Nostalgia Canaglia

di
genere
gay

Nemmeno vent'anni ed è cambiato tutto.
Sembra.
In quegli anni se volevi frociare ed abitavi in una città di provincia, anche grossina, ma senza discoteche o locali gay, era parecchio più complicato di adesso, per trovare cazzi esistevano solo vivastreet e bakecaincontri. Ci ho perso interi pomeriggi al Pc, a leggere annunci, attendere la risposta e scrivere con Yahoo.
E facevo casini terribili, confondevo i tizi, non capivo chi aveva risposto alla mia risposta!
Allora pubblicavo io l'annuncio, '21 anni passivo cerca dotati': l'ottanta per cento delle risposte erano 'fai con maturi?' e il novantanove per cento 'Non ospito.'
Sfigato com'ero, col terrore che famiglia, amici e parroco scoprissero che ero un rottoinculo, combinavo quasi solo con sposati e maturi che avevano meno interesse di me farsi beccare. E forse era quello che cercavo, era da brividi farmi inculare di corsa nei boschetti e nelle cantine.
Sulla questione dotati è meglio stendere un velo pietoso, la maggioranza avevano il cazzo più piccolo del mio, che in effetti non è proprio male.
Non sempre però, raramente ma ho beccato anche chi ospitava ed aveva un signor cazzo. Già, la prima volta che ho fatto la puttana nudo su un lettone è stata con un prete instancabile, uno con un sacco d'esperienza che in una cameretta vicino all'oratorio mi ha fatto un intero kamasutra in culo. Ho scoperto che lo senti da paura alla missionaria. Non ha fatto un terzo giro in culo solo perché doveva andare a chiudere l'oratorio.
Perdevo un mare d'ore al pc e e se insistevo era perché mi eccitava da morire. Quando agganciavo qualcuno ci scambiavamo il cellulare, ma solo per messaggi: gli sms con la tastiera numerica! Allora era meravigliosamente complicato, ora ricevi subito foto sul telefono e puoi fare videochiamate.
Per scrivere 'sono solo pass' dovevi digitare: 7777 666 66 666 7777 666 555 666 7 2 7777 7777 .
A ripensarci adesso era frustrante, magari sei ore o anche un giorno intero di mail e sms per soli cinque minuti tra pompino e cazzo in culo. Ma appena a casa aprivo il Pc e guardavo se mi aveva scritto qualcun altro. Ero in calore.
Come ogni frocio represso e complessato andavo a periodi, due o tre settimane da bravo ragazzo, pallavolo, nuoto, studio e magari anche qualche ciulata con una ragazza e poi ripiombavo nel vortice frocio.
Non so, è ridicolo, ma mi prendeva la voglia di cazzo dopo aver scopato con qualcuna. Dopo la ciulata mi prendeva una vera urgenza di cazzi in culo da star male, ci pensavo in ogni momento. Nella mia cameretta mi piegavo sulla scrivania e tiravo su le chiappe e m'immaginavo un bel cazzone in culo, lo sentivo davvero che mi apriva. Cercavo per casa ogni cosa della misura giusta e dura, mettevo il preservativo a zucchini e carote, e la bottiglietta della cocacola sullo scaffale della mia cameretta la infilavo appena, tutta in culo non avevo coraggio, ma la stringevo in mano e m'immaginavo un cazzone così.
Ma nient'altro mi ricordava che ero un pigliacazzi più dei miei boxer D&G. Ne avevo due paia, modello trunk, corti sulle cosce, mi stringevano e sentivo il culo liscio, quando li avevo indosso mi pareva di essere palpato, mi premevano uccello e coglioni. Li mettevo sotto i jeans con l'elastico che si leggeva, o meglio ancora sotto i pantaloni della tuta morbida, mi sentivo stringere sotto la tuta leggera. Mi guardavo allo specchio, quei boxer mi faceva un culo perfetto e un pacco da uomo, ma costavano una cifra.
Ad un fiera in città ho trovato in una bancarella dei boxer 3x10 euro, corti e stretti come volevo. Erano di cotone molto leggero ma estremamente elastico, quelli bianchi erano quasi trasparenti, vedevi la riga verticale del culo fra le chiappe e l'ombra dell'uccello. Sono tornato di corsa e ne ho comprati altre sei paia ma di taglia small. Mi tiravano tutto, si tendevano sui fianchi senza rompersi e mi s'infilavano tra le chiappe facendomi le chiappe tonde.
Li mettevo e mi sentivo subito peggio che frocio.
Erano per le mie giornate folli, quando ero in calore e mi tiravo seghe in auto, sulla mia fiesta di seconda mano.
Onoscevo tutti i posti. Il fiume era a pochi chilometri e c'era l'area industriale, e di notte il parcheggio dello stadio, e la zona del cimitero, e il canale fuori città. Fatto un posto dovevo provare anche in un altro, e riprovavo ancora al fiume e tra i capannoni. Ciucciavo poco, lo volevo solo in culo e poi mi tiravo una sega in auto coi crampi al culo.
Era assurdo e pericoloso, non l'ho fatto molte volte, ma quando mi prendeva non mi fermavo più. In un ponte del venticinque aprile il primo cazzo in culo è stato alle sette di mattina e sono stato fuori casa tutto il giorno. Anche marocchini nell'area industriale
E poi c'era Bruno. Lo trovavo al parcheggio dello stadio, il venerdì dopo l'una di notte. Un vero porco che inculava froci. Ci sono stato forse cinque o sei volte, anche d'inverno con la nebbia e il gelo. Uscivo con gli amici che avevo già deciso, con sotto i miei boxer small che mi tiravano. Mi eccitavano da frocio, nessuno lo sapeva. Salutavo ed andavo al parcheggio, dietro il furgone rosso di Bruno.
Mi toccava il culo, i miei boxer. E poi era cazzo in culo, a novanta dietro il suo furgone, godevo fa paura sentirlo entrare. Mi sbatteva da maiale, s'inculava il frocetto per sentirsi maschio. Botte in culo che mi dicevo mai più, sono un pirla, non lo faccio più e non vedevo l'ora che si scaricasse. Non dovrei dirlo, ma dopo la prima volta mi ha sempre ingravidato.
Mi schizzava con i coglioni premuti contro i miei. Lo sfilava piano, godevo peggio di prima.
Non potevo andarmene, c'erano anche i suoi amici. Un paio, se mi andava bene quattro e godevo di culo anche col preservativo.
di
scritto il
2026-08-28
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