Mamma mi mette le mani nelle mutande

di
genere
incesti

Una vita fa: l'ultima mia vacanza con mamma.
Avevo vergogna di fare le vacanze con mamma, avevo diciotto anni, ma ero solo, avevo mollato la tipa e il mio amico era in Grecia con tutti. Mamma mi ha portato dietro.
Villaggio in Tunisia, abbiamo un bungalow davanti alla piscina oceanica. Due camere, salotto più angolo cottura e terrazza sul tetto per prendere il sole. È pulito e ben studiato, totale privacy anche in terrazza, a mamma piace da morire.
Lei è giovane è bella, è sempre allegra anche se ha avuto una vita dura. Questa vacanza è per lei una rivincita. Mi ha avuto giovanissima e non me l'ha mai fatto pesare, anzi. Non ho padre. Mi racconta sempre della sua vacanza in camper in Spagna, la sua più bella vacanza. Non sa chi è stato. 'Ma questa vacanza dev'essere ancora più bella!'
Ha cambiato tre compagni, ora lavora in una profumeria, ma per lungo tempo è stata solo sex worker. Suona meglio di puttana. Ho vissuto a lungo con i nonni. Non mi nasconde nulla, so come ha pagato questa vacanza.
Non voglio rovinarle la vacanza, ma io qui sto male.
Sono innamorato.
Sto sempre con un gruppo di francesi in spiaggia, nei campetti, in disco. Juliette è bellissima, mi rimesta tutto dentro. Stasera l'ho toccata, ma solo ai fianchi, abbiamo ballato insieme e lei è scoppiata a ridere. Ballo da cani. All'una abbiamo mangiato la pizza tutti insieme al bar del villaggio. Mi sono quasi ubriacato. E poi ancora in disco fino alle quattro. Ma Juliette è stata sempre con Lucas.
Lucas mi rimesta dentro peggio di Juliette. Ogni tanto mi guarda. Al campetto abbiamo fatto finta di litigare per un fallo, mi si è buttato addosso, ci siamo rotolati sulla sabbia, ho sentito l'odore del suo sudore. Ma era per ridere, sì è staccato subito ed è tornato dagli altri. E da Juliette. Forse ha capito.
Lucas mi fa soffrire più di Juliette perché per me è ancora più impossibile.
Torno nel bungalow. Sotto la porta di mamma vedo che ha ancora la luce accesa. Sento che stanno scopando. Mi spoglio, rimango in boxer, ma nella mia camera si sente troppo, provo sul divano in sala. Ci rimango dieci secondi, ancora i gemiti di mamma, e vado a dormire in terrazza.
Penso a Juliette. Penso a Lucas. Penso a Juliette con Lucas. Penso che la vita è una merda per me.
Fa un freddo da tremare. Scendo, la luce è ancora accesa ma c'è silenzio, mi stendo sul divano della sala. Ho fatto male, perché si apre la porta della camera ed esce quello della réception. Richiude in fretta, non mi ha visto. Io invece ho gli occhi abituati al buio, lo vedo che si riveste in fretta. La sua pelle nera luccica nel buio. Sorrido, tra le gambe gli pende un uccello impressionante, mamma si è divertita. Mi passa davanti senza vedermi, controlla fuori se c'è qualcuno e scappa via.
Ho il cazzo duro, voglio segarmi. No, meglio dormire e dimenticarmi di Lucas.

Dormo un cazzo, sono agitato. Torno in terrazza. Il sole si è già alzato. Lo fisso appoggiato alla staccionata del balcone.
Mamma mi abbraccia da dietro.
'Ti sei divertito, cucciolo mio?'
'Sì, è stata una bella serata.'
'E io ci credo!' Mi massaggia la schiena, 'Senti come sei teso! Pensi sempre a quella francesina? Come si chiama, Juliette?
'No, non mi interessa.'
Mi spettina il ciuffo. 'Scemo!'
'Lasciami, Anita... voglio stare solo.'
'Fa' come vuoi... invece lui come si chiama? Lucas?'
'Smettila!'
'Va bene, non ti chiedo più nulla...'
Mi stringe forte, da dietro. sento il cotonino leggero contro la mia schiena nuda, i suoi seni schiacciati mi scaldano. La mano scende lentamente, mi palpa i boxer, ce l'ho morbido, a mamma piace toccarmi e così. Non preme, mi accarezza i boxer verso il basso, me lo tiene tutto nella mano a coppa, le punte delle dita mi picchiettano sulla punta dell'uccello ancora piegato e e sui coglioni. Mi viene duro a metà, mi piace star così, mamma che me lo massaggia piano.
Mi preme tutta contro la schiena, mi tengo alla staccionata di legno, siamo in alto, davanti a me la piscina enorme, azzurra, e il villaggio bianco. Mi piego appena in avanti, la mano mi lascia e si infila piano sotto l'elastico, me lo stringe che è durissimo, il cazzo tira i boxer e c'è una macchiolina bagnata sulla cappella. Ora ho due mani nelle mutande, me lo strige e mi massaggia le palle. Poi tira fuori una mano e mi accarezza il sedere, sa che mi piacciono i ragazzi. Adesso il cazzo mi tira che lo sento anche nel buco del culo.
'Tu devi scaricarti.'
Mi volta, è accovacciata, mi abbassa i boxer e mi dà un succhione.
Resisto poco. Le tengo la testa e la scopo in gola. Non penso a niente e a nessuno.
Vengo subito che mi sento svuotare.
Mamma mi massaggia l'addome ancora contratto. 'Va meglio adesso?'
'Ah, sei qui.'
Dalla scaletta compare Teo. È l'ultimo compagno di mamma, un coatto tatuato. È nudo, un bell'uccello, mamma ha pagato la vacanza anche per lui. 'Ma se gli tiri pompini questo non impara più... certo che qui è bello forte!'
L'abbraccia e la spinge dove ero prima io, contro la staccionata. Mamma gli twerka contro, si lascia stringere mentre guarda la piscina. 'Sì, questa dev'essere una bellissima vacanza.'
Si abbassa le mutandine e piega indietro la testa quando il cazzone arcuato di Teo le sale in fica.
di
scritto il
2026-08-28
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