Prova bikini di Giulia

di
genere
incesti

Ho dovuto portare al centro commerciale Giulia, la figlia della mia compagna. Deve assolutamente trovare dei costumi per il mare e ha bisogno di me, l'hanno bocciata all'esame di guida e ha il bancomat scarico.
Prima di arrivare al negozio vuole fare un giro. È una pericolosa esibizionista. Capelli neri con treccine rasta, piercing al naso, tatuaggio sulla schiena che scende avvolgendosi sulla coscia, coperto solo da quindici centimetri di calzoncini inguinali, strettissimi, bassi davanti e alti dietro per lasciar scoperte più cosce possibile e le lunette sotto le chiappette. È già abbronzata da lettino, un bellissio colore uniforme, una così sai che sotto non ha il segno degli slip. Non è molto alta, ma è magra e slanciata ed ai piedi ha scarpe aperte con strass colorati che se cade si rompe il collo, ma che le fanno una camminata seducente e le tengono alto il culetto.
Questa è la parte più pudica della figlia della mia compagna.
Prima d'uscire si dev'essere fatta la punta ai capezzoli, perché le segnano vistosamente il top bianco, non abbastanza trasparente e completamente aperto sulla schiena tatuata. Il top non nasconde nulla, 'valorizza' le sue tettine piene, rivolte all'insù, e svela un altro piercing, un anellino al capezzolo sinistro. Di piercing ne ha ovunque, non glieli ho contati: anelli sottili, barrette di metallo e brillantini su narici, orecchia, sopracciglio, ombelico e pure alla lingua. È fatta così Giulia.
E ha problemi a star vestita.
Lascia slacciato come per caso il bottone in vita ma in lei è tutto studiato, cerca di apparire 'casual', di fregarsene, di essersi messa addosso la prima roba che ha trovato, invece ogni particolare l'ha scelto con la cura di un'esibizionista patologica. Nei calzoncini a vita bassa appena slacciati le finisce la deliziosa curva del suo pancino piatto e continua nascosta fino alla fighetta, una curva che non puoi non seguire, il brillantino all'ombelico ti cattura gli occhi e te li fa abbassare. Ha le cosce lunghe, scostate tre centimetri sotto l'inguine, lo spazio giusto per infilare la mano.
Volgarissimo è l'elastico a cordoncino che le si arrampica sui fianchi ma lei è così, deve far sapere a tutti che sotto ha un perizoma rosso.
'Prendiamo un caffè?'
Meglio farla sedere.
Ovviamente lei sceglie il tavolino più esterno sulla pedana. 'Mi piace guardare la gente.' Dice come se potessi crederci.
Ritiro al banco i due marocchini spumosi e torno al tavolino. Le passo dietro, il tatuaggio segmentato sulle vertebre punta dritto nei calzoncini sotto la cintura e le si vede chiaramente il filo rosso tra le chiappe. Non è stata una bella idea farla sedere.
Ma è simpatica, le piace parlare con me, mi tratta come un amico. Sta raccontandomi di un'amica che è stata bocciata anche lei a guida. Io penso che nessuna mi ha mai fatto mai un pompino col piercing sulla lingua.
'E con Kai? È vero che avete litigato?'
'Ma chi caz te l'ha det...? Mamma! Imparasse una volta farsi i cazzi suoi!... e poi per lei sono tutte tragedie, io e Kai siamo solo amici.'
Sarà, ma intanto Kai, che tra l'altro è un bellissimo atleta di colore, passa i weekend nella cameretta di Giulia. 'Quindi andate in vacanza insieme?'
'Non so, non ho ancora deciso... Kai sa essere una palla!' Mi sorride maliziosa con gli occhi lucidi. 'Ma il sesso con lui è fantastico!'
Allungo le mani sul tavolino: 'Non voglio sapere nulla!'
E non mento, mi farebbe male sentire come se la scopa da negro quel venticinquenne palestrato.
'Che hai? Non sono mica tua figlia, noi due siamo amici, no? Hai vergogna di parlare con me?'
'Ma no, hai ragione, sono stupido... ma mi mette in imbarazzo parlare con te di queste cose..'
'Non ti racconto mica come mi scopa, ahah!'
'No, posso immaginarlo però.'
Scoppia a ridere, sussulta e mi stringe la mano, ride che si voltano tutti. Poi getta indietro le treccine rasta e si alza. 'Andiamo, devi aiutarmi a scegliere il costume.'
Prima di alzarmi controllo un attimo, ho il cazzo duro nei pantaloni. Lo faccio scivolare contro la gamba.

'E questo come mi sta?' Apre la tendina del camerino. Cazzo, cerco di non guardare lo specchio che mi mostra il suo culetto. 'No, il reggiseno, ahah... sotto mi sta bene tutto quel che metto. Com'è? Troppo rigido?'
Sollevo gli occhi sulle tette. Scosta le treccine rasta che le nascondono una tetta. Il reggiseno gliele sostiene e separa alla perfezione. 'Mi sembra perfetto'
'Lo metto da parte. Proviamo gli altri!'
Ne prova una decina. Lisa mi chiama mentre sto valutando un bikini nero, sgambatissimo, che fa i miracoli sulle sue chiappette. 'No, Giulia ne avrà ancora per un po'.' dico al cellulare. Mentre Giulia sotto voce mi dice che la fa vecchia e, alzando la voce perché la senta anche sua madre. 'Dille che poi mi porti alla decathlon, devo prendere le scarpine da scoglio.'
È un mezzo casino, Lisa non vuole che Giulia se ne approfitti della mia carta. Le passo il cellulare, Giulia le racconta entusiasta del costume arancione che ha già scelto. 'Ti mando la foto!' Mi ripassa il cellulare e richiude la tendina.'
'Grazie Mirko, non sai che favore mi hai fatto!!!' mi dice Lisa.
Lei è al lavoro, non poteva (e non voleva) spararsii Giulia al centro commerciale.
'Di nulla, ma devo confessarti che non vedo l'ora di uscire da questo posto!'
'Sì, ma non devi viziarla... Torno alle sette, non fare nulla, cucino io, tu sarai stravolto, ahah!'
Giulia riapre ed è una morsa ai coglioni. In teoria sarebbe un bichini, ma io vedo solo laccetti annodati sul corpo di una f... della figlia della mia compagna.
Il reggiseno è la parte più consistente ma non riesce a coprire più di metà delle tette e lo slippino è un francobollo arancione appeso sotto la figa, lascia intravvede anche la stellina tatuata che le è costata tre giorni di litigate con mamma. Di sicuro con questo non le rimarrà il segno dell'abbronzatura sulle chiappe.
'Fammi la foto!' Mi passa il suo cellulare. Vorrei inquadrarla nel modo più pudico possibile, mi sposto di lato per evitare il suo culetto riflesso nello specchio.
'Grazie! Spedisce la foto.
Dopo dieci secondi la risposta di mamma: 'Quanto costa?'

È felicissima, mi cammina incollata a braccetto facendo dondolare con l'altra mano il sacchetto del negozio. I più gentili penseranno che ho portato la mia puttana a fare shopping. Cazzo, mi struscia la coscia nuda contro i pantaloni.
Al parcheggio si poggia di schiena alla portiera.
Mi si rizzano le orecchie e qualcos'altro. 'Ti devo portare a prendere le scarpine da scoglio?' Chiedo.
Mi guarda sorpresa. 'Quelle? Ma quelle me le sono già fatte spedire!'
'Quindi si torna a casa?'
Mi mette a posto il colletto della polo. 'Grazie.' le dita scendono sfiorandomi. 'Mi piace star con te.'
C'è poco da fare! Le appoggio la mano aperta sul ventre nudo. Nessuna reazione, solo una vibrazione. Fa un impercettibile sì con la testa e le scosto le cosce con la mano. Premo contro i calzoncini, la mano a coppa sotto il suo monte di venere e lei si morde il labbro inferiore.
Mi abbraccia al collo e mi tira contro i seni.
Non me ne frega un cazzo se qualcuno può vederci, è la puttana che ho portato a shopping. Le bacio l'anellino sotto il top. Ha uno scatto che mi manda in palla. Figa, finalmente ho la sua lingua in bocca, arrotolo la mia sul piercing, una sensazione languidissima che mi rimesta tutto dentro.
Siamo incollati, Giulia forza il braccio tra i corpi e mi stringe il cazzo.
Mi morde il labbro. 'A tre chilometri c'è il motel.' Mi dice.
'Vuoi davvero.' Le chiedo. Devo chiederglielo, a rischio di ammosciarla.
Infatti mi allontana spingendomi.
Mi guarda sospettosa.
'Non sarai mica innamorato?'
'…? No!'
'Non ci credo.'
'Giuro!'
'Dimostralo allora.'
'E come?'
'Dimmi cosa vuoi fare.'
'Vogl... voglio che scopiamo e basta!'
'Uhhh, è il massimo che sa fare?'
Si volta e gira attorno all'auto. Le guardo il culetto andarsene. Sale dall'altra parte.
Salgo anch'io ma non metto in moto. Guardo dritto avanti a me.
'Davvero non lo vuoi sapere?'
'Cosa?'
'Come mi scopa Kai.'
Mi volto. Questa stronzetta si diverte a prendermi per il culo. Avvio il motore, questa la riporto a casa e io mi faccio una doccia fredda. Invece mi trattiene, mi stringe il tessuto dei pantaloni e fa scorrere la mano sul cazzo. Me lo sta misurando. Che cagna!
'Kai lo fa da animale.' Dice così piano che sento a malapena. Si china appena, le treccine rasta mi sfiorano i pantaloni, finge di volermelo ciucciare. 'È un porco, lo giuro.'
Non sono un minchione, questa stronzetta ha finito di prendermi per il culo. 'Sono contento per lui, vuol dire che ti scopa in culo. Glielo dai il tuo culetto o sai solo mostrarlo in giro?'
Giulia si rimette seduta ed allaccia la cintura.
Lo sapevo, era solo scena di un'esibizionista patologica. Ma non è stata una grande soddisfazione sgamarla.
Guarda l'ora al cellulare. 'Cosa aspetti?, mamma torna alle sette.'
All'uscita del parcheggio mi indica di prendere la direzione per il motel e mi stringe eccitata il cazzo.
Sono i tre chilometri più lunghi della mia vita.

A cena non è facile essere naturali, almeno per me. Giulia invece finge benissimo davanti a mamma, a tavola mi punzecchia e mi prende in giro come sempre, come se non l'avessi appena scopata e riscopata in culo da vero animale.
Mi sposto sul divano, davanti ad un quiz castrante che ha l'unico effetto di azzerarmi il cervello. Lisa mi si siede accanto. Mi mostra la foto che le ha inviato Giulia, quella nel camerino col minibikini. 'Non è bellissima?'
'Come sua madre. Ma ti prego, non ricordarmi questo pomeriggio!'
'Ahah, scusa, per te dev'essere stata una tortura il centro commerciale... ' Si fa seria. 'Sono preoccupata per lei. Quel Kai non mi piace?'
'E perché, sembra un bravo ragazzo.'
'Ragazzo mica tanto, ha venticinque anni, cinque più di lei... e Giulia mi ha raccontato che... insomma, è uno che è troppo... Giulia sembra sveglia,ma è ancora una ragazzina confusa.' Si alza in piedi. 'No, scusa, non posso dirtelo, sono cose di donne e me l'ha detto in confidenza... Ti lascio alla tua Tv,.'
di
scritto il
2026-08-24
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