Peli, bikini e trasparenze

di
genere
saffico

Quel giorno al mare eravamo una provocazione vivente. Martina ed io avevamo deciso di non depilarci, un atto di ribellione dolce e ostile insieme. I nostri bikini erano studiati per esporre ciò che la società vorrebbe nascondere: la natura selvaggia del nostro sesso.
Io indossavo un bikini bianco, candido e audace, con la parte bassa che si reggeva sui fianchi grazie a sottili laccini annodati. Quando era asciutto era già provocante, ma l'uscita dall'acqua lo rendeva quasi trasparente, un velo bagnato che aderiva come una seconda pelle. La forma della mia fica si delineava palesemente sotto il tessuto, i contorni delle grandi labbra visibili in ogni dettaglio, mentre i peli neri, lunghi e rigogliosi, spuntavano ai lati in ciuffi folti e ribelli, disegnando una cornice scura contro il bianco sporco di sabbia.
Martina era altrettanto audace, con un bikini blu elettrico dalla parte bassa scosciata, così bassa che i suoi peli neri, corti ma densi, formavano una striscia scura sopra il tessuto, le labbra leggermente visibili ai lati.
Eravamo stese sulla sabbia bollente, le gambe larghe, abbronzate, i piedi che giocavano con la sabbia: io con lo smalto rosso acceso, lei con lo smalto bianco puro, un contrasto voluto. Prendevamo il sole con gli occhi chiusi, ma non ci sfuggiva nulla. I mariti che passavano con le mogli al seguito, le teste che si giravano, gli sguardi che si posavano sulle nostre zone bikini con quel misto di shock e desiderio. Alcune donne rallentavano il passo, i loro occhi che si soffermavano sui miei peli neri che spuntavano dal bianco trasparente, sulla forma inequivocabile della mia fica che si intravedeva sotto il tessuto.
"Guarda quello," sussurrava Martina. "Ha gli occhi fuori dalle orbite."
Ridevamo sottovoce, le mani che si cercavano.
Poi ci siamo alzate per fare il bagno. L'acqua era fresca, ci arrivava alla vita. Eravamo lontane dalla riva, nascoste dalle onde. Martina mi guardava con quegli occhi maliziosi, lo smalto bianco che brillava sulle sue unghie.
Mi sono avvicinata, le mie dita rosse che le accarezzavano il ventre. Poi sono scese, hanno trovato l'orlo del bikini blu, si sono insinuate sotto il tessuto bagnato. Martina ha spalancato le gambe in acqua, appoggiandosi a me.
L'ho sditalinata lentamente, sentendo i suoi peli corti che accoglievano le mie dita, la fica umida che si apriva. Le mie unghie rosse scomparivano dentro di lei, muovendosi con ritmo costante, mentre le onde ci nascondevano. Martina ha morso la mia spalla, le sue dita bianche che affondavano nella mia pelle.
L'ho portata al limite, poi mi sono fermata, lasciandola sospesa, vogliosa.
"Più tardi," ho sussurrato.
Siamo tornate a riva, i bikini che aderivano ai corpi bagnati, il mio bianco ora completamente trasparente che mostrava ogni piega, ogni pelo, ogni segreto della mia fica, mentre i peli neri brillavano al sole, fieri e in mostra.
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2026-06-17
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