Chi è più Troia? Parte 5
di
Ounegni
genere
incesti
Apro gli occhi, prendo il telefono, sono le dieci del mattino, ho timore ad alzarmi, immagino sia normale nella mia situazione.
Dapprima guardo il telefono, navigo.
Nuovo messaggio dalla zia Stefy:
“Docile manzo, la padrona prende sempre la sua fetta, ti aspetterò sabato al club, un bacione dalla zia.” Devo telefonare per prenotarmi.
Do un’occhiata alla trecciola trovo le forze di alzarmi.
“Buongiorno Speedy Gonzales.” Mamma ride di me. Non rispondo.
È in piedi in cucina, si è voltata sorridendomi, ed è tornata a darmi le spalle. Ma come si è vestita? Ha una veste bianca trasparente, sembra un babydoll:
Bretelle, tessuto trasparente che parte da mezza schiena e scende fino a coprire i glutei, anche se si lascia vedere oltre. Al termine della veste una striscia ricamata. Mamma è nuda, totalmente nuda sotto il capo d’abbigliamento, forse lo stesso che indossava con quei due ragazzi, sono confuso, come sempre. L’immagine che ricordo non è nitida, ho dubbi. Mamma è Sexy.
Faccio il mio caffè, riprendo la routine, mi vergogno.
In bagno ci penso, penso a ieri, mi ha chiesto di dimenticare e ora, è nuda sotto un vestito trasparente. Allucinante.
“Stai ancora dormendo?” Mi chiede mamma mentre spudoratamente finge di pulire il tavolo già pulito appena esco dal bagno.
Le guardo i seni, li vedo, si vede tutto. Resto in silenzio.
“Non sono poi così all’antica, mi sbaglio?” È una provocazione senza indugi, dovrei saltarle addosso.
“Ai i ragazzini potrai sembrare trasgressiva, ma io so che non lo sei.”
Mi difendo.
Mamma abbandona il tavolo, mi viene incontro, le vedo attraverso il vestito la foresta nera, non si depila, è all’antica,la desidero, infinitamente.
“I ragazzini, come li chiami tu, mi adorano.” Lo dice standomi davanti, a mezzo metro. Voglio stringerle i seni ma lei mi scansa e camminandomi sul fianco si dirige verso la mia camera. La seguo con lo sguardo, poi col corpo. È ora ferma nella mia camera, di spalle, m’aspetta, la raggiungo.
Le poggio le mani sui fianchi, lei ha un sussulto inclinando la testa all’indietro, verso me. Prende le mie mani e se le porta sui seni, li stringo, li sollevo, sono morbidi.
“Ho notato, ho notato il tuo imbarazzo quando mi hai visto a lavoro, ho notato che li hai osservati.” Mi dice sensualmente.
“Ero incredulo, non immaginavo.”
“Stringimi i capezzoli, mi piace.” Li stringo.
Il mio membro è sbucato fuori dal boxer, duro come il marmo, sempre pronto.
“Ho anche trovato i preservativi usati in auto, tre preservativi in una busta.” Aggiungo.
“Erano di Claudio, mi scopa ogni giorno. Ma non volevo che li trovassi, è stata una dimenticanza.”
Il mio membro si sta facendo spazio tra i suoi glutei, lo sente, è eccitata.
Mi porta mantenendo la posizione verso il letto, il mio letto. Le stringo i seni, le strizzò i capezzoli, le parlo nell’orecchio.
“Deve essere uno stallone.” Le dico.
“Se lui fosse al posto tuo ora, mi starebbe già penetrando, con foga.” È l’ultima occasione per tornare indietro, ma oramai ho perso il controllo, il mio gentile membro attende solo il consenso.
Indietreggio con il bacino, mi abbasso il boxer quanto basta per liberare totalmente il mio salsicciotto, lo lascio avvicinare a lei, che appena lo sente si china leggermente in avanti col capo e spinge indietro il sedere, non resisto, lo posiziono… sono dentro. Lo sento entrare in un forno, è calda, caldissima. Inizio a penetrarla tenendola per i seni.
Mamma ha un leggero sussulto, non mi guarda, io la guardo. Mostra verbalmente con monosillabi il suo apprezzamento e quando inizio a colpire con più veemenza, torna in posizione eretta. Mi si aggrappa al collo, siamo inversamente avvinghiati l’un l’altra.
“Sto venendo.” Le dico tremante.
“Escilo.” Mi risponde ansimante.
Lo esco, si volta e si china in gran fretta, lo stringe con la mano e lo masturba, mi masturba fino a farmi eruttare pochi secondi dopo.
“In faccia, voglio in faccia.” Le dico con le ultime forze prima del crollo e la vedo, sotto di me con la lingua di fuori, ricevere schizzi pienissimi come mai del mio sperma sul suo viso: l’occhio destro è coperto, sui capelli vi è una striscia, in fronte, tra gli occhi un lago che cola lungo il naso fino alle guance e la bocca dove poi il seme viene accolto. Ho appena sborrato in facccia a mamma.
“Wow, mi hai riempita.” Si l’ho fatto.
“Vuoi un fazzoletto?” Le chiedo.
“Voglio il rotolo.” Mi risponde.
Vado in bagno, prendo un rotolo di carta igienica e lo porto a lei che nel mentre stava ingoiando ciò che poteva, utilizzando effettivamente la carta per pulirsi il solo occhio.
Mamma è andata in bagno, sento l’acqua scorrere dal rubinetto, tremo ancora, vado a fumare.
“Non doveva succedere, ma è successo.” Mi dice mamma raggiungendomi.
“Non dovevo vederti, con quei due… chi erano?”
“Sono due ragazzi di un altro paese, erano gli unici in zona.”
“Cioè? Non li conoscevi?”
Mamma esce fuori, mi abbraccia da dietro poggiandomi i seni sulla schiena:
“Si li conoscevo già.”
“Come li hai conosciuti?”
“Amore mio, ho 53 anni, sono sola, mi piace il sesso.”
“Spiegati meglio.”
“Mi piace, mi piace dare e ricevere piacere.” Una sua mano si infila nei boxer e impugna il membro. Lui risponde sussultando. Io non rispondo.
L’altra mano di mamma sale lungo il mio addome e stuzzica un mio capezzolo. Ha svegliato il leone che è in me, sono di nuovo eccitato. La lascio giocare con il mio corpo, mi bacia la schiena.
“Ti voglio.” Mi dice tirandomi dentro casa.
“Sdraiati.” Indicandomi il tappeto. Lo faccio togliendomi i boxer.
Mamma si inginocchia e inizia a leccare il mio membro, i miei testicoli, il tutto con infinta delicatezza. Ho una nuova durissima erezione.
Mamma si mette a cavalcioni su di me, si toglie il babydoll e inizia a muoversi e saltare sul mio bacino. Le vedo i seni balzare su e cadere giù ripetutamente, la vedo godere.
“Ti eccita? Ti eccita qui? Ora sei tu, non sono loro, sei tu.” Ho smesso di parlare, sono il suo oggetto.
“Mi piace! È stupendo! Mi fai godere!” Mamma sta urlando, ci sentiranno tutti nel portone. Le stringo i seni, le strizzò i capezzoli.
“Oh sii siii, più forte, stringi!!” Mamma ha un’orgasmo, lo sento sul membro, lo vedo sul viso. Mi guarda appena terminato, mi sorride e riprende a muoversi.
Sarai pure matura ma cazzo se sei atletica sessualmente parlando.
Mi salta su da almeno un quarto d’ora, ha avuto almeno due orgasmi, è magnifica.
Ha rallentato, mi è con il viso sul collo, me lo bacia, mi lecca, il mio collo è suo.
Sono tentato, vorrei baciarla ma non lo faccio e non lo fa neanche lei. Si solleva, toglie la veste che indossa, è sudata.
Le vedo il corpo dalla mia posizione distesa: i seni sono enormi, scesi ma enormi. Le areole in proporzione e i capezzoli turgidi. Penso ad Alessia, sono matto.
Mamma si scosta da me, si sdraia in terra:
“Che bello, è fresco.” Si lascia andare a un pensiero ad alta voce.
Il mio membro è eretto, ha voglia di continuare:
“Sei stanca?”
“Non mi stanco mai.”
Le monto su, la penetro, sono violento, sono un toro.
“Oh sii forte si fammelo sentire.” Mi sembra di rivivere il momento con la zia Stefy, continuo a scoparla, chiudo gli occhi.
In questa posizione mi sento a disagio, la vedo sotto di me, non è ciò che voglio, realizzo la realtà, ritorno in me. Mi fermo:
“Scusa, non riesco.” Le dico.
Mamma si solleva con il busto e con precisione ingoia il membro, lo massaggia oralmente con forza ingoiandolo tutto.
“Sdraiati.” Mi ordina, obbedisco.
Sono a terra sul tappeto a gambe aperte e lei mi sta leccando sotto lo scroto quasi l’ano, mentre mi masturba stringendo il membro con forza, godo troppo, non reggo, esplodo.
Le arriva sui capelli e lei lascia che prosegua così, le ho fatto lo shampoo.
Scambiamo uno sguardo compiaciuto e lei si alza, nuda, ed esce dalla stanza. Sono stato scopato da mamma, non ci credo.
“Vieni a lavarti con me?” Mi chiede dalla cucina.
“Aspetto, faccio dopo.” Sono di nuovo imbarazzato.
“Ti aspetto in bagno.” È ninfomane, mi vuole prosciugare.
Resto alcuni minuti a realizzare cosa ho appena vissuto, poi la raggiungo. All’ingresso del bagno la vedo, è sotto il getto d’acqua e si masturba aspettandomi; ci guardiamo, resto fermo, lei continua. È più piacevole questo momento che tutto il rapporto, è bellissima, i suoi seni enormi e cadenti le arrivano quasi all’ombelico, la mano le frastulla il clitoride, mi guarda e gode. Mi avvicino quando ha terminato l’ennesimo orgasmo, le porgo il membro, lo lava, lo bacia, mi lascia uscire.
Torno in soggiorno, lei resta in bagno, forse si masturba ancora. Sono spaesato, non so che giorno è, anzi si è venerdì, è venerdì mattina. Ho voglia di uscire, mi vesto con l’odore di mamma sul corpo.
“Dove vai?“ mi chiede in accappatoio.
“Ho bisogno d’aria.”
“Torni per pranzo?”
“Credo di sì,devo sfamarmi.”
“Stasera uscirai? Se Alessia esce possiamo esser soli.” Ancora, instancabile.
“Ti piace prosciugare le tue prede?”
“Amo dissetarmi, se non ci sei dimmelo, chiamo altri.”
“Intendi i due forestieri?”
“Non credo possa interessarti chi.”
Stimola la mia curiosità, sa come fare.
“Ho bisogno di uscire, scusa.” Esco.
Dapprima guardo il telefono, navigo.
Nuovo messaggio dalla zia Stefy:
“Docile manzo, la padrona prende sempre la sua fetta, ti aspetterò sabato al club, un bacione dalla zia.” Devo telefonare per prenotarmi.
Do un’occhiata alla trecciola trovo le forze di alzarmi.
“Buongiorno Speedy Gonzales.” Mamma ride di me. Non rispondo.
È in piedi in cucina, si è voltata sorridendomi, ed è tornata a darmi le spalle. Ma come si è vestita? Ha una veste bianca trasparente, sembra un babydoll:
Bretelle, tessuto trasparente che parte da mezza schiena e scende fino a coprire i glutei, anche se si lascia vedere oltre. Al termine della veste una striscia ricamata. Mamma è nuda, totalmente nuda sotto il capo d’abbigliamento, forse lo stesso che indossava con quei due ragazzi, sono confuso, come sempre. L’immagine che ricordo non è nitida, ho dubbi. Mamma è Sexy.
Faccio il mio caffè, riprendo la routine, mi vergogno.
In bagno ci penso, penso a ieri, mi ha chiesto di dimenticare e ora, è nuda sotto un vestito trasparente. Allucinante.
“Stai ancora dormendo?” Mi chiede mamma mentre spudoratamente finge di pulire il tavolo già pulito appena esco dal bagno.
Le guardo i seni, li vedo, si vede tutto. Resto in silenzio.
“Non sono poi così all’antica, mi sbaglio?” È una provocazione senza indugi, dovrei saltarle addosso.
“Ai i ragazzini potrai sembrare trasgressiva, ma io so che non lo sei.”
Mi difendo.
Mamma abbandona il tavolo, mi viene incontro, le vedo attraverso il vestito la foresta nera, non si depila, è all’antica,la desidero, infinitamente.
“I ragazzini, come li chiami tu, mi adorano.” Lo dice standomi davanti, a mezzo metro. Voglio stringerle i seni ma lei mi scansa e camminandomi sul fianco si dirige verso la mia camera. La seguo con lo sguardo, poi col corpo. È ora ferma nella mia camera, di spalle, m’aspetta, la raggiungo.
Le poggio le mani sui fianchi, lei ha un sussulto inclinando la testa all’indietro, verso me. Prende le mie mani e se le porta sui seni, li stringo, li sollevo, sono morbidi.
“Ho notato, ho notato il tuo imbarazzo quando mi hai visto a lavoro, ho notato che li hai osservati.” Mi dice sensualmente.
“Ero incredulo, non immaginavo.”
“Stringimi i capezzoli, mi piace.” Li stringo.
Il mio membro è sbucato fuori dal boxer, duro come il marmo, sempre pronto.
“Ho anche trovato i preservativi usati in auto, tre preservativi in una busta.” Aggiungo.
“Erano di Claudio, mi scopa ogni giorno. Ma non volevo che li trovassi, è stata una dimenticanza.”
Il mio membro si sta facendo spazio tra i suoi glutei, lo sente, è eccitata.
Mi porta mantenendo la posizione verso il letto, il mio letto. Le stringo i seni, le strizzò i capezzoli, le parlo nell’orecchio.
“Deve essere uno stallone.” Le dico.
“Se lui fosse al posto tuo ora, mi starebbe già penetrando, con foga.” È l’ultima occasione per tornare indietro, ma oramai ho perso il controllo, il mio gentile membro attende solo il consenso.
Indietreggio con il bacino, mi abbasso il boxer quanto basta per liberare totalmente il mio salsicciotto, lo lascio avvicinare a lei, che appena lo sente si china leggermente in avanti col capo e spinge indietro il sedere, non resisto, lo posiziono… sono dentro. Lo sento entrare in un forno, è calda, caldissima. Inizio a penetrarla tenendola per i seni.
Mamma ha un leggero sussulto, non mi guarda, io la guardo. Mostra verbalmente con monosillabi il suo apprezzamento e quando inizio a colpire con più veemenza, torna in posizione eretta. Mi si aggrappa al collo, siamo inversamente avvinghiati l’un l’altra.
“Sto venendo.” Le dico tremante.
“Escilo.” Mi risponde ansimante.
Lo esco, si volta e si china in gran fretta, lo stringe con la mano e lo masturba, mi masturba fino a farmi eruttare pochi secondi dopo.
“In faccia, voglio in faccia.” Le dico con le ultime forze prima del crollo e la vedo, sotto di me con la lingua di fuori, ricevere schizzi pienissimi come mai del mio sperma sul suo viso: l’occhio destro è coperto, sui capelli vi è una striscia, in fronte, tra gli occhi un lago che cola lungo il naso fino alle guance e la bocca dove poi il seme viene accolto. Ho appena sborrato in facccia a mamma.
“Wow, mi hai riempita.” Si l’ho fatto.
“Vuoi un fazzoletto?” Le chiedo.
“Voglio il rotolo.” Mi risponde.
Vado in bagno, prendo un rotolo di carta igienica e lo porto a lei che nel mentre stava ingoiando ciò che poteva, utilizzando effettivamente la carta per pulirsi il solo occhio.
Mamma è andata in bagno, sento l’acqua scorrere dal rubinetto, tremo ancora, vado a fumare.
“Non doveva succedere, ma è successo.” Mi dice mamma raggiungendomi.
“Non dovevo vederti, con quei due… chi erano?”
“Sono due ragazzi di un altro paese, erano gli unici in zona.”
“Cioè? Non li conoscevi?”
Mamma esce fuori, mi abbraccia da dietro poggiandomi i seni sulla schiena:
“Si li conoscevo già.”
“Come li hai conosciuti?”
“Amore mio, ho 53 anni, sono sola, mi piace il sesso.”
“Spiegati meglio.”
“Mi piace, mi piace dare e ricevere piacere.” Una sua mano si infila nei boxer e impugna il membro. Lui risponde sussultando. Io non rispondo.
L’altra mano di mamma sale lungo il mio addome e stuzzica un mio capezzolo. Ha svegliato il leone che è in me, sono di nuovo eccitato. La lascio giocare con il mio corpo, mi bacia la schiena.
“Ti voglio.” Mi dice tirandomi dentro casa.
“Sdraiati.” Indicandomi il tappeto. Lo faccio togliendomi i boxer.
Mamma si inginocchia e inizia a leccare il mio membro, i miei testicoli, il tutto con infinta delicatezza. Ho una nuova durissima erezione.
Mamma si mette a cavalcioni su di me, si toglie il babydoll e inizia a muoversi e saltare sul mio bacino. Le vedo i seni balzare su e cadere giù ripetutamente, la vedo godere.
“Ti eccita? Ti eccita qui? Ora sei tu, non sono loro, sei tu.” Ho smesso di parlare, sono il suo oggetto.
“Mi piace! È stupendo! Mi fai godere!” Mamma sta urlando, ci sentiranno tutti nel portone. Le stringo i seni, le strizzò i capezzoli.
“Oh sii siii, più forte, stringi!!” Mamma ha un’orgasmo, lo sento sul membro, lo vedo sul viso. Mi guarda appena terminato, mi sorride e riprende a muoversi.
Sarai pure matura ma cazzo se sei atletica sessualmente parlando.
Mi salta su da almeno un quarto d’ora, ha avuto almeno due orgasmi, è magnifica.
Ha rallentato, mi è con il viso sul collo, me lo bacia, mi lecca, il mio collo è suo.
Sono tentato, vorrei baciarla ma non lo faccio e non lo fa neanche lei. Si solleva, toglie la veste che indossa, è sudata.
Le vedo il corpo dalla mia posizione distesa: i seni sono enormi, scesi ma enormi. Le areole in proporzione e i capezzoli turgidi. Penso ad Alessia, sono matto.
Mamma si scosta da me, si sdraia in terra:
“Che bello, è fresco.” Si lascia andare a un pensiero ad alta voce.
Il mio membro è eretto, ha voglia di continuare:
“Sei stanca?”
“Non mi stanco mai.”
Le monto su, la penetro, sono violento, sono un toro.
“Oh sii forte si fammelo sentire.” Mi sembra di rivivere il momento con la zia Stefy, continuo a scoparla, chiudo gli occhi.
In questa posizione mi sento a disagio, la vedo sotto di me, non è ciò che voglio, realizzo la realtà, ritorno in me. Mi fermo:
“Scusa, non riesco.” Le dico.
Mamma si solleva con il busto e con precisione ingoia il membro, lo massaggia oralmente con forza ingoiandolo tutto.
“Sdraiati.” Mi ordina, obbedisco.
Sono a terra sul tappeto a gambe aperte e lei mi sta leccando sotto lo scroto quasi l’ano, mentre mi masturba stringendo il membro con forza, godo troppo, non reggo, esplodo.
Le arriva sui capelli e lei lascia che prosegua così, le ho fatto lo shampoo.
Scambiamo uno sguardo compiaciuto e lei si alza, nuda, ed esce dalla stanza. Sono stato scopato da mamma, non ci credo.
“Vieni a lavarti con me?” Mi chiede dalla cucina.
“Aspetto, faccio dopo.” Sono di nuovo imbarazzato.
“Ti aspetto in bagno.” È ninfomane, mi vuole prosciugare.
Resto alcuni minuti a realizzare cosa ho appena vissuto, poi la raggiungo. All’ingresso del bagno la vedo, è sotto il getto d’acqua e si masturba aspettandomi; ci guardiamo, resto fermo, lei continua. È più piacevole questo momento che tutto il rapporto, è bellissima, i suoi seni enormi e cadenti le arrivano quasi all’ombelico, la mano le frastulla il clitoride, mi guarda e gode. Mi avvicino quando ha terminato l’ennesimo orgasmo, le porgo il membro, lo lava, lo bacia, mi lascia uscire.
Torno in soggiorno, lei resta in bagno, forse si masturba ancora. Sono spaesato, non so che giorno è, anzi si è venerdì, è venerdì mattina. Ho voglia di uscire, mi vesto con l’odore di mamma sul corpo.
“Dove vai?“ mi chiede in accappatoio.
“Ho bisogno d’aria.”
“Torni per pranzo?”
“Credo di sì,devo sfamarmi.”
“Stasera uscirai? Se Alessia esce possiamo esser soli.” Ancora, instancabile.
“Ti piace prosciugare le tue prede?”
“Amo dissetarmi, se non ci sei dimmelo, chiamo altri.”
“Intendi i due forestieri?”
“Non credo possa interessarti chi.”
Stimola la mia curiosità, sa come fare.
“Ho bisogno di uscire, scusa.” Esco.
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