Sono troppo condizionabile

di
genere
etero

Venerdì sera. Sono distrutta. Ho avuto due giornate pesantissime al lavoro. Il mio cervello è così pieno di stress che a un certo punto ha traboccato e ne ha riversato un po' sul corpo. Ormai non dovrei, ma ogni volta mi stupisco di come certe tensioni mentali finiscano per trasferirsi sul fisico, sento doloretti sparsi e una stanchezza infinita. Dico a Luca che non mi va di uscire, gli dico anche che forse è così che si comincia a invecchiare, rinunciando a andare a bere qualcosa un venerdì sera. Avvio della senescenza cellulare in tre-due-uno...

Quando mi vede in queste condizioni si allarma e diventa molto protettivo, a letto è tutto coccole-e-accucciati-addosso-a-me-che-ti-tengo-stretta. Forse ha voglia, forse no, ma non è questo che mi fa decidere. In queste situazioni si diventa egoisti. Gli infilo una mezza lingua tra le labbra e la mano dentro i pantaloncini. Il non detto è: "Fammi stare bene". Dal sorriso che mi rivolge direi che ha capito perfettamente. Piccolo pompino: non mi va nemmeno tanto ma mi serve per lubrificargli l'arnese e nel frattempo togliermi i pantaloni del pigiama. Gli salgo sopra e mi infilzo, ah! Ho voglia di una cosa lenta e dolce, fatta più di baci che di cazzo, ed in effetti così è. Cioè, a parte quando arriviamo in fondo, sapete come funziona... Però complessivamente super dolce. Mi accascio su di lui. Lo stereotipo vuole che il maschio si infili tra le cosce della moglie, si sfoghi prendendosi il suo piacere e si addormenti girandosi dall'altra parte. Non immaginate quanto capisca i mariti questa notte...

*****

Sabato mattina. Mi sveglio verso le otto come una scema. Vado in cucina, bevo un paio di bicchieri d'acqua e mi faccio un caffè. Fuori la giornata è luminosissima. Accendo una sigaretta e socchiudo la porta finestra per fare uscire il fumo. Giornata molto bella ma fa un freddo cane. Torno a letto, lui dorme ancora e io non ho voglia di fare una ceppa. Per oggi di sport non se ne parla. Ma anche scaricare la lavastoviglie mi sembra faticoso, rimando.

Mi sveglia il rumore di Luca che esce dal bagno, quando torna in camera mi dà un bacio al sapor di dentifricio. Gli notifico la mia intenzione di non fare una mazza per tutto il giorno. Mi chiede quasi il permesso di andare a fare jogging, poveretto. Gli ricordo che al suo ritorno dovremo andare al supermercato e caricare la macchina.

Prendo il telefono, leggo qualche notizia, chatto con le amiche. Faccio un passaggio su ER perché ho pubblicato una cosina e, nel caso, è educazione rispondere ai commenti. Vedo che c'è un racconto di Dora. Certo, non può competere con capolavori tipo "Cazzi a volontà" oppure "Orgia sudore e sborra per mia madre" ma lo leggo lo stesso. Wow, è una di quelle cose che parlano di tutte noi. Quasi nello stesso momento mi arriva un messaggio di Luca che mi dice di rimanere a poltrire e che al supermercato ci va lui, basta che gli scriva le cose da comprare sulla app. Mentre scrivo cerco di ricordare tutti i motivi per cui lo adoro.

Vado su ER e rispondo ai commenti. Adesso sotto i racconti infilano delle gif pubblicitarie porno: c'è una tizia fatta con l'AI che succhia un cazzo di gomma e si massaggia due cose che ha sul petto che, più che tette, sembrano palloni da volley. Vabbè, se è così viva le tette piccole. Torno a rannicchiarmi sotto al piumone e continuo a ridacchiare su una battuta di Monica Vitti che non conoscevo ma che Dora ha citato nel racconto. La Vitti la dice meglio, ma il senso è: sono matta o semplicemente mignotta? Ridacchio perché una volta feci più o meno la stessa domanda alla mia personale addetta alla manutenzione del cervello. La sua risposta cancellò ogni residua diffidenza su di lei: "Possono essere tutte e due le cose, ma arrivate a sto punto che ce ne frega?".

Ma infatti, chissenefrega, molto meglio stabilire il link mignotta-Luca e fantasticare. Tornerà dal supermercato con la roba da jogging ancora addosso, anche se il sudore gli si sarà asciugato. Mi piace quel sudore, per meglio dire ci vado matta. Soprattutto a leccarglielo via dal petto. Una volta, nelle stesse condizioni, ho zittito le sue proteste con un romanissimo "l'omo ha da puzzà!". Non è vero, quelli che puzzano li ho sempre odiati. Ma il suo odore è così sexy...

Però forse è meglio che IO mi prepari. In bagno apro l'acqua. La lascio scorrere aspettando che si scaldi e, come una vera criminale incurante dell'ambiente, mentre aspetto vado in cucina a farmi un'altra ciospa. Fa un po' meno freddo di prima. Mi lavo denti, viso e ascelle, poi lascio scorrere l'acqua del bidet. Un po' per igiene personale un po' perché, chissà, magari gli andrà di leccarmela.

Indugio troppo, mi tocco un pochino facilitata dal sapone. Mi infilo anche dietro un ditino cosparso di Chilly. Vado un po' più a fondo di quanto sono abituata a fare (oddio, abituata... non è una cosa particolarmente frequente). Tuttavia, questa ve la devo spiegare: ho in testa sempre il racconto di Dora e di quando quello le mette la mano sulla bocca, lo ricollego a un tipo che mi ringhiava "che cazzo ti strilli, eh? che cazzo ti strilli?" mentre si accaniva sul mio lato B. Mai capito come si possano fare domande così idiote, provaci tu e poi vediamo. Tuttavia chiederò a Luca di sodomizzarmi. Di solito la definirei "idea folle", ma non oggi. Oggi mi va pure.

In realtà è un paio di settimane che ci giro intorno e, per dirla tutta, l'occasione doveva essere San Valentino. Avevamo in programma una spa di coppia e l'intenzione, dopo, era quella di rivestirmi sobriamente ma indossando le autoreggenti, niente intimo, e un jewel plug. La sorpresa sarebbe stata quella, perché noi non usiamo oggetti. Maaa... beh, magari mi sono decisa tardi, magari ho cercato male, ma non ho trovato un sito che mi garantisse la consegna entro la data giusta (no, i sexy shop no, li trovo sordidi e poi chissà se esistono ancora). È vero che Amazon offre qualcosa del genere e consegna in due giorni, ma a parte il fatto che il plug non mi convinceva, non vorrei che tra i "ti potrebbe interessare anche..." cominciassero ad apparire articoli strani. Quindi, niente sorpresa, dato che di autoreggenti senza mutandine ne ha già viste. E anche collant.

Ma perché proprio un jewel plug? Beh, anche questa è una storia simpatica. Nelle ultime settimane sto aprendo libri che non prendevo in mano dai tempi del master e mi è tornato in mente Claudio, un mio collega di corso che mi invitò qualche giorno sulla neve. Pagò tutto lui, tra l'altro, era impaccato di soldi. Non che fosse innamorato, eh? Semplicemente aveva la piacevole abitudine di farsi tutte le più carine, non molte a dire il vero. Motivo per cui le altre, le meno carine, presero a detestarmi cordialmente. Il secondo giorno tirò fuori un jewel plug. Ho sempre pensato che la prima notte volesse sincerarsi che fossi abbastanza zoccola, boh, ma in realtà non dovette nemmeno aspettare la notte. Personalmente trovai la cosa divertente, pur non avendo una passione per i sex toys. Ne avevo usati qualche volta e di sicuro li aveva usati anche lui. E lo ammetto: ero molto curiosa di sapere se li avesse usati anche con quelle del nostro giro e fui diverse volte sul punto di chiedergli se la più troia fossi io. Mi fece un sacco di foto mentre ero piegata a succhiarglielo davanti a uno specchio. Poiché in fondo si vedevano solo i miei capelli biondi e il mio sedere ingioiellato, lo lasciai fare. Era una piccola e innocente mania e a me andava di assecondarlo, anzi era eccitante assecondarlo.

Ok, d'accordo, divago come spesso mi capita. Ma tanto che cazzo avete da fare se non leggere questo racconto?

Però lo so, è giusto, qualcuno vorrà sapere se, quando torna, Luca mi scopa. Certo che mi scopa, non può proprio tirarsi indietro! Mi trova come mi ha lasciata, sotto il piumone, ma ho le spalle nude e lo vede benissimo che non ho più la maglietta. E inoltre, sui pantaloni del pigiama che gli lancio addosso c'è scritto "trombami", non si può sbagliare. Rido quando tira via il piumone e apro le gambe quando si sfila felpona e t-shirt rimanendo a torso nudo. Lo faccio in modo quasi inconsapevole perché per qualche secondo resto lì ad ammirarmelo e basta. A osservarla dall’esterno deve essere una scena assai perversa: lei che ridacchia mordendosi un’unghia ma nuda e a cosce spalancate, il maschio del branco che senza fretta ma con determinazione si prepara a impalarla. Molto perversa, quasi mi dispiace quando si abbassa.

Effettivamente, me la lecca. Come avevo immaginato. Lo fa mentre finisce di spogliarsi del tutto, gli perdòno i calzini. Poiché per essere un maschio è abbastanza bravino, guaisco e gli stringo la testa fra le gambe. Peccato che non abbia la barba un filo più lunga perché quando mi grattugia l'interno coscia vado fuori come un balcone. Le ragazze ci sanno fare molto di più ma, devo ammetterlo, questo è un plus che non abbiamo. È molto bello anche quando mi sale sopra e mi bacia tutta, mi mordicchia i capezzoli e mi infilza con le dita. Percepisco chiaramente il suo coso duro sul ventre e il suo odore, e anche il suo muso che adesso sa di me. Tuttavia, il momento dei baci dura poco: "Amore, mettimelo dentro... UH!".

Sì, è una cosa fatta con tanto amore. Anzi, per un po' è proprio come se Tanto Amore fosse lì sul letto con noi. Però a un certo punto gli dico "senti, Tanto Amore, vatti a fare un giro in salotto, accendi la tele ché magari ci stanno le Olimpiadi". A Luca invece dico di fermarsi un attimo, mi giro e mi metto doggy. Ho bisogno di energia, lo voglio proprio sentire spingere come un forsennato e infatti, appena prende il ritmo, la mia invocazione risuona forte e chiara: "Sfondami!".

Già "sfondami", anche in questo caso è qualche giorno che questa sorta di imperativo/supplica mi gira in testa. Spiegare il perché sarebbe lungo, ma comunque una piccola riflessione va fatta, e che diamine. 

Allora, le cose stanno così: 

a) mi rimetto a studiare certe cose e finisco a pensare ai jewel plug; b) leggo un racconto - dove peraltro non si accenna minimamente a pratiche contronatura - e mi viene voglia di farmi sodomizzare mentre mi sento dire che non è che sono matta, sono proprio zoccola;
c) chatto di cose frivole e nelle mie orecchie riecheggia il verbo "sfondare" con annessi e connessi; 
d) a questo aggiungerei il fatto che qualche giorno fa ho visto una serie in cui la protagonista fa una cosa che io stessa feci a uno scopamico diversi anni fa e ho subito buttato giù l'attacco di un racconto che non so se finirò mai di scrivere, non credo.

Cazzo, sono troppo condizionabile, no?

Comunque sì, per sfondarmi Luca mi sfonda. Non avete idea di come ci si possa sentire bene dopo. Oppure ce l'avete, me lo auguro per voi. Comunque-bis: no, non gli chiedo di sodomizzarmi. Ci ho ripensato e non è nemmeno la prima volta che faccio marcia indietro. Il fatto è che quando glielo chiedo io, da quel momento a quello dell'esecuzione passa troppo tempo. Prendere il gel dal cassetto del comodino, aprire il flacone, applicarlo, aspettare... Aspettare, aspettare, aspettare. Quanto ci vorrà, trenta secondi? Beh, in quei trenta secondi mi viene l'ansia. Sì, ok, a volte accade che la cosa assuma i contorni di un gioco erotico, tipo che io glielo spalmo (è eccitantissimo sentire scivolare la mano su quella sbarra) mentre lui mi mette a mio agio con un dito. Ma il più delle volte, purtroppo, più che l'eccitazione del gioco erotico avverto l'ansia, e più si va avanti più questa ansia cresce, diventa quasi panico: "Oddio, adesso entra e mi farà malissimo". Nonostante tutto, preferisco le cose più veloci. Tipo uscire-da-un-buco-e-entrare-in-un-altro, per dirla con raffinatezza. Sì, lo so, è una contraddizione, perché per tanti versi è pure peggio e può essere molto doloroso. Però non so che farci, è così. Del resto il sesso anale è esso stesso una delle cose più contraddittorie che io conosca e voi, in ogni caso, dovreste tenere conto che state leggendo le parole di una che riuscì a piagnucolare a un tizio "ti prego, non mi inculare" mentre si apriva le chiappe con le mani.

Dimenticavo, quando smettiamo di ansimare fa per rialzarsi ma lo fermo, anche la mia lingua vuole la sua parte. Il petto, naturalmente, incespicando su quella peluria lì in mezzo che adoro, ma non solo. Per dirla senza tanti giri di parole, ora che va a farsi la doccia può anche fare a meno di sciacquarsi il cazzo.

Il bello è che non va a farsi la doccia e di fronte alla mia curiosità risponde: "Perché, abbiamo già finito?". Ci nascondiamo sotto il piumone a fare gli smanceriosi fino a quando non comincia a ironizzare dicendo che non gli sembro più tanto stanca. Rispondo che un bel cazzo fa miracoli, fa finta di non inorgoglirsi e fa bene. Però da qui in avanti inizio lo stesso a chiamarlo "stronzetto". Per un quarto d'ora parliamo di zozzerie irriferibili e, nell'attesa, gli accarezzo uccello e testicoli assicurandogli che sono le uniche cose che salverei di lui in caso, che so, di terremoto o guerra termonucleare. Allo stesso tempo sono sul chi vive per intercettare il minimo segno di risveglio e tuffarmici con la bocca.  

*****

Sabato notte. È stato un pomeriggio-sera leggero e bellissimo. Un po' di shopping, un ape e poi a cena con amiche e amici amatissimi. Buon cibo e serenità, che di questi tempi non è poco. Ci mettiamo a letto che siamo giusto un po' brilli. Come sempre mi volto dandogli le spalle ma cercando il contatto delle sue mani e dei suoi piedi, è una cosa di cui non possiamo proprio fare a meno. Lui invece mi cerca, mano dentro i pantaloni del pigiama, mi accarezza le chiappe. Mi viene quasi da ridere. Lo so, non ci crederete, ma tempo fa fui proprio io a dirgli "non possiamo stare tutto il tempo a scopare!" e lui rispose "perché no?". In seguito, la mia migliore amica mi confidò che aveva dato la stessa risposta al suo compagno (era lui che protestava, in quel caso), le dissi che se voleva glielo prestavo e ci ridemmo sopra. È per questo che adesso mi viene da ridere. Tuttavia, quando sento che il dito che passa lungo tutta la mia fessura comincia a slittare, non mi viene più solo da ridere. Mi possiede così, stesi su un fianco, lui dietro di me. Lo sento durissimo, anche più di stamattina, ma non faccio uno strillo a parte quello che accompagna il suo ingresso. Magari qualche "oh cazzo" lo rilascio, ma nel complesso più che sentirmi coinvolta mi sento molto sub e svuota-coglioni. Non fraintendete, sono due sensazioni sulle quali mi guardo bene dallo sputarci sopra, al contrario.

Inaspettatamente, l'orgasmo arriva immediatamente dopo che mi spruzza dentro. Anzi, direi proprio perché sento gli scatti del cazzo e gli spruzzi. O forse il mio piacere è semplicemente il riflesso del suo. Ci tengo al suo piacere, mi esalta. Lui è il solito caterpillar, la mia invece è una cosa a bassa intensità e che dura poco, ma fulminea. Vorrei dirgli "che cazzo di porco che sei", con gratitudine, ma al contrario mi volto un po' e faccio la gatta. L'altra cosa che gli vorrei dire è che mi piace da morire quando mi usa come una troia, ma mi limito a dirgli "mi piaci tanto, mi piace quando ti prende così". Mi volto ridacchiando, buonanotte.

*****

Domenica pomeriggio. Sono ancora un po' stanca, però è una bella stanchezza. A correre ci sono andata e gli ho pure dato sotto, ma almeno il trenta per cento della mia voglia di relax è dovuto al pranzo con i miei. Digestione impegnativa. Osservo lo stronzetto che si prepara per andare alla partita, è un po' presto ma lui esce sempre prima perché passa a prendere un paio di amici e ha l'incubo del parcheggio.

Diciamolo chiaramente, molte si lamentano ma sia benedetto il calcio la domenica sera. Mi prendo un po' di tempo per me. Cura del corpo, chat con qualche amica, tv, cazzate sparse. Mi metto a scrivere questo raccontino che è quasi un resoconto sexy del weekend. A un certo punto mi fermo, faccio mente locale sulla rossa bottiglia di Campari che ho visto poco fa nel frigo. I primi tempi in cui ci siamo trasferiti qua, su questo divano andava in scena praticamente tutti i giorni il rituale del pompino+aperitivo. Tradotto, quando tornava dal lavoro se ne stava stravaccato sul divano con il suo bicchiere di negroni appoggiato sul bracciolo e il cazzo nella mia bocca. Poi questa abitudine si è un po' diradata, perché alla lunga ci si stanca a fare sempre le stesse cose. Però adesso mi andrebbe. Voglio dire, sarà colpa della bottiglia di Campari, ma ho proprio voglia di farglielo e di sentire tra un sorso e l’altro il suo "che bocchinara" sospirato tra i denti. Metto in pausa il racconto, magari lo finirò più tardi e lo rileggerò domani. Poi, se mi piacerà, lo pubblicherò. Però adesso mi sgrilletto, pensando proprio a lui che mi scopa la testa. 

E tutto per una bottiglia di Campari. Ve l'ho detto che mi lascio condizionare troppo facilmente.
scritto il
2026-02-25
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