Solo un sano e robusto cazzo in culo...
di
Spidey
genere
gay
Claudia m'ha fatto lavorare come un negro.
É la ragazza del mio amico, mi ha chiamato all'una con la scusa che le serviva un libro. Già sapevo che era a casa sola, doccia veloce e sono corso da lei.
Zero preamboli, mi si è attaccata mani e bocca al cazzo appena entrato.
E subito in cameretta, una bella scopata furiosa, lei arrapata come se non scopasse da mesi, io due ore col cazzo duro sempre al calduccio.
Claudia sa fare la cagna, invidio il suo ragazzo, nelle pause mi spompina l'uccello dolorante strofinandomi la fica sul viso. Ci ho tentato anche questa volta, ma proprio non lo vuole in culo.
Ma io cazzo in figa e due dita in culo l'ho fatta squirtare disperata. Panico, ha sporcato il lenzuolo sotto l'asciugamano!
Okay, scappo, sono le quattro, lei ha paura che sua madre possa tornare prima, io ho paura che se continua così mi consuma del tutto il cazzo. E sono incazzato, so che a Marco gli dà il culo, me l'ha detto lui. A me no, stronza!
Mi carezza l'uccello e prima di ritirarlo nei calzoncini mi dà un'ultima ciucciata di nostalgia. Questa volta scappo davvero.
Cazzo che troia!
La prossima volta la faccio godere a modo mio, giuro!, mutandine in bocca, cazzone in culo che la spedisco in orgasmo spaziale.
Io non sono a posto, mi son fatto una scopata super con la ragazza del mio amico e mi viene improvviso bisogno di cazzo. Non ho certo voglia di altre scopate, ma oggi un sano e robusto cazzo in culo sarebbe il massimo.
Mi collego sulla app per vedere chi c'è.
Mi arrivano due messaggi. È uno nuovo.
'Cerco ora puoi?'
'Come sei?'
Mi manda foto in spiaggia, figura intera con viso. Un bel tipo in costume, sportivo e sorridente, ha un pallone sotto il braccio. Capelli scuri e ricci. Io guardo solo il pacco. Nel profilo mette che ha 37 anni ed è attivo.
Okay, gli rispondo.
Tre secondi e mi arriva un pollice in su e una foto del suo cazzo.
'Parcheggio Lidl di corso *** Conosci, ce la fai tra 5 min?'
Sì, rispondo.
Pollice in su. 'Ok, ma facciamo tra venti minuti. Ho doblò bianco.'
Figa, mi sento così eccitata che tremo.
Freccia a destra e mi dirigo verso il supermercato.
Gli mando un paio di foto mie.
Cazzo, non mi risponde, sono arrivato in anticipo e aspetto 15 minuti. Non arriva. Temo il pacco.
Ma poi m'arriva il pollice in su.
'Sono in ritardo, dammi solo quindici minuti e arrivo.'
Aspetto in auto, cambio posto nel parcheggio, mi metto meglio per vederlo arrivare.
Comincio ad innervosirmi. Cambio nuovamente posto, esco in strada, un paio di giri attorno al quartiere e rientro nel parcheggio. Ancora nessun doblò bianco.
Dopo un'eternità: 'Sette minuti e arrivo.'
Cazzo!, fanculo. Ma resto.
Questa volta spacca il secondo.
Entra e si ferma motore acceso in mezzo al parcheggio, ha il cellulare all'orecchio.
Scendo e mi avvicino.
Mi vede e mi fa cenno di salire mentre continua a parlare.
Mi fa pollice in su, gli vado, sposta delle carte dal sedile, aspetta che chiuda e ingrana la marcia: un'inversione nel parcheggio che mi spinge contro la portiera. Inchioda all'uscita e si butta in strada, sempre col cellulare in mano.
Sta litigando con qualcuno. Dev'essere un elettricista, stanno parlando di un salvavita che salta in una fabbrica, dice cosa devono fare, mezz'ora arriva anche lui, ma prima loro devono provare a...
Gli guardo le mani, sono da lavoratore, ha un accento pugliese, ogni tanto si ricorda di me e mi sorride simpatico.
Mette la mano sul microfono. 'Sei carino forte.' e continua a parlare coi colleghi.
Lascia il volante e mi tocca la coscia. Sono in calzoncini, da Claudia vado vestito leggero.
'Hai liscio anche il culo?' Mi chiede.
Faccio sì con la testa, cazzo, questo qui non ha nemmeno aperto le mie foto!
Fa pollice in su. Gli piaccio.
Siamo sul rettilineo fuori città, incastra il cellulare tra spalla e orecchio e si sbottona fuori il cazzo.
È un bel cazzo nodoso e io non sono più incazzato per l'ora di attesa.
Mi tira giù la testa e sorpassa un coglione che va pianissimo.
Questo è un delinquente.
Il cazzo mi finisce nell'occhio.
Vorrei mandarlo fanculo ma succhio peggio di un aspirapolvere.
Fa una svolta repentina e poi un'altra ancora, la macchina ballonzola veloce su uno sterrato, i pneumatici slittano sulla ghiaia. Rallenta, vedo che siamo sotto gli alberi di un bosco ma non mi stacco dal cazzo.
Fa manovra avanti e indietro, sta infilando il doblò fra gli alberi. Spegne il motore, chiude coi colleghi, tra mezzora è da loro promette e getta il cellulare sul cruscotto.
'Ti piace proprio il cazzo a te.'
Scende.
Scendo anch'io.
È un posto perfetto per coppiette.
Viene dalla mia parte e dalla tasca dietro tira fuori il portafoglio. Mi passa un preservativo e s'appoggia comodo al doblò, rilassato come un pascià.
Accasciato sulle ginocchia glielo bagno ancora un po' e glielo vesto.
Un bel lavoretto da puttana che lo soddisfa. 'Ci sai fare col cazzo.'
Mi solleva per il ciuffo e mi gira.
Appoggio le mani sul cofano caldo del furgone.
M'abbassa calzoncini e boxer insieme.
Whoww, aria fresca, finalmente sono a culo nudo!
Uno schiaffo bruciante sulla chiappa nuda e mi sistema il bacino all'altezza giusta.
Il cazzo mi risale su per il culo.
Whow, finalmente ho un cazzo che mi scava in culo! Fino alle palle, tutto in culo lo spinge, vorrei poter vedere il cazzone che mi sparisce in culo, ma godo già a sentirmi riempito.
Ed è scopata.
Non una parola, mi fa il culo che più puttana non posso sentirmi.
È uno stronzo eterocurioso che crede che i froci godono solo se glielo picchi duro in culo.
Mi si aggrappa alle spalle e picchia da paura, con la rincorsa e alla velocità di un coniglio. Un coniglio di otaanta chili che mi rompe il culo.
Rallenta, scopa lungo, esce quasi del tutto tirandosi dietro anche la mia anima e me lo rificca tcomprimendomi il fiato. Fa cilecca, il cazzo mi colpisce le palle e finisce tra le cosce. Lo centra di nuovo e mi tampona come un tir.
Tre quattro minuti di tranvate in culo che se non mi tiene per i fianchi cado a terra. Cedo e mi stendo viso e braccia sul cofano sporco, botte in culo che mi sogno solo quando mi masturbo.
Ho il cazzo duro, me lo stringe da strozzarmelo, non sa che ci ho lavorato due ore Claudia.
Il preservativo s'è asciugato, mi brucia il culo. 'Fermo.' Sputo sul palmo e gli bagno la verga dietro. Sputa anche lui e riprende con una botta che mi scassa anche la schiena. Non ne posso più, godo male, da puttana pentita, piango di gola che non si sente quasi, più forte è il rumore di sculacciata delle mie chiappe. Gli dico di far piano e lui mi martella in culo più forte ancora.
Io lo adoro questo stronzo!
Ma sta per venire, mi si leva, ho il buco a caverna che entra aria.
Mi giro per vedere il cazzo che mi ha devastato, tira via il preservativo e si sega furioso.
Sborra schizzandomi addosso.
Sulla felpina, porcaputtana!
Il ritorno è come l'andata, o forse peggio, non gli ciuccio il cazzo e posso vedere come guida da delinquente, sempre al cellulare.Un'impressione bellissima, sento il culo ancora pieno.
È incazzato, quel dannato salvavita salta ancora e non sanno come fare.
Al parcheggio copre il microfono e mi chiede qual è la mia macchina.
Gliela indico. Si ferma dietro col motore accesso. Un ciao sottovoce e scendo.
Mi richiama indietro con la mano, rimetto dentro la testa, lui copre il microfono. 'Ti richiamo.'
Ma vaffanculo, non gli dico.
Decido di entrare al supermercato per prendermi una coca da bere. Passeggio nelle corsie con le gambe che mi fanno giacomo giacomo e il buco spanato che brucia appena. È divertente, nessuno se lo può immaginare.
Una vecchietta mi chiede se posso aiutarla a prenderle il detersivo in alto.
Mi allungo per prenderglielo e mi si sveglia una piacevole fitta al retto.
Glielo metto io nel carrello, mi dice che sono proprio un bravo ragazzo e mi guarda innamorata.
Scrivo a Claudia.
'Domani ci sei?'
'No facciamo lunedì, domani torna Marco.'
È il suo tipo, studia a Firenze.
'Okay, ma ti violento il culo.'
'Forse, ahaha!'
Stronza
Mi arriva un messaggio dal delinquente: 'Sei maggiorenne?'
Questo è un coglione, mi ha visto in auto. Sì, rispondo.
Pollice in su. 'Hai un culo da 10. Lo vuoi ancora?'
'Posso lunedì stessa ora.'
E lo stronzo sparisce!
Giro un poco fra le corsie. Vado alla cassa e pago la coca. Niente. Vado a casa. Prima di entrare in doccia controllo un'altra volta ancora.
Mi è arrivato un altro pollice in su.
Penso a lunedì e non me ne frega un cazzo di Claudia. In doccia mi infilo due dita nel buchetto devastato.
milano3687@proton.me
É la ragazza del mio amico, mi ha chiamato all'una con la scusa che le serviva un libro. Già sapevo che era a casa sola, doccia veloce e sono corso da lei.
Zero preamboli, mi si è attaccata mani e bocca al cazzo appena entrato.
E subito in cameretta, una bella scopata furiosa, lei arrapata come se non scopasse da mesi, io due ore col cazzo duro sempre al calduccio.
Claudia sa fare la cagna, invidio il suo ragazzo, nelle pause mi spompina l'uccello dolorante strofinandomi la fica sul viso. Ci ho tentato anche questa volta, ma proprio non lo vuole in culo.
Ma io cazzo in figa e due dita in culo l'ho fatta squirtare disperata. Panico, ha sporcato il lenzuolo sotto l'asciugamano!
Okay, scappo, sono le quattro, lei ha paura che sua madre possa tornare prima, io ho paura che se continua così mi consuma del tutto il cazzo. E sono incazzato, so che a Marco gli dà il culo, me l'ha detto lui. A me no, stronza!
Mi carezza l'uccello e prima di ritirarlo nei calzoncini mi dà un'ultima ciucciata di nostalgia. Questa volta scappo davvero.
Cazzo che troia!
La prossima volta la faccio godere a modo mio, giuro!, mutandine in bocca, cazzone in culo che la spedisco in orgasmo spaziale.
Io non sono a posto, mi son fatto una scopata super con la ragazza del mio amico e mi viene improvviso bisogno di cazzo. Non ho certo voglia di altre scopate, ma oggi un sano e robusto cazzo in culo sarebbe il massimo.
Mi collego sulla app per vedere chi c'è.
Mi arrivano due messaggi. È uno nuovo.
'Cerco ora puoi?'
'Come sei?'
Mi manda foto in spiaggia, figura intera con viso. Un bel tipo in costume, sportivo e sorridente, ha un pallone sotto il braccio. Capelli scuri e ricci. Io guardo solo il pacco. Nel profilo mette che ha 37 anni ed è attivo.
Okay, gli rispondo.
Tre secondi e mi arriva un pollice in su e una foto del suo cazzo.
'Parcheggio Lidl di corso *** Conosci, ce la fai tra 5 min?'
Sì, rispondo.
Pollice in su. 'Ok, ma facciamo tra venti minuti. Ho doblò bianco.'
Figa, mi sento così eccitata che tremo.
Freccia a destra e mi dirigo verso il supermercato.
Gli mando un paio di foto mie.
Cazzo, non mi risponde, sono arrivato in anticipo e aspetto 15 minuti. Non arriva. Temo il pacco.
Ma poi m'arriva il pollice in su.
'Sono in ritardo, dammi solo quindici minuti e arrivo.'
Aspetto in auto, cambio posto nel parcheggio, mi metto meglio per vederlo arrivare.
Comincio ad innervosirmi. Cambio nuovamente posto, esco in strada, un paio di giri attorno al quartiere e rientro nel parcheggio. Ancora nessun doblò bianco.
Dopo un'eternità: 'Sette minuti e arrivo.'
Cazzo!, fanculo. Ma resto.
Questa volta spacca il secondo.
Entra e si ferma motore acceso in mezzo al parcheggio, ha il cellulare all'orecchio.
Scendo e mi avvicino.
Mi vede e mi fa cenno di salire mentre continua a parlare.
Mi fa pollice in su, gli vado, sposta delle carte dal sedile, aspetta che chiuda e ingrana la marcia: un'inversione nel parcheggio che mi spinge contro la portiera. Inchioda all'uscita e si butta in strada, sempre col cellulare in mano.
Sta litigando con qualcuno. Dev'essere un elettricista, stanno parlando di un salvavita che salta in una fabbrica, dice cosa devono fare, mezz'ora arriva anche lui, ma prima loro devono provare a...
Gli guardo le mani, sono da lavoratore, ha un accento pugliese, ogni tanto si ricorda di me e mi sorride simpatico.
Mette la mano sul microfono. 'Sei carino forte.' e continua a parlare coi colleghi.
Lascia il volante e mi tocca la coscia. Sono in calzoncini, da Claudia vado vestito leggero.
'Hai liscio anche il culo?' Mi chiede.
Faccio sì con la testa, cazzo, questo qui non ha nemmeno aperto le mie foto!
Fa pollice in su. Gli piaccio.
Siamo sul rettilineo fuori città, incastra il cellulare tra spalla e orecchio e si sbottona fuori il cazzo.
È un bel cazzo nodoso e io non sono più incazzato per l'ora di attesa.
Mi tira giù la testa e sorpassa un coglione che va pianissimo.
Questo è un delinquente.
Il cazzo mi finisce nell'occhio.
Vorrei mandarlo fanculo ma succhio peggio di un aspirapolvere.
Fa una svolta repentina e poi un'altra ancora, la macchina ballonzola veloce su uno sterrato, i pneumatici slittano sulla ghiaia. Rallenta, vedo che siamo sotto gli alberi di un bosco ma non mi stacco dal cazzo.
Fa manovra avanti e indietro, sta infilando il doblò fra gli alberi. Spegne il motore, chiude coi colleghi, tra mezzora è da loro promette e getta il cellulare sul cruscotto.
'Ti piace proprio il cazzo a te.'
Scende.
Scendo anch'io.
È un posto perfetto per coppiette.
Viene dalla mia parte e dalla tasca dietro tira fuori il portafoglio. Mi passa un preservativo e s'appoggia comodo al doblò, rilassato come un pascià.
Accasciato sulle ginocchia glielo bagno ancora un po' e glielo vesto.
Un bel lavoretto da puttana che lo soddisfa. 'Ci sai fare col cazzo.'
Mi solleva per il ciuffo e mi gira.
Appoggio le mani sul cofano caldo del furgone.
M'abbassa calzoncini e boxer insieme.
Whoww, aria fresca, finalmente sono a culo nudo!
Uno schiaffo bruciante sulla chiappa nuda e mi sistema il bacino all'altezza giusta.
Il cazzo mi risale su per il culo.
Whow, finalmente ho un cazzo che mi scava in culo! Fino alle palle, tutto in culo lo spinge, vorrei poter vedere il cazzone che mi sparisce in culo, ma godo già a sentirmi riempito.
Ed è scopata.
Non una parola, mi fa il culo che più puttana non posso sentirmi.
È uno stronzo eterocurioso che crede che i froci godono solo se glielo picchi duro in culo.
Mi si aggrappa alle spalle e picchia da paura, con la rincorsa e alla velocità di un coniglio. Un coniglio di otaanta chili che mi rompe il culo.
Rallenta, scopa lungo, esce quasi del tutto tirandosi dietro anche la mia anima e me lo rificca tcomprimendomi il fiato. Fa cilecca, il cazzo mi colpisce le palle e finisce tra le cosce. Lo centra di nuovo e mi tampona come un tir.
Tre quattro minuti di tranvate in culo che se non mi tiene per i fianchi cado a terra. Cedo e mi stendo viso e braccia sul cofano sporco, botte in culo che mi sogno solo quando mi masturbo.
Ho il cazzo duro, me lo stringe da strozzarmelo, non sa che ci ho lavorato due ore Claudia.
Il preservativo s'è asciugato, mi brucia il culo. 'Fermo.' Sputo sul palmo e gli bagno la verga dietro. Sputa anche lui e riprende con una botta che mi scassa anche la schiena. Non ne posso più, godo male, da puttana pentita, piango di gola che non si sente quasi, più forte è il rumore di sculacciata delle mie chiappe. Gli dico di far piano e lui mi martella in culo più forte ancora.
Io lo adoro questo stronzo!
Ma sta per venire, mi si leva, ho il buco a caverna che entra aria.
Mi giro per vedere il cazzo che mi ha devastato, tira via il preservativo e si sega furioso.
Sborra schizzandomi addosso.
Sulla felpina, porcaputtana!
Il ritorno è come l'andata, o forse peggio, non gli ciuccio il cazzo e posso vedere come guida da delinquente, sempre al cellulare.Un'impressione bellissima, sento il culo ancora pieno.
È incazzato, quel dannato salvavita salta ancora e non sanno come fare.
Al parcheggio copre il microfono e mi chiede qual è la mia macchina.
Gliela indico. Si ferma dietro col motore accesso. Un ciao sottovoce e scendo.
Mi richiama indietro con la mano, rimetto dentro la testa, lui copre il microfono. 'Ti richiamo.'
Ma vaffanculo, non gli dico.
Decido di entrare al supermercato per prendermi una coca da bere. Passeggio nelle corsie con le gambe che mi fanno giacomo giacomo e il buco spanato che brucia appena. È divertente, nessuno se lo può immaginare.
Una vecchietta mi chiede se posso aiutarla a prenderle il detersivo in alto.
Mi allungo per prenderglielo e mi si sveglia una piacevole fitta al retto.
Glielo metto io nel carrello, mi dice che sono proprio un bravo ragazzo e mi guarda innamorata.
Scrivo a Claudia.
'Domani ci sei?'
'No facciamo lunedì, domani torna Marco.'
È il suo tipo, studia a Firenze.
'Okay, ma ti violento il culo.'
'Forse, ahaha!'
Stronza
Mi arriva un messaggio dal delinquente: 'Sei maggiorenne?'
Questo è un coglione, mi ha visto in auto. Sì, rispondo.
Pollice in su. 'Hai un culo da 10. Lo vuoi ancora?'
'Posso lunedì stessa ora.'
E lo stronzo sparisce!
Giro un poco fra le corsie. Vado alla cassa e pago la coca. Niente. Vado a casa. Prima di entrare in doccia controllo un'altra volta ancora.
Mi è arrivato un altro pollice in su.
Penso a lunedì e non me ne frega un cazzo di Claudia. In doccia mi infilo due dita nel buchetto devastato.
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