La maestrina

di
genere
prime esperienze

Abito in un condominio con i miei genitori, ho vent'anni, sono un bel ragazzo, simpatico, e faccio amicizia velocemente, e ho una predilezione per le donne, direte, fin quì tutto normale, unn ragazzo deve avere interesse per le donne, ma io prediligo le donne non più giovani.
Di ragazze belle, giovani, e sexi ne ho quante ne voglio, e ne ho scopate e ne scopo tuttora, ma se incrocio una donna dell'età di mamma o ancora più anziane, mi si rizza a sproposito.Ho avuto delle relazioni breve con un paio di donne anziane, una aveva cinquantaquattro anni, sposata, con figli, non bella, anzi, cicciotta, tette cadenti, un pò sfatta, ma calda come non mai, per circa cinque mesi scopavamo quasi tutti i giorni, ma poi il marito ha capito, e sono sparito, la seconda aveva settantatrè anni, una meraviglia, nonna di cinque nipoti, la classica nonna, tette che arrivavano alla figa, figa slabbrata da anni di scopate con chiunque, culo flaccido, me ne sono innamorato da subito, e con lei ho passato quasi un anno, la inculavo appoggiata al muro, come voleva lei, nuda le afferravo i capezzoli e tiravo le tette e lei godeva, e anche quì, il figlio si è accorto del mio interessamento, e mi ha allontanato.
Bene nel condominio, abita al piano terra una maestrina, o almeno la chiamano così, non è di certo ina, ha sessantotto anni, in pensione, carina, tettine sorrette da reggiseno, altrimenti, arriverebbero alle ginocchia, pelle molle, la classica donna che si è curata poco, zitella, a detta di chi la conosce, ha scopato poco e molti anni fà.
Vive in un'appartamento di cento metri quadri, e come tutte le case di qualche anno, ogni tanto si guasta qualcosa, una presa, un tubo da sgorgare ecc, così, quando succede mi chiama.
Abbiamo un ottimo rapporto, anche perchè da ragazzino mi ha fatto lezioni, e frquentavo casa sua spesso, tanto che era quasi una zia più che una vicina.
Mi capitava spesso di ammirare il suo intimo appeso ad asciugare, classiche mutande da anziana, reggiseni retrò, calze con reggicalze, il solito repertorio di una donna demodè.
Mi è capitato, mentre studiavo di sbirciare quando si spogliava in bagno, e vedere le tette vuote, con aureole e capezzoli enormi, mi eccitava.
Col passare degli anni, e visto che mi chiamava appunto per le piccole riparazioni, siamo entrati più in sintonia, e spesso scherzavo dicendo, tipo che era una bella donna, chissà quanti cuori infranti ecc, e lei ci scherzava sù, ma capivo che non le dispiaceva, così una volta le ho chiesto se potvo andare in bagno, mi scappava la pipì, una volta entrato non ho chiuso la porta, lei era nell'altra stanza e poteva vedere, ho estratto il cazzo duro, e il mio non è di certo piccolo, e l'ho mostrato, lei mi ha visto ed è rimasta incantata, io ho iniziato a segarlo, la sbirciavo con la coda dell'occhio, e lei si leccava le labbra, poi ho pisciato e asciugato con calma e lei lì a sbirciare, e poi lìho raggiunta, e ho visto che era rossa in viso e sicuramente eccitata.
Poi accadde l'impossibile, due giorni dopo mi richiama, ha un poroblema al lampadario della camera, era una giornata calda e mi presento in maglietta attillata, e pantaloncini corti senza slip, si vedeva la forma del cazzo, molle, suono e mi apre, Anna quasi irriconoscibile, leggermente truccata, con un vestitino corto quelli che si usano a fare i mestieri, più che vestito grembiule.
Noto il seno che cade sul ventre, resto ammaliato, mi accompagna in camera, e salgo la scala, mentre l'uccello diventa di pietra, e lei lo vede bene, lo ha davanti al viso, noto che non ci sono guasti, ma la lampadina centrale è stata svitata, facio finta di armeggiare e poi la rivvito, scendo la scala e le dico Anna sali e prova a toccare la lampadina, se ti dovesse succedere, si allenta a volte così ti spiego cosa fare, lei mi dice, sai ho paura a salire, tienimi pirfavore, e così sale.
Io le afferro le bambe, e una volta in posizione le indico cosa fare, e noto che è nuda sotto, allora allungo le mani per tenerla meglio e salgo le cosce, lei sospira, e una mano và alla figa, la tocco è con pochissimi peli bianchi, come piace a mè, è bagnata, e intanto che parlo le tocco io clito e ci gioco, poi salgo due gradini, e la mano sale al seno, la stringo, così non cadi Anna le dico, lei chiude gli occhi,si grazie caro, una mano manipola la figa l'altra le tette, lei si lascia andare, gira la testa e labacio.
Piano piano la faccio scendere e noto che sul letto ci sono mutande e reggiseni, sparsi, li ammiro, la bacio mi complimeento per la biancheria, si mi dice da vecchia, no tesoro, da donna matura, e le sfilo il vestitino, e per la prima volta la vedo nuda, un corpo segnato dagli nni, non curato, come dicevo tette molli e capezzoli duri, ventre gonfio, interno cosce cadente e infine la figa, che quasi sembra essersi allontanata dal corpo, pochi peli bianchi, la palpo, lei mi dice che si vergogna e cercs di coprire figa e tette, glielo impedisco, e poi la giro, culo che cade, lo palpo, la stringo, ti voglio le sussurro all'orecchio, lei si gira e mi bacia, la stendo sul letto le lecco la figa grondante di licquido, e poi le infilo il mio palo in figa.
Lei inarca la schiena, è stretta ma ben bagnata ma fatico ad entrare, lei fà una smorfia di dolore, ma poi si quieta, sono dentro.
Inizio lentamente, lei mi cinge con le gambe, la bacio, e poi inizia a godere, e allora spingo sempre più veloce, e lei urla di godimento.
Le sborro in figa dopo cinque minuti, non resisto, è stupendo, godiamo abbracciati, rimango dentro dilei fino a quando non si smolla e furiesce il mio sperma.
Cerca di tamponrsi, lascialo uscire mi piace vedere le cosce piene del mio sperma,e poi ridendo dico, così non rimanoi gravida, lei ride, sciocco cosa dici.
Poi mi accarezza, e ora?, non habbiamo fatto una stupidaggine?, tù hai ventidue anni io quasi settanta, con tutte le belle ragazz che frequenti sei nel letto con una vecchia zitella, la bacio, era quello che volevo, mi sei sempre piaciuta, mi sono sparato seghe sognandoti, e il mio cazzo inizia a diventare duro, lei sorride, lo prende in bocca e mi spompina fino a bere la mia sborra calda.
Rimaniamo a parlare, mi racconta che è più di vent'anni che non prendeva un cazzo ero, zucchine ecc sì, ma un uoo nel letto nò, e comunque ne ha avuti pochi nella sua vita.
Mi faccio una doccia insieme ad Anna, la lavo, le infilo due dita in figa e òla faccio venire due volte, poi ci vestiamo e io vado a casa.
Il giorno dopo vado a trovarla, è raggiante e allo stesso tempo preoccupata, mi guarda e mi dice, ho avuto modo di pensare a quanto successo, e dico che dobbiamo smettere prima di continuare, mi spiace, ma sei troppo giovane, per risposta sfilo il cazzo dalla tuta, l'abbraccio, la bacio, le tolgo le mutande sul divano, e la sbatto, lei mi pianta le unghie nella schiena, siii siii montami, e la monto a lungo.
Alla fine le dico, sei mia Anna solo mia, ti amo, mi vuoi come tuo amante?, lei piange e midice sì.
Anna mi aspetta ad ogni ora in reggicalze calze, le sue magnifiche mutande da vecchia e le tette cadenti, le ho fatto anche il culo, con difficoltà, ma ora è un'autostrada, se rientro tardi, magari ero a chiavare un'amica, ho le chiavi entro mi infilo nel letto lei mi aspetta, mi spompina e poi la scopo, raccontandole quello che ho appena fatto, e lei gelosa gode come una troia.
Amo Anna, non potrei farne a meno, ma ho addocchiato una sua conoscente, più anziana di lei, sulla ottantina, una vera sciatta, con pacera ecc, ho deto ad Anna che la voglio, Anna mi ha sorriso, ma se è peggio di mè, e pensa che da giovane era una vera porcella, ne ha presi di cazzi, ottimo, portamela nel letto, mi accarezza, ok ci proverò.
scritto il
2026-05-15
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