La vicina di casa 2

di
genere
corna


Arrivato a casa, dopo aver fatto la doccia e messo un po' di ordine in casa, mi sono steso sul divano in accappatoio con le luci soffuse ad ascoltare i miei brani preferiti dallo stereo, poi ricordando gli effetti dell'alcol su di lei della notte precedente, metto in ghiacciaia una bottiglia di Ferrari rosa e preparai due flute di cristallo .
Finalmente sentii bussare alla porta vedendola apparire in accappatoio rosa con i lunghi capelli castani raccolti a coda di cavallo e accuratamente truccata evidenziando i suoi occhi nocciola e la sua bocca e sotto calze a rete autoreggenti e scarpe tacco 12.
Entrata in casa si mise seduta sul divano e mentre io le versavo lo spumante lei mi fece i complimenti per l'arredamento della sala, andando poi verso lo stereo per scegliere un brano, selezionando Titanic di Celine Dion.
Alla partenza del brano stando di spalle si slacciò l'accappatoio e lasciandolo cadere apparve con solo ii perizoma ed autoreggenti, mettendo in mostra il suo perfetto culetto reso lucido da qualcosa che aveva utilizzato come voltandosi anche le sue tette, ammirando la sua fica che era ben visibile sotto il perizoma trasparente.
Mi prese per mano invitandomi a ballare, cosa che feci stringendola in modo da sentire i suoi capezzoli sul mio petto e poggiando le mie mani sulle sue chiappe sode di cui potevo finalmente saggiarne la consistenza.
Iniziammo a baciarci poi lei slacciandomi l'accappatoio lo fece cadere, facendomi restare in boxer, continuando a ballare con il mio uccello oramai eretto che poggiava sul suo ventre piatto e tonico.
Finito il brano accovacciandosi mi abbassò lentamente il boxer facendolo venir fuori all'altezza del suo volto e poggiando le mani sulle mie natiche, inizio a leccare la cappella girandoci la lingua intorno, per poi scendere lungo l'asta arrivando a succhiare le mie palle mordicchiandole con delicatezza.
Guardandomi negli occhi risalì di nuovo alla cappella per prenderla interamente nella sua bocca e spingendomiper le natiche iniziò a farlo affondare sempre più a fondo, fino a soffocare e vedere i suoi occhi lacrimare.
Lo tirò fuori filante di saliva per riprendere fiato, per poi ricominciare e farlo scorrere in un fantastico su e giù facendomi gemere per le forti sensazioni che provavo sentendolo penetrare in profondità nella sua calda gola.
Le sue mani percorrevano il mio corpo massaggiandomi le palle e le natiche, per poi infilarsi fra di esse ed arrivare al mio buchino iniziando a stuzzicarlo, infine penetrandolo procurandomi un intenso piacere ed facendomi venire nella sua bocca con dei potenti fiotti che solo in parte riuscì ad ingoiare, venendo lateralmente fuori dalla sua bocca e colando sulle sue tette.
Era stupenda mentre mi guardava con il cazzo che gli pulsava in bocca e con la sborra che gli colava dal mento fiera di avermi soddisfatto, ma ora toccava a me ricambiare e facendola posizionare a pecora sul divano mi inginocchiandomi dietro di lei.
Era visibilmente eccitata e dicendomi "voglio essere leccata per bene" divaricò oscenamente le chiappe con le mani mostrandomi la sua fica aperta dalla quale veniva fuori in liquido biancastro con un forte odore, che scendendo sul clitoride formava delle gocce che raccolsi con la lingua trovandole gradevoli.
Sopra fra le sue splendide chiappe lucide era visibile il suo piccolo ano con delle grinzette intorno che si stringeva ulteriormente ogni qualvolta lo sfioravo con la lingua.
Iniziai a leccargli ambedue i buchi, mentre lei ansimando aumentava la pressione della mia lingua sulla sua fica spingendosi indietro, poi dopo un sospiro disse con un filo di voce "usa anche le dita...aprimi tutta".
Non chiedevo di meglio che inserire le mie dita nella sua fica le cui labbra carnose erano già completamente dischiuse in attesa di essere penetrate ed inserendone con facilità due iniziai a spingerle in profondità e ritirarle sempre più velocemente strusciandole sul clitoride turgido. Improvvisamente le sentii stringersi fortemente rimanendo immobile, per poi rilassarle accompagnate da uno spruzzo che mi finì addosso e da tremori delle gambe che durarono più a lungo.
Non era ancora appagata e massaggiandosi il clitoride con avidità, disse sospirando "ora voglio il tuo cazzone nel culo... l'ho preparato con cura .... me lo devi allargare per bene come nessuno ha ancora fatto ".
Era dalla prima volta che l'avevo vista in costume che ammirando il suo culetto, avevo sognato di poterglielo allargare con il mio bel cazzone e quella sua richiesta me lo fece diventare di colpo di nuovamente duro.
Avendo praticato il sesso anale abbastanza spesso e sapendo che lo aveva provato poche volte e sempre con uccelli di dimensioni modeste, andai a prendere del lubrificante della Durex e tornando la trovai a pecora che gemeva con due dita profondamente infilate nell'ano.
Le sostituii con le mie abbondantemente lubrificate riuscendo ad inserire anche un terzo dito, per poi spruzzare nell'ano rimasto dilatato, dell'altro lubrificante che scivolò nel suo interno.
Era visibilmente vogliosa di essere inculata e voltandosi con aria provocante disse facendomi l'occhiolino "sono pronta... anche se dovessi gridare non ti fermare".
Gli dissi di tenere ben aperte le natiche e tenendola per i fianchi gli poggiai la cappella ben lubrifica sullo sfintere che la accolse dilatandosi, ma poi quando cominciai a penetrarla la sentii lamentarsi, non volendola fare soffrire lo sfilai facendo scivolare nello sfintere oramai spalancato dell'altro lubrificante.
Entrò una buona metà senza problemi poi la sentii nuovamente sofferente, ma questa volta lei gridando mi spinse il culo contro, facendolo affondare nel suo interno, sentendo il suo sfintere stringersi fortemente intono al mio uccello oramai completamente penetrato fino alle palle.
Rimasi immobile per alcuni secondi poi sentendo la sua stretta allentarsi iniziai a muoverlo sentendolo scivolare grazie all'abbondante lubrificante, iniziando ad alternare penetrazioni lente ad altre più decise, sentendola gemere questa volta di un intenso piacere dicendo "mmm...lo sento tutto nel mio intestino...mi sento piena....ti prego non fermarti...spingi...spingi!".
Sentivo le sue splendide chiappe sbattere violentemente sul mio ventre e le palle sulla sua fica fradicia di umori, provocando dei rumori che stimolavano entrambi, poi senza farlo uscire ci capovolgemmo e venendomi sopra iniziò a cavalcarmi sempre più calorosamente godendo come una pazza quando iniziai a stimolargli il clitoride.
Volevo non finisse mai, sentivo il cazzo duro entrargli profondamente dentro il suo intestino infuocato, scivolando adesso agilmente e sentendo scendere i suoi abbondanti umori sulle mie palle, mentre lei continuava a gemere e ansimare.
La sentii raggiungere un nuovo orgasmo sentendo il suo sfintere stringersi ritmicamente intorno al mio uccello e contemporaneamente iniziai a pulsargli dentro inondandogli l'intestino di sperma prolungandogli l'orgasmo e lasciandola esausta sopra con il mio uccello ancora dentro che iniziava a smosciarsi.
Eravamo ambedue sfiniti e sudati e quando si riprese dopo averselo sfilato dal culo, sentendo dal suo intestino pieno iniziare a sgocciolare, corse nel bagno mettendosi la mano fra le natiche.
La raggiunsi in bagno, essendo stato anche io inondato dal lubrificante e dai suoi umori, e la trovai sul wc dove si era liberata l'intestino e prendendola per mano la portai sotto la doccia per lavarci a vicenda, continuandoci a coccolare.
Dopo esserci asciugati la invitai a restare a dormire con me ed accoccolandoci nudi a cucchiaio mi disse "finalmente mi sento appagata dal tuo bell'uccellone" aggiungendo "anche se il culetto mi brucia forte, non avevo mai goduto così.... mi sa che mi sto innammorando" ed io dando un'ultima occhiata al suo splendido culetto risposi "anch'io!".
scritto il
2026-02-26
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