Sulla spiaggia del Gargano
di
Marcolino63
genere
prime esperienze
Mancava poco agli esami di maturità e con la scusa di prepararci senza distrazioni io e il mio compagno di classe Maurizio decidemmo di passare alcuni giorni nella sua casa estiva situata sulla costa del Gargano.
Ero il primo della classe e gli esami mi intimorivano poco, mentre il mio compagno, sebbene non fosse altrettanto bravo, non aveva alcuna voglia di studiare, decidendo quindi, avendo l'auto e la casa libera, di passare quei giorni per divertirci insieme andando a caccia di ragazze.
Il paese seppur bello, non offriva grandi occasioni di conquiste, non essendo ancora la stagione balneare decollata e su indicazione di un conoscente del posto, iniziammo a bazzicare il vicino campeggio dove erano già presenti alcuni turisti del nord Europa.
Molte volte sin da ragazzo con i miei genitori eravamo stati in giro per l'Europa, avendo così imparato a parlare discretamente l'inglese ed anche un po' di francese.
Facemmo amicizia con il barista del camping che ci fece notare una famiglia olandese dove le due figlie, non avendo legato con gli altri coetanei, avevano l'aria triste ed annoiata.
Ci andammo a stendere con i teli nei pressi del loro ombrellone notando che stavano leggendo, mentre i loro genitori giocavano a carte con un'altra coppia coetanea.
Dopo poco, si alzarono per andare in mare e potemmo guardarle bene trovandole molto attraenti ed all'incirca della nostra età; erano ambedue magre e bionde, ma mentre la più grande aveva i seni ben sviluppati, la piccola mi attirava molto per le rotondità del suo culetto trovandolo davvero eccitante.
Le coppie ipotetiche erano fatte, sapendo della passione di Maurizio per le tette abbondanti e dopo poco prendendo un pallone di gomma, le seguiamo in acqua.
Iniziammo a palleggiare e sbagliando volutamente facevamo di tanto in tanto andare la palla vicino a loro che ce la restituivano sorridendo, poi la palla finì dietro le spalle della sorella più piccola ed avvicinandomi mi scusai parlando in inglese concetto che fu capito da entrambe, dando l'impressione di aver gradito il gesto e dicendomi di conoscere anche un po' della nostra lingua.
Il ghiaccio era rotto e dopo esserci presentati, invitammo Sabine ed Ingrid (questi i loro nomi) ad unirsi a noi nel gioco, spiegando che consisteva nel fare il maggior numero di palleggi senza fare cadere la palla in acqua.
Ne riuscimmo a farne parecchi, scambiandoci sguardi e sorrisi che lasciavano ben sperare, poi le invitammo a fare una nuotata per raggiungere degli scogli posti non troppo lontani dalla riva e dopo uno sguardo d'intesa fra Sabine e sua madre, ben contenta di vedere le figlie finalmente sorridenti, ci seguirono nuotando molto meglio di noi.
Arrivati nei pressi e volendo salirci su per riposarci, le aiutammo reggendole per le gambe, senza trovare opposizione da parte loro, e ricambiando l'interesse anche nelle coppie che avevamo in mente di formare.
Per me fu più facile legare con Ingrid, la piu piccola, che riusciva a comprendermi bene anche utilizzando l'inglese per i termini italiani che non conosceva, ma anche Maurizio ricorrendo alle mie traduzioni, catturò le simpatie di Sabine.
Stemmo a lungo sugli scogli raccontandoci un po' di noi, capendo che erano di Rotterdam e che studiavano ambedue materie letterarie e che non avevano ragazzi fissi.
Il sole stava tramontando e i gesti della mamma che si sbracciava dalla riva, ci richiamarono all'ordine e rientrando a riva, salutando anche i genitori, ci demmo appuntamento per il giorno dopo.
Eravamo euforici essendo la prima volta che legavamo con ragazze straniere e per di più molto carine e pensammo a come comportarci per spingerci oltre, senza rischiare di perderle, o che i genitori le allontanassero da noi.
Il giorno dopo quando arrivammo alla spiaggia del camping erano già lì, notando subito che indossavano dei due pezzi più audaci di quelli del giorno precedente ed un trucco più curato.
Dopo averle invitate al bar, dove presero due spremute di arance, gli proponemmo di noleggiare un pedalò per ammirare la riva dal largo e dopo essersi consultate dissero di sì, aggiungendo ma senza allontanarsi troppo.
Mentre io e Maurizio trascinammo il pedalò in acqua, le vedemmo passare dai genitori che con molte raccomandazioni gli diedero l'assenso.
Ci raggiunsero contente di averli convinti portandosi teli e borse e mentre loro si misero ai pedali e timone, io ed Ingrid ci stendemmo dietro sui teli, non riuscendo a staccare gli occhi dal suo culetto che essendosi messa a pancia sotto, metteva in mostra appena coperto da un costumino molto sgambato.
Mentre Maurizio con la scusa di aiutarla a pedalare più veloce per allontanarci dalla riva, gli mise le mani sulle cosce, Ingrid tirò fuori una crema dalla borsa chiedendomi se l'aiutavo a stenderla sulle spalle slacciandosi il reggiseno.
L'atmosfera si surriscaldava e timidamente iniziando dal collo iniziai a stendere la crema massaggiandola, per poi scendere sulle sue spalle atletiche fermandomi al suo stretto punto vita, ma lei voltandosi con un sorriso malizioso disse di stenderla anche sulle gambe.
Ero eccitato ed iniziando dai polpacci risalii verso le cosce che lei apri per facilitarmi, notando che il costume si era inumidito in corrispondenza della sua fichetta, mentre Maurizio essendo fuori dalla vista dei genitori e smettendo di pedalare iniziò ad abbracciare Sabine baciandola.
Rischiando un po' gli chiesi, con la scusa di non sporcargli il costume, se potevo abbassarlo un po' ed avuto il suo assenso, glielo calai a mezza coscia iniziando a massaggiare le sue splendide natiche.
Anche lei era visibilmente eccitata, muovendo il bacino ogni qualvolta massaggiandole le aprivo le natiche ammirandogli il suo stretto buchino e la fica che aprendosi emergeva rosea dal folto pelo biondo.
Mentre Sabine oramai senza reggiseno si era messa a cavalcioni baciandolo con passione, Ingrid con mia meraviglia si voltò e sfilandosi completamente il costume si mostò completamente nuda e guardando il grande rigonfiamento nel mio costume, mi incoragiò ad abbracciarla.
Era splendida con i suoi occhi celesti appena coperti dalla francetta bionda, i suoi piccoli seni sulla cui vetta spiccavano dei capezzoli rosei, il suo ombelico profondo ed il suo pube coperto da un folto pelo biondo.
La abbracciai e mettendoci sul lato iniziai a baciarla appassionatamente e lei, seppur inesperta, cercò di ricambiare con altrettanto ardore e mentre con le mani sulle natiche la spinsi verso di me, sentii distintamente i suoi capezzoli duri pungermi il petto e la sua coscia sovrastare la mia.
La sentivo tremere per l'emozione che aumentò quando con la mano infilandosi sotto il costume prese il mio grosso uccello evidentemente sorpresa per la sua dimensione.
Mentre oramai Sabine succhiava senza freni l'uccello di Maurizio guardandoci di tanto in tanto, io, perso ogni pudore, mi tolsi il costume e mi posizionai in un 69 laterale, inserendo la testa fra le sue gambe e aprendogli le labbra della piccola fichetta iniziai a leccargli il suo succoso interno.
Lei diede un'occhiata alla sorella, che essendo più esperta, aveva già preso tutto l'uccello in bocca succhiandolo con avidità, e volendola imitare, iniziò a prenderlo con una mano, iniziando a dare dei timidi bacetti sulla cappella per poi girarci intorno con la lingua ed incoraggiata dai miei gemiti, spalancò la bocca prendendo tutta la cappella nel suo interno cercando di succhiarla serrando le labbra.
Ero molto eccitato dalla visione della sua piccola fichetta e dai gradevoli odori che sprigionava, iniziando a stimolargli il clitoride appena visibile e con il dito il suo ano tanto stretto al punto di non riuscire ad entraci, e spingendo il mio bacino per l'eccitazione, la cappella gli arrivò alla gola e sebbene sospese per un po' il pompino tossendo, poi lo riprese succhiandolo con maggiore prudenza.
Dopo aver insalivato anche l'ano, riuscii a penetrarlo di poco sentendolo subito dopo stringersi ritmicamente unitamente alle sue gambe intorno alla mia testa ed emettere un forte sospiro.
Rimasi fra le sue gambe annusando l'odore che il suo orgasmo aveva accentuato con la fuoriuscita dei suoi umori, sentendo poi il mio uccello affondare in una bocca più grande ed esperta, accorgendomi che la sorella era giunta in suo soccorso vedendola in difficoltà.
Gli mostrò come fare a soddisfare un uccello evidentemente più grande di quelli provati in precedenza, iniziando a massaggiarmi anche le palle e portando la cappella lateralmente a gonfiargli le gote.
Poi sentendo la cappella ingrandirsi, lasciò il posto ad Ingrid che con la bocca aperta cercò di ingoiare una parte dei fiotti che schizzarono fuori copiosi, passandolo poi alla sorella che succhiò il resto pulendomelo poi con dedizione.
Tornando in me vidi che dietro Sabine, che era posizionata a pecora, Maurizio la stava masturbando penetrandola profondamente con le dita, facendogli penzolare le grosse tette ad ogni affondo della mano ed attratto da quelle splendide tette, ricambiai il favore di prima iniziando a massaggiarle energicamente.
Anche lei presa da due fuochi raggiunse l'orgasmo rapidamente lasciandosi andare su di me ed abbracciandomi, cosa che non fu gradita dalla sorella che tornò a stendersi dandomi le spalle.
Vedendola imbronciata iniziai a coccolarla stringendola fra le braccia e lei mi confessò, sottovoce di essere un po' gelosa della sorella in quanto più grande e più esperta attirava tutti, invidiandoli anche le sue splendide tette.
La tranquillizai dicendogli che a me piaceva lei e che aveva un culetto decisamente più bello della sorella, così tornò a sorridere e tornandomi a baciare, mi ringraziò per il complimento.
Anche la sorella, che aveva notato il suo dissenso precedente, tornò serena vedendola di nuovo di buon umore e rientrando a riva intonammo allegramente le canzoni più famose e indegli Abba che conoscevamo.
Tornati a riva, facendomi coraggio e favorito dal fatto che anche i genitori parlavano l'italiano, mi avvicinai chiedendogli se nel pomeriggio potevo portarle in auto a vedere alcuni punti molto belli della costa e loro spiegandomi che si erano informati su di noi dal barista, ci dissero di sì e spiegandoci che il giorno dopo sarebbero dovuti partire.
Dopo esserci stesi in riva a prendere il sole scherzando allegrmente ci salutammo prendendo appuntamento per le 16.00 davanti all'ingresso del camping.
Faceva abbastanza caldo e le passammo a prenderle con la nuova Fiat 131 che il padre di Maurizio gli aveva concesso con mille raccomandazioni, trovandole in gonnellina, canotta e zainetto riparate da un salice che le faceva ombra, strategicamente feci salire Sabine di fianco al guidatore e io ed Ingrid di dietro.
Con l'autoradio ad alto volume ci dirigemmo verso la foresta Umbra che sovrasta il Gargano arrivando ad un bel laghetto dove c'era pochissima gente e scegliendo una sponda un po' appartata ci stendemmo sui teli per goderci la frescura.
Ingrid mi disse che era un peccato che ci eravamo conosciuti solo ieri e che dovevano rientrare in Olanda il giorno dopo, ma io la consolai dicendogli di goderci la giornata allontanando ogni forma di tristezza.
Lei mi abbracciò stretto dicendomi di nutrire nei miei confronti molto più che amicizia e venendomi sopra iniziò a baciarmi appassionatamente, cosa che anche l'altra coppia aveva iniziato a fare da un po', poi tornata seria mi sussurrò timidamente che contrariamente alla sorella lei era ancora vergine.
Sentii una forte attrazione verso quella ragazza un po' timida ed a volte sfrontata, iniziando a provare per lei un sentimento profondo che andava oltre l'atrazione sessuale.
Presto le mie mani, infilandosi sotto la gonna, iniziarono ad accarezzare le sue chiappe sode facendole scorrere fra di esse e scanzando il sottile perizoma iniziai a stimolare entrambi i buchini.
Più timida di Sabine che togliendosi la canotta metteva già in mostra incurante le sue splendide tette, lei mi prese per mano, addentrandosi nella boscaglia alla ricerca di un posto più appartato.
Eravamo lontani da occhi indiscreti ed accovacciandosi davanti e slacciandomi e calandomi i jeans disse "non ti farò rimpiangere mia sorella...ora lo voglio tutto per me" e dopo essersi tolta la canotta lo tirò dolcemente fuori dagli slip, iniziando a leccarlo sapientemente salendo e scendendo lungo l'asta.
Mise in pratica quello che aveva visto fare dalla sorella dimostrandosi un'ottima allieva, poi prendendomi per i fianchi tentò spingendolo sempre più a fondo di prenderlo tutto, riprendendo fiato di tanto in tanto.
Era splendida con i suoi occhi celesti che filtrando attraverso la sua frangetta bionda, mi scrutavano vogliosi di soddisfarmi e dopo aver ripreso ancora una volta fiato, sentii la mia cappella raggiungere il fondo della sua gola, sentendo il mio orgasmo arrivare improvvisamente.
Feci appena in tempo ad avvisarla, che intensi fiotti di sborra calda e densa le inondarono il viso, mentre lei, felice del risultato ottenuto, con la bocca aperta e la lingua fuori, li indirizzò nella sua bocca succhiandolo poi fino all'ultima goccia e ricevendo i miei elogi per la sua bravura.
Mentre si abbassò mettendo in mostra sotto il suo gonnellino il suo pezzo forte, per prendere dallo zainetto i fazzolettini, ne approfittai ed abbassandogli il perizoma misi il mio viso fra le sue chiappe e tenendole aperte iniziai a leccarla.
Il suo gradevole odore composto di umori e sudore, mi inondò le narici e lei appoggiandosi ad un albero e divaricando leggermente le gambe, iniziò a gemere, pregandomi di non smettere.
Vedevo il suo piccolo buchino stringersi ed allargarsi ad ogni affondo della lingua ed insalivando l'indice lo poggiai sul suo ano e trovandolo già rilassato, lo inserii dolcemente fino in fondo iniziando poi a muoverlo uscendo e rientrando.
Il movimento lo fece completamente rilassare incoraggiandomi a tentare di infilarci anche il secondo dito che penetrò gradatamente trovando più resistenza.
Improvvisamente sentii una potente stretta del suo ano che mi impedì ogni movimento, per poi rilassarsi e ristringersi in un intenso orgasmo accompagnato da intensi gemiti.
Infine si calmò e prendendola dalle tette la sollevai, sentendo i suoi capezzoli diventati molto turgidi, per poi farla voltare e baciarla appassionatamente scambiandoci i nostri umori dalle bocche e provando una forte complicità.
Ansimando la sentii timidamente sussurrare "ti amo e vorrei tanto che tu fossi il mio primo uomo con cui fare l'amore", ma questa è un'altra storia e la continuazione del racconto seguirà presto ....
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