Le confessioni di mia moglie 9
di
Ounegni
genere
confessioni
Continuò a incontrare Peter appena possibile durante quell'estate.
Per Emma, con il senno di poi, Peter era l'unico che avrebbe davvero meritato di consumare un rapporto completo con lei.
Peter era innamorato di Emma e glielo confessò apertamente: le disse che in quei giorni aveva fatto ricorso ad aiuti farmacologici per restare prestante, mentre Emma, da parte sua, fu onesta: cercava sesso e provava piacere a farlo con lui.
Al termine dell'estate Emma aveva assaporato più volte il membro di Peter e soprattutto era stata costantemente soddisfatta.
Lo aveva fatto con piacere e continuò, con piacere, a restare in contatto con lui.
Quando finì di raccontarmi questi eventi, le chiesi se al momento avesse ancora qualche tipo di contatto con lui, e lei mi rispose che non lo sentiva da circa quattro anni, precisando che non lo aveva più visto da quando ci eravamo conosciuti. Così le proposi di scrivergli.
Nel frattempo mi ero scaricato nella bocca di Emma, che aveva ingoiato tutto.
Allo stesso tempo avevamo già fissato un nuovo appuntamento con lo stesso bull dell'ultima volta.
Procedemmo con l'incontro.
Emma era eccitata: parlando avevamo concordato che si sarebbero lasciati andare di più.
Andammo direttamente a casa del bull: come già accennato, un ragazzo prestante sulla trentina, alto, molto palestrato, con un membro notevole.
Ci accolse in casa sua, dove ci aspettava.
Emma indossava il suo solito vestito leggero che seguiva quelle curve incredibili, scarpe basse e aperte; per l'occasione, su mia richiesta, non aveva messo la biancheria intima.
Il ragazzo ci aspettava in maglietta e pantaloncini, ci offrì subito un bicchiere d'acqua e, dopo diversi minuti di dialogo immancabile, qualche battuta, qualche domanda, le solite formalità di facciata, iniziarono i giochi.
Ero seduto su una sedia in cucina, assorto: ammiravo Emma che scambiava carezze e baci con quel ragazzo, mentre mi lanciava sguardi silenziosi ma carichi di significato.
In un attimo il membro del bull era già nelle mani della mia donna: lo massaggiava mentre lui si apprestava a sfilarle il vestito; le tolse il reggiseno e con sorpresa le palpò le parti intime.
Dopodiché si denudò anche lui.
Guardavo Emma: era bellissima. La sua pancia era enorme, i seni fuori misura si appoggiavano su di essa, e vedere quel corpo così pieno eppure così eccitato mi dava i brividi.
Il ragazzo la accarezzava; io sentivo una scarica di emozioni attraversarmi. Lo vidi baciarle i seni, succhiare delicatamente i capezzoli e infine posare baci sulla pancia.
Il mio stato d'animo era confuso: ero completamente fuori, sentivo scosse attraversarmi il corpo, come se il cuore e il cervello fossero entrati in cortocircuito.
Emma si lasciò trascinare fino al divano, dove si sedette e prese in bocca il cazzo del bull.
Lo succhiò con la sua classica avidità, lo ingoiò tutto, lo fece uscire, lo manovrava come se fosse un'estensione delle sue mani.
Guardandola, ripensavo ai suoi segreti e il mio cervello veniva bombardato da domande, immagini, pensieri, flash di situazioni che non conoscevo ma immaginavo con forza.
Emma mi chiamò, svegliandomi dal mio stato confusionario, e mi chiese di portarle il preservativo e di prendere il telefono per filmarla.
Obbedii.
Emma preparò il ragazzo, poi si adagiò sul divano allargando le gambe; lui si abbassò e posizionò il membro verso la sua vagina.
Io filmavo, il telefono tremava insieme alla mia mano, e vidi Emma guardarmi mentre il ragazzo inseriva delicatamente il membro dentro di lei, spingeva, indietreggiava e spingeva ancora.
Emma mugolava; volse lo sguardo verso di lui mentre io rimasi fermo a due metri di distanza con il telefono in mano, a guardare quel ragazzo penetrare mia moglie quasi all'ottavo mese di gravidanza.
Per qualche minuto rimasero in quella posizione, si scambiarono baci, e io non riuscivo a muovermi, bloccato da un mix di desiderio, invidia, orgoglio e spaesamento.
Si fermarono per cambiare posizione.
Il ragazzo si sedette ed Emma gli salì sopra, facendomi cenno di spostarmi davanti a lei, in modo che, dandogli le spalle, potesse cavalcarlo guardandomi.
Mentre le sue gambe gestivano l'equilibrio, lei si stringeva i seni e si accarezzava la pancia in alternanza, e tutto lo faceva fissandomi, guardando il telefono che la riprendeva.
Emma ansimava, ma non si muoveva come sapeva fare nei momenti migliori: era molto più delicata, consapevole di ciò che portava dentro.
Iniziò a dirmi che le piaceva, e come tutte le volte in cui le era successo, mi ringraziò apertamente, in modo esplicito.
Si fermò non molto dopo, provata dalla forma fisica non più al massimo; si alzò, mi venne vicino, si posizionò a quattro zampe davanti a me offrendosi al bull da dietro, e mi baciò.
Il ragazzo, senza attendere, iniziò a penetrarla.
Emma si sorresse appoggiando le braccia a me, iniziò ad ansimare e, più ansimava, più lui prendeva fiducia, spingendo con più decisione, mantenendo il ritmo senza smettere.
Emma aveva il viso a pochi centimetri dal mio, mi ripeteva che provava piacere in quel momento così erotico; poi si spinse ancora in avanti, poggiandosi meglio a me con i seni sul mio petto, e godeva nel mio orecchio, mi diceva di amarmi e io ricambiavo, nonostante la voce tremante, convinto di amare davvero quell'immagine, quella situazione, quella follia.
Furono minuti molto, molto eccitanti.
Vedevo il ragazzo sorridere mentre le teneva i fianchi e la penetrava con un ritmo costante e non troppo violento, finché lo vidi irrigidirsi e assumere l'espressione di chi stava per venire.
Mentre continuava a penetrarla, ci chiese se volessimo andare oltre, ovvero se avessimo voluto che si togliesse il preservativo. Guardai Emma, che non rispose ma mi fissò, facendomi un cenno col capo e sorridendomi, invitandomi ad accettare. Io, dal canto mio, non ebbi il coraggio di rispondere e lasciai che il ragazzo continuasse con il preservativo.
Il bull venne, poi si tirò indietro. Emma si rialzò soddisfatta e si voltò verso di lui, prendendolo a baciare.
Ero lì di fronte, a guardare; il video si era bloccato già a metà rapporto.
Vidi Emma abbassarsi davanti al bull, sfilargli il preservativo contenente lo sperma e tenerlo tra le dita mentre puliva con la bocca il membro; poi, guardandomi, fece scivolare lo sperma dal preservativo tra i seni e la pancia, facendomi cenno di avvicinarmi.
Capii al volo: mi avvicinai, lei posò una mano sulla mia testa e io, già in posizione, leccai lo sperma dal suo corpo.
Sentii quel sapore indimenticabile, lo ingoiai in un oceano di eccitazione mentre lei mi incoraggiava, finché la baciai profondamente; poi mi denudai e iniziai a scoparla davanti al bull.
Le infilai il cazzo mentre era a gambe aperte sul divano e venni in pochi minuti, riempiendola.
Ero più eccitato che mai, avevo goduto immensamente, e restai inginocchiato ai piedi del divano sul quale Emma rimase a gambe spalancate dopo che l'avevo riempita. Non mi resi conto subito di ciò che successe: vidi il bull avvicinarsi, vidi il suo cazzo appena sopra la mia testa e un attimo dopo sentii Emma chiedergli di raggiungerla. Lui mise un piede davanti a me obbligandomi a indietreggiare; lo vidi chinarsi a baciare Emma mentre la mano le accarezzava tra le gambe. Ero incredulo: il bull di mia moglie si stava abbassando a leccarle la fica piena del mio sperma. Lo vidi leccare, succhiare, lucidarle la fica mentre lei godeva del piacere ricevuto. Vedevo quel ragazzo con entrambe le mani sulla pancia di Emma mentre la sua lingua era tra le sue cosce. Ero incredulo, eccitato, arrapato, seduto sul pavimento a godere dei piaceri di mia moglie con il suo bull.
Finito l'atto, dopo che Emma si era lasciata andare a urla di piacere, il ragazzo si alzò con il cazzo visibilmente in erezione, aiutò Emma a sollevarsi — era scivolata con la schiena sulla seduta del divano — e davanti ai miei occhi lei riprese con foga il membro in bocca. Emma mi lanciava sguardi mentre la sua bocca si gonfiava a causa del membro del bull; poi prese a masturbarlo. Nel frattempo mi ero alzato dal pavimento e dissi che sarei andato in bagno. Emma mi guardò con dispiacere ironico.
Dopo aver urinato, tornai in soggiorno dove i due avevano ormai ripreso la preparazione alla nuova penetrazione: Emma si era posizionata a carponi sul divano e il bull le leccava tra i glutei. Appena rientrato, mi fu chiesto se avessi voluto vederla presa da dietro; risposi di sì, ed Emma mi chiese inoltre se avessi voluto che il rapporto fosse non protetto. Accettai, e in pochi secondi vidi il prestante bull indirizzare il membro verso l'ano. Iniziò la penetrazione, Emma prese a godere e a incitare il ragazzo a schiaffeggiarla; diventò un rapporto selvaggio, spinto, con urla di godimento che riempivano la stanza, e in una decina di minuti di spinte il bull venne dentro di lei, poi indietreggiò lasciandomi osservare la mia donna ferma in quella posizione. Emma mi chiese di leccare: non obiettai, mi chinai e infilai la lingua in quel buco allargato.
Finito, mi sollevai, lasciai Emma andare in bagno a lavarsi e rimasi a chiacchierare con il bull, che manifestava il suo pieno entusiasmo per la situazione vissuta. Ci ricomponemmo e poco dopo uscimmo da quell'appartamento, dirigendoci verso casa.
Per Emma, con il senno di poi, Peter era l'unico che avrebbe davvero meritato di consumare un rapporto completo con lei.
Peter era innamorato di Emma e glielo confessò apertamente: le disse che in quei giorni aveva fatto ricorso ad aiuti farmacologici per restare prestante, mentre Emma, da parte sua, fu onesta: cercava sesso e provava piacere a farlo con lui.
Al termine dell'estate Emma aveva assaporato più volte il membro di Peter e soprattutto era stata costantemente soddisfatta.
Lo aveva fatto con piacere e continuò, con piacere, a restare in contatto con lui.
Quando finì di raccontarmi questi eventi, le chiesi se al momento avesse ancora qualche tipo di contatto con lui, e lei mi rispose che non lo sentiva da circa quattro anni, precisando che non lo aveva più visto da quando ci eravamo conosciuti. Così le proposi di scrivergli.
Nel frattempo mi ero scaricato nella bocca di Emma, che aveva ingoiato tutto.
Allo stesso tempo avevamo già fissato un nuovo appuntamento con lo stesso bull dell'ultima volta.
Procedemmo con l'incontro.
Emma era eccitata: parlando avevamo concordato che si sarebbero lasciati andare di più.
Andammo direttamente a casa del bull: come già accennato, un ragazzo prestante sulla trentina, alto, molto palestrato, con un membro notevole.
Ci accolse in casa sua, dove ci aspettava.
Emma indossava il suo solito vestito leggero che seguiva quelle curve incredibili, scarpe basse e aperte; per l'occasione, su mia richiesta, non aveva messo la biancheria intima.
Il ragazzo ci aspettava in maglietta e pantaloncini, ci offrì subito un bicchiere d'acqua e, dopo diversi minuti di dialogo immancabile, qualche battuta, qualche domanda, le solite formalità di facciata, iniziarono i giochi.
Ero seduto su una sedia in cucina, assorto: ammiravo Emma che scambiava carezze e baci con quel ragazzo, mentre mi lanciava sguardi silenziosi ma carichi di significato.
In un attimo il membro del bull era già nelle mani della mia donna: lo massaggiava mentre lui si apprestava a sfilarle il vestito; le tolse il reggiseno e con sorpresa le palpò le parti intime.
Dopodiché si denudò anche lui.
Guardavo Emma: era bellissima. La sua pancia era enorme, i seni fuori misura si appoggiavano su di essa, e vedere quel corpo così pieno eppure così eccitato mi dava i brividi.
Il ragazzo la accarezzava; io sentivo una scarica di emozioni attraversarmi. Lo vidi baciarle i seni, succhiare delicatamente i capezzoli e infine posare baci sulla pancia.
Il mio stato d'animo era confuso: ero completamente fuori, sentivo scosse attraversarmi il corpo, come se il cuore e il cervello fossero entrati in cortocircuito.
Emma si lasciò trascinare fino al divano, dove si sedette e prese in bocca il cazzo del bull.
Lo succhiò con la sua classica avidità, lo ingoiò tutto, lo fece uscire, lo manovrava come se fosse un'estensione delle sue mani.
Guardandola, ripensavo ai suoi segreti e il mio cervello veniva bombardato da domande, immagini, pensieri, flash di situazioni che non conoscevo ma immaginavo con forza.
Emma mi chiamò, svegliandomi dal mio stato confusionario, e mi chiese di portarle il preservativo e di prendere il telefono per filmarla.
Obbedii.
Emma preparò il ragazzo, poi si adagiò sul divano allargando le gambe; lui si abbassò e posizionò il membro verso la sua vagina.
Io filmavo, il telefono tremava insieme alla mia mano, e vidi Emma guardarmi mentre il ragazzo inseriva delicatamente il membro dentro di lei, spingeva, indietreggiava e spingeva ancora.
Emma mugolava; volse lo sguardo verso di lui mentre io rimasi fermo a due metri di distanza con il telefono in mano, a guardare quel ragazzo penetrare mia moglie quasi all'ottavo mese di gravidanza.
Per qualche minuto rimasero in quella posizione, si scambiarono baci, e io non riuscivo a muovermi, bloccato da un mix di desiderio, invidia, orgoglio e spaesamento.
Si fermarono per cambiare posizione.
Il ragazzo si sedette ed Emma gli salì sopra, facendomi cenno di spostarmi davanti a lei, in modo che, dandogli le spalle, potesse cavalcarlo guardandomi.
Mentre le sue gambe gestivano l'equilibrio, lei si stringeva i seni e si accarezzava la pancia in alternanza, e tutto lo faceva fissandomi, guardando il telefono che la riprendeva.
Emma ansimava, ma non si muoveva come sapeva fare nei momenti migliori: era molto più delicata, consapevole di ciò che portava dentro.
Iniziò a dirmi che le piaceva, e come tutte le volte in cui le era successo, mi ringraziò apertamente, in modo esplicito.
Si fermò non molto dopo, provata dalla forma fisica non più al massimo; si alzò, mi venne vicino, si posizionò a quattro zampe davanti a me offrendosi al bull da dietro, e mi baciò.
Il ragazzo, senza attendere, iniziò a penetrarla.
Emma si sorresse appoggiando le braccia a me, iniziò ad ansimare e, più ansimava, più lui prendeva fiducia, spingendo con più decisione, mantenendo il ritmo senza smettere.
Emma aveva il viso a pochi centimetri dal mio, mi ripeteva che provava piacere in quel momento così erotico; poi si spinse ancora in avanti, poggiandosi meglio a me con i seni sul mio petto, e godeva nel mio orecchio, mi diceva di amarmi e io ricambiavo, nonostante la voce tremante, convinto di amare davvero quell'immagine, quella situazione, quella follia.
Furono minuti molto, molto eccitanti.
Vedevo il ragazzo sorridere mentre le teneva i fianchi e la penetrava con un ritmo costante e non troppo violento, finché lo vidi irrigidirsi e assumere l'espressione di chi stava per venire.
Mentre continuava a penetrarla, ci chiese se volessimo andare oltre, ovvero se avessimo voluto che si togliesse il preservativo. Guardai Emma, che non rispose ma mi fissò, facendomi un cenno col capo e sorridendomi, invitandomi ad accettare. Io, dal canto mio, non ebbi il coraggio di rispondere e lasciai che il ragazzo continuasse con il preservativo.
Il bull venne, poi si tirò indietro. Emma si rialzò soddisfatta e si voltò verso di lui, prendendolo a baciare.
Ero lì di fronte, a guardare; il video si era bloccato già a metà rapporto.
Vidi Emma abbassarsi davanti al bull, sfilargli il preservativo contenente lo sperma e tenerlo tra le dita mentre puliva con la bocca il membro; poi, guardandomi, fece scivolare lo sperma dal preservativo tra i seni e la pancia, facendomi cenno di avvicinarmi.
Capii al volo: mi avvicinai, lei posò una mano sulla mia testa e io, già in posizione, leccai lo sperma dal suo corpo.
Sentii quel sapore indimenticabile, lo ingoiai in un oceano di eccitazione mentre lei mi incoraggiava, finché la baciai profondamente; poi mi denudai e iniziai a scoparla davanti al bull.
Le infilai il cazzo mentre era a gambe aperte sul divano e venni in pochi minuti, riempiendola.
Ero più eccitato che mai, avevo goduto immensamente, e restai inginocchiato ai piedi del divano sul quale Emma rimase a gambe spalancate dopo che l'avevo riempita. Non mi resi conto subito di ciò che successe: vidi il bull avvicinarsi, vidi il suo cazzo appena sopra la mia testa e un attimo dopo sentii Emma chiedergli di raggiungerla. Lui mise un piede davanti a me obbligandomi a indietreggiare; lo vidi chinarsi a baciare Emma mentre la mano le accarezzava tra le gambe. Ero incredulo: il bull di mia moglie si stava abbassando a leccarle la fica piena del mio sperma. Lo vidi leccare, succhiare, lucidarle la fica mentre lei godeva del piacere ricevuto. Vedevo quel ragazzo con entrambe le mani sulla pancia di Emma mentre la sua lingua era tra le sue cosce. Ero incredulo, eccitato, arrapato, seduto sul pavimento a godere dei piaceri di mia moglie con il suo bull.
Finito l'atto, dopo che Emma si era lasciata andare a urla di piacere, il ragazzo si alzò con il cazzo visibilmente in erezione, aiutò Emma a sollevarsi — era scivolata con la schiena sulla seduta del divano — e davanti ai miei occhi lei riprese con foga il membro in bocca. Emma mi lanciava sguardi mentre la sua bocca si gonfiava a causa del membro del bull; poi prese a masturbarlo. Nel frattempo mi ero alzato dal pavimento e dissi che sarei andato in bagno. Emma mi guardò con dispiacere ironico.
Dopo aver urinato, tornai in soggiorno dove i due avevano ormai ripreso la preparazione alla nuova penetrazione: Emma si era posizionata a carponi sul divano e il bull le leccava tra i glutei. Appena rientrato, mi fu chiesto se avessi voluto vederla presa da dietro; risposi di sì, ed Emma mi chiese inoltre se avessi voluto che il rapporto fosse non protetto. Accettai, e in pochi secondi vidi il prestante bull indirizzare il membro verso l'ano. Iniziò la penetrazione, Emma prese a godere e a incitare il ragazzo a schiaffeggiarla; diventò un rapporto selvaggio, spinto, con urla di godimento che riempivano la stanza, e in una decina di minuti di spinte il bull venne dentro di lei, poi indietreggiò lasciandomi osservare la mia donna ferma in quella posizione. Emma mi chiese di leccare: non obiettai, mi chinai e infilai la lingua in quel buco allargato.
Finito, mi sollevai, lasciai Emma andare in bagno a lavarsi e rimasi a chiacchierare con il bull, che manifestava il suo pieno entusiasmo per la situazione vissuta. Ci ricomponemmo e poco dopo uscimmo da quell'appartamento, dirigendoci verso casa.
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