Mi racconto 2
di
Sagi
genere
corna
Voglio procedere con ordine, le telefonate che all’inizio ricevevo erano piene di galanteria, tanto interessamento a me, mi sentivo lusingata, un uomo così benestante, influente, conosciuto ; poi i complimenti inizialmente velati, poi sempre più audaci. Arrivo’ l’invito alla colazione, al bar, un innocente caffè, accettai, anche se mi sentivo in colpa, poi altro invito, altro caffè, segui la passeggiata in auto, poi la sosta in un luogo appartato. Lì Sapevo che stavo per tradire mio marito, così fu, una carezza, un bacio sulle guance, poi sulle labbra, le aprii e la sua lingua entrò, baciava in modo diverso dal cornuto e a me piaceva. Poi le carezze divennero intime, sui seni, tra le gambe,avevo il pantalone lo slaccio, e toccava come il gay non mi aveva mai toccato. Prese la mia mano la posò sul pene, disse guarda che mi combini, abbasso la lampo, tiro fuori il cazzo, il cornutone aveva un pisellino flaccido, lui un vero pene, ecco la mano sulla mia nuca, con decisone mi abbasso la testa, io schiusi la bocca e lo iniziai a succiare e leccare come lui mi diceva di fare, dopo un po di tempo, mi arrivò la sua sborra in bocca, buona pensai, non ne persi una goccia, di lì in poi sarei diventata una bevitrice di sborra e quanta ne ho bevuta in quasi 25 anni.
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