Marco mi fa sentire troia alla sua prima volta
di
Sborratore
genere
prime esperienze
Come già vi ho raccontato in un altro precedente racconto questa è una storia vera accaduta molti anni fa nella mansarda di mia nonna tra me e mio cugino Marco. Eravamo entrambi alle prime armi, entrambi arrapati liceali all'ultimo anno e morti di figa. Le domeniche pomeriggio specie in inverno erano dominate dalla noia e dalla voglia di far qualcosa di trasgressivo, di eccitante. Il calcio non interessava a nessuno dei due. Mentre io ero il classico bravo ragazzo studioso lui era un vero e proprio bad boy. Molto spesso però i bravi ragazzi sono molto più arrapati e perversi di chi sembra all'apparenza un ragazzo un po' più esuberante. Era esattamente questo il mio caso. Una domenica pomeriggio di un piovoso e freddo novembre ci rintaniamo in mansarda mentre i nostri genitori sono di sotto, chi a chiacchierare e giocare a carte e chi a guardare le partite di calcio. Era il nostro angolo segreto, intimo. Dove potevamo raccontarci le nostre esperienze e molto spesso scambiarci commenti e consigli sulle ragazze. Accadeva a volte che uno dei due riusciva a procurarsi con non poche difficoltà un giornaletto porno e lo portava come un trofeo all'altro a dare uno sguardo. Su quelle immagini trite e ritrite, sciatte e volgari avremmo basato le nostre seghe delle settimane successive. Però quel pomeriggio io ero molto arrapato. Venivo da una settimana di petting furiosi con la ragazza con cui mi frequentavo (cattolica allo sfinimento), ovviamente senza sborrare, per cui quella domenica ero carico a molla. Mi sarebbe bastata anche un catalogo di intimissimi per spararmi una sega violenta e liberarmi di tutta la tensione erotica della settimana. Marco portò un giornale porno in cui c'erano donne che si inserivano oggetti nell'ano e mentre sfogliavo le pagine non resistetti. Slacciai i pantaloni, tirai giù la zip e cominciai a segarmi. Marco sbalordito mi dice "ehi! che cazzo fai! vuoi segarti qui di fronte a me?". Lo guardai più eccitato che imbarazzato. Mi piaceva farmi guardare con il cazzo in mano. Lo tirai fuori dalle mutande, mi alzai in piedi e a gambe aperte cominciai a masturbarmi lentamente. Il pene diventò presto di marmo, la cappella iniziò a gonfiarsi e gli spasmi di piacere mi facevano tremare le gambe. Dopo circa un paio di minuti di silenzio da parte di Marco gli dissi "si però tu stai continuando a guardare eh, porco!". Non ci fu risposta ma notai che anche lui aveva la mano nei pantaloni e stava cominciando a toccarsi. Il mio ano pulsava di desiderio, afferrai una spazzola col manico cilindrico appoggiata sul tavolo, mi piegai a 90 sul divano e senza dire una parola, come se fossi diventata una checca troia mi infilai il manico della spazzola su per il culo. Con l'altra mano continuavo a menarmelo lasciando Marco come spettatore impressionato dalla mia performance. "Per come è entrata facile, ti infili spesso le cose nel culo?" chiese Marco. Non gli diedi risposta. Volevo solo che si segasse guardandomi fare la troia. Ad un certo punto mi girai per cercare di capire a che punto era arrivata la sua eccitazione. Era dietro di me col suo cazzo lungo e sottile con pochi peli biondi che gli coprivano il pube. Ardeva di desiderio ma qualcosa lo fermava. Sfilai la spazzola dal mio buco e mi piegai proprio da troia presentandogli davanti alla faccia il mio ano aperto e pronto a riceverlo. Gli dissi "dai non è che se facciamo un po' di pratica siamo per forza gay!". Avvicinò la cappella al mio ano, era calda e umida. Non ci volle molto che dopo un po' di spinte mi penetrò. Cominciò piano, non sapevamo neppure cosa stessimo facendo ma l'eccitazione ci guidava. Proseguì con colpi sempre più forti, veloci e ritmati. Sentivo le sue palle sbattere contro le mie. Il suo cazzo lungo e sottile scivolava senza dolore tra le mie viscere, lo sentivo passare senza dolore attraverso lo sfintere che senza possibilità di controllo cominciò a contrarsi e rilasciarsi ritmicamente. Questa sensazione venne presto percepita da Marco che mi disse "sembra che mi stai facendo una pompa col culo! Mi farai sborrare subito!". A questa affermazione, a conferma del mio essere troia cominciai a muovermi ritmicamente verso di lui verso il suo bacino "sfondami!" sussurrai. La richiesta non cadde inascoltata. Pochi colpi ben assestati e sentii il suo cazzo pompare sperma dentro di me. Un mugugno soffocato gli uscì dalle labbra e tirò fuori il suo cazzo ormai appagato.
Io però ancora non avevo sborrato. Ma Marco era generoso ed avrebbe pensato anche al mio piacere. Si inginocchiò e mi prese il pene tra le labbra. Il mio cazzo è grosso in circonferenza anche se non molto lungo. La sua bocca esile faceva fatica a contenermi. Il calore della sua bocca mi fece capitolare in pochi minuti.
Io però ancora non avevo sborrato. Ma Marco era generoso ed avrebbe pensato anche al mio piacere. Si inginocchiò e mi prese il pene tra le labbra. Il mio cazzo è grosso in circonferenza anche se non molto lungo. La sua bocca esile faceva fatica a contenermi. Il calore della sua bocca mi fece capitolare in pochi minuti.
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