Una suocera vogliosa

di
genere
voyeur

Conosco mia suocera da 10 anni circa e la odio.
Si è ripetutamente intromessa nella relazione tra me e sua figlia, incrinandone spesso il rapporto.
È alta 155 cm circa, ha 60 anni, si chiama Susanna. Ha gambe a x con cellulite, sedere pieno e leggermente grassa sul ventre. Il suo viso è carino, ha capelli corti, occhi verdi e labbra carnose, anche se il naso lascia a desiderare in quanto un po’ grosso. Nelle foto di quando era giovane sembra una bambolina, ovvero il suo viso risultava essere molto piacevole. Per il resto il suo vero punto forte a mio modo di vedere è il seno, sceso ma oggettivamente pieno.
Mio suocero invece è alto quasi 190cm, ha 70 anni ma è incredibilmente in forma. Ha da sempre l’hobby per la campagna, forse a seguito dei tanti sforzi il suo corpo ha mantenuto una muscolatura forte.

Io e mia moglie viviamo in città diverse rispetto ai miei suoceri e di conseguenza quando vengono a trovarci e viceversa alloggiamo tutto insieme.

Durante la relazione con mia moglie abbiamo avuto modo di fare delle vacanze con i suoi genitori, durante una di queste ho iniziato a pensare che Susanna avesse interessi diversi nei miei riguardi.

Era mattino, eravamo in una località marina, alloggiavamo in un appartamento al piano terra, mio suocero con mia moglie erano fuori sul patio, io in cucina al telefono.
Susanna uscì dal bagno con l’asciugamani che le copriva il corpo, dai seni al sedere, mi diede il buongiorno e poi si diresse in camera sua lasciando la porta aperta.
Dalla mia posizione fu facile sbirciarla: la vidi mantenersi di spalle, togliersi l’asciugamano e indossare il costume, evitando di guardare fuori dalla porta. Non capivo se l’avesse fatto di proposito o no.
Non fu una visione da masturbazione, ma in qualche modo eccitante vederla nuda seppur di spalle. Non ci furono né battute né riferimenti a questa situazione.

Diversi mesi dopo trascorriamo alcuni giorni a casa loro. Tutto scorreva come sempre, avevo quasi dimenticato quella sbirciata.
Una sera salgo al piano superiore dove ci sono camere da letto una di fronte all’altra e un bagno nel mezzo, il tutto su un corridoio. Susanna è in camera sua, in pigiama, mi vede, scambiamo uno sguardo innocuo e mi dirigo nella camera che una volta apparteneva a mia moglie.
Guardando fuori dalla camera e quindi in direzione della camera di Susanna, la vedo mentre si cambia il pigiama con la porta aperta, in particolare mentre indossa una nuova maglia ed ho così modo di vederle i seni. La cosa che più mi colpisce è vedere che lei non guarda verso la porta che a mio modo di vedere sarebbe stata una reazione naturale, bensì mantiene lo sguardo verso la zona non visibile della camera e poi si sposta scomparendo dalla mia visuale.
La sensazione che ho avuto è stata che lei avesse aspettato il momento opportuno per fare quel movimento e gesto.

Da quelle vacanze sono passati anni, mia moglie è al quinto mese di gravidanza. Susanna ci ha raggiunti per darci una mano, una finta mano, a casa nostra e vi alloggerà per alcuni giorni.
Una mattina siamo soli, mia moglie a lavoro e io turno libero.
Con Susanna chiacchieriamo con rispetto reciproco finché lei inizia a dirmi che dovrei trovare un nuovo lavoro, che dovrei guadagnare di più. Lì per lì mantengo la parte, ovvero evito di litigare perché già avevo avuto problemi con lei e il marito.

Poi mi dice una frase che mi tocca:
“Non meriti mia figlia, a me lei dice tutto.”
La rabbia dentro me vuole uscire come aria dal compressore. Mi sfida e nel farlo si è tirata un po’ indietro con il corpo lasciandomi modo di notarle i capezzoli sui seni, oltre la leggera maglia che indossa senza reggiseno. Ovviamente si accorge che guardo lì.
Cerco di mantenere la calma, rispondendo con educazione e lei subito dopo mi dice che ha bisogno di una doccia e si reca in bagno. La tentazione mi avvolge, mi chino a sbirciare appena sento il getto dell’acqua:
Susanna è in vasca, in piedi per fare la doccia, la vedo attraverso il vetro già bagnato dagli schizzi d’acqua.
I suoi seni sono grossi, scesi fino all’ombelico, se li massaggia, si massaggia la vulva lavandosi e il resto del corpo, mi eccita.
Finita la doccia esce dalla vasca e vedo il suo sguardo, i suoi occhi indirizzati verso la porta come se sapesse che la spio. Ho paura di essere stato scoperto, provo vergogna e allo stesso tempo paura, mi scosto allontanandomi dalla porta ma in pochi secondi mi convinco che sarebbe impossibile da parte sua avere la certezza, così mi chino ancora.
Susanna si asciuga con un asciugamano, raccoglie l’acqua dal suo corpo mantenendo la posizione frontale alla porta, ho la sensazione che lo faccia di proposito, non ho la certezza ma lo sento. Poi avvolge sul suo corpo lo stesso telo e a quel punto mi dileguo.

Uscita dal bagno si dirige in soggiorno dove io sono seduto sul divano sul quale lei dorme durante la permanenza a casa mia. Mi sorride come se nulla fosse successo poi si china verso la sua borsa vicino allo stesso divano per cercare i suoi indumenti nel borsone, la osservo piegarsi, le vedo il sedere un po’ burroso, le vedo parte delle labbra vaginali, mi batte il cuore.
Mi provoca è chiaro, avrebbe potuto evitare quel movimento invece no, ha voluto creare un momento incredibilmente eccitante, inaspettato.
Una volta preso ciò che deve si sposta in camera da letto mentre io resto tutto il tempo seduto. Si ferma avanti al mio letto nonché in direzione mia, si toglie l’asciugamani e la vedo ancora nuda, di spalle, sono incredulo.
Susanna indossa le mutande, prende l’asciugamani e il vestito che aveva preso dalla borsa e passandomi davanti senza volgermi lo sguardo con i seni di fuori torna in bagno.
La guardo, la ammiro, una donna spudorata.
Dopo aver indossato il vestito torna da me, riprende a parlarmi:
“Credi di essere un buon padre?” Esplodo.
Mi alzo e provo a reagire, manovra i miei pensieri con le sue provocazioni e ci riesce, non sono all’altezza delle sue affermazioni, cerco di chiudere la discussione.
Susanna si allontana, prende il suo telefono e si distrae, la osservo e sento un’erezione, un desiderio assurdo, quella donna da me odiata si sta trasformando nei mie pensieri, voglio scoparla, voglio penetrarla, voglio averla.
Mi dirigo in bagno, mi masturbo immaginandola, la immagino su di me con i seni sul viso e spero che lei mi spii, poi scarico nel water tutti i miei umori.

Svuotatomi torno a sedermi sul divano, lei è sulla sedia, ha le gambe incrociate, gli occhiali e guarda il telefono. Le butto sguardi di desiderio soffermandomi a immaginarle i seni e lei improvvisamente mi guarda, mi sorride e riprende a guardare il telefono, sento che mi ha sconfitto, sono certo che sappia cosa ho fatto in bagno. Mi sposto quindi in camera da letto e poco dopo lei esce di casa.

Sono solo, ho desiderio, vado a cercare nel suo borsone gli indumenti usati, metto la mano, cerco, trovo delle mutande. Una grossa macchia all’altezza della vagina, Susanna cola di umori. Lecco quella macchia, ci sono dei peli, mi sento un porco, assaporo tutto.
Rimetto tutto in ordine, non posso essere beccato.

Susanna torna dopo aver acquistato qualcosa al supermercato, inizia a cucinare, io non faccio nulla di manuale, la immagino e la osservo furtivamente.
Non so più cosa vivo, non capisco se si muove per provocarmi o è sempre stata così, non capisco le sue reazioni nei miei riguardi e i suoi apparenti cambi d’umore, ma guardarla, sbirciarla, mi eccita, non mi era mai successo di desiderare una donna matura e non in forma, non era assolutamente parte dei miei standard.

Pranziamo insieme, a tavola parliamo in modo educato e di situazioni generali. Finito di pranzare lei va a lavare i piatti e io torno a non far nulla, cioè ad osservarla. La vedo chinarsi ripetute volte, le vedo i seni sballottolare, le vedo le gambe storte, e scambio più volte sorrisi quando i nostri sguardi si incrociano.

Susanna si ferma, mi manda l’ennesimo segnale sorridendomi mentre si reca in bagno ed io intuendo la seguo per sbirciarla qualche secondo dopo che la porta viene chiusa a chiave.
Appena giù noto che la chiave è stata rimossa dalla serratura, una domanda istantanea mi coglie, perché l’ha fatto?
La vedo, in piedi avanti allo specchio, si solleva il vestito fino si fianchi e si infila una mano nelle mutande, si tocca la vagina, inizia una masturbazione. Il vestito scende sui lati, la sua mano si muove, Susanna si volta verso la porta, la vedo, vedo la mano nelle mutande, intravedo il movimento delle dita. Susanna indietreggia, si poggia alla vasca e continua a masturbarsi, nel farlo guarda verso me, verso la porta, vuole che la guardi e sa che non posso fare nulla, è chiusa in bagno. La sua mano si muove dentro lo slip, il movimento aumenta, il suo viso indirizzato al buco della serratura è voglioso.
La mia mano scende nel pantalone, il mio membro è duro, le mie gambe sono instabili, mi inginocchio creando piccoli rumori contro la porta. Continuo a sbirciare tremante, Susanna si ferma, forse mi ha sentito.
Sono fermo, lei è ferma con la mano oltre l’intimo, lo sguardo verso me. Passano diversi secondi e Susanna fa la mossa successiva, si alza, si sfila le mutande, il tutto senza distogliere lo sguardo da me, dalla porta. Poi si sfila il vestito restando nuda con la sua vagina riempita da pelo corto e si poggia ancora sul bordo della vasca, allarga le gambe e la sua mano torna lì, tra le grandi labbra, si masturba.
La vedo, la vedo a distanza di un metro e mezzo dal buco della serratura, lei guarda incessantemente verso la porta, è una situazione spudorata e sono ammaliato da lei. Mi calo il pantalone, mi masturbo, ricambio. Nel farlo tocco ripetutamente la porta, Susanna lo sente, Susanna si masturba con più frequenza, trastullandosi il clitoride mentre con una mano ti stringe un seno.
“Ahhhh, ahhhh,ahhhh”. Susanna raggiunge l’orgasmo, lo ha fatto per me, io no, non sono venuto, continuo a masturbarmi sbirciando, ansimo, tocco ripetutamente la porta e sbircio.
Susanna mi sente, siamo semplicemente divisi da una porta chiusa a chiave. Lei guarda verso me, mi concede di godere, si posiziona in modo tale da offrirmi visuale della sua vagina allargata dalle dita e…
“Uh,uh,uuuhhh.” Il mio sperma contro la porta. Resto diversi secondi immobile, tremante, confuso mentre poggio la fronte sulla porta.
Guardo ancora dentro, Susanna si alza, entra ancora in vasca e si lava di nuovo.
Continuo a guardarla, il mio membro è continuamente in erezione, la desidero, troia maledetta.

scritto il
2026-06-11
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