L'intervista

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Mi stò preparando, c'è ancora tempo, mi stò truccando con cura, la persona che aspetto mi deve vedere al meglio.
Finito di truccarmi, sistemo il reggicalze e le calze, mi allaccio la camicetta, lasciando una bella scollatura che mostri il mio seno, anche se rifatto, ho una bella quarta, e per una trav di quasi sttant'anni non è male.
Infilo la gonna con uno spacco che mostri la calza agganciata al reggicalze, e poi infilo il mio decoltè tacco dieci, sono pronta ad accogliere Francesca, una giovane donna giornalista, per un giornale online, che si occupa di trav, trans lgbq ecc.
E' stato uno dei miei clienti a propormi l'incontro con Francesca, visto che sono una veterana del sesso trans.
Puntuale alle venti suona il campanello, le apro e ci presentiamo, Francesca è giovane, molto carina, un bel seno, una terza, indossa un vestitino carino e un paio di sandali tacco otto, non porta reggiseno, nell'insieme desiderabile, per un uomo intendo.
Dopo le solite chiacchiere trà donne, mi propone di iniziare l'intervista, e mi aspetto le sue domande, che mi dice saranno molto personali e se voglio posso non rispondere, accetto di rispondere.
Mi chiede come e quando mi sono accorta di essere gay, sin da giovanissima rispondo, ero attratta dalla biancheria intima di mamma e le rubavo calze e slip, li inossavo, e sculettavo per casa imitandola, e poi mi masturbavo, ma non mi bastava, e poi mi ha scoperta, una tragedia.
Mi mettono in collegio, dove un'inserviente capisce la mia vera natura e così inevitabilmente finisco trà le sue braccia, enel suo letto, scoprendo così quello che mi mancava, il cazzo.
Finiti li studi, ormai totalmente omosessuale, e grazie alla natura, il mio corpo snello, assomigliava più a quello di una ragazza cehe di un ragazzo, rientro in famiglia, ma la cosa non piace ai miei, visto che in paese sapevano della mia omosessualità, e quindi ero preda di uomini.
Mi allontanarono un'altra volta, mi mandarono a Milano a proseguire i miei studi,e lì conobbi Luca, un architetto molto conosciuto, un uomo di cinquantacinque anni, che mi prese sotto la sua ala, e sul suo cazzo, divenni la sua amante.
Mi trasformò in donna, acquistandomi abiti, intimo, scarpe e tutto l'occorrente, e devo dire, che ero veramente bella, mi trasferii da lui, e nel suo letto.
Mi presentò amici e amiche, andavmo in ferie o a fare viaggi per il mondo, e io mi innamorai di Luca, che mi fece fare l'intervento al seno, e io per ringraziarlo della meravigliosa vita che mi faceva fare accettai ogni suo desiderio.
Mi prestava ai suoi clienti, quando mi conoscevano, mi desideravano, e Luca in cambio di lavori o favori, mi metteva nel loro letto, o andavo a fare fine settimana con loro, e così iniziai quella che da lì a pochi anni diventerà la mia vera vita.
Pur avendo una discreta dotazione, io preferivo e preferisco essere passiva, impari ad andare a feste dove ci si scambiava partner, o fare sesso con due trè cinque maschi, che a turno mi scopavano, e mi rendevano la donna più felice del mondo.
Francesca mi interrompe, e mi ciede, ma nel tuo culo, scusa il francesismo, quanti cazzi e di che dimensioni ne hai presi?.
Nella mia vita ne ho presi a migliaia, piccoli e enormi, bianchi e neri, mi hanno scaricato litri di sperma nel culo e in gola, ho bevuto molto spema, li faceva impazzire vedermi berlo,comunque il più grosso cazzo è stato di un uomo di colore, avevo cinquant'anni, e ero già una prostituta di strada, mi invitò da lui e una volta nudo mi spaventai, mi disse che se non volevo mi capiva, ma accettai, e con tanta crema e tanta pazienza, lo presi tutto, mi sentii dilaniata, ma entrò, e mi scopò a dovere, scaricandomi nell'intestino una quantità di sperma pazzesca, rimasi da lui tutta la notte, mi raccontò che erano anni che non scopava, visto le dimensioni.
Notai che Francesca stringeva le cosce, così le dissi, ti eccito?, si mi disse, be dai siamo trà donne se vuoi toccarti fallo, e lei mi sorrise, posso?, certo, anche io sono eccitata, mi alzai, e sfilai la gonna, il mio cazzo svettava fuori dal micro tanga che indossavo.
Bene mi disse, quando hai deciso di intraprendere la cariera di prostituta?, non lo decisi io, o almeno lo feci inconsciamente, Luca dopo circa una decina d'anni di relazione, mi scaricò dall'oggi al domani, e mi trovai a trent'anni senza casa e senza lavoro, per alcuni mesi mi ospitarono amici e amiche, ma poi dovevo decidere sul dafarsi, lavoro non me ne davano, per l'anagrafe ero maschio, ma mi presentavo da donna, così, una sera nel solito locale che frequentavo conobbi un ragazzo Rumeno, un tipo simpatico, ma poco raccomandabile, che mi propose di lavorare per lui, io mi tengo il cinquanta, il cinquanta è tuo, lavoreresti in sicurezza.
Accettai e così iniziai a battere, e con successo, ero ricercatissima, e devo dire che mi piaceva battere, nel frattempo ho conosciuto un uomo maturo, un Calabrese, un umo rude e deciso, con un cazzo notevole, e andai a vivere con lui, continuando a battere, lui viveva al bar, non lavorava lo mantenevo io con le mie marchette, e spesso mi maltrattava, cosa che mi eccitava da morire, così lo stuzzicavo per essere schiaffeggiata e scopata a forza, così pochi mesi dopo battevo per lui, ero tutta casa e lavoro.
Ma anche con lui finì un anno dopo, lo arrestarono per rissa, e io dovetti ritornare dal Rumeno, che si trattenne il settanta percento,ma io accettai.
In cambio andai a vivere con lui, e divenni la sua donna, mi portava a cna alle feste, e anche se sapevano che ero uomo, mi trattavano da donna e mi faceva piacere.
Francesca si stava sgrillettando come una pazza, io mi stavo segando lentamente, cara, se vuoi interrompiamo e andiamo in camera mia staremo più comode, la presi per mano e la portai sul lettone, le tolsi il vestitino, e ammirai il suo giovane corpo, era stupenda, si stese, il mi tolsi la camicetta il reggiseno e lo slip, e mi ostrai nuda a lei, pur essendo non più giovane, ho ancora un bel fisico e un bel cazzo.
Le salii sopra, lei aprì le gambe e mi accolse, entrai dentro di lei, era stretta e calda, la baciai, e iniziai a scoparlo, da prima lentamente e poi con colpi decisi, godeva, godeva come una cagna, mi icitava a scoparla più forte, fino a farla urlare,poi estrasi il cazzo e lo infilai nella sua bocca e mi spompinò con cura, al culmine le dissi di girarsi, e lo infila nel suo culetto, dove pochi minuti dopo sborrai.
Ma non lo sfilai, mi chieseperchè, vedrai le dissi proverai un piacere che non hai mai provato, a mè lo fanno spesso, mi lasciai andare e iniziai a pisciarle nel culo, avevo bevuto molti licquidi, lei si sentì riempire, e mi disse che le piaceva, finito ho iniziato a scoparla, poi estrassi il cazzo, e lei scaricò tutto sul letto.
Rimisi il cazzo nel suo culo.
scritto il
2026-05-29
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