Il mio piccolo grande amore
di
Marcolino63
genere
sentimentali
Segue il racconto "sulla spiaggia del Gargano"
Quello che disse Ingrid "ti amo e vorrei tanto che tu fossi il mio primo uomo con cui fare l'amore", mi lasciò senza fiato, avevo avuto l'impressione che, come la sorella faceva con Maurizio, il nostro rapporto fosse stato qualcosa più legato ad una soddisfazione sessuale, senza troppi coinvolgenti sentimentali.
Lei invece mi guardava teneramente con i suoi occhi celesti, sperando di trovare nei miei lo stesso sentimento e qualcosa accadde in me che mi spinse a rispondergli "ti amo anch'io" tornando a baciarci.
Improvvisamente sentimmo la voce di Sabine che ci chiamava e tornando vidi Maurizio soddisfatto e da alcuni fazzoletti sul prato, ebbi la conferma che anche loro si erano dati da fare.
Rientrando verso l'auto, mentre Maurizio mi raccontò della splendida spagnola che gli aveva fatto esaltando la consistenza delle tette, le sorelle distanziandosi da noi iniziarono a parlottare anche animosamente fra loro.
Mentre Maurizio e Ingrid entrarono in auto per ascoltare la musica, Sabine mi prese in disparte dicendomi che la sorella era decisa a voler fare l'amore con me.
Nel raccontarmelo ebbi l'impressione che non fosse contraria, ma che voleva accertarsi principalmente che il sentimento fosse condiviso e che sarei stato dolcissimo in modo da fargli rimanere un ricordo indelebile rendendola felice, aggiungendo che il tutto sarebbe avvenuto nel nostro appartamento comodamente sul letto, usando tutte le precauzioni.
Poi, ricordandomi che la mattina seguente sarebbero dovute andare via, mi pregò anche di rendere il nostro distacco meno doloroso possibile, facendogli capire che il nostro sentimento, seppur profondo, non poteva proseguire dopo essere rientrati alle nostre case.
Ritornammo verso il paese e mentre Sabine accennava la cosa a Maurizio, che già immaginava di poterne approfittare anche lui, Ingrid mi sorrideva radiosa per aver avuto la complicità della sorella nel suo intendo.
Entrammo in casa e scusandoci per il disordine, prendemmo delle birre per dissetarci, come da intesa presi Ingrid per mano e andammo nella camera matrimoniale che comunicava anche con un bagno a suo esclusivo utilizzo.
Entrai prima io nel bagno e lavandomi le parti intime usai il profumo di Maurizio essendo quella la camera che lui usava, facendo anche un po' di ordine.
Quando uscii la trovai con i suoi capelli biondi raccolti con una coda di cavallo e con un trucco ben curato, poi trasparendo un velo di trepidazione mi disse "ci metterò poco e prepararmi" entrando in bagno con il suo zainetto e chiudendo la porta dietro se.
Tirai le tende della camera socchiudendo la finestra, preparai sul comodino preservativi e fazzoletti, e misi un asciugamano di spugna sotto il lenzuolo, ricordando la mia precedente esperienza con una vergine, poi mi spogliai infilandomi sotto il lenzuolo in trepidante attesa.
Dopo un po' la porta si aprì ed apparve con un completino celeste come i suoi occhi, con un reggiseno che valorizzava le sue piccole tette ed un perizoma minuscolo dal quale sbucavano lateralmente alcuni dei suoi ricci peli pubici.
Camminava verso di me in maniera provocante quasi sfrontata, ma arrivata al letto prevalsero i suoi timori prendendo posto sotto il lenzuolo abbracciandomi quasi tremante, sussurrandomi di essere molto tenero.
Mi guardava pronta ad obbedire a qualsiasi mia richiesta posizionandosi stesa a pancia sotto ed io togliendo il lenzuolo, mi misi sopra di lei a cavalcioni sgangiandogli il reggiseno e sfilandoglielo lo feci cadere sul pavimento, iniziando a baciargli il collo scendendo poi lentamente lungo le sue spalle.
Lei gemeva ad ogni tocco delle mie labbra e quando gli sfilai il perizoma iniziando a baciargli anche le natiche ed a massaggiarle le cosce, iniziò ad avere dei tremori che aumentarono quando con la lingua iniziai a sfiorarle i peli pubici.
Esclamando parole che non compresi aprì le gambe e sollevando il bacino mi mise a disposizione la sua fichetta, dove già una gocciolina calava dal suo clitoride che spuntava dal suo folto pelo.
Tutto era eccitante, gli odori, i suoni provocati dalla mia lingua che danzava all'interno della sua fichetta oramai dischiusa e soprattutto da quel suo splendido culetto dove il mio naso, strusciando nel mezzo, stimolava il buchino che pulsava dal desiderio.
Si girò con il volto arrossato dall'eccitazione dicendomi "non ce la faccio più...prendimi" e vedendo che stavo prendendo il preservativo, aggiunse "non c'è pericolo è appena passato il ciclo....e poi voglio sentirti bene dentro".
Capendo la funzione dell'asciugamano si posizione nel mezzo ed aprendo le gambe ed allungando le braccia verso di me disse perentoria "vieni, voglio il tuo uccellone dentro di me".
Mi posizionati fra le sue gambe e calandomi su di lei iniziai a baciarla, mentre la mia cappella cercava l'apertura della vagina con delicatezza, poi sentii la sua mano che prendendomi l'uccello lo posizionò esattamente sulla sua apertura.
Iniziai a penetrarla dolcemente sentendo il suo respiro intensificarsi, poi mi avvolse fra le sue gambe aiutandomi nell'andare sempre più a fondo sentendolo penetrare nella sua calda e bagnata vagina, notando appena una smorfia di dolore sul suo viso.
Oramai avevo certamente superato l'imene ed iniziai dolcemente a muoverlo in un lento su e giù che iniziò a procurargli un vistoso godimento che aumentò quando con le mani iniziai a massaggiare anche le sue tette.
Oramai aveva vinto ogni timore e capovolgendomi iniziò a cavalcarmi sempre più calorosamente, fermandosi di tanto in tanto sospirando profondamente e squotendo la testa, per poi riprendere con maggiore vigore, finché sentendo anche il mio orgasmo sopraggiungere gli dissi "attenta sto per venire" ma lei continuò con maggiore impegno dicendomi "voglio sentirlo scoppiarmi dentro".
Quando sentì i primi fiotti schizzargli l'utero, si blocco per un attimo chiedendo gli occhi ed appoggiandosi indietro con le mani sulle mie cosce, per poi riprendere sollevandosi e abbassandosi sul mio ventre a gambe aperte, mostrandomi la sborra fuoriuscire lungo il mio uccello misto ad un po' di sangue, ad ogni suo sollevamento, godendo e gridando termini incomprensibili.
Infine sentendo il mio uccello perdere vigore, si tuffo sopra di me iniziandomi a baciare e ringraziarmi dicendomi "non credevo fosse così bello...non so quante volte sono venuta" poi dopo essersi pulita, notando anche lei quel poco di sangue venuto fuori, si accoccolò al mio fianco abbracciandomi teneramente e cercando di riprendere fiato.
Dopo un pò si aprì la porta e comparve la sorella nuda, che avendo ascoltato tutto, andò verso Ingrid ed abbracciandola iniziarono a parlarsi nella loro lingua.
Non avevo ancora visto bene Sabine completamente nuda, notando che aveva la fica con il pelo rasato corto che metteva in evidenza delle piccole labbra sviluppate e pendenti con un grosso clitoride, procurandomi, mio malgrado, una nuova erezione che lei notò subito ammirando sott'occhio le sue dimensioni, uscendo poi subito dopo avermi salutato.
Ingrid era euforica anche perché la sorella gli aveva detto che sarebbe passata dai genitori dicendogli che essendo l'ultima sera, saremmo andati in discoteca tornando tardi e guardando il mio uccello in tiro iniziò a giocarci con le mani strisciandoselo sulle tette come una bimbetta con il giocattolo nuovo.
Poi sentendo gli altri uscire di casa si mise inginocchiata sul bordo del letto dicendomi "ho sempre sognato di essere presa così da un grosso uccello, dai fai avverare il mio sogno".
Bastava che guardassi il suo culetto per esplodere la voglia di scoparla e prendendola per i fianchi, trovai subito l'apertura che ancora lubrificata e rilassata lo accolse subito sentendo il mio ventre toccare le sue natiche.
Iniziò a muoversi gustandosi gli affondi in ogni angolazione mugolando versi strani, poi mi disse "ora voglio che mi scopi senza riguardo... voglio godere ancora di più" .
Le sue parole mi fecero vincere ogni timore e tenendola saldamente per i fianchi, iniziai ad alternare penetrazioni deboli a quelle profonde alle quali dava seguito con lunghi gemiti sentendosi sbattere le palle sul suo clitoride con forza e gridandomi di non smettere.
Sentivo i suoi orgasmi diventare sempre più intensi e quando sentii le sue dita stringersi il clitoride per aumentare il suo piacere, mi insalivai il pollice e poggiandolo sul suo sfintere iniziai a massaggiarlo infilandolo appena.
La doppia penetrazione la fece impazzire dal piacere procurandogli una forte stretta di entrambi i buchi che mi immobilizzarono eccitandomi ed appena cessò, iniziai ad inondargli l'utero con potenti fiotti che sembravano non finire mai.
Esausta si stese sul letto liberandosi entrambi i buchi e per la prima volta notai il suo ano leggermente dischiuso fra le sue splendide chiappe e vedendo venir fuori dalla sua fica altrettanto aperta goccioloni densi e bianchi.
Eravamo sudati e con i nostri sessi impiastricciati di sperma e prendendola per mano dopo esserci abbracciati, andammo nel bagno a farci la doccia schizzandoci, lavandoci ed asciugandoci a vicenda.
Eravamo felici ed innamorati e quando li sentimmo rientrare, ci vestiamo rapidamente per sentire se i genitori avevano acconsentito a farle rientrare tardi e la sorella disse "lo sai che riesco ad ottenere quello che fortemente desidero" ricevendo un forte abbraccio di gratitudine da Ingrid.
Era sera e l'appetito non mancava, decidendo di andare in una pizzeria lì vicino per fargli assaggiare la vera pizza napoletana.
Leggendo il menù e guardandoci con gesti di intesa con Maurizio, ordinammo, oltre le pizze, anche come antipasto una zizzona (una enorme mozzarella di bufala) che ci saremmo divisi della quale non demmo una descrizione precisa.
Quando il cameriere la portò in tavola su di un letto di rucola, gli occhi di tutti andarono verso Sabine che, capendo l'allusione, la vidi per la prima volta arrossire.
Scherzammo e ci divertiamo molto bevendo anche molta birra alla spina, scegliendone una tedesca, della quale erano particolarmente ghiotte.
Scese il buio e scendemmo in spiaggia sedendoci abbracciati in riva per ammirare uno spicchio di luna che sorgeva dal mare, poi Maurizio e Sabine sentendo il desiderio di fare sesso, tornarono a casa, mentre noi rimanemmo per un po' ancora li abbracciati per rendere indelebile il ricordo di quella splendida giornata.
Poi anche per noi il desiderio salì ed entrando in casa con le mie chiavi, sentimmo dei gemiti provenire dalla loro camera illuminata ed incuriositi da ciò che stavano facendo ci fermammo ad ascoltare e sbirciare dalla porta socchiusa.
Erano nudi con lui che la cavalcava, mentre lei a pecora gemeva quasi di dolore, temendo di essere scoperti entrammo in camera, dove le chiesi se la sorella gli aveva mai detto di praticare il sesso anale e lei mi raccontò che il suo professore di ginnastica l'aveva forzata a farlo trovandolo anche piacevole.
Poi guardandomi negli occhi mi disse "me hai detto più volte che ho un bel culetto e sono sicura che piacerebbe farlo anche a te" io cercai di replicare sminuendo la sua osservazione, però risultando evidentemente poco credibile, poi mi chiese "ma tu lo hai mai fatto?"
Decisi di dirgli la verità raccontandogli di una mia amica che volendo rimanere vergine, preferiva farlo così spiegandomi come farlo nel modo meno doloroso possibile.
Intanto dall'altra camera i gemiti di entrambi salivano di tono percependo distintamente la sorella esortarlo a spaccargli il culo.
Ciò ci fece eccitare e rompendo ogni indugio disse "voglio darti tutto di me in modo che conserverai nel tuo cuore sempre il ricordo del mio amore incondizionato".
Inutile negare che il desiderio di quel culetto era nato dal primo momento in cui l'avevo vista e che in ogni circostanza avevo desiderato di penetrarlo, però il mio amore per quella splendida ragazza disposta a tutto per me e il pensiero di procurarle dolore, data la dimensione del mio uccello superiore alla media, mi inibiva alquanto.
Gli esposi la mia preoccupazione ed i miei sentimenti per lei, rendendola felice e venendo poi ad un compromesso che appena notavo una sua sofferenza avremmo smesso e che avremmo usato il preservativo lubrificato.
Entrando in bagno mi disse che la sorella gli aveva spiegato che doveva preparare il suo buchino per evitare sorprese.
Tornò dopo un po' chiedendomi quale posizione doveva prendere, così per tenere il suo volto sotto controllo, la feci mettere con il bacino sul cuscino coperto dalla asciugamano tenendo le gambe in alto.
Iniziai ad infilare prima uno e poi due dita cosparse di sapone liquido per l'igiene intima ed iniziando a muoverle sentii pian piano il suo sfintere rilassarsi e la sua fica iniziare a bagnarsi, poi dopo aver messo il preservativo e facendogli poggiare i polpacci sulle mie spalle, lo indirizzai con la mano verso il buchino, iniziando a spingerlo con delicatezza.
Era evidente che cercava di dissimulare il dolore che certamente provava, essendo la prima volta che lo faceva, fermandomi poi quando la cappella aveva oltrepassato il primo tratto anale.
Per farla rilassare misi il pollice insaponato sul suo clitoride stimolandolo delicatamente ed eccitata iniziò a muovere il bacino facendolo pian piano andare più a fondo e vedendo una smorfia sul suo viso
La stavo penetrando procurandogli sicuramente del dolore, ma i suoi occhi celesti mi guardavano ancora innamorati senza ombra di risentimento.
All'improvviso mi bloccai sentendo una forte stretta al cuore, decidendo di non voler procurare dolore a quella splendida ragazza che scoprii di amare più del mio desiderio sessuale e tirandolo fuori l'abbracciai con tutta la forza che avevo, scusandomi e spiegandogli i miei sentimenti.
Dai suoi occhi vidi spuntare più di una lacrima per poi baciarmi dolcemente rimanendo nudi a coccolarci ed a farci eterne promesse, finché sentimmo sua sorella ci avvisò che era ora di rientrare.
La tristezza prese il sopravvento e dopo esserci scambiati gli indirizzi le riaccompagnammo al camping, senza aver voglia di parlare ed arrivati nel silenzio notturno, la salutai trattenendo a stento le lacrime che invece scendevano copiose dai suoi occhi.
Scesero lungo il sentiero, ma prima di inoltrarsi Ingrid si voltò un'ultima volta ed è l'immagine che serbo ancora oggi nel mio cuore, di quello che è stato e sarà sempre il mio più tenero amore, durato solamente poche ore.
Per la cronaca si tratta di una storia veramente vissuta alla fine degli anni settanta, dove la tecnologia era ben diversa da quella attuale ed anche telefonarsi era un problema, ci scrivemmo per un po' intense lettere d'amore, ma poi si sa che nella vita le cose cambiano e le nostre strade si separarono trovando nuovi amori.
Ancora adesso, a distanza di tanti anni, quando vado sul Gargano, faccio in modo di passare dal camping che ancora esiste, fermandomi per un attimo nel punto esatto dove la vidi per l'ultima volta, provando la stessa forte emozione.
E' il primo racconto che ho scritto con il principale scopo di cercare di rivivere la storia con la stessa intensità con la quale l'ho vissuta, pensando di non doverla pubblicare, poi a Natale scorso rivedendomi con il mio amico e facendogliela leggere, abbiamo deciso di pubblicarla su questo sito, chiaramente con nomi di fantasia, perché a detta sua le storie belle vanno sempre condivise.
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