Vacanza in Calabria

di
genere
orge

Dopo mesi di scambi di mail, dove si chiacchierava di sesso, dove raccontavo la mia storia, e inviavo mie foto da trav, finalmente ho deciso di raggiungere Antonio per una vacanza in Calabria.
Nei messaggi, Antonio mi proponeva quindici giorni di mare e di cazzi, già lui dalle foto si vedeva che era ben attrezzato, ma ancora non conoscevo i suoi quattro amici, si mi proponevano un'orgia continua, dove io sarei stata messa al centro delle loro attenzioni.
Di giorno, mi avrebbe portata al mare, dove o in bikini, o nuda avrei potuto abbronzarmi, e alla sera, in gonna e tacchi al ristorante, e poi fino a ora tarda nel letto a soddisfare i loro istinti da maschioni dominanti.
Così, il cinque Giugno parto in aereo, e Antonio mi viene a prendere in aereoporto, saliamo sul suo pulmino, e mentre viaggia io mi preparo, indosso slip, reggiseno,ho una seconda, camicetta scollata, gonnellina corta con spacco, e mi trucco, sciolgo i miei capelli lunghi biondi, e sono pronta, fino alla fine dellavacanza sarei stata una femmina, la loro femmina.
Arriviamo alla casetta vicino al mare, una volta sistemati vestiti e tutto il resto, mi spoglio davanti ad Antonio, metto il bikini, e per mano mi porta in spiaggia, c'è poca gente, e da lì a poco saremmo rimasti soli.
Una volta soli, mi spoglio, e Antonio vede il mio cazzetto, e ride, abbassa il costume e mi mostra il suo, un cazzo notevole, duro, un paletto, corriamo in acqua, e una volta fermi mi bacia, sento la sua lingua in bocca, mi stringe, è rude, un vero maschio meridionale, io afferro il suo cazzo e lo sego, lui mi allarga con le sue manone le natiche, e di conseguenza mi si allarga il culetto, cingo i suoi fianchi con le gambe e mi siedo sul cazzo, che mi scivola dentro.
Continua a baciarmi e a scoparmi, godo, un filo del mio sperma affiora, lo prendo trà le dita e la infilo nella sua bocca e lui la ingoia, amo la sborra mi dice, è vero me lo scriveva, Antonio è anche passivo, come lo sono i suoi amici, e poi mi riempie il culo.
Una volta in spiaggia mi sono stesa al sole, e lui mi accarezzava il seno, mi baciava i capezzoli, hai le tettine come mia moglie mi dice, come mai ti piacciono i maschi se sei sposato, perchè mettere il cazzo nel culo di un maschio è troppo bello mi risponde, da un senso di potere di sottomissione, e quando lo fannio a mè, mi sento sottomesso al maschio.
Comincia ad essere tardi, andiamo a prepararci, arriveranno a breve i suoi quattro amici, e andremo a cenare.
Io mi preparo, vestitino attillato e corto, solo slip e sandali tacco 10, un trucco leggero, e sono pronta, e loro entrano in casa, Antonio me li presenta, stringo la mano a tutti e mi presento, sono dei bei maschi, ben messi, Antonio mi fà girare sù mè stessa più volte, facendomi mostrare, bene maschi, lei sarà nostra per duesettimane, sarà il nostro giocattolo, sia di sera che di giorno, chi volesse raggiungerla anche di giorno lo potrà fare, uniche poche condizioni, non si usa il preservativo, e le farete bere sborra a litri, e tutti ridiamo.
Si và a cena, si mangia e si beve, e poi verso le dieci si rientra a casa, andiamo in unastanza appositamente preparata da Antonio, una serie di materassi terra, a formare un unico grande letto, varie corde, cazzi mostruosi di gomma, cerme e gel di tutti i gusti, e così mi tolgo le scarpe, mi metto al centro, mi sfilo il vestito e rimango in slip, e mi inginocchio, mi prostraggo a loro, in preghiera, bene padroni, io sono Paola, la vostra schiava e puttana, fatemi qualunque cosa, io non dirò di nò, amatemi, violentatemi, filmatemi, e fotografatemi, in un attimo erano nudi intorno a mè.
A turno, mi riempirono, bocca e culo con i loro cazzoni, tosti e duri, per almeno due volte a testa mi scoparono e mi vennero in gola, lasciandomi verso le due di mattina grondante di sperma e con il buco dilaniato.
Poi andammo in spiaggia, chiesi loro il battesimo del piscio, e poi in acqua a giocare.
Rintrati a casa due dei ragzzi rimasero a dormire, si fà per dire, Francesco, si inculò Piero, e poi viceversa, io li succhiavo e ripulivo, poi mi sono fatto Piero con il mio cazzetto.
Il mattino dopofacevo colazione nuda, impalata sul cazzo di Francesco, iniziavo bene la giornata, poi nuda mi portarono in spiaggia dove i pochi maschi presenti si arraparono e non poco, e dopo una mezzora ero dietro le dune a succhiare cazzi di estranei.
Nel pomeiggio mi misi gonna e maglietta e andammo a fare compere, in un negozio di intimo la titolare mi vide nuda mentre provavo slip e reggiseno, e si complimentò con mè, sei bellissima mi disse, la feci entrare nel camerino, e ci baciammo a lungo, poi feci entrare Piero, e io uscii in slip, e la feci chiavare da lui, e una volta piena rientrai e le ripulii la figa dallo sperma, e poi fù la volta di Francesco, lei mi succhiava mentre lui mi inculava.
E siamo solo al primo giorno.
scritto il
2026-06-15
1 8 7
visite
3
voti
valutazione
4.7
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Essere mammo

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.