Il compleanno di Lina

di
genere
sentimentali

La signora delle pulizie 2
Spesso ci incontravamo per scopare, non solo a casa ma anche al mare o negli hotel in città che non conosceva ed in occasione del suo compleanno nel mese di giugno organizzai un weekend dalle mie parti nelle isole Tremiti.
Partimmo in auto il venerdì pomeriggio ed arrivammo a Termoli la sera dove avevo prenotato un hotel per poi imbarcarci sull'aliscafo la mattina seguente.
Dopo una romantica cena nel borgo antico ci affacciammo al belvedere sotto il castello dove sorgeva la luna piena dal mare, illuminando la costa fino a Vasto e dove ci baciammo sotto il cuore dei lucchetti dell'amore e dove non avendolo Lina si sfilò il perizoma da sotto la gonna e lo legò fra gli altri lucchetti.
Poi scendemmo in spiaggia che era passata mezzanotte ed appartandoci in un lido poco illuminato su un lettino si mise in ginocchio davanti e tirandomi fuori l'uccello dal pantalone iniziò un favoloso pompino insalivandomelo per bene.
Dopodiché salendomi sopra se lo infilò nella fica iniziando a muoversi come lei aveva meravigliosamente imparato a fare, mentre io gli infilai le mani sotto la maglietta strizzandogli le tette, poi avvisandola che stavo per venire si girò in un 69 e prendendolo in bocca iniziò a succhiarlo mentre io coperto dalla gonnellina gli succhiavo la fica intrisa dei suoi abbondanti umori ancora dilatata dalla penetrazione.
Eccitatissimo sentendo la mia cappella penetrargli la gola iniziai a venire con potenti fiotti che lei succhiò avidamente ingoiandola tutta e lasciandomelo perfettamente pulito.
Poi tornò a voltarsi cercando la mia bocca per baciarla scambiandoci i nostri succhi, restando poi a vedere la luna sul mare in silenzio per un po', per poi rientrare in hotel addormentandoci abbracciati.
La sveglia ci ricordò che era ora di colazione e che dopo dovevamo andare al porto per prendere l'aliscafo per le Tremiti, cosa che facemmo vedendo la costa sempre più allontanarsi e nel giro di mezz'ora arrivammo all'isola principale.
Era una splendida giornata con il mare calmo e sbarcando noleggiammo un gommone con il quale girando intorno all'isola di san Domino, trovammo una caletta tranquilla e deserta.
L'acqua era cristallina e ci divertimmo a tuffarci dagli scogli per poi stenderci su una roccia piatta per prendere il sole nudi.
Era splendida nuda con il suo culetto perfetto con le natiche leggermente aperte che mostravano la sua fica completamente depilata facendo indurire il mio uccello.
Notando la mia eccitazione mi venne su, mettendomi la sua fica calda sul volto per farsela leccare, cosa che feci con entusiasmo leccandogli anche il buco del culo, che la fece gemere per il piacere.
Alzandosi si appoggiò ad una roccia in acqua dandomi le spalle e aprendosi le natiche guardandomi disse "prendilo è tutto tuo".
Sapeva che mi piaceva molto incularla ed anche a lei essendo il suo ano, oramai abituato ad essere penetrato dal mio grande uccello, godeva molto a sentirselo profondamente dentro il suo intestino.
Non persi tempo e dopo aver strofinato la cappella fra le labbra bagnate della sua fica appena sopra l'acqua, salii al suo sfintere in bella evidenza fra le sue chiappe tenute aperte iniziando a penetrarla.
Non ci volle molto affinché l'uccello sparisse nel suo culetto e mettendogli una mano sul fianco e l'altra sulla sua fica iniziai a penetrarla sempre più velocemente facendola urlare dal piacere massaggiandogli il clitoride per poi, dopo un ultimo potente affondo, iniziare a riempirgli l'intestino con numerosi ed intensi spruzzi che provocarono anche il suo orgasmo.
Quando lo tirai fuori lo sperma iniziò a venire fuori finendo in acqua formando delle strisce bianche molto dense che gli spalmai sulle sue natiche arrossate, tornando poi entrambi in mare a nuotare.
Era ora di pranzo e tornammo al porticciolo trovando lì vicino un ristorantino carino dove pranzammo benissimo brindando con un Berlucchi per rinnovargli gli auguri.
Nel pomeriggio andammo sull'isola di san Nicola salendo sulla fortezza angioina, posta in alto così da gustarci un panorama veramente bello, scendendo poi per prendere l'aliscafo di ritorno a Termoli.
La sera cenammo con una coppa di gelato nella piazza del centro storico, discutendo su dove fermarci per il pranzo del giorno dopo sul tragitto di ritorno e dopo aver optato per san Benedetto del Tronto tornammo in camera.
Andai a farmi una doccia e subito dopo mi raggiunse Lina dicendomi "vuoi una mano per insaponarti la schiena" entrando nel box doccia e preso il bagnoschiuma iniziò ad insaponarmi le spalle scendendo poi alle natiche e mettendomi un dito nel buchino mentre con l'altra mano mi stringeva l'uccello in piena erezione.
Dissi "ora tocca a me" e con il bagnoschiuma iniziai ad insaponargli le spalle e le tette facendogli indurire i capezzoli per poi scendere alle sue belle chiappe e facendo scorrere le mani fra di esse, arrivai alla sua fica stringendoli le labbra ed il clitoride facendola sospirare, per poi risalire verso l'ano inserendo più volte il dito insaponato fino a sentirlo rilassato.
Intuendo che volevo nuovamente incularla poggiò le mani al muro inclinandosi in avanti dicendomi "fottimi senza alcun riguardo...sfondami il culo".
Non chiedevo di meglio e mettendo un po' di bagnoschiuma sull'uccello durissimo per l'eccitazione e prendendola saldamente per i fianchi lo misi fra le sue chiappe e trovando facilmente il suo sfintere semiaperto, lo spinsi dentro tutto con forza in un sol colpo facendola urlare dal dolore, per poi afferrandola per le tette iniziai a dargli dei potenti colpi facendola sollevare sulle punte dei piedi e gemere in un misto di dolore e piacere.
Provavo un piacere immenso nel sentire il mio pene entrare ed uscire dal suo ano, oramai completamente dilatato, con un ritmo sempre più forte facendogli sbattere le palle sulla fica violentemente ed il ventre sulle chiappe arrossate, mentre l'acqua ci scorreva addosso.
Continuai a lungo ad incularla, poi accorgendosi che stavo per venire, si voltò mettendosi in ginocchio con la bocca aperta e guardandomi negli occhi aspettò che i fiotti gli inondassero il volto cercando di prenderne il più possibile nella sua bocca.
Dopo aver succhiato fino all'ultima goccia il mio uccello che oramai aveva perso il vigore, si alzò abbracciandomi calorosamente e dicendomi "grazie è stato molto intenso ... ho il culetto in fiamme".
Dopo essersi fatta mettere una pomata nell'ano molto arrossato e che gli duoleva, dormimmo ininterrottamente svegliandoci giusto in tempo per fare colazione, poi dopo aver preparato le valigie, salimmo in auto imboccando l'autostrada.
Ci fermammo a San Benedetto del Tronto per il pranzo ed un veloce giro della città poi riprendemmo l'autostrada cantando insieme le canzoni della mia playlist dell'autoradio ed arrivando in serata sotto casa sua mi disse " è stato il più bel compleanno della mia vita, non lo scorderò mai" poi mi baciò calorosamente e scese dall'auto sorridente.
scritto il
2026-03-12
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