Femmina per scherzo
di
FILIPPO
genere
esibizionismo
Ho sempre provato atrazione per gli indumenti femminili, sin da piccoli si giocava a marito e moglie con i cuginetti, e essendo solo maschietti, io facevo la moglie, giochi tranquilli senza doppio senso.
Da adolescente ho indossato mutandine di mamma per le prime seghe, e poi lei mi ha scoperto, e non si è arrabbiata, anzi, ne habbiamo discusso, arrivando alla conclusione che se ne sentivo la necessità, mi avrebbe lasciato a disposizione in uno dei miei cassetti qualcosa di femminile da usare, e così fù.
Mi ritrovai slip, calze, da ragazza in un cassetto, e li usavo per le mie masturbazioni.
Crescendo non mi interessai più a queste cose, anche se ammiravo nelle vetrine slip e reggiseni, mamma fù più tranquilla, e ogni tanto se ne parlava, e le dicevo che sì mi piacevano, ma che non ne sentivo più la necessità, e mi ricordo una sua frase, credo che ti si ripresenterà questa tua voglia, e allora non ne potrai più fare a meno credimi, e mi accarezzò, ricordati che per mè potrai sempre fare quello che ti senti, figlio o figlia, nulla cambia, avevo diciannove anni.
Un anno dopo, era carnevale, e con i miei cugini, con qui sono sempre stato in contatto decidemmo di organizzare una festa in maschera nella taverna da mè, eravamo una decina di persone, quasi tutti maschi, e uno dei miei cugini mi propose di vestirmi da donna, e di fare la loro oglie come quando giocavamo da ragazzini, accetai, chiesi aiuto a mamma, che fù felicissima di aiutarmi.
Iniziammo con l'intimo, mi diede un suo completino trasparnte bianco, lo indossai davanti a lei, era abituata a vedermi nudo, e già lì mi divenne duro, lei rise, te lo dicevo che sarebbe successo, e io divenni rosso, dai, dopo ti fai una bella sega, poi mi aiutò con il reggicalze e ad agganciare le calze, e al solo suo tocco, venni.
Ma sei un porco, dai cambiati, e lavati, mi rimisi un altro completino.
Poi infilai un vestitino aderente che lasciava vedere le calze agganciate, mi mise due finti seni, e poi mi truccò.
Una volta pronto mi mise una parrucca con capelli lunghi, e mi diede un paio di decoltè con tacco basso, ero stupenda.
Arrivarono li ospiti, e rimasero stupiti dalla mia trasformazione, e i iei cugini per primi.
La festa si protrasse fino alle trè, e bevemmo parecchio, ogni tanto sentivo che mi palpavano il culo, o mi baciavano in bocca, ci appartavamo, e mi facevano toccare i loro cazzi duri, e lì non riuscii a resistere, feci i miei primi pompini.
Poi visto che era tardi, due miei cugini rimasero a dormire, mamma era andata a casa di sua sorella, per lasciarci soli, e così finimmo nel lettone di mamma.
Mi tolsero il vestitino, e iniziarono a toccarmi e baciarmi, io godevo, e ad un tratto erano nudi, Luca il più grande, iniziò a leccarmi il culetto, mentre spompinavo Marco, e ad un tratto andò in bagno ritornando con un tubetto di crema di mamma, troietta, oggi diventerai donna, si unse il cazzo, e mi penetrò.
Bruciava e chiesi di smettere ma non smise, e mi sverginò.
Fino alle cinque di mattina si scambiarono di posizione, li ricevetti tutti e due due volte, e poi grondante di sperma mi addormentai.
Alla mattina mamma mi ritrovò ancora nel letto, i miei cugini se ne erano andati, si sedette al mio fianco e mi svegliò dolcemente, la guardai e le sorrisi, allora è successo a quanto vedo signorina.
Chi è stato a farti donna? e le dissi dei cugini, meglio così, ma non farti mai venire dentro se non sei sicura di chi è mi raccomando, e ora quali sono le tue intenzioni mia signorina?, l'attirai a mè, posi la testa sul suo seno, voglio continuare mamma, questa notte ho scoperto cosa sono e cosa voglio.
Nei giorni successivi, andammoper negozi e acquistammo dalle scarpe agli slip, e in pochi mesi mi trasformai in Paola.
Incontrai uomini, e piano piano mi creai una relazione con un uomo più grande di mè, divenni la sua donna, e lo feci conoscere a mamma.
Poi a ventun'anni mi trasferii da lui andai a convivere, e dopo trè anni ci sposammo, e ora sono una moglie contenta e soddisfatta, tutti i giorni vedo mamma spesso siamo nude per casa, ora ho un bel seno, una quarta, e sono sempre più passiva, io e mamma scherziamo sul mio cazzetto, e pensar che avevi un bel cazzo anche tù, mi dice, poi un pmeriggio le confessai che mi sarebbe poiaciuto, allora scoparla, ridemmo tutte e due, l'avessi fatto saresti cambiata?, non credo mamma.
Da adolescente ho indossato mutandine di mamma per le prime seghe, e poi lei mi ha scoperto, e non si è arrabbiata, anzi, ne habbiamo discusso, arrivando alla conclusione che se ne sentivo la necessità, mi avrebbe lasciato a disposizione in uno dei miei cassetti qualcosa di femminile da usare, e così fù.
Mi ritrovai slip, calze, da ragazza in un cassetto, e li usavo per le mie masturbazioni.
Crescendo non mi interessai più a queste cose, anche se ammiravo nelle vetrine slip e reggiseni, mamma fù più tranquilla, e ogni tanto se ne parlava, e le dicevo che sì mi piacevano, ma che non ne sentivo più la necessità, e mi ricordo una sua frase, credo che ti si ripresenterà questa tua voglia, e allora non ne potrai più fare a meno credimi, e mi accarezzò, ricordati che per mè potrai sempre fare quello che ti senti, figlio o figlia, nulla cambia, avevo diciannove anni.
Un anno dopo, era carnevale, e con i miei cugini, con qui sono sempre stato in contatto decidemmo di organizzare una festa in maschera nella taverna da mè, eravamo una decina di persone, quasi tutti maschi, e uno dei miei cugini mi propose di vestirmi da donna, e di fare la loro oglie come quando giocavamo da ragazzini, accetai, chiesi aiuto a mamma, che fù felicissima di aiutarmi.
Iniziammo con l'intimo, mi diede un suo completino trasparnte bianco, lo indossai davanti a lei, era abituata a vedermi nudo, e già lì mi divenne duro, lei rise, te lo dicevo che sarebbe successo, e io divenni rosso, dai, dopo ti fai una bella sega, poi mi aiutò con il reggicalze e ad agganciare le calze, e al solo suo tocco, venni.
Ma sei un porco, dai cambiati, e lavati, mi rimisi un altro completino.
Poi infilai un vestitino aderente che lasciava vedere le calze agganciate, mi mise due finti seni, e poi mi truccò.
Una volta pronto mi mise una parrucca con capelli lunghi, e mi diede un paio di decoltè con tacco basso, ero stupenda.
Arrivarono li ospiti, e rimasero stupiti dalla mia trasformazione, e i iei cugini per primi.
La festa si protrasse fino alle trè, e bevemmo parecchio, ogni tanto sentivo che mi palpavano il culo, o mi baciavano in bocca, ci appartavamo, e mi facevano toccare i loro cazzi duri, e lì non riuscii a resistere, feci i miei primi pompini.
Poi visto che era tardi, due miei cugini rimasero a dormire, mamma era andata a casa di sua sorella, per lasciarci soli, e così finimmo nel lettone di mamma.
Mi tolsero il vestitino, e iniziarono a toccarmi e baciarmi, io godevo, e ad un tratto erano nudi, Luca il più grande, iniziò a leccarmi il culetto, mentre spompinavo Marco, e ad un tratto andò in bagno ritornando con un tubetto di crema di mamma, troietta, oggi diventerai donna, si unse il cazzo, e mi penetrò.
Bruciava e chiesi di smettere ma non smise, e mi sverginò.
Fino alle cinque di mattina si scambiarono di posizione, li ricevetti tutti e due due volte, e poi grondante di sperma mi addormentai.
Alla mattina mamma mi ritrovò ancora nel letto, i miei cugini se ne erano andati, si sedette al mio fianco e mi svegliò dolcemente, la guardai e le sorrisi, allora è successo a quanto vedo signorina.
Chi è stato a farti donna? e le dissi dei cugini, meglio così, ma non farti mai venire dentro se non sei sicura di chi è mi raccomando, e ora quali sono le tue intenzioni mia signorina?, l'attirai a mè, posi la testa sul suo seno, voglio continuare mamma, questa notte ho scoperto cosa sono e cosa voglio.
Nei giorni successivi, andammoper negozi e acquistammo dalle scarpe agli slip, e in pochi mesi mi trasformai in Paola.
Incontrai uomini, e piano piano mi creai una relazione con un uomo più grande di mè, divenni la sua donna, e lo feci conoscere a mamma.
Poi a ventun'anni mi trasferii da lui andai a convivere, e dopo trè anni ci sposammo, e ora sono una moglie contenta e soddisfatta, tutti i giorni vedo mamma spesso siamo nude per casa, ora ho un bel seno, una quarta, e sono sempre più passiva, io e mamma scherziamo sul mio cazzetto, e pensar che avevi un bel cazzo anche tù, mi dice, poi un pmeriggio le confessai che mi sarebbe poiaciuto, allora scoparla, ridemmo tutte e due, l'avessi fatto saresti cambiata?, non credo mamma.
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