Prime corna in albergo
di
Ounegni
genere
corna
Siamo arrivati, io ed Emma la mia ragazza trascorreremo due notti in un albergo con spa, ci rilasseremo, ci ameremo.
Emma è al top della sua forma fisica, ha 28 anni, è sexy, è allenata, i suoi seni sono pieni e alti, una terza taglia. Il suo sedere è sodo, tondo, voglioso, le sue gambe toniche senza un filo di cellulite e il suo viso è luminoso.
Abbiamo varcato la porta dello scambismo da pochi mesi, precisamente la porta del mondo cuckold: un incontro in mia presenza e uno lei sola con il bull. Emma ha scoperto il piacere dell’esibizionismo e della provocazione e ad ogni occasione io spero e la incito a rendermi parte di questi giochi.
“Andiamo subito a rilassarci?” Mi chiede Emma appena entrati in camera.
“Preferirei mangiarti.” Rispondo.
Emma mi si avvicina, mi bacia, mi spinge sul letto.
“Voglio rilassarmi, ti addormenti se vieni.” Emma mi rifiuta, si solleva e cerca nella valigia il costume.
La osservo, nuda, bellissima.
“Indosso questo o questo?” Mi chiede mostrandomi due costumi.
“Non credo che il perizoma sia appropriato in questo caso, ma se lo indossi lo accetto.”
“Aggiudicato.”
Emma indossa il costume, nero e colorato, i seni coperti e il sedere in bella vista. Mi lancia il mio.
“Andiamo.” Mi da ordini.
Emma cammina a testa alta sfoggiando le sue forme, sbircio gli uomini e le donne ammirare il suo statuario fisico, mi eccita da morire.
Siamo nella vasca idromassaggio una coppia entra dopo di noi, maturi. L’uomo guarda Emma ripetutamente, lei ricambia occasionalmente agli sguardi, io faccio finta di nulla. I due escono poco dopo, avranno settant’anni e lui ha sicuramente per un breve lasso di tempo immaginato la mia donna.
Girovaghiamo tra saune, bagno turco e vasche, finché rientriamo in camera.
“Quell’uomo nell’idromassaggio ti desiderava.”
“Non solo lui, ma è vecchio. Se proprio devo farlo almeno scelgo.” Mi sorride.
Sul corridoio Emma si toglie l’accappatoio, mi cammina avanti con il solo costume, sculetta, si volta a guardarmi provocante e mi lascia pregustare.
In camera ci spogliamo, entriamo insieme in doccia, ci amalgamiamo e terminiamo il rapporto sul letto. Poi ci prepariamo per la cena.
Emma è nuda, si trucca, io sono pronto e vado fuori a fumare una sigaretta. Quando torno lei è vestita, indossa un vestito colorato aderentissimo, un vestito sexy da serata in discoteca. I suoi seni sono visibilmente nudi sotto il capo d’abbigliamento, il sedere mostra la sua rotondità, le gambe slanciate su scarpe décolleté con tacchi alti.
Mentre la guardo Emma si solleva il vestito mostrandomi la sua vagina, non indossa intimo, mi eccita.
Ci rechiamo al ristorante dove vi è un buffet oltre al limitato servizio a tavola. Le prime portate le prendiamo insieme, starle vicino mi rende orgoglioso. A tavola ci raggiunge un cameriere che ci chiede quali bevande desideriamo, rispondiamo e iniziamo la cena.
“Si nota che sono senza reggiseno?”
“Si vedono i capezzoli.”
“Non sono duri.”
“Si notano comunque.”
Proseguiamo la cena. Emma si alza per prendere altro da magiare, la osservo.
Chiunque la nota così vestita, gli uomini dagli altri tavoli le danno occhiate, il personale dietro al buffet le sorride, lei sfila tra la gente.
“Vorrei che ti guardassero senza intimo.”
“Troppo rischioso, ci sono famiglie.”
“Lo so, ma mi eccito all’idea.”
“Ho voglia.”
“Anch’io.”
Finiamo di cenare, dopo aver bevuto diversi bicchieri di vino, Emma manifesta il suo interesse sessuale nei miei riguardi, torniamo in camera.
Sul corridoio si posiziona come già successo avanti, cammina e si solleva la gonna lasciandomi guardare il suo pazzesco sedere, i suoi glutei si muovono con precisione millimetrica. Emma si ferma, mi guarda e si china fino a toccarsi i piedi mostrandomi tutto quel che avrei voluto terze persone vedessero, poi con il vestito sollevato giungiamo in camera.
Emma è sul letto, mi aspetta ed accende la tv.
“La televisione non funziona, non si vede nulla, c’è scritto che va collegata ad Internet.”
“Controllo io.” Rispondo.
La tv non ne vuole sapere di funzionare, Emma prende il telefono della camera e contatta la reception. Ci mandano un collega.
“Lo vuoi provocare?” Le chiedo.
“Come?”
“Fatti guardare, fallo arrapare.”
Alla porta bussa qualcuno.
“Vado io.” Dice Emma.
Io aspetto avanti alla tv posizionata avanti al letto.
La stanza ha l’ingresso, dove vi è un mobile e un attaccapanni, poi il bagno e dopo la camera con il letto matrimoniale nascosto appunto dal bagno.
Emma mi raggiunge per prima accompagnata dal rumore dei tacchi, il cameriere dopo di lei vistosamente interessato a guardare il corpo della mia donna.
Il cameriere è un uomo sui 40 anni, alto e magro, un po’ stempiato.
“Posso controllare?” Mi chiede porgendomi la mano in attesa de telecomando.
Emma si è seduta al centro davanti alla tv sul bordo del letto, io mi siedo di fianco a lei, alla sua destra mentre l’uomo è in piedi alla sua sinistra.
La situazione mi piace, provoco Emma, le metto una mano sulla coscia e pian piano salgo. Emma mi guarda, non capisco se voglia acconsentire o rifiutare, non so se sia attratta o no dall’uomo e dalla situazione poi prende la mia mano e la sposta verso me, rifiutandola. Ci guardiamo e un’attimo dopo Emma allarga un po’ le gambe e si tira leggermente su il vestito. Inizio a tremare, lei mi fa un cenno con gli occhi poi allarga ancora toccandomi con il ginocchio e a quel punto mi alzo dal letto ritrovandomi di fianco all’uomo che da un paio di minuti provava a collegare il televisore.
“Non so perché non si connette, ci deve essere qualche problema nelle impostazioni.” Dice l’uomo.
Io in piedi di fianco a lui, guardo dietro verso Emma, il suo vestito è abbastanza sollevato e le sue gambe aperte, la sua vagina è ancora difficilmente visibile ma la situazione eccitante. Inizio a tremare.
“Forse bisogna resettare la tv.” Dice Emma .
L’uomo si volta, la guarda, io guardo lui.
“Non soo… forse si.” Ribatte l’uomo mentre la guarda, perdendo le parole. Io faccio finta di nulla, riverso lo sguardo verso la tv.
In stanza cala il silenzio. L’uomo naviga confuso sulle impostazioni.
“Provo io?” Chiedo e l’uomo mi passa il telecomando.
Sono perso, non faccio che pensare alla situazione. Ho lo sguardo fisso verso la tv e con la coda dell’occhio guardo il cameriere che defilatosi getta continui sguardi verso Emma, sento la mano tremare, sono in panico.
“Stacco la spina.” Mentre lo dico mi immagino rosso in viso e mi piego portando la mia mano sul retro della tv.
In quella posizione volgo lo sguardo verso Emma, sbarro gli occhi: Si è leggermente sdraiata, ha sollevato ed allargato la gamba sinistra, quella più vicina a lui, poggiando il ginocchio sul letto e la scarpa sul bordo. Le vedo la vagina, l’uomo anche, Emma guarda l’uomo e l’uomo guarda Emma. Sono in totale confusione, il mio cuore batte all’impazzata, sento fischiare le orecchie.
Mi distacco dalla tv:
“Dovremmo aspettare qualche minuto per farla resettare.” Dico.
“Si, giusto.” Risponde l’uomo visibilmente sorpreso.
Emma invece si ricompone, richiude le gambe e si risolleva sul letto.
Imbarazzo totale. Nessuno parla.
Guardo l’uomo, ci sorridiamo senza proferir parola, guardo Emma, faccio lo stesso. Nessuno si muove, io provo una sensazione di confusione totale, l’uomo cerca di non guardare verso lei.
“Dovremmo ricollegarla.” Dice lui spezzando il momento.
Allungo ancora la mano dietro la tv, inserisco la presa, si accende. Torniamo alla posizione iniziale, Emma seduta in mezzo agli uomini in piedi. L’atmosfera è tesa, io ho il telecomando, fingo di provare a fare qualcosa alla tv, e sento Emma muoversi dietro me. Sono avvolto da sensazioni, mi sembra di avere occhi ovunque, mi sento Superman.
Sono passati si è no dieci minuti, probabilmente meno da quando l’uomo è entrato in camera.
Sento Emma alzarsi appena dietro me, la guardo voltandomi minimamente:
“Vado in bagno.” Dice lei.
L’uomo la segue con lo sguardo, io mi volto dal mio stato confusionale; Emma, la mia ragazza ha la gonna sollevata, il sedere totalmente fuori, spudoratamente, e cammina verso il bagno. Tremo, ho caldo, ho freddo, ho brividi, sento l’adrenalina, il mio corpo era in trasformazione. Mi volto, ci guardiamo in faccia con l’uomo che mi fa un cenno con il viso intendendo che è una gran situazione, gli sorrido.
Riprovo nella confusione più totale a collegare la tv ma inutilmente. Con l’uomo ci confrontiamo ancora, non abbiamo soluzione e inoltre io provo puro imbarazzo.
Passano svariati interminabili secondi, non riesco a pensare, non riesco ad agire, ho lo sguardo fisso verso la tv e mi concentro a controllare lui che mi fissa, imbarazzato.
“Ok dai, se trovo una soluzione vi aggiorno.” Dice l’uomo. Acconsento.
Indietreggio verso il letto, mi passa davanti, silenzio.
Lo seguo imboccare il corridoio verso la porta, non sento altri rumori, mi sporgo e vedo lui fermo avanti al bagno, mi guarda, ci guardiamo, lui ingoia la saliva e io avanzo fino a giungergli di fianco.
Emma è in bagno con la porta aperta, poggiata al lavandino proprio di fronte all’ingresso, di spalle a noi. Mi guarda nello specchio, ha il sedere nudo, il vestito sollevato, ha deciso.
L’emozione che provo mi immobilizza, non faccio cenni, non dico nulla, la guardo così come fa l’uomo.
“Siete sposati?” Chiede lui. Non rispondo.
Emma si volta, mi guarda poi guarda lui, ha la vagina scoperta e mi sorride. Cammina verso noi, le diamo spazio e sculetta tornando verso il letto, la guardiamo come due mummie.
Emma sale con un ginocchio sull’angolo del letto, poi il secondo, poi sparisce dalla visuale.
“Dovrei andar via.” Mi dice l’uomo imbarazzato.
“Decidi tu.” Rispondo trovando la forza.
L’uomo non se lo fa ripetere, mi passa di fianco facendomi un cenno come ringraziamento e va da lei, lo seguo.
Emma è sul letto a carponi, il suo sedere invoca piacere, la sua vagina è enorme. L’uomo le mette una mano tra le gambe, la accarezza e si sbottona i pantaloni.
“Preservativo?” Chiede Emma.
“Non li avete voi?” Chiede lui.
“No.”
L’uomo non demorde, riprende ad accarezzarle le parti intime e si china ad assaporarne gli umori.
“Vieni amore, vieni.” Mi dice Emma.
Mi avvicino, salgo sul letto e mi posiziono dinanzi a lei che mi sbottona il pantalone e ingoia il mio membro.
Vedo l’uomo nascosto dietro il sedere di lei, vedo la schiena di Emma coperta dal vestito, sono eccitato, duro pochissimo e vengo nella sua gola.
Emma ansima, l’uomo lecca tra le sue labbra vaginali mentre lei inizia a massaggiarsi con le dita da sotto.
“Oh sii, bravo, continua, continua..” Emma Squirta, l’uomo è dietro di lei. Si solleva mentre lei continua a godere.
“Oh Dio, ma che è?!” Dice lui con una smorfia in viso e la bocca bagnata.
“Uno squirt.” Rispondo.
L’uomo perde il controllo, si masturba e sale sul letto riprovando a penetrarla.
Emma lo sente, si volta, lo fa sdraiare e gli monta su nella posizione del 69.
Mi sono defilato sul letto, vedo lei lasciarsi massaggiare dalla lingua di lui mentre maneggia oralmente il suo membro fino a farlo svuotare, ancora in gola.
L’uomo si riprende dopo che Emma si scosta.
“Grazie.” Dice lui recandosi in bagno.
Emma mi bacia, ha il sapore dello sperma nella bocca.
“Sei felice?” Mi chiede.
“Ti amo.” Rispondo.
L’uomo torna da noi, ci ringrazia ancora e ci chiede se potrebbe tornare con le protezioni.
Emma mi guarda, cenno di intesa e diamo a lui il nostro consenso.
“Stasera? Io stacco alle 23 circa.” Chiede lui.
“Se siamo svegli si, sennò domani.” Risponde Emma.
“Domani sera sarete ancora qui?” Chiede lui.
“Si, ti aspettiamo domani.” Risponde ancora lei.
L’uomo esce dalla camera, Emma mi guarda e scoppia a ridere per la reazione allo squirt, poi mi monta su e mi cavalca.
Emma è al top della sua forma fisica, ha 28 anni, è sexy, è allenata, i suoi seni sono pieni e alti, una terza taglia. Il suo sedere è sodo, tondo, voglioso, le sue gambe toniche senza un filo di cellulite e il suo viso è luminoso.
Abbiamo varcato la porta dello scambismo da pochi mesi, precisamente la porta del mondo cuckold: un incontro in mia presenza e uno lei sola con il bull. Emma ha scoperto il piacere dell’esibizionismo e della provocazione e ad ogni occasione io spero e la incito a rendermi parte di questi giochi.
“Andiamo subito a rilassarci?” Mi chiede Emma appena entrati in camera.
“Preferirei mangiarti.” Rispondo.
Emma mi si avvicina, mi bacia, mi spinge sul letto.
“Voglio rilassarmi, ti addormenti se vieni.” Emma mi rifiuta, si solleva e cerca nella valigia il costume.
La osservo, nuda, bellissima.
“Indosso questo o questo?” Mi chiede mostrandomi due costumi.
“Non credo che il perizoma sia appropriato in questo caso, ma se lo indossi lo accetto.”
“Aggiudicato.”
Emma indossa il costume, nero e colorato, i seni coperti e il sedere in bella vista. Mi lancia il mio.
“Andiamo.” Mi da ordini.
Emma cammina a testa alta sfoggiando le sue forme, sbircio gli uomini e le donne ammirare il suo statuario fisico, mi eccita da morire.
Siamo nella vasca idromassaggio una coppia entra dopo di noi, maturi. L’uomo guarda Emma ripetutamente, lei ricambia occasionalmente agli sguardi, io faccio finta di nulla. I due escono poco dopo, avranno settant’anni e lui ha sicuramente per un breve lasso di tempo immaginato la mia donna.
Girovaghiamo tra saune, bagno turco e vasche, finché rientriamo in camera.
“Quell’uomo nell’idromassaggio ti desiderava.”
“Non solo lui, ma è vecchio. Se proprio devo farlo almeno scelgo.” Mi sorride.
Sul corridoio Emma si toglie l’accappatoio, mi cammina avanti con il solo costume, sculetta, si volta a guardarmi provocante e mi lascia pregustare.
In camera ci spogliamo, entriamo insieme in doccia, ci amalgamiamo e terminiamo il rapporto sul letto. Poi ci prepariamo per la cena.
Emma è nuda, si trucca, io sono pronto e vado fuori a fumare una sigaretta. Quando torno lei è vestita, indossa un vestito colorato aderentissimo, un vestito sexy da serata in discoteca. I suoi seni sono visibilmente nudi sotto il capo d’abbigliamento, il sedere mostra la sua rotondità, le gambe slanciate su scarpe décolleté con tacchi alti.
Mentre la guardo Emma si solleva il vestito mostrandomi la sua vagina, non indossa intimo, mi eccita.
Ci rechiamo al ristorante dove vi è un buffet oltre al limitato servizio a tavola. Le prime portate le prendiamo insieme, starle vicino mi rende orgoglioso. A tavola ci raggiunge un cameriere che ci chiede quali bevande desideriamo, rispondiamo e iniziamo la cena.
“Si nota che sono senza reggiseno?”
“Si vedono i capezzoli.”
“Non sono duri.”
“Si notano comunque.”
Proseguiamo la cena. Emma si alza per prendere altro da magiare, la osservo.
Chiunque la nota così vestita, gli uomini dagli altri tavoli le danno occhiate, il personale dietro al buffet le sorride, lei sfila tra la gente.
“Vorrei che ti guardassero senza intimo.”
“Troppo rischioso, ci sono famiglie.”
“Lo so, ma mi eccito all’idea.”
“Ho voglia.”
“Anch’io.”
Finiamo di cenare, dopo aver bevuto diversi bicchieri di vino, Emma manifesta il suo interesse sessuale nei miei riguardi, torniamo in camera.
Sul corridoio si posiziona come già successo avanti, cammina e si solleva la gonna lasciandomi guardare il suo pazzesco sedere, i suoi glutei si muovono con precisione millimetrica. Emma si ferma, mi guarda e si china fino a toccarsi i piedi mostrandomi tutto quel che avrei voluto terze persone vedessero, poi con il vestito sollevato giungiamo in camera.
Emma è sul letto, mi aspetta ed accende la tv.
“La televisione non funziona, non si vede nulla, c’è scritto che va collegata ad Internet.”
“Controllo io.” Rispondo.
La tv non ne vuole sapere di funzionare, Emma prende il telefono della camera e contatta la reception. Ci mandano un collega.
“Lo vuoi provocare?” Le chiedo.
“Come?”
“Fatti guardare, fallo arrapare.”
Alla porta bussa qualcuno.
“Vado io.” Dice Emma.
Io aspetto avanti alla tv posizionata avanti al letto.
La stanza ha l’ingresso, dove vi è un mobile e un attaccapanni, poi il bagno e dopo la camera con il letto matrimoniale nascosto appunto dal bagno.
Emma mi raggiunge per prima accompagnata dal rumore dei tacchi, il cameriere dopo di lei vistosamente interessato a guardare il corpo della mia donna.
Il cameriere è un uomo sui 40 anni, alto e magro, un po’ stempiato.
“Posso controllare?” Mi chiede porgendomi la mano in attesa de telecomando.
Emma si è seduta al centro davanti alla tv sul bordo del letto, io mi siedo di fianco a lei, alla sua destra mentre l’uomo è in piedi alla sua sinistra.
La situazione mi piace, provoco Emma, le metto una mano sulla coscia e pian piano salgo. Emma mi guarda, non capisco se voglia acconsentire o rifiutare, non so se sia attratta o no dall’uomo e dalla situazione poi prende la mia mano e la sposta verso me, rifiutandola. Ci guardiamo e un’attimo dopo Emma allarga un po’ le gambe e si tira leggermente su il vestito. Inizio a tremare, lei mi fa un cenno con gli occhi poi allarga ancora toccandomi con il ginocchio e a quel punto mi alzo dal letto ritrovandomi di fianco all’uomo che da un paio di minuti provava a collegare il televisore.
“Non so perché non si connette, ci deve essere qualche problema nelle impostazioni.” Dice l’uomo.
Io in piedi di fianco a lui, guardo dietro verso Emma, il suo vestito è abbastanza sollevato e le sue gambe aperte, la sua vagina è ancora difficilmente visibile ma la situazione eccitante. Inizio a tremare.
“Forse bisogna resettare la tv.” Dice Emma .
L’uomo si volta, la guarda, io guardo lui.
“Non soo… forse si.” Ribatte l’uomo mentre la guarda, perdendo le parole. Io faccio finta di nulla, riverso lo sguardo verso la tv.
In stanza cala il silenzio. L’uomo naviga confuso sulle impostazioni.
“Provo io?” Chiedo e l’uomo mi passa il telecomando.
Sono perso, non faccio che pensare alla situazione. Ho lo sguardo fisso verso la tv e con la coda dell’occhio guardo il cameriere che defilatosi getta continui sguardi verso Emma, sento la mano tremare, sono in panico.
“Stacco la spina.” Mentre lo dico mi immagino rosso in viso e mi piego portando la mia mano sul retro della tv.
In quella posizione volgo lo sguardo verso Emma, sbarro gli occhi: Si è leggermente sdraiata, ha sollevato ed allargato la gamba sinistra, quella più vicina a lui, poggiando il ginocchio sul letto e la scarpa sul bordo. Le vedo la vagina, l’uomo anche, Emma guarda l’uomo e l’uomo guarda Emma. Sono in totale confusione, il mio cuore batte all’impazzata, sento fischiare le orecchie.
Mi distacco dalla tv:
“Dovremmo aspettare qualche minuto per farla resettare.” Dico.
“Si, giusto.” Risponde l’uomo visibilmente sorpreso.
Emma invece si ricompone, richiude le gambe e si risolleva sul letto.
Imbarazzo totale. Nessuno parla.
Guardo l’uomo, ci sorridiamo senza proferir parola, guardo Emma, faccio lo stesso. Nessuno si muove, io provo una sensazione di confusione totale, l’uomo cerca di non guardare verso lei.
“Dovremmo ricollegarla.” Dice lui spezzando il momento.
Allungo ancora la mano dietro la tv, inserisco la presa, si accende. Torniamo alla posizione iniziale, Emma seduta in mezzo agli uomini in piedi. L’atmosfera è tesa, io ho il telecomando, fingo di provare a fare qualcosa alla tv, e sento Emma muoversi dietro me. Sono avvolto da sensazioni, mi sembra di avere occhi ovunque, mi sento Superman.
Sono passati si è no dieci minuti, probabilmente meno da quando l’uomo è entrato in camera.
Sento Emma alzarsi appena dietro me, la guardo voltandomi minimamente:
“Vado in bagno.” Dice lei.
L’uomo la segue con lo sguardo, io mi volto dal mio stato confusionale; Emma, la mia ragazza ha la gonna sollevata, il sedere totalmente fuori, spudoratamente, e cammina verso il bagno. Tremo, ho caldo, ho freddo, ho brividi, sento l’adrenalina, il mio corpo era in trasformazione. Mi volto, ci guardiamo in faccia con l’uomo che mi fa un cenno con il viso intendendo che è una gran situazione, gli sorrido.
Riprovo nella confusione più totale a collegare la tv ma inutilmente. Con l’uomo ci confrontiamo ancora, non abbiamo soluzione e inoltre io provo puro imbarazzo.
Passano svariati interminabili secondi, non riesco a pensare, non riesco ad agire, ho lo sguardo fisso verso la tv e mi concentro a controllare lui che mi fissa, imbarazzato.
“Ok dai, se trovo una soluzione vi aggiorno.” Dice l’uomo. Acconsento.
Indietreggio verso il letto, mi passa davanti, silenzio.
Lo seguo imboccare il corridoio verso la porta, non sento altri rumori, mi sporgo e vedo lui fermo avanti al bagno, mi guarda, ci guardiamo, lui ingoia la saliva e io avanzo fino a giungergli di fianco.
Emma è in bagno con la porta aperta, poggiata al lavandino proprio di fronte all’ingresso, di spalle a noi. Mi guarda nello specchio, ha il sedere nudo, il vestito sollevato, ha deciso.
L’emozione che provo mi immobilizza, non faccio cenni, non dico nulla, la guardo così come fa l’uomo.
“Siete sposati?” Chiede lui. Non rispondo.
Emma si volta, mi guarda poi guarda lui, ha la vagina scoperta e mi sorride. Cammina verso noi, le diamo spazio e sculetta tornando verso il letto, la guardiamo come due mummie.
Emma sale con un ginocchio sull’angolo del letto, poi il secondo, poi sparisce dalla visuale.
“Dovrei andar via.” Mi dice l’uomo imbarazzato.
“Decidi tu.” Rispondo trovando la forza.
L’uomo non se lo fa ripetere, mi passa di fianco facendomi un cenno come ringraziamento e va da lei, lo seguo.
Emma è sul letto a carponi, il suo sedere invoca piacere, la sua vagina è enorme. L’uomo le mette una mano tra le gambe, la accarezza e si sbottona i pantaloni.
“Preservativo?” Chiede Emma.
“Non li avete voi?” Chiede lui.
“No.”
L’uomo non demorde, riprende ad accarezzarle le parti intime e si china ad assaporarne gli umori.
“Vieni amore, vieni.” Mi dice Emma.
Mi avvicino, salgo sul letto e mi posiziono dinanzi a lei che mi sbottona il pantalone e ingoia il mio membro.
Vedo l’uomo nascosto dietro il sedere di lei, vedo la schiena di Emma coperta dal vestito, sono eccitato, duro pochissimo e vengo nella sua gola.
Emma ansima, l’uomo lecca tra le sue labbra vaginali mentre lei inizia a massaggiarsi con le dita da sotto.
“Oh sii, bravo, continua, continua..” Emma Squirta, l’uomo è dietro di lei. Si solleva mentre lei continua a godere.
“Oh Dio, ma che è?!” Dice lui con una smorfia in viso e la bocca bagnata.
“Uno squirt.” Rispondo.
L’uomo perde il controllo, si masturba e sale sul letto riprovando a penetrarla.
Emma lo sente, si volta, lo fa sdraiare e gli monta su nella posizione del 69.
Mi sono defilato sul letto, vedo lei lasciarsi massaggiare dalla lingua di lui mentre maneggia oralmente il suo membro fino a farlo svuotare, ancora in gola.
L’uomo si riprende dopo che Emma si scosta.
“Grazie.” Dice lui recandosi in bagno.
Emma mi bacia, ha il sapore dello sperma nella bocca.
“Sei felice?” Mi chiede.
“Ti amo.” Rispondo.
L’uomo torna da noi, ci ringrazia ancora e ci chiede se potrebbe tornare con le protezioni.
Emma mi guarda, cenno di intesa e diamo a lui il nostro consenso.
“Stasera? Io stacco alle 23 circa.” Chiede lui.
“Se siamo svegli si, sennò domani.” Risponde Emma.
“Domani sera sarete ancora qui?” Chiede lui.
“Si, ti aspettiamo domani.” Risponde ancora lei.
L’uomo esce dalla camera, Emma mi guarda e scoppia a ridere per la reazione allo squirt, poi mi monta su e mi cavalca.
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