3 - Valentina ha due papà

di
genere
incesti

Mi entra in casa con in spalla il borsone da palestra. La troietta ha intenzione di scopare tutto il weekend. È in pantaloni da yoga grigi e top sulle tettine giovani. Uno scricciolo con le gambe lunghe e chiappette tonde che due giorni non bastano.
Valentina può essere mia figlia.
Trombavo sua mamma.
Io sto male, vorrei almeno dieci anni di meno, a trentasei ho paura di non avere più l'energia che si merita questa cagnetta.
Ma fisicamente non sono messo male, chiudo la porta e mi spoglio nudo davanti a lei prima ancora di salutarci. Non sono più il twink di mamma e papà, mi sono ingrossato, ho il fisico ben strutturato da palestra, liscio come allora ma più maschio. Valentina sorride sorpresa per questo mio strip teases inatteso, si morde il labbro inferiore, mi guarda l'uccello sveglio a metà piegato a terra. Non si muove, non sa come fare.
Le faccio cadere la borsa e la spingo contro la parete. Ha il primo tremito della giornata appena le sfioro la figa. È già nuda, con quei pantaloni aderenti si vede tutto, ha figa e culetto sottovuoto. Non ha né mutandine, né perizoma. Lo so perché infilo la mano sotto l'elastico. È liscia e calda, mugola come una cagnetta in calore e ha un piccolo sussulto quando ci ficco il medio. È già umida, non mi stupisco, con una troietta così è gioco facile.
E sta già godendo. Inclina indietro la testa, vuole la lingua in bocca ma io gliela nego.
'T'inculo due giorni.' le prometto.
È già partita, sussurra un sììì debolissimo con un filo di voce.
La frullo sotto i pants. Due dita in fica e la faccio impazzire. Trema sulle gambe dritte, la mano bassa mi stringe l'uccello, adesso la limono in bocca mentre la frullo sotto. Ansima, le fisso il pancino teso, la frullo e la grattuggio come un minipimer, è un lago caldo là sotto. Le bagno con la punta del dito il buchetto dietro, piccolo e rotondo. Ci spingo il medio, l'allargo appena e ficco il pollice nella fighetta rovente. Stringe le cosce disperate, non resiste più e mi spruzza su mano e polso. Squirta da perdere l'anima.
Una macchia scura s'allarga sui leggings. Sulla coscia destra s'allunga fino al ginocchio.
Quasi mi cade a terra.
La giro e la sollevo da dietro tenendola per le cosce. Ce l'ho rannicchiata in braccio e la porto di corsa in camera. La lancio in avanti sul letto, atterra gattoni sul materasso. Le sono sopra, le abbasso i pants e mi stendo sulla sua schiena bloccandola col mio peso. Finisco di strapparle via i pantaloni, lei mi aiuta scalciandoli via, la voglio a gambe larghe. Seduto sul suo culo gliele faccio allargare. Valentina è una monella che ha fatto danza, si apre quasi in spaccata.
Mi sollevo d'un poco e mi tiro indietro, voglio ammirare lo spettacolo. Non è per i deboli di cuore. Sotto di me ho una cagnetta in calore che mi offre fica e culetto a gambe in spaccata. Gliela massaggio a mano aperta, la figa giovane e carnosa, mi bagno la mano. Per farla squittire ci spingo tre dita e il pollice in culo. Trema e cerca di sollevare il culo come può con le gambe allargate. Ho il cazzo che mi ruba il sangue al cervello, è duro e grosso come non credo di averlo mai avuto.
Ho un piccolo scrupolo passeggero, dovrei levarmi per prendere il lubrificante nel cassetto. Non se ne parla, me lo bagno appena coi suoi umori fissando il buchetto tra le chiappette allargate. Mi posiziono comodo su di lei e glielo calo in culo aprendola con un'unica lenta ma inesorabile spinta fino ai coglioni. Valentina grida e mi si dimena sotto. La capisco, brucia quasi anche a me, ho goccioloni di sudore sulla fronte per lo sforzo. È un'inculata che vale una sverginata.
E non contento ci vado pesante. Le salto di peso sul culo due o tre minuti per ridurla a uno straccio, ma non sto a guardare l'orologio. Mi fermo che mi trema sotto, dalle spalle fino alla punta dei piedi sembra percorsa da una corrente. Si lamenta e bestemmia ma solo perché una brava ragazza deve protestare se le fai il culo a caverna,
'Ahia ahi, basta, levati, cazzo Mirko mi fai male.'
La faccio respirare, mi risollevo sulle braccia e lo faccio scivolare nella figa. La troietta apprezza, la porto lentamente e con metodo allo stadio di cagna totale alternando in fica e culetto voluttuose e profonde chiavate. Non gode, peggio, la sento letteralmente friggere quando glielo ficco cambiando buco. È gioco facile far godere una troietta ninfomane, ma a Valentina parte un orgasmo da ucciderla che mi dà enorme soddisfazione. Attendo pazientemente che le si calmino spasmi, contrazioni e ululati e la finisco con una bastarda ficcata nel culetto con sborrata da estintore.
Questa puttanella mi ucciderà.

'Vuoi uscire per cena?'
Mi sta leccando l'uccello stanco. Si ferma, mi succhia le palle ad una a una e 'No, voglio regalarti due giorni di sesso che non hai mai fatto.' mi dice col tono da puttanellina navigata.
Rido.
S'incazza, crede che la prendo in giro.
La tiro indietro per un braccio, 'Aspetta' e tenendola in braccio sul lettone le racconto qualcosina del mio passato, tipo che ho cominciato piuttosto presto e che ho fatto la puttana in giro per mezza Italia fino ai ventiquattro anni. '...soprattutto uomini, ero un bel ragazzo.'
E visto che la cosa la eccita e mi fa mille domande, finisco col raccontarle, come se fosse la cosa più naturale, che ho fatto anche il toyboy per una coppia che non vedo più da diciotto anni, ero femmina con lui e maschio con lei, una bella mammina trentenne, avevano già un figlio piccolissimo, Andrea, ma lei è rimasta subito incinta di una seconda figlia. '… La cosa non ha interrotto i nostri incontri, anzi, lui era sempre all'estero e si collegava per vedere come le trombavo la mammina col pancione.'
Valentina mi si irrigidisce in braccio. 'Non è vero.' dice.
'Barbara e Paolo.' Dico io. 'Nel pancione c'eri tu, il mio cazzone lo hai già conosciuto da molto vicino!' Cerco di metterla sul ridere.
Cazzo, forse non dovevo dirglielo così, l'ho scioccata, ma c'era un altro modo per dirle che le ho trombato mammina incinta?

È un casino per un'ora buona, alla fine Valentina è incazzata soprattutto perché non gliel'ho detto prima. Ha ragione, sono un verme e lo confesso:' Se te lo dicevo non saresti mai venuta e tu mi sei piaciuta da subito.'
Si fa pace con un pompino, ma intanto io devo raccontarle di mamma e papà.
Il caso vuole che m'arriva una chiamata da Paolo.
'È tuo padre.'
'Metti in vivavoce.' Mi ordina in fibrillazione.
Paolo fa il simpaticone, mi ha chiamato per sapere se ci sarò davvero sabato prossimo nella loro casa sul lago, ma io so già cosa vuole.
'Dove sei?'
'In giro per commissioni, Barbara è dall'estetista e i ragazzi con gli amici.'
Valentina mi sorprende, ha capito tutto anche lei. Mi fa sì con la testa.
Gli do l'indirizzo. 'Quanto ti ci vuole per arrivare?'
'Whowww, dieci minuti al massimo sono lì.'
'Okay, ma io solo mezz'ora, poi devo uscire.'
Valentina corre nuda per casa raccattando la sua roba. 'Dove posso nascondermi?'
Figa, questa puttanella promette bene!

Apro seminudo in boxer. 'Ciao, Paolo.'
Non è cambiato troppo, è un bel maschio alfa di cinquantanni, io però non sono più il twink magrolino di allora. 'Cazzo, ti sei fatto uomo!' dice.
M'inginocchio e gli succhio l'uccello. 'Barbara impazzirà quando ti vede.'
Io ho fretta io e lui ha urgenza. É un mezzo stupro, m'incula di brutto a novanta contro lo schienale del divano. Mi godo il cazzo due volte perché Valentina ci sta spiando dalla camera socchiusa. No, godo tre volte, penso anche a sua mamma e ai bei tempi.
Valentina è nascosta nella camera buia, abbiamo organizzato tutto bene, ci può guardare attraverso lo specchio sulla cassettiera. Lei è invisibile. Si sta guardando papà che s'incula il papà putativo.
Io ormai di inculate così me ne concedo una, massimo due al mese. Paolo ci va pesante con l'urgenza di diciotto anni di astinenza. Sono di nuovo il suo frocetto biondo. 'Profumi come una puttana!'
'Ho appena scopato una figa.' e non gli dico che era la sua Valentina.
Paolo mi è sempre piaciuto perché parla il minimo indispensabile mentre inchiappetta. Solo frocio, culo, cagna, puttana, vacca, finocchio rottoinculo.
È così che voglio i maschi. M'incasso da femmina una lunga scopata, culo a completa disposizione del porco e con l'uccello moscio piacevolmente pesante. Di fianco ho la porta della camera mezza aperta, fisso Valentina che non vedo. Paolo schizza aggrappato ai miei fianchi.
Gli indico il bagno mentre chiudo la camera. Ci va coi pantaloni mezza coscia, si lava al lavandino e si riabbottona. Si ferma tre minuti per cortesia, le solite cazzate che si dicono, gli spiace di non avermi più fatto il culo in questi ultimi diciotto anni. Lo mando via, dico che ho una cena.
Alzo la tapparella in camera. Valentina è sul lettone in mutandine. Sono bagnate, s'è sgrilletta guardando. Mi vuole sul letto, mi bacia e tocca tutto. 'Sei un porco, Mirko.' La mano mi massaggia l'uccello e plentamente si spinge per toccarmi l'ano.
Mi metto carponi. Mi munge tirandomi una sega lenta. La puttanella brucia le tappe, prima qualche piacevole bacio ai coglioni penzolanti e eccitanti morsi alle chiappe, poi superato ogni indugio mi regala un rimming anale che è pura beatitudine del mio culo. Lingua in culo e sega, il cazzo mi si rizza tremante. Attendo speranzoso, la lingua mi mi toglie le forze. Poi finalmente succhia la sborra di papà e io quasi svengo dal piacere.
Schizzo verso il basso nella sua mano a coppa, tre deboli schizzate da mungitura ma incredibilmente ricche. Mi ribaldo sulla schiena piacevolmente esausto, sento coglioni e culo svuotati. La mia monella è su di me. Bellissima con le labbra bagnate. Si porta la mano alla bocca e si spalma la mia sborra mischiandola con quella di papà. Forse recita troppo da pornoattrice, esagera, mi sta mostrando quanto è porcella, ma poi mi regala una limonata incestuosa che me lo terrà duro per tre anni almeno. E, come se non bastasse, mi dice tra una succhiata ed un morso: 'Sei il mio papi preferito.'

A quell'età dopo la scopata hai una fame da lupi. Ho insalata di farro confezionata e le faccio anche un hamburger al sangue. Mangiamo nudi, lei con un secondo paio di mutandine. Non smette mai di parlare ma non dice nulla di quello che è successo. È una monella furba, parlare di certe cose fai solo casini.
Si sposta davanti alla Tv, fa zapping in attesa di scopare ancora, una mano sul telecomando l'altra sull'uccello che non mi molla mai. Cielo, non è che non abbia voglia di spupazzarmi tutta notte questa bella cagnetta ninfomane, e so anche che è ormai pronta, è sub al punto giusto, potrei legarla, ammanettarla e farle scoprire i piaceri masochisti, ma voglio qualcosa di meno regolare.
'Vestiti.' Le ordino.
'Usciamo?!'
'Ti porto a trans.'
di
scritto il
2026-07-25
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