Marco mi rompe il culo che è un piacere

di
genere
gay

Marco ha qualcosa che mi piace: l'uccello.

È il cugino di Lory, la mia ragazza. Gliel'ho visto solo moscio, un bel salame scuro che gli balla pesante tra le cosce, la cappella chiusa in un invogliante prepuzio, invogliante nel senso che ci vorrei infilare la lingua e arrotolarla sulla cappella. Ha trentacinque anni, dieci più di me, sposato, bel fisico tonico col giusto pelo, frequenta la mia stessa mia palestra, è per questo che gli posso ammirare l'uccello. Negli spogliatoi. Siamo amici nel senso che pensa che mi scopo solo sua cugina, non sa che fino a tre mesi fa avevo uno scopamico fisso che, dannazione me, ha trovato un nuovo lavoro ed ha cambiato città. Lory ha sempre pensato che fosse solo un amico di nuoto, è una che fa sesso tradizionale a giorni fissi, una che non mi infila certo la lingua nel buchetto allenato (e credo comunque che non se ne accorgerebbe nemmeno).

Insomma, quasi tre mesi di astinenza e l'uccello di Marco mi risveglia la voglia. E mi piace lui, è un tipo sicuro di sé, un maschio certificato col fisico duro, uno scopatore e, porca puttana, ha le natiche muscolose, incavate sui fianchi.

Ma è un casino, come faccio? Ciao marco, io non sono frocio, neppure gay, ti va se ti spompino l'uccello? Quello mi tira uno sberlone.

Ma in realtà faccio di peggio, sto nudo in spogliatoio tutto il tempo, voglio che mi veda. Sono un bel ragazzo, faccio nuoto, una buona scusa per depilarmi, ho spalle importanti, torace definito, ventre piatto, biondino, venticinque anni con la pelle di un sedicenne, chiappe alte, ben separate, da atleta, che si staccano tonde dalle cosce, bei piedi, labbra per pompini, sono anche simpatico... PERCHE' CAZZO NON MI SCOPA???

Me lo devo dimenticare. Pazienza, in giro c'è di meglio, la palestra è piena di atleti che ospiterei in culo, sono tre mesi ormai... ma Marco mi intriga, lui è uomo fatto (e ha un bell'uccellone).

Poi succede l'inaspettato! 'Io la domenica mattina faccio sempre una corsa in campagna, vuoi unirti?' Me lo deve ripetere due volte. 'Certo!' Io la domenica mattina mi sveglio sempre alle sei e mezza. Abbasso gli occhi sulla bestia che gli pende tra le gambe e vorrei dirgli. 'Senti, sono già nudo, a questo punto perché non m'inculi qui?' Ma sono un timido.

Parto nel mondo dei sogni come una sedicenne al primo appuntamento, per due giorni rivivo due mesi di sguardi in palestra, negli spogliatoi, pure per strada, quando mi ha incrociato mentre ero con Lory, e mi convinco che Marco mi ha sempre mangiato cogli occhi.

Sabato litigo anche con Lory, non voglio andare con tutti al greco, al mattino devo correre, se bevo e mi abbuffo mi taglio le gambe. Non le dico che voglio essere sicuro di culo. Litigata epica ma non esco. Poi torno a terra, domani se mi va 'bene' ci rivediamo la domenica dopo, se mi va 'bene bene' magari qualcosina si sgela, magari capisce che io, insomma, ci starei e se mi va 'stellare' gli faccio un pompino.

Invece mi va 'galattica'.

Mi trovo sotto casa sua, dieci minuti d'auto e siamo nel parco. Si corre su un percorso ad anello. Ah, ho scelto canotta nike che mi valorizza le spalle da nuotatore e dei calzoncini da corsa aderenti ma sgambati che mi valorizzano quello che mi interessa valorizzare. Dopo trenta minuti di corsetta tranquilla, pausa. Beve dalla borraccia come un vichingo. È inutile, io lo vedo così, sono cotto infrociato.

'Hai un bel fisico, tu.'

'Faccio nuoto, mi sono fatto il fiato'

Storce la bocca mentre chiude la borraccia. 'Non intendevo quello... sei carino.'

Carino??? Carino lo dici a tua sorella, io sono da scopare!

Sorrido timido, forse dico anche un grazie. Ma ci siamo: mi tocca il bicipite.

'Sei ben messo, hai i muscoli giusti.' La mano si appoggia sul fianco. Tremo come una ragazza. Faccio un passo avanti, mi abbraccia alle chiappe e mi tira contro. Mi struscio contro, ha il cazzo già duro lungo il gambale, cazzo!, sono feticista degli uccelli, volevo ciucciarlo moscio e sentirlo crescere in boc... ma è terribilmente eccitante anche così, gli sfioro a mano aperta una verga dura e vigorosa, spessa e lunga come mi sono immaginato mentre mi segavo in camera. Gli piace il mio culo, me lo impasta con le mani forti. Un attimo di esitazione e mi bacia la spalla, vicino al collo. Piego la testa indietro, è più alto di me, mi piace sentirmi così, e mi bacia in bocca. Lingua in bocca è erotismo puro, ti muove tutto sotto. Mi faccio limonare come una sedicenne dal cugino grande della mia ragazza.

Ma sentiamo rumore di biciclette.

Mi spinge più in dentro, 'Giù!' dice piano e ci abbassiamo nascosti dai cespugli. A cinque metri da noi passa l'intero giro d'Italia in mountain bike. Sono sdraiato a terra, lui al mio fianco che mi tiene giù col braccio sulle spalle. Passano gli ultimi due e io ho il culo nudo.

'Lo prendi, vero?'

Guardo indietro, stringe in mano una verga che ho visto solo nei porno (e un paio di volte dal vivo), già pronta fra le lunette delle mie chiappe nude e penso solo che ho un bellissimo culo liscio. E m'incazzo quasi, quando ha capito che sono frocio nel tempo libero? Quanto cazzo di tempo ha aspettato a farsi aventi?

Ma ho altri pensieri. Mi sputa e cola saliva sul buco e già godo di culo.

Poi le cose non vanno proprio come speravo. Marco è un porco bastardo infoiato, me lo spinge con tutto il peso, lo sfintere si rivolta tutto indentro ma non cede e lui preme peggio, mi tira botte, bestemmia lui per il male. Rinuncia, si tira indietro, mi sputa ancora, infila quattro dita nella mia bocca e si bagna il cazzone, mi è di nuovo sul culo e... Un venti centimetri spesso a crudo in culo dopo tre mesi di astinenza lo augurerei al mio migliore amico!

Mi pianta in culo un estintore. Mi scappa un urlo, per Marco non c'è problema, mi tappa la bocca a due mani tirandomi indietro la testa e mi cavalca in culo da spaccarmi in due. Ci sono gli estremi di una denuncia per stupro.

Le prime quattro picconate mi schiantano dal male, le altre cinquecento mi schiantano e basta. Dovevo aspettarmelo, ho visto Marco in palestra, so come ci dà dentro agli attrezzi. Rallenta solo quando passa qualcuno.

Si ferma, mi tira un poco su contro il cazzo, m'afferra l'uccello e mi tira una sega bastarda. Schizzo con le fitte al culo, il buco che mi si chiude sul cazzo duro. E riprende a scoparmi.

Viene in una sborrata che mi mette incinta.

Mi lascia un po' di tempo per riprendermi. Intanto si spolvera l'erba dalle ginocchia. Io mi prendo la mia soddisfazione, gli ritiro giù i calzoncini e glielo ciuccio barzotto. 'Basta, andiamo!', s'incazza, 'l'auto è qua vicina.' Ma mi da una scarruffata ai capelli. 'Sei una puttanella fantastica, Mirko.'

Invece sono una merda. A pezzi. Sudato come un pulcino, cammino che mi tremano le gambe, le braccia molli, sono così stanco che ho l'impressione che mi scendano anche i calzoncini. Lui invece è fresco, tonico, sudato il giusto.

Il tipo del baretto ci vede e fa la battuta scema. 'I giovani d'oggi sono tutte fighette.' Gli faccio una faccia da compatimento, lui è solo un grassone di merda, io un figo da stupro.

Saliamo in auto.

Marco è un dannato maschio alfa. Io sono seduto sul culo ancora aperto, fitte che mi terrò minimo per un giorno, mi aspetto almeno una parola di scusa, invece lui: 'Mi hai fatto venire voglia. Il mercoledì sera esco sempre con gli amici, se ci sei passo a casa tua.'

Mi ama, sa tutto di me, anche che vivo solo. Faccio la gattina stupida, gli carezzo il pacco, 'Usi il lubrificante però!'

'Non so, mi brucia ancora il cazzo. È piacevole.' Mi sorride, ma non sta scherzando, questo mi vuole violentare ancora.

'Lo sai che erano due anni che non m'inculavo un frocetto?'

'Sì, l'avevo capito.'
di
scritto il
2026-08-17
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