Chi è più Troia? Parte 8
di
Ounegni
genere
incesti
Mi sveglio alle dieci circa, ho sognato, ho vissuto troppe emozioni in questa vacanza.
Nel sogno spiavo la zia Stefy, non so cosa centri con i miei attuali pensieri. Lei è stata la causa, se non avessi visto la trecciola e non fossi andato alla festa in villa non avrei beccato mamma e di conseguenza non sarebbe successo nulla con nessuno. Grazie zia Stefy.
Mi alzo, classica routine. Mamma indossa lo stesso vestito trasparente di due giorni fa.
“Buongiorno stronzetto, ieri hai fatto tardi? Non m’hai svegliata.” Donna insaziabile.
“Sono rientrato tardi, mi devi accompagnare.” Mamma si avvicina mi bacia, mi palpa.
“Fammi svegliare ti prego.” Le chiedo allontanandomi.
“Dove sei stato stanotte? Ti sei divertito?”
“Niente di che.”
“Se fossi rientrato entro le due mi avresti trovata qui con tre bei manzi.” Anche lei ha la fissa per i manzi.
“Non ti credo.”
Mamma mi fa cenno di vedere nel bidoncino della spazzatura, preservativi usati, le credo.
“Chi erano?”
“Non li conosci, ragazzini.” Accetto la risposta e riprendo la routine.
“Siamo soli, un ultimo saluto?” Mi chiede.
“Fammi svegliare, per favore.” Temporeggio.
Preparo la valigia, me ne ero totalmente dimenticato.
“Tesoro, vieni!” La raggiungo in soggiorno, il televisore è acceso il volume alzato nel momento in cui arrivo. Mamma è sul divano, ha uscito i seni dal baby-doll, ha le gambe spalancate, rivivo il momento in cui l’ho beccata.
“Non è un invito, è una ricompensa, sono orgogliosa di te.” La sua vagina mi appare enorme, rossa in mezzo alla foresta di peli. Le vado incontro, mi chino tra le sue gambe, le infilo la lingua dentro, provo piacere.
Mamma ansima senza pudore.
“Masturbami, masturbami.” Lo faccio.
“Infila più dita.” Obbedisco.
“Tutto, daiii.” La mia mano sparisce dentro la foresta, per la prima volta in vita mia fisto una donna.
Mamma ondeggia il bacino ad ogni movimento della mia mano, mi impegno, vado a fondo, tiro indietro e ricomincio.
“Ohhh siiii, questo è ciò che voglio!!!” Sono sconvolto, eccitato.
Mamma raggiunge l’orgasmo, continuo ad allargarle le labbra vaginali senza pietà e lei continua a godere.
Quasi venti minuti di penetrazione aggressiva, la vagina ha perso i liquidi, è più secca.
“Piano,piano, ora fa male, fermati.” Per la prima volta in questi giorni si è arresa, sei umana, lo sapevo.
Mi sollevo, la lascio riprendersi, vado a terminare la valigia.
“Buongiorno!” La voce di Alessia.
Guardo istintivamente fuori dalla porta della camera e vedo mamma chiudersi in bagno con addosso il suo baby-doll.
Faccio finta di nulla.
“Alberto?” Alessia dietro di me. Mi volto. La guardo. Ti ho avuta, sei stupenda.
Mi fa dei cenni con le mani, e degli strani sguardi con il volto, rispondo allo stesso modo senza parlare. Mi si avvicina con il volto apparentemente arrabbiato.
“Com’è vestita?” Mi chiede. Mi mostro sorpreso.
“Mamma è nuda?” Insiste. Continuo a fare il sorpreso. Alessia mi fulmina con lo sguardo, non comprendo se sia gelosia o davvero sia arrabbiata con me. Si volta senza sorridermi e va a bussare in bagno.
Mamma esce poco dopo, ha addosso l’asciugamano e finge di aver terminato la doccia. Alessia borbotta qualcosa di incomprensibile e si chiude a sua volta in bagno. Io e mamma ci guardiamo, mamma poi va in camera. Sudo a freddo.
Alessia esce poco dopo, mi getta un’occhiata e va in camera. Io e mamma ci teniamo a distanza.
A pranzo siamo tutti e tre a tavola, nessuno parla. Dopo pranzo mamma mi deve accompagnare, va a prepararsi e aspetto in soggiorno dove Alessia mi raggiunge:
“Quando tornerai?”
“Più facile che mi raggiungi tu, qui non c’è nulla da fare.”
“Ora c’è da fare.” Risponde. Ci guardiamo, Alessia si affaccia verso la cucina, torna da me e sorridendo alzandosi il vestito mi dice:
“Non li ho tolti, volevo farteli vedere ancora.” I suoi piercing, bellissimi.
Le vado incontro, la bacio, le tocco i seni, i glutei la vulva.
“Non voglio che parti.”
“Io voglio te.” Le rispondo. Alessia si posiziona con la testa oltre il muro per controllare mamma, io le vado dietro, mi slaccio il pantalone e la penetro, già duro. È giorno, c’è luce, il suo sedere è un sogno, il suo sguardo che mi dà occhiate è sublime, le sue labbra i suoi occhi… sono innamorato di mia sorella.
Si solleva di colpo, mi ricompongo, lei si cala solo il vestito e rientra i seni.
“Tesoro andiamo? Non vorrei che perdessi il bus!” Urla come sempre mamma.
“Io voglio che lo perdi.” A bassa voce Alessia.
Vado da mamma mostrandomi naturale.
Prendo la valigia e lo zaino e sono pronto a partire. Scendo con mamma dopo aver salutato Alessia con due baci sulle guance e un abbraccio.
Siamo in auto, pronti a partire, mi chiama il numero per gli incontri di Alessia.
“Fai finta di aver dimenticato qualcosa, sali.” Subito ma cosa ho dimenticato?
“Ma, aspetta, il caricabatterie.” Sono un genio.
Esco dall’auto salgo a casa. Alessia è dietro la porta già aperta, nuda.
Ci abbracciamo e baciamo intensamente, le bacio e lecco i seni, ha tolto i piercing.
“Facciamo!” Mi invoglia, si china mi sbottona e assaggia il membro. Appena duro si alza e poggiatasi alla porta d’ingresso indirizzo il membro verso lei, la penetro.
“Come sapevi che ero io? Il numero di telefono?” Le chiedo.
“Ingenuo, ho controllato appena mi hai scritto, ora scopami.”
Pochi minuti pieni di calore, mi svuoto in lei. Continuo a palparle i seni a baciarla, non voglio andar via.
Ci abbracciamo, è il momento di andare, non posso più aspettare.
“Ho accettato la richiesta sul sito, potrai segarti su me.” Stronza.
Esco di casa con gli occhi lucidi. Mamma mi attende in auto sorridente. Partiamo.
“Tra quanto parte il bus?” Chiede mamma.
“Mezz’ora credo.”
“Dovevamo partire prima.” Risponde.
Passiamo avanti alla fermata, andiamo oltre, ci fermiamo al parcheggio dietro lo stabile.
“Quando mi aspetti la sera e faccio tardi, vengo qui.”
“Vieni a vedere la gente partire?”
“Vengo a sfogare i miei istinti.” Sei una leonessa.
Mamma mi slaccia il pantalone, inizia a masturbarmi.
“Mamma è giorno, ci possono vedere.” Ho paura.
“Solo un saluto.” E la sua testa scende sul mio membro.
Non posso venire, ho appena raggiunto l’orgasmo con Alessia. Il membro fa fatica a stare in piedi, giorni stressanti per lui.
“Sei stremato, mi spiace.” Mi sorride.
Accende l’auto, ci baciamo scambiandoci la saliva poi mi accompagna al bus. Un ultimo abbraccio e salgo, parto.
Sono sul bus direzione aeroporto, sogno ad occhi aperti, non so se sono davvero matto o davvero ho fatto queste esperienze peccaminose, mi tiro pizzicotti, mi guardo intorno, secondo me mi sveglierò, è tutto un sogno.
Ricevo un messaggio da Alessia, dal suo numero segreto:
“Ti ho lasciato un regalo nello zaino, verrò a riprenderlo.” Lo apro, una bustina con i piercing dorati, indimenticabile.
I pensieri mi perseguitano, ci penso senza tregua, zia Stefy, ti ringrazio, mamma sei insaziabile, Walter mi hai sorpreso, Amedeo sei il mio nuovo mentore, Alessia, non faccio che pensarti, sei la più bella del mondo sorellina e poi una domanda mi illumina i pensieri:
Ma chi è la più Troia?
Nel sogno spiavo la zia Stefy, non so cosa centri con i miei attuali pensieri. Lei è stata la causa, se non avessi visto la trecciola e non fossi andato alla festa in villa non avrei beccato mamma e di conseguenza non sarebbe successo nulla con nessuno. Grazie zia Stefy.
Mi alzo, classica routine. Mamma indossa lo stesso vestito trasparente di due giorni fa.
“Buongiorno stronzetto, ieri hai fatto tardi? Non m’hai svegliata.” Donna insaziabile.
“Sono rientrato tardi, mi devi accompagnare.” Mamma si avvicina mi bacia, mi palpa.
“Fammi svegliare ti prego.” Le chiedo allontanandomi.
“Dove sei stato stanotte? Ti sei divertito?”
“Niente di che.”
“Se fossi rientrato entro le due mi avresti trovata qui con tre bei manzi.” Anche lei ha la fissa per i manzi.
“Non ti credo.”
Mamma mi fa cenno di vedere nel bidoncino della spazzatura, preservativi usati, le credo.
“Chi erano?”
“Non li conosci, ragazzini.” Accetto la risposta e riprendo la routine.
“Siamo soli, un ultimo saluto?” Mi chiede.
“Fammi svegliare, per favore.” Temporeggio.
Preparo la valigia, me ne ero totalmente dimenticato.
“Tesoro, vieni!” La raggiungo in soggiorno, il televisore è acceso il volume alzato nel momento in cui arrivo. Mamma è sul divano, ha uscito i seni dal baby-doll, ha le gambe spalancate, rivivo il momento in cui l’ho beccata.
“Non è un invito, è una ricompensa, sono orgogliosa di te.” La sua vagina mi appare enorme, rossa in mezzo alla foresta di peli. Le vado incontro, mi chino tra le sue gambe, le infilo la lingua dentro, provo piacere.
Mamma ansima senza pudore.
“Masturbami, masturbami.” Lo faccio.
“Infila più dita.” Obbedisco.
“Tutto, daiii.” La mia mano sparisce dentro la foresta, per la prima volta in vita mia fisto una donna.
Mamma ondeggia il bacino ad ogni movimento della mia mano, mi impegno, vado a fondo, tiro indietro e ricomincio.
“Ohhh siiii, questo è ciò che voglio!!!” Sono sconvolto, eccitato.
Mamma raggiunge l’orgasmo, continuo ad allargarle le labbra vaginali senza pietà e lei continua a godere.
Quasi venti minuti di penetrazione aggressiva, la vagina ha perso i liquidi, è più secca.
“Piano,piano, ora fa male, fermati.” Per la prima volta in questi giorni si è arresa, sei umana, lo sapevo.
Mi sollevo, la lascio riprendersi, vado a terminare la valigia.
“Buongiorno!” La voce di Alessia.
Guardo istintivamente fuori dalla porta della camera e vedo mamma chiudersi in bagno con addosso il suo baby-doll.
Faccio finta di nulla.
“Alberto?” Alessia dietro di me. Mi volto. La guardo. Ti ho avuta, sei stupenda.
Mi fa dei cenni con le mani, e degli strani sguardi con il volto, rispondo allo stesso modo senza parlare. Mi si avvicina con il volto apparentemente arrabbiato.
“Com’è vestita?” Mi chiede. Mi mostro sorpreso.
“Mamma è nuda?” Insiste. Continuo a fare il sorpreso. Alessia mi fulmina con lo sguardo, non comprendo se sia gelosia o davvero sia arrabbiata con me. Si volta senza sorridermi e va a bussare in bagno.
Mamma esce poco dopo, ha addosso l’asciugamano e finge di aver terminato la doccia. Alessia borbotta qualcosa di incomprensibile e si chiude a sua volta in bagno. Io e mamma ci guardiamo, mamma poi va in camera. Sudo a freddo.
Alessia esce poco dopo, mi getta un’occhiata e va in camera. Io e mamma ci teniamo a distanza.
A pranzo siamo tutti e tre a tavola, nessuno parla. Dopo pranzo mamma mi deve accompagnare, va a prepararsi e aspetto in soggiorno dove Alessia mi raggiunge:
“Quando tornerai?”
“Più facile che mi raggiungi tu, qui non c’è nulla da fare.”
“Ora c’è da fare.” Risponde. Ci guardiamo, Alessia si affaccia verso la cucina, torna da me e sorridendo alzandosi il vestito mi dice:
“Non li ho tolti, volevo farteli vedere ancora.” I suoi piercing, bellissimi.
Le vado incontro, la bacio, le tocco i seni, i glutei la vulva.
“Non voglio che parti.”
“Io voglio te.” Le rispondo. Alessia si posiziona con la testa oltre il muro per controllare mamma, io le vado dietro, mi slaccio il pantalone e la penetro, già duro. È giorno, c’è luce, il suo sedere è un sogno, il suo sguardo che mi dà occhiate è sublime, le sue labbra i suoi occhi… sono innamorato di mia sorella.
Si solleva di colpo, mi ricompongo, lei si cala solo il vestito e rientra i seni.
“Tesoro andiamo? Non vorrei che perdessi il bus!” Urla come sempre mamma.
“Io voglio che lo perdi.” A bassa voce Alessia.
Vado da mamma mostrandomi naturale.
Prendo la valigia e lo zaino e sono pronto a partire. Scendo con mamma dopo aver salutato Alessia con due baci sulle guance e un abbraccio.
Siamo in auto, pronti a partire, mi chiama il numero per gli incontri di Alessia.
“Fai finta di aver dimenticato qualcosa, sali.” Subito ma cosa ho dimenticato?
“Ma, aspetta, il caricabatterie.” Sono un genio.
Esco dall’auto salgo a casa. Alessia è dietro la porta già aperta, nuda.
Ci abbracciamo e baciamo intensamente, le bacio e lecco i seni, ha tolto i piercing.
“Facciamo!” Mi invoglia, si china mi sbottona e assaggia il membro. Appena duro si alza e poggiatasi alla porta d’ingresso indirizzo il membro verso lei, la penetro.
“Come sapevi che ero io? Il numero di telefono?” Le chiedo.
“Ingenuo, ho controllato appena mi hai scritto, ora scopami.”
Pochi minuti pieni di calore, mi svuoto in lei. Continuo a palparle i seni a baciarla, non voglio andar via.
Ci abbracciamo, è il momento di andare, non posso più aspettare.
“Ho accettato la richiesta sul sito, potrai segarti su me.” Stronza.
Esco di casa con gli occhi lucidi. Mamma mi attende in auto sorridente. Partiamo.
“Tra quanto parte il bus?” Chiede mamma.
“Mezz’ora credo.”
“Dovevamo partire prima.” Risponde.
Passiamo avanti alla fermata, andiamo oltre, ci fermiamo al parcheggio dietro lo stabile.
“Quando mi aspetti la sera e faccio tardi, vengo qui.”
“Vieni a vedere la gente partire?”
“Vengo a sfogare i miei istinti.” Sei una leonessa.
Mamma mi slaccia il pantalone, inizia a masturbarmi.
“Mamma è giorno, ci possono vedere.” Ho paura.
“Solo un saluto.” E la sua testa scende sul mio membro.
Non posso venire, ho appena raggiunto l’orgasmo con Alessia. Il membro fa fatica a stare in piedi, giorni stressanti per lui.
“Sei stremato, mi spiace.” Mi sorride.
Accende l’auto, ci baciamo scambiandoci la saliva poi mi accompagna al bus. Un ultimo abbraccio e salgo, parto.
Sono sul bus direzione aeroporto, sogno ad occhi aperti, non so se sono davvero matto o davvero ho fatto queste esperienze peccaminose, mi tiro pizzicotti, mi guardo intorno, secondo me mi sveglierò, è tutto un sogno.
Ricevo un messaggio da Alessia, dal suo numero segreto:
“Ti ho lasciato un regalo nello zaino, verrò a riprenderlo.” Lo apro, una bustina con i piercing dorati, indimenticabile.
I pensieri mi perseguitano, ci penso senza tregua, zia Stefy, ti ringrazio, mamma sei insaziabile, Walter mi hai sorpreso, Amedeo sei il mio nuovo mentore, Alessia, non faccio che pensarti, sei la più bella del mondo sorellina e poi una domanda mi illumina i pensieri:
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