Chi è più Troia? Parte 7

di
genere
incesti

Sono in auto, sul sedile passeggero una busta di plastica, mamma mi ha davvero lasciato un regalo, preservativi da lei usati, di nuovo tre, prosciuga le sue prede.
Parto, zia, non ti voglio, preferisco mamma ma vengo perché voglio vedere la trecciola.

Il tragitto è molto più complicato rispetto a sabato scorso, penso a mamma, penso a cosa ho vissuto in questi giorni penso che dovrei confessarmi.

Scrivo un messaggio alla zia, magari leggerà prima che inizino i giochi.

Sono al club, sono arrivato di nuovo tardi, faccio la trafila all’ingresso e mi munisco di doping per la serata, mamma mi ha scaricato.

All’interno vengo assalito dalla confusione, ho il terrore di incrociare Alessia e il desiderio di vederla nuda, vogliosa e all’opera. Prendo da subito il drink di benvenuto, mi guardo intorno, il locale è pieno, tante carnivore e tanti manzi. Sarà dura ma raggiungerò il mio obiettivo.

Mi sposto nella zona riservata e pochi metri dopo in mezzo ai tantissimi peccatori: donne chinate a lubrificare membri, gente nuda, urla di piacere. Si cammina a fatica, in fila indiana, non è piacevole, è un’orgia totale.

Mi guardo attorno per quel che posso, mi ritrovo di fianco ad un gruppo di uomini intenti a godere delle grazie di una donna, sbircio, sembra Alessia anzi no, sono ossessionato.
Mi reco verso le gabbie, odio questa situazione. Torno al bar, poi fumo.

Sono in questo posto da un’ora, il locale si è leggermente svuotato, penso a mamma, penso ad Alessia, sono qui per lei, voglio vederla. Torno dentro.

Mi fermo ancora vicino alle gabbie, qualcuno mi parla.

“Ci conosciamo?” È Amedeo, alias Alessandro. Mi blocco. Non rispondo.
Mi guarda con curiosità.

“Si so chi sei, ti ho visto la scorsa settimana con la zia, ti ho rivisto alla festa in villa e…. “ sono fottuto, mi ha beccato.

“….Conosci la mia compagna?” Resto in silenzio. I miei silenzi sono risposte.

“Ti piace il suo seno? Immagino che vorresti palparlo.” Mi devo riprendere, mi massacra così.

“Oggettivamente è bellissimo ma questo non significa che voglia palparlo.”

“Siamo uomini, siamo porci. Aspettami.” Si allontana, entra in stanza. Glielo starà dicendo ad Alessia, mi vergogno. Se Alessia inizia a sfidarmi mi annienta. Ho fatto una cazzata, dovevo restare con mamma.

Amedeo torna fuori.
“Lei non saprà, sarà un nostro segreto.” Sa chi sono, quest’uomo è in gamba, Alessia ha scelto bene. Mi chiede ancora di aspettare e rientra in stanza.
Sono in forte disagio. Non so cosa accadrà, non so cosa ha in mente.
Sono passati quindici minuti circa, forse più, forse meno, non so. Dalla stanza escono tre uomini, poi Amedeo che mi fa cenno di entrare, entro.

“Non parlare.” Mi dice a bassa voce.
Alessia è a letto, ha le mani legate alla testata ma a differenza di una settimana fa è distesa con la schiena sul letto.
Amedeo mi fa cenno di avvicinarmi a lei, obbedisco.
“Toccale i seni, sono i più belli del mondo, la mamma li aveva uguali.” Lo guardo confuso, mi prende per il culo? Le tocco i seni: Duri, pieni, stupendi.

“Baciala.” Mi da veri e propri ordini.
Mi sento a disagio, temporeggio, Amedeo mi si avvicina all’orecchio e a bassa voce mi dice:
“Non ti vede, non saprà.”

Acconsento, avvicino le mie labbra alle sue, la bacio, ci baciamo. Sono eccitato, emozionato, fuori di testa.

“Baci bene.” Mi dice Alessia. Sorrido.

“È tua, goditela.” Esorta Amedeo.
Le passo la mano sul corpo, una dea. Ha i piercing ai capezzoli, due pendenti. Ha un piercing sull’ombelico e poi le tocco la vagina depilata. Ha piercing anche qui. Non li avevo notati, ero così eccitato che non ho guardato tra le sue gambe. Ha sei anelli più uno al clitoride, tremo.

Amedeo tiene le gambe larghe, senza pressione, solo gestendo il gioco, la bacio, le infilo la lingua tra tutti quegli oggetti. Sento un forte sapore di preservativo, mi disgusta normalmente ma ora no, ora è diverso. Continuo, mi impegno, mangio mia sorella, ho vinto il premio di persona più peccaminosa e fortunata del mondo.
Mi spoglio dei vestiti, il mio membro non riesce più a stare in gabbia.

“Scopami.” Alessia freme.

“Scopala.” Amedeo mi invita. Faccio cenno che non ho il preservativo, e l’uomo mi impugna il membro e mi indirizza verso lei. Tutto chiaro, vado naturale, lo spingo dentro.
Alessia dal primo tatto inizia ad ansimare e godere. Le sollevo le gambe, la sbatto più che posso, sono dopato, resisto tanto.
“Sei un toro, devi scoparmi sempre!” Incita Alessia.
La sua vagina è un lago, il mio membro scivola dentro e fuori senza attriti, è la più bella situazione di tutta la mia vita.
Prendo a baciarla, siamo in un rapporto intenso.

“Quanto sei Troia?” Chiede Amedeo.

“Tantissimo, tantissimo!” Urla Alessia. Con un tono di voce eccitato ma anche incredibilmente sensuale.

“Ti farò riempire da questo sfigato!”

“Si, fallo, lo adoro!” Questi sono i più matti che ho conosciuto.

“Baciami.” Riprende Alessia rivolgendosi a me. Riprendo a baciarla.
Rallento dopo molti intensi minuti.

“Liberatemi.” Chiede Alessia. Alessandro la libera, Alessia cerca il mio corpo, il mio membro, lo stringe:
“Che bello, durissimo, grosso.” Lo tira a se, mi alzo in piedi sul letto e mi delizia con un fantastico lavoro orale.
Il suo viso, il suo naso, la sua bocca, l’ho inconsciamente desiderata, e ora è mia. Alessia scivola dal membro allo scroto fino tirarmi a sé sul letto dove sdraiata mi lascia sedermi con l’ano sulla sua bocca. Che maiala.
Una sensazione stranissima ma estremamente eccitante, libidine pura. Amedeo impugna il mio membro e lo masturba, non riesco a reagire, poi realizzo, mi sollevo. Guardo Alessia leccarsi le labbra, che ninfomane. Mi cerca ancora con le mani.

“Sdraiati.” Mi ordina lei. Lo faccio. Si posiziona su di me e inizia a cavalcarmi, sento i piercing sbattermi sul pube, stringo i suoi seni pesanti e duri, guardo il suo viso con gli occhi coperti. Sono felice.
Alessia cavalca come una forsennata, bravissima. Il mio orgasmo si avvicina.

“Devo sborrare!” Urlo. Non dovevo parlare ma non era semplice.

“Continua Ale, consumalo.” Interviene Amedeo. Mi svuoto, totalmente in lei che imperterrita continua a balzarmi su.
Continua a muoversi con il mio membro ammorbidito, si sdraia su me, mi bacia, è passionale. Ho i suoi seni sul mio petto, provo sensazioni indelebili.

“Alessia vuoi vedere il bull?” Chiede il porco di Amedeo.

“Si, voglio.” Le metto una mano sulla maschera, la blocco. Amedeo ride.
Tiro Alessia a me, la bacio ancora, cercando di non farle togliere l’oggetto dal viso, ma la situazione peggiora, sembra essere diventato un gioco tra conoscenti. Alessia si toglie la maschera mentre ci baciamo, e mi trovo sopra di lei, ci guardiamo, cala il silenzio.
Siamo labbra contro labbra per interminabili secondi.

“Non lo dire a nessuno.” Mi dice e un attimo dopo muove la lingua contro la mia riprendendo a baciarmi. Lo facciamo entrambi con gli occhi aperti, guardandoci, abbracciandoci.
Nessun vero imbarazzo da parte sua, come se fossi un semplice conoscente mentre nel mio corpo il sangue scorre a 300 km/h nelle vene.

“Ti piace il mio seno?”

“Sono innamorato.” Ci baciamo ancora.
Il mio membro reagisce ancora, Alessia lo sente, guarda Amedeo:

“Vi lascio soli.” Amedeo esce.
Alessia si infila di nuovo il membro dentro, riprendiamo il rapporto. Dopo questa esperienza dovrò chiedere la castrazione chimica.

“Sapevi che ero io?” Le chiedo penetrandola sotto di me.

“Dai primi messaggi che hai scambiato con Amedeo.” Risponde. Sono perplesso.

“È indicata la città sul tuo profilo, gli hai detto che sei qui per pochi giorni e ho riconosciuto le foto nel bagno di casa tua.”
Alessia ha riconosciuto il mio profilo sul sito di incontri.

“Ho visto come mi guardavi in questi giorni e quando sei venuto al supermercato Amedeo mi ha provocata….. questo è un segreto.” Continua Alessia. Sono stato usato da loro.

“Quindi volevi farlo con me?” Le chiedo.
Mi sorride.

“No, certo che no, con un pivello montato. Questa è pura trasgressione e io amo trasgredire.” Alessia mi spinge, si gira a carponi:

“Sono tua.”
La penetro, mi impegno come mai ho fatto prima, sbatto contro le sue fantastiche natiche e lei strilla, strilla di piacere.

“Sbattimi, forte, se vuoi inculami.”

“Sei una vera Troia!” Mi impegno ma resto in quella vagina meravigliosa e bucherellata. Le tocco i seni, li stringo, la tiro a me e la bacio mentre la penetro, è l’apice della mia carriera sessuale.

Alessia si volta, mi si mette su: Sono seduto con le gambe quasi incrociate sul letto, Alessia mi è sopra, i suoi seni all’altezza de mio collo e sul viso in base ai movimenti.

“Mi hai spiato? In bagno?” Mi chiede.

“No.” Nego.

“Mi sono masturbata, volevo farti vedere che sono io nelle foto che hai visto.” Sono un imbecille, dovevo spiare di più.

Alessia ha un orgasmo, dalla sua vagina cola una quantità eccessiva di liquidi, il letto era già bagnato, ora anche io, dovrebbero chiederle l’extra per la pulizia.

Alessia riprende a baciarmi, sento il mio orgasmo vicino e senza avvisarla mi scarico ancora dentro. Ci guardiamo, ci sorridiamo, sono distrutto.
Alessia si sposta, si poggia alla testata del letto, mi guarda. È stupenda, il sogno di ogni uomo.

“Mi sento un imbecille.” Le dico. Non risponde, mi fissa con un dito in bocca.

“Sono nervosa.”

“Io sono impazzito, andrò da uno psichiatra.”

“Occhio a ciò che dirai.” Mi mette in guardia.

“Dovrei uscire? Devi continuare?” Le chiedo.

“Prendo una pausa, ma non possiamo uscire insieme, meglio evitare.” Risponde.

“Stai con Amedeo?”

“No, giochiamo solo, per ora mi piace.”

“Amedeo e mamma sono stati amanti, ma lei non sa nulla di me.” Continua lei

“Mamma è l’amante di tanti.” Rispondo.

“So tutto, il paese è piccolo e ho anche sentito che ansimava con te, se scopro qualcosa t’ammazzo.”

“Sono innocuo!” La situazione si fa tesa, mi alzo dal letto e mi rivesto, lei è ferma sul letto.

“Non mi saluti?” Mi chiede.
Mi avvicino, ci baciamo.

“Sei bello.” Mi sorride.

“Sei la fine del mondo.” Le sorrido.

Esco dalla stanza, Amedeo è qui, aspetta.

“Sei parte dei segreti, viviti la vita.” Perle di saggezza dall’uomo in gamba.
Annuisco, mi sento vuoto, leggero.

Torno in auto, prendo il telefono, messaggio da mamma:

“In questa lunga notte ti desidero sangue del mio sangue.”
Forse non dovrei rientrare. Fumo una sigaretta, realizzo, tremo, torno a casa.

Sono passate le quattro del mattino, sono parcheggiato sotto casa, la luce in casa è spenta, mamma dorme.

Salgo, entro, buio, silenzio, non devo svegliarla, non voglio. Al buio mi reco avanti alla sua stanza, ha il lenzuolo sul corpo, un seno fuori, dorme nuda. Scusa mamma, ho sonno e sono totalmente scarico.

Mi reco in stanza, mi metto a letto senza far rumore, non mi sono lavato i denti, non posso rischiare. Tra poche ore devo alzarmi, devo dormire.




scritto il
2026-05-26
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