Una famiglia sui generis 3°

di
genere
incesti

Durante tutto il viaggio ufficialmente organizzato per addestrare il figlio neopatentato alla guida su lunghi percorsi e per fare visita ai parenti in Sicilia, in macchina la conversazione tra madre e figlio non aveva mai affrontato temi scabrosi e men che mai quelli sessuali.

Il fatto dunque che non appena rimasti soli in una stanza d'albergo la mamma gli avesse subito fatto un pompino con ingoio, pareva non avere turbato il ragazzo.

Neanche i successivi racconti sulle abitudini sessuali della famiglia con la rivelazione che anche lui era frutto di un'incesto tra la mamma e il figlio (uno dei suoi fratelli maggiori)pareva aver provocato una reazione emotiva nel ragazzo.

La mamma se ne era compiaciuta a conferma del fatto che l'incesto era oramai nel DNA dei componenti della famiglie e ne determinava reazioni istintive come nel mondo animale dove in generale non vi erano pregiudizi sui comportamenti sessuali.

Dopo avergli ben strizzato e ripulito il cazzo ormai molle, la mamma gli aveva detto:

-Intanto che il tuo amichetto si riprende, che dici Gigi di provare anche tu a far godere la mamma con la bocca?!-

Il ragazzo, come se non aspettasse altro, le si era tuffato con la testa tra le cosce già oscenamente spalancate.

A quel punto la mamma gli aveva preso la tasta tra le mani e lo guidava accompagnando i gesti con le parole, per insegnargli ad usare le labbra, la lingua e le mani per darle il massimo godimento.

Dopo i primi momenti incerti causati dal fatto che quella era la prima volta che leccava una fica, Gigi aveva capito quali fossero i punti più sensibili e come fare provocando, dopo meno di venti minuti e con abbondante bevuta di umori, un primo orgasmo i cui effetti la mamma aveva voluto ampliare contorcendosi e ansimando rumorosamente.

Dopo quel primo orgasmo la mamma aveva voluto premiarlo baciandolo in bocca trasferendo così sulla sua lingua, il sapore di sperma e ricevendone in cambio il gusto dei suoi stessi umori.

Dopo l'esperienza di quel bacio profondo e lascivo, il ragazzo pareva incontenibile.

Il suo grado di eccitazione oramai a livelli parossistici, l'aveva spinto con un movimento brusco a sollevare le cosce della mamma per portarsi le sue gambe sulle spalle ed immergersi ancora con la testa tra le gambe e la bocca sulla fica ancora gocciolante.

A quel nuovo trattamento erano seguiti quattro orgasmi in rapida successione alla fine dei quali la mamma si era abbandonata sfinita, sudata ed ansimante.

-Dio che meraviglia Gigi, mi hai fatta impazzire con la tua lingua.

Sei uguale a mio nonno che me l'aveva leccata dopo che mio padre mi aveva sverginata facendomi un male da morire.

Mio nonno me l'aveva leccata ancora sanguinante con una tale dolcezza da farmi godere quattro volte e facendo sparire ogni dolore.

Da quel giorno per oltre un mese non avevo più voluto stare con mio padre ed avevo fatto l'amore solo con mio nonno che mi aveva ingravidata una prima volta.

Il giorno del test di gravidanza mia mamma mi aveva detto che lei stessa era stata messa incinta dal padre ed ero nata io.

La notizia che io fossi sorella di mia madre anziché sconvolgermi mi aveva fatta sentire importante per il fatto che aveva in grembo una creatura che nel contempo mi era sorella ed era sorella di mia madre: In quel momento mi sentivo davvero importante e parte di quella famiglia sui generis.

Naturalmente, nonostante il dolore che mi aveva procurato quando mi aveva sverginata col suo cazzone, non potevo deludere mia mamma e quello che credevo essere mio padre ma che in realtà era il fratello di mia madre con la quale si era sposata avendo cognomi diversi.

Non potevo deluderli e dunque, dopo aver partorito, superato il periodo del puerperio, mi ero fatta ingravidare anche da lui.

A quelle ennesime rivelazioni, il cazzo del ragazzo aveva ripreso un volume ed un turgore maggiore di prima alla cui vista la mamma si era ripresa e stringendolo tra le dita aveva detto:

-Vieni Gigi amore di mamma, andiamo sul letto, credo che sia giunto il momento che lui rientri nel luogo che l'aveva concepito e custodito e dal quale era uscito per vedere la prima luce del mondo.

segue


scritto il
2026-08-06
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