Vacanza in Calabria 3
di
FILIPPO
genere
orge
Il mattino seguente, con un pò di timore riaccesi il cellulare, avevo passato la notte a soddisfare i miei maschi, con dovizia, il mio buco, era diventato abbastanza largo, non mi duoleva, visto la quantità di cazzi presi, ma sicuramente si stava lasciando andare, mi sarei preoccupata poi a casa, ne parlerò con la mia dottoressa.
Acceso il telefonino, lessi un centinaio di messaggi, da amici, che mi dicevano, che avevo fatto bene, e che lo immaginavano che fossi gay, ad amici che non ne volevano sapere di un frocio come mè, non fù un problema, bello fù un caro amico, che mi diceva che anche lui era come mè, ma che non aveva il coraggio di dielo.
Mi accordai con Antonio, mi avrebbe filmata in continuo, e poi avremmo scelto il materiale da inviare a mamma e ai miei veri amici.
Il tempo non era bello, così mi truccai per bene indossai un paio di pantolini attillati, nascosi per bene il cazzetto, misi una maglietta scollata, che quando mi piegavo si vedevano le tettine, avevo solo lo slip, misi dei sandali tacco dieci, e andammo a visitare un paese poco distante.
Scesi dall'auto e mi misi a braccetta con Antonio, e camminammo parecchio, io sculettavo come una vera femmina, e molti si giravano a guardarmi il culo, e lui ci metteva la mano sopra, come per dire, è mio, lo scopo io.
Poi arrivò la telefonata della moglie, e mi disse che doveva andare subito a casa, ma che mi avrebbe mandato uno dei quattro a prendermi, ma poi mi guardò bene, no, sono cazzi tuoi, trovati un passaggio troia, ci vediamo a casa.
Prima di andarsene si prese la borsetta e il cellulare, rimasi senza nulla.
Camminai per il centro, guardavo le vetrine, quando mi si avvicina un uomo sulla sessantina, belle cose vero, mi disse eravamo davanti a un negozio di intimo, si risposi, molto belle, ma sicuramente sù di lei devono essere stupende, sarà felice suo marito, non sono sposata risposi prontamente, e nemmeno fidanzata, mi stavo bagnado, chiusi istintivamente le cosce, e lui lo notò.
Mi propose di bere qualcosa, e io accettai, così iniziò a farmi una seri di domande sempre più personali, ogni tanto mi alzavo per sistemare la sedia e gli mostravo il seno e i capezzoli era eccitato, poi mi disse, se non ti offendi vorrei donarti un completino, sorrisi, non mi sembra il caso dissi, dai, è l'unica possibilità che ho di vederti quasi nuda, ridemmo.
Poco dopo ero nuda nel camerino, per provare il completo da lui scelto, chiaramente era trasparente e si vedeva tutto, allora mi decisi, aprii la tenda, e mi feci ammirare, avevo messo ben in evidenza il cazzetto, la commessa si portò la mano alla bocca e disse, accidenti che dnna stupenda e sorrise, il mio accompagnatore mi guardò fisso, sei stupenda, ti stà da dio.
Uscimmo e mi prese per il braccio, senti ti andrebbe di cenare con mè? risposi di nò che non potevo, ma che se mi avesse accompagnata a casa l'avrei ricompensato, in una mezzora eravamo nudi sul letto e io ero intenta a succhiargli il cazzo.
Poi mi feci scopare a lungo, sapevo che Antonio sarebbe arrivato, e così fù, mi trovò intenta a godermi un bel cazzone e goderne, si fiobdò trà di noi, e mi riempirono bocca e culo.
Il mio accompagnatore rimase e andammo tutti e sei a cenare,per poi continuare nel lettone.
Acceso il telefonino, lessi un centinaio di messaggi, da amici, che mi dicevano, che avevo fatto bene, e che lo immaginavano che fossi gay, ad amici che non ne volevano sapere di un frocio come mè, non fù un problema, bello fù un caro amico, che mi diceva che anche lui era come mè, ma che non aveva il coraggio di dielo.
Mi accordai con Antonio, mi avrebbe filmata in continuo, e poi avremmo scelto il materiale da inviare a mamma e ai miei veri amici.
Il tempo non era bello, così mi truccai per bene indossai un paio di pantolini attillati, nascosi per bene il cazzetto, misi una maglietta scollata, che quando mi piegavo si vedevano le tettine, avevo solo lo slip, misi dei sandali tacco dieci, e andammo a visitare un paese poco distante.
Scesi dall'auto e mi misi a braccetta con Antonio, e camminammo parecchio, io sculettavo come una vera femmina, e molti si giravano a guardarmi il culo, e lui ci metteva la mano sopra, come per dire, è mio, lo scopo io.
Poi arrivò la telefonata della moglie, e mi disse che doveva andare subito a casa, ma che mi avrebbe mandato uno dei quattro a prendermi, ma poi mi guardò bene, no, sono cazzi tuoi, trovati un passaggio troia, ci vediamo a casa.
Prima di andarsene si prese la borsetta e il cellulare, rimasi senza nulla.
Camminai per il centro, guardavo le vetrine, quando mi si avvicina un uomo sulla sessantina, belle cose vero, mi disse eravamo davanti a un negozio di intimo, si risposi, molto belle, ma sicuramente sù di lei devono essere stupende, sarà felice suo marito, non sono sposata risposi prontamente, e nemmeno fidanzata, mi stavo bagnado, chiusi istintivamente le cosce, e lui lo notò.
Mi propose di bere qualcosa, e io accettai, così iniziò a farmi una seri di domande sempre più personali, ogni tanto mi alzavo per sistemare la sedia e gli mostravo il seno e i capezzoli era eccitato, poi mi disse, se non ti offendi vorrei donarti un completino, sorrisi, non mi sembra il caso dissi, dai, è l'unica possibilità che ho di vederti quasi nuda, ridemmo.
Poco dopo ero nuda nel camerino, per provare il completo da lui scelto, chiaramente era trasparente e si vedeva tutto, allora mi decisi, aprii la tenda, e mi feci ammirare, avevo messo ben in evidenza il cazzetto, la commessa si portò la mano alla bocca e disse, accidenti che dnna stupenda e sorrise, il mio accompagnatore mi guardò fisso, sei stupenda, ti stà da dio.
Uscimmo e mi prese per il braccio, senti ti andrebbe di cenare con mè? risposi di nò che non potevo, ma che se mi avesse accompagnata a casa l'avrei ricompensato, in una mezzora eravamo nudi sul letto e io ero intenta a succhiargli il cazzo.
Poi mi feci scopare a lungo, sapevo che Antonio sarebbe arrivato, e così fù, mi trovò intenta a godermi un bel cazzone e goderne, si fiobdò trà di noi, e mi riempirono bocca e culo.
Il mio accompagnatore rimase e andammo tutti e sei a cenare,per poi continuare nel lettone.
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