Chi è più Troia? Parte 6
di
Ounegni
genere
incesti
Ho trascorso il resto della mattinata fuori casa, devo smaltire. Mamma aveva scritto che avremmo dovuto dimenticare, poi mi ha provocato, non capisco più nulla.
Oggi pomeriggio mi raggiunge a casa Walter. Finalmente un uomo con cui fare due chiacchiere.
Torno a casa sudato, nel parcheggio c’è l’auto di Alessia, non sarò solo con mamma. Sollievo.
“Dovresti fare una doccia, sei un pezzo d’acqua!” Esclama mamma.
“Non sederti qui, puzzi.” Aggiunge Alessia.
Vado in bagno, ho effettivamente bisogno di una lunga e fresca doccia.
In accappatoio vado in cucina, non ho fame ma devo sembrare naturale.
“Mamma tuo figlio è impazzito, è in accappatoio a tavola.” Dice Alessia.
“Alberto dai, vai a vestirti.” Mamma è tornata mamma.
Vado a vestirmi.
“Ho presentato Alberto al direttore, mi ha chiesto come possa essere mio fratello un tipo come lui.” Spiega Alessia a mamma.
“Io mi chiedevo come potessi essere tu la sua dipendente, ah scusa ti piacciono i maturi.” Colpita.
“Non ti prenderebbe nemmeno una matura, io invece sono desiderata.” Guardo mamma, mantiene la calma, silenziosa, colpita anche lei.
“Come ti desiderano? In bagno? Nel tuo habitat?” Le dico con un sorrisetto.
“Anche in bagno se vogliono. Sei un imbecille.” Risponde con fare arrabbiato.
“Ragazzi calmi, state dicendo cose senza senso, non litigate.” Mamma mette pace, Alessia si è innervosita.
Non parliamo più.
Dopo pranzo vado in soggiorno, mamma mi raggiunge, si posiziona in piedi dinanzi a me che sono sdraiato sul divano, mi prende la mia mano e la porta tra le sue gambe. Non ha intimo, sento il pelo, sento la sua vagina calda, inizio a masturbarla.
Mamma non ansima, resiste , si china in avanti buttando fuori l’aria dalla bocca e a bassa voce mi incita:
“Uno in più, uno in più.”
Ha le gambe leggermente divaricate e piegate, si tiene il vestito sollevato con la mano libera e mi incita ad infilarle più dita. La masturbo con quattro dita, solo il pollice fuori. Inizia a contrarsi ripetutamente fino al raggiungimento dell’orgasmo. Tolgo la mano, è impregnata di umori.
“Le mature ti desiderano.” Va via dalla stanza. Che troia.
Nell’attesa entro sul sito, ho ricevuto un nuovo messaggio dalla zia:
“Desidero mangiarti, sabato ti cucinerò, un bacione dalla zia.” Spero sappia cucinare come mamma, in tutti i sensi.
Scorro i messaggi e rileggo quelli scambiati con il singolo che mi ha mandato le foto. Le rivedo, può essere Alessia. I piercing sui capezzoli sembrano gli stessi che indossava alla festa. Poi l’altra foto con i piercing sulle labbra vaginali, no impossibile, non può essere lei, ma sono combattuto.
Recupero il numero di telefono che mi aveva gentilmente inviato e scrivo un messaggio:
“Ciao puledra, il tuo amante ha condiviso con me il tuo numero, non so se sei reale, nel caso in cui lo fossi potresti dimostrarlo?” Chiudo, chissà.
Alessia è uscita di casa, è andata al lavoro e non mi ha salutato, è sgattaiolata fuori, non ho nemmeno visto come è vestita.
Mamma mi raggiunge in soggiorno nuda:
“Siamo soli.” Ho notato.
“Tra poco arriva Walter, lo ricordi?”
“No non ricordo. Tra poco esco, vado a lavoro, mi fai un massaggio?” Affamata.
“Non mi sembra il caso.” La rifiuto.
Suona il citofono poco dopo, rispondo sale Walter.
Arriva Walter. Ci salutiamo e iniziamo a chiacchierare in soggiorno.
“Ciao Walter, da molto non ti si vede.” Mamma irrompe in stanza.
“Ciao signora, si in effetti.” Risponde lui.
“Lavori sempre come idraulico?” Chiede mamma.
“Si.”
“Devi passare dal forno, abbiamo un lavandino che perde acqua.”
Continuano a chiacchierare poi mamma ci saluta, esce per andare a lavoro.
Il pomeriggio passa in sua compagnia. Alessia rientra con il mio amico ancora in casa, si conoscono, come ovvio in un paesino come questo, poi va a chiudersi nella sua camera.
Walter non mi ha detto nulla di interessante tutto il pomeriggio, tempo perso. Finalmente va via dopo un paio d’ore, sono pentito della scelta fatta.
Aspetto mamma, non ho voglia di cucinare, prendo il telefono e trovo un messaggio dal numero gentilmente offerto dal singolo sul sito:
“Non so chi sei, mandami una foto.”
“Ho già detto al tuo uomo che non mando foto del viso.”
Mi risponde subito dopo:
“Come posso convincerti?”
“Telefonami.” Non chiama.
Torno avanti alla tv.
Rientra mamma:
“Di nuovo straordinari?” Le chiedo.
“Beh sì, sempre.” Va in bagno.
Ceniamo io e mamma, Alessia non esce dalla camera.
Mamma indossa un semplice vestito estivo, è sorridente e rilassata. Le guardo il corpo, il viso, sono attratto.
“Sono nuda sotto.” Mi dice mentre ceniamo.
“Ho immaginato ma non siamo soli e tu urli.” Rispondo. Mi guarda con aria di sfida, pensa. Si alza va da Alessia.
Attendo a tavola, torna fermandosi dietro di me, sento i suoi seni poggiarsi sulle mie spalle e poi ai lati della testa, nudi. Li schiaccia con le mani, mai nessuna mi aveva fatto un massaggio del genere.
“Alessia guarda una serie al portatile.” Mi dice.
Giro il capo, inizio a ciucciarle un seno, che situazione.
Mi fa cenno di alzarmi, mi porta in soggiorno e mi fa sedere sul divano. Si posiziona dinanzi a me, allarga un po’ le gambe e lascia che io inizi a palparle glutei e vulva. Il suo ansimare è trattenuto.
Sento le sue mani sul mio capo, vengo tirato verso lei, indirizzato alla sua foresta. Scivolo dal divano e con una serie di movimenti mi ritrovo con la testa poggiata sulla seduta del sofà e il sedere in terra, mamma invece sale con i piedi sul divano, sedendosi sulla mia bocca.
Lecco, infilo la lingua senza tregua, le sto lucidando la vagina.
La mia lingua scivola sull’ano, sono fortemente eccitato. Mamma ansima, mi riempie di complimenti, mi incita. Ci sa fare.
Il mio membro è duro nei pantaloni, spinge, mi sbottono, lo lascio uscire.
“Ho fatto sesso.” Mi dice a bassa voce, non rispondo, sono preso a leccarla tutta.
“Ho fatto sesso con il tuo amico.” Mi eccito, lecco con più intensità. La gonna del vestito è scesa, sono al buio, non vedo, sento. Sono preso.
“Ti piace sapere che mi concedo?” Mi chiede.
“Mamma!” Urla Alessia disturbandoci.
Mamma salta sul divano ricomponendomi con una velocità impressionante. Io mi sollevo e mi siedo coprendomi il membro in erezione.
Mamma va in cucina la sento parlare con Alessia ma non capisco. Ho il cuore in gola.
Sono passati diversi minuti, mamma torna da me:
“Che paura.” Mi dice a bassa voce con un cenno di sorriso.
Sale a cavalcioni su di me, si lascia palpare, le stringo i glutei, poi i seni, sono duro.
“Non possiamo farlo.” Mi dice nell’orecchio. Concordo.
Mi respira nell’orecchio mentre la palpo,e lo inizia a baciare e leccare con piacere.
Ho gli occhi chiusi, mi godo il momento, mi bacia. Le nostre lingue si intrecciano, è un bellissimo bacio, il primo. Ci stringiamo, è tutto molto intenso, poi si scansa, e si allontana verso la cucina.
Vivo un sogno infernale.
Navigo ancora, nessuna news ma mi ricordo del club, voglio andarci, chiamo, prenoto per la mia presenza.
Mamma torna a darmi la buona notte con un bacio poi va a letto e poco dopo anche io.
È stata un’altra indimenticabile giornata.
È sabato, domani sera ripartirò, mamma mi accompagnerà alla stazione dei bus dalla quale raggiungerò l’aeroporto.
In casa non c’è nessuno, entrambe sono a lavoro.
Oziò tutta la mattina, stasera andrò al club, voglio mostrare a zia Stefy le mie doti e desidero rivedere la trecciola.
Le donne rientrano ad ora di pranzo, Alessia scompare in camera sua, mamma resta con me in cucina.
“Stasera mi farai compagnia? Saremo soli e domani partirai.” Mi chiede.
Se resto qui, domani anziché in aeroporto sarò in ospedale.
“Stasera ho da fare, devo andare ad una festa, non posso mancare.” Il suo sguardo mostra tristezza.
“Oggi devo tornare a lavoro, Alessia invece no, ha fatto solo mezza giornata.” Alessia si deve preparare per il club, deve stuccarsi.
Continuiamo a parlare in modo naturale, senza doppi sensi, senza battute, siamo limitati. Ridurre al minimo i rischi.
Prima che mamma esca per andare a lavoro mi faccio trovare avanti alla porta, le palpo i seni, la bacio, le ricordo che mi serve l’auto.
Alessia si è chiusa in bagno da un po’, so cosa fa, si prepara per il club.
Sono solo con la trecciola, la mia dea dell’ultima settimana in casa, non posso dirle di conoscere il suo segreto ma… posso sbirciarla. Dopo un intenso combattimento interno decido di chinarmi al buco della serratura, vado, guardo.
Appena il mio occhio sfiora la serratura la vedo dentro. È vestita e si trucca, mi sono eccitato inutilmente. Torno in soggiorno ad oziare.
Alle venti circa Alessia esce di casa, porta con sé la sua borsa enorme, indossa un vestito che non vedo bene e non mi saluta.
Vado a prepararmi.
Sono pronto da un po’ e aspetto mamma, le scrivo:
“Maialina mi serve l’auto.”
Risponde dopo circa venti minuti:
“Stanotte sarò sola, ho fatto il pieno, arrivo.” Non capisco il senso.
Mamma rientra, io sono sul divano.
“Non bere.” Mi dice come priorità.
“Lascio bere.” Rispondo andandole incontro.
Mamma è sfatta, ha il viso stanco e i capelli fuori posto. Le chiedo le chiavi e lei porgendomele mi dice:
“Ti ho lasciato un regalo sul sedile.” Non comprendo cosa intenda.
“Augurami buona serata.” Rispondo.
Mi bacia intensamente, la spingo contro la porta, mi reca eccitazione.
Le metto la mano tra le gambe, sono guidato da una forza esterna.
“Vuoi sapere con chi sono stata?”
“Sei una troia.”
“Ieri ti diceva che questo paese è monotono, e nel mentre è andato in bagno e mi ha scritto, voleva avermi.”
“Mi prendi in giro.” Le dico masturbandola.
“Nessuno mi resiste.” Afferma lei
“Mi prendi in giro.” Insisto ma volevo solo sentirlo dire ancora.
“Walter conosce questa casa.” Continua mamma.
Sono fuori controllo, ho evitato fino ad ora masturbazioni per dedicarmi alla zia ma non resisto.
Mi slaccio il pantalone, la prendo in braccio bloccandola contro la porta, la penetro.
“Mi chiamava mamma, godeva all’idea di scoparmi così.” Insiste, la penetro.
“Bravo, mi piace.” mi dice godendo.
Faccio uno sforzo immane a tenerla lì , sulle braccia contro la porta, ma devo farlo, devo scoparla, mi sfida.
Ci baciamo mentre continuo la penetrazione:
“Chiamami mamma, chiamami così.”
“Troia.”. Non riesco, non riesco a dirlo.
“Walter l’ha fatto, il tuo amico l’ha fatto.”
Non resisto, è provocante.
“Sto per venire.”
“Non mi lasciare, tienimi.”
Si avvinghia a me stringendo le gambe contro il mio bacino, siamo incollati.
Mi svuoto in lei, senza controllo.
Mi bacia ancora, sa di aver vinto.
“Ora puoi uscire.” Mi dice dopo che l’ho lasciata poggiare i piedi in terra.
“Davvero sei stata con Walter?” Le chiedo.
“Non dico bugie.” Mi mostra il telefono, i messaggi.
“Cosa farai? Prenderai la pillola?” Le chiedo.
“Le prendo ogni giorno, uso i preservativi per precauzione contro le malattie.”
“Nessuno ti viene dentro?”
“Solo chi davvero conosco.” Non chiedo oltre, devo uscire.
“Ci vediamo domani, devi accompagnarmi.”
“Stanotte sarò sola.” Mi ricorda, mi tenta.
“Hai invitato qualcuno?”
“Torna presto e lo scoprirai.” Ti odio.
“Se quando torno dormi, ti sveglio.”
“Se dormirò sarò nuda.”
Mi lascia le chiavi, parto.
Oggi pomeriggio mi raggiunge a casa Walter. Finalmente un uomo con cui fare due chiacchiere.
Torno a casa sudato, nel parcheggio c’è l’auto di Alessia, non sarò solo con mamma. Sollievo.
“Dovresti fare una doccia, sei un pezzo d’acqua!” Esclama mamma.
“Non sederti qui, puzzi.” Aggiunge Alessia.
Vado in bagno, ho effettivamente bisogno di una lunga e fresca doccia.
In accappatoio vado in cucina, non ho fame ma devo sembrare naturale.
“Mamma tuo figlio è impazzito, è in accappatoio a tavola.” Dice Alessia.
“Alberto dai, vai a vestirti.” Mamma è tornata mamma.
Vado a vestirmi.
“Ho presentato Alberto al direttore, mi ha chiesto come possa essere mio fratello un tipo come lui.” Spiega Alessia a mamma.
“Io mi chiedevo come potessi essere tu la sua dipendente, ah scusa ti piacciono i maturi.” Colpita.
“Non ti prenderebbe nemmeno una matura, io invece sono desiderata.” Guardo mamma, mantiene la calma, silenziosa, colpita anche lei.
“Come ti desiderano? In bagno? Nel tuo habitat?” Le dico con un sorrisetto.
“Anche in bagno se vogliono. Sei un imbecille.” Risponde con fare arrabbiato.
“Ragazzi calmi, state dicendo cose senza senso, non litigate.” Mamma mette pace, Alessia si è innervosita.
Non parliamo più.
Dopo pranzo vado in soggiorno, mamma mi raggiunge, si posiziona in piedi dinanzi a me che sono sdraiato sul divano, mi prende la mia mano e la porta tra le sue gambe. Non ha intimo, sento il pelo, sento la sua vagina calda, inizio a masturbarla.
Mamma non ansima, resiste , si china in avanti buttando fuori l’aria dalla bocca e a bassa voce mi incita:
“Uno in più, uno in più.”
Ha le gambe leggermente divaricate e piegate, si tiene il vestito sollevato con la mano libera e mi incita ad infilarle più dita. La masturbo con quattro dita, solo il pollice fuori. Inizia a contrarsi ripetutamente fino al raggiungimento dell’orgasmo. Tolgo la mano, è impregnata di umori.
“Le mature ti desiderano.” Va via dalla stanza. Che troia.
Nell’attesa entro sul sito, ho ricevuto un nuovo messaggio dalla zia:
“Desidero mangiarti, sabato ti cucinerò, un bacione dalla zia.” Spero sappia cucinare come mamma, in tutti i sensi.
Scorro i messaggi e rileggo quelli scambiati con il singolo che mi ha mandato le foto. Le rivedo, può essere Alessia. I piercing sui capezzoli sembrano gli stessi che indossava alla festa. Poi l’altra foto con i piercing sulle labbra vaginali, no impossibile, non può essere lei, ma sono combattuto.
Recupero il numero di telefono che mi aveva gentilmente inviato e scrivo un messaggio:
“Ciao puledra, il tuo amante ha condiviso con me il tuo numero, non so se sei reale, nel caso in cui lo fossi potresti dimostrarlo?” Chiudo, chissà.
Alessia è uscita di casa, è andata al lavoro e non mi ha salutato, è sgattaiolata fuori, non ho nemmeno visto come è vestita.
Mamma mi raggiunge in soggiorno nuda:
“Siamo soli.” Ho notato.
“Tra poco arriva Walter, lo ricordi?”
“No non ricordo. Tra poco esco, vado a lavoro, mi fai un massaggio?” Affamata.
“Non mi sembra il caso.” La rifiuto.
Suona il citofono poco dopo, rispondo sale Walter.
Arriva Walter. Ci salutiamo e iniziamo a chiacchierare in soggiorno.
“Ciao Walter, da molto non ti si vede.” Mamma irrompe in stanza.
“Ciao signora, si in effetti.” Risponde lui.
“Lavori sempre come idraulico?” Chiede mamma.
“Si.”
“Devi passare dal forno, abbiamo un lavandino che perde acqua.”
Continuano a chiacchierare poi mamma ci saluta, esce per andare a lavoro.
Il pomeriggio passa in sua compagnia. Alessia rientra con il mio amico ancora in casa, si conoscono, come ovvio in un paesino come questo, poi va a chiudersi nella sua camera.
Walter non mi ha detto nulla di interessante tutto il pomeriggio, tempo perso. Finalmente va via dopo un paio d’ore, sono pentito della scelta fatta.
Aspetto mamma, non ho voglia di cucinare, prendo il telefono e trovo un messaggio dal numero gentilmente offerto dal singolo sul sito:
“Non so chi sei, mandami una foto.”
“Ho già detto al tuo uomo che non mando foto del viso.”
Mi risponde subito dopo:
“Come posso convincerti?”
“Telefonami.” Non chiama.
Torno avanti alla tv.
Rientra mamma:
“Di nuovo straordinari?” Le chiedo.
“Beh sì, sempre.” Va in bagno.
Ceniamo io e mamma, Alessia non esce dalla camera.
Mamma indossa un semplice vestito estivo, è sorridente e rilassata. Le guardo il corpo, il viso, sono attratto.
“Sono nuda sotto.” Mi dice mentre ceniamo.
“Ho immaginato ma non siamo soli e tu urli.” Rispondo. Mi guarda con aria di sfida, pensa. Si alza va da Alessia.
Attendo a tavola, torna fermandosi dietro di me, sento i suoi seni poggiarsi sulle mie spalle e poi ai lati della testa, nudi. Li schiaccia con le mani, mai nessuna mi aveva fatto un massaggio del genere.
“Alessia guarda una serie al portatile.” Mi dice.
Giro il capo, inizio a ciucciarle un seno, che situazione.
Mi fa cenno di alzarmi, mi porta in soggiorno e mi fa sedere sul divano. Si posiziona dinanzi a me, allarga un po’ le gambe e lascia che io inizi a palparle glutei e vulva. Il suo ansimare è trattenuto.
Sento le sue mani sul mio capo, vengo tirato verso lei, indirizzato alla sua foresta. Scivolo dal divano e con una serie di movimenti mi ritrovo con la testa poggiata sulla seduta del sofà e il sedere in terra, mamma invece sale con i piedi sul divano, sedendosi sulla mia bocca.
Lecco, infilo la lingua senza tregua, le sto lucidando la vagina.
La mia lingua scivola sull’ano, sono fortemente eccitato. Mamma ansima, mi riempie di complimenti, mi incita. Ci sa fare.
Il mio membro è duro nei pantaloni, spinge, mi sbottono, lo lascio uscire.
“Ho fatto sesso.” Mi dice a bassa voce, non rispondo, sono preso a leccarla tutta.
“Ho fatto sesso con il tuo amico.” Mi eccito, lecco con più intensità. La gonna del vestito è scesa, sono al buio, non vedo, sento. Sono preso.
“Ti piace sapere che mi concedo?” Mi chiede.
“Mamma!” Urla Alessia disturbandoci.
Mamma salta sul divano ricomponendomi con una velocità impressionante. Io mi sollevo e mi siedo coprendomi il membro in erezione.
Mamma va in cucina la sento parlare con Alessia ma non capisco. Ho il cuore in gola.
Sono passati diversi minuti, mamma torna da me:
“Che paura.” Mi dice a bassa voce con un cenno di sorriso.
Sale a cavalcioni su di me, si lascia palpare, le stringo i glutei, poi i seni, sono duro.
“Non possiamo farlo.” Mi dice nell’orecchio. Concordo.
Mi respira nell’orecchio mentre la palpo,e lo inizia a baciare e leccare con piacere.
Ho gli occhi chiusi, mi godo il momento, mi bacia. Le nostre lingue si intrecciano, è un bellissimo bacio, il primo. Ci stringiamo, è tutto molto intenso, poi si scansa, e si allontana verso la cucina.
Vivo un sogno infernale.
Navigo ancora, nessuna news ma mi ricordo del club, voglio andarci, chiamo, prenoto per la mia presenza.
Mamma torna a darmi la buona notte con un bacio poi va a letto e poco dopo anche io.
È stata un’altra indimenticabile giornata.
È sabato, domani sera ripartirò, mamma mi accompagnerà alla stazione dei bus dalla quale raggiungerò l’aeroporto.
In casa non c’è nessuno, entrambe sono a lavoro.
Oziò tutta la mattina, stasera andrò al club, voglio mostrare a zia Stefy le mie doti e desidero rivedere la trecciola.
Le donne rientrano ad ora di pranzo, Alessia scompare in camera sua, mamma resta con me in cucina.
“Stasera mi farai compagnia? Saremo soli e domani partirai.” Mi chiede.
Se resto qui, domani anziché in aeroporto sarò in ospedale.
“Stasera ho da fare, devo andare ad una festa, non posso mancare.” Il suo sguardo mostra tristezza.
“Oggi devo tornare a lavoro, Alessia invece no, ha fatto solo mezza giornata.” Alessia si deve preparare per il club, deve stuccarsi.
Continuiamo a parlare in modo naturale, senza doppi sensi, senza battute, siamo limitati. Ridurre al minimo i rischi.
Prima che mamma esca per andare a lavoro mi faccio trovare avanti alla porta, le palpo i seni, la bacio, le ricordo che mi serve l’auto.
Alessia si è chiusa in bagno da un po’, so cosa fa, si prepara per il club.
Sono solo con la trecciola, la mia dea dell’ultima settimana in casa, non posso dirle di conoscere il suo segreto ma… posso sbirciarla. Dopo un intenso combattimento interno decido di chinarmi al buco della serratura, vado, guardo.
Appena il mio occhio sfiora la serratura la vedo dentro. È vestita e si trucca, mi sono eccitato inutilmente. Torno in soggiorno ad oziare.
Alle venti circa Alessia esce di casa, porta con sé la sua borsa enorme, indossa un vestito che non vedo bene e non mi saluta.
Vado a prepararmi.
Sono pronto da un po’ e aspetto mamma, le scrivo:
“Maialina mi serve l’auto.”
Risponde dopo circa venti minuti:
“Stanotte sarò sola, ho fatto il pieno, arrivo.” Non capisco il senso.
Mamma rientra, io sono sul divano.
“Non bere.” Mi dice come priorità.
“Lascio bere.” Rispondo andandole incontro.
Mamma è sfatta, ha il viso stanco e i capelli fuori posto. Le chiedo le chiavi e lei porgendomele mi dice:
“Ti ho lasciato un regalo sul sedile.” Non comprendo cosa intenda.
“Augurami buona serata.” Rispondo.
Mi bacia intensamente, la spingo contro la porta, mi reca eccitazione.
Le metto la mano tra le gambe, sono guidato da una forza esterna.
“Vuoi sapere con chi sono stata?”
“Sei una troia.”
“Ieri ti diceva che questo paese è monotono, e nel mentre è andato in bagno e mi ha scritto, voleva avermi.”
“Mi prendi in giro.” Le dico masturbandola.
“Nessuno mi resiste.” Afferma lei
“Mi prendi in giro.” Insisto ma volevo solo sentirlo dire ancora.
“Walter conosce questa casa.” Continua mamma.
Sono fuori controllo, ho evitato fino ad ora masturbazioni per dedicarmi alla zia ma non resisto.
Mi slaccio il pantalone, la prendo in braccio bloccandola contro la porta, la penetro.
“Mi chiamava mamma, godeva all’idea di scoparmi così.” Insiste, la penetro.
“Bravo, mi piace.” mi dice godendo.
Faccio uno sforzo immane a tenerla lì , sulle braccia contro la porta, ma devo farlo, devo scoparla, mi sfida.
Ci baciamo mentre continuo la penetrazione:
“Chiamami mamma, chiamami così.”
“Troia.”. Non riesco, non riesco a dirlo.
“Walter l’ha fatto, il tuo amico l’ha fatto.”
Non resisto, è provocante.
“Sto per venire.”
“Non mi lasciare, tienimi.”
Si avvinghia a me stringendo le gambe contro il mio bacino, siamo incollati.
Mi svuoto in lei, senza controllo.
Mi bacia ancora, sa di aver vinto.
“Ora puoi uscire.” Mi dice dopo che l’ho lasciata poggiare i piedi in terra.
“Davvero sei stata con Walter?” Le chiedo.
“Non dico bugie.” Mi mostra il telefono, i messaggi.
“Cosa farai? Prenderai la pillola?” Le chiedo.
“Le prendo ogni giorno, uso i preservativi per precauzione contro le malattie.”
“Nessuno ti viene dentro?”
“Solo chi davvero conosco.” Non chiedo oltre, devo uscire.
“Ci vediamo domani, devi accompagnarmi.”
“Stanotte sarò sola.” Mi ricorda, mi tenta.
“Hai invitato qualcuno?”
“Torna presto e lo scoprirai.” Ti odio.
“Se quando torno dormi, ti sveglio.”
“Se dormirò sarò nuda.”
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