, ci baciamo impastandoci di sborra.
S'allunga sul letto e si gira. Gli sono sopra, mi abbasso i boxer e gli affondo in culo. Lo scavo fino alle palle, spingo di peso e lo scopo piano. Gode da troia.
Mi fermo, mi tiro su puntandomi sulle mani e Paolo si scopa da solo, su e giù mi fa una pompa di culo. Vorrei durare quanto lui ma è da quando mi sono svegliato che ci penso, gli ricado sopra e lo finisco con una scopata furiosa. Salto sul materasso, nel suo culo, tra le gambe che tiene larghe. Geme ad ogni botta, mi eccita. Sborro che non voglio altro dalla vita. Mi accascio su di lui, svuotato, il cazzo duro piantato in culo e ci addormentiamo.

'Sei una puttana, Mirko.'
Mi palpa il culo lisciandomi i boxer. Ho messo su il caffè. Mi afferra il pacco. Spingo indietro, mi piego sul tavolino della cucina e mi abbasso i boxer. Me lo spinge in culo, venti centimetri giovani e larghi. Sa che godo troppo così, mi scopa piano e lungo tenendomi per i coglioni. Ma ogni botta è sempre più forte, più profonda. Non possiamo vivere insieme, non sarebbe più così.
Il caffè borbotta nella moca. Spegne lui e mi finisce in culo da bastardo arrapato che ha appena sborrato. E il sabato è appena cominciato.
di
scritto il
2026-09-03
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