Il passato di Lina

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genere
confessioni


La signora delle pulizie 3
Lina non mi aveva mai voluto raccontare particolari sull'infelice matrimonio del quale poi era rimasta vedova e una sera ascoltando lo stereo seduti al divano iniziò a parlarmene.
Mi disse che si trattava di un matrimonio combinato che lei aveva accettato per uscire dal disagio economico in cui viveva con la sua famiglia in un casolare della bassa padana.
Nel suo matrimonio iniziarono subito le difficoltà di natura sessuale, in quanto non riuscendo a soddisfarmi, per la dimensione dell'uccello decisamente piccolo e per non riuscire ad avere rapporti più lunghi di pochi minuti, iniziò ad obbligarmi al sesso anale dove essendo ancora intatto il suo uccello trovava maggiore aderenza e soddisfazione.
Successivamente inizio ad obbligarmi a dormire nuda, iniziando a palesare le sue perversioni utilizzando nei rapporti oggetti sempre di maggiore grandezza che inseriva nella mia fica mentre mi scopava insieme al suo uccello o mentre mi inculava, passando poi ai dildo in silicone di varia misura con i quali mi tormentava di notte inserendomeli in ogni parte.
Infine iniziò a bere e le cose peggiorarono, tornando a casa ubriaco e picchiandomi ed una sera tornando con il suo amico che gli aveva pagato da bere, lo ricompensò obbligandomi a fargli un pompino e mentre mi sfondava la gola con il suo grosso uccello, lui teneva ferma la mia testa costringendomi ad ingoiare tutta la sua sborra.
Un'altra sera rientrarono tardi mentre dormivo, credendo fosse mio marito, mi sentii prendere per le tette da dietro in un forte abbraccio e quando mi resi conto, dalle dimensioni del pene che era l'amico non riuscii a svincolarmi sentendomi penetrata da un uccello molto più grande, facendomi raggiungere un orgasmo per la prima volta.
Cercavo di farlo ragionare minacciandolo di andare via di casa, ma lui mi prometteva di non farlo più, pregandomi di non lasciarlo.
Iniziò a star male per la cirrosi epatica, perdendo il lavoro obbligandomi a ricevere gli amici per ripagarli dei debiti accumulati, continuando a bere.
Mi sentivo una troia pronta a soddisfare i suoi amici che senza alcun riguardo, potevano abusare di me per le loro perversioni, prima iniziando semplicemente a guardarmi nuda in pose equivoche, per poi, attirati dalle fattezze del mio culetto, a pretendere di incularmi piegata sul tavolo della cucina, alcune volte senza neanche usare il preservativo.
Il colmo avvenne un giorno quando ne portò con sé tre che lavoravano in campagna con lui e mentre mi guardava ubriaco, l'oro abusarono di me per ore prima a turno e poi tutti insieme obbligandomi a cavalcarne uno, mentre un altro mi inculava ed il terzo mi sfondava la gola.
Stetti male e poi scappai di casa tornando dai miei genitori e qualche settimana dopo seppi che era morto per una emorragia interna, lasciandomi la casa di campagna, una vecchia Panda ed alcune centinaia di euri di debiti.
Fu un periodo molto duro, niziai a lavorare nei campi e di sera in una pizzeria cominciando a saldare i debiti e successivamente a curare il mio aspetto, sostituendo poi il lavoro dei campi con le pulizie negli appartamenti dandomi l'occasione di conoscerci.
Restai molto colpito dal suo racconto e dalle violenze fisiche e psicologiche che aveva dovuto subire, spiegandomi molte cose sul suo comportamento.
Continuammo per qualche tempo a viaggiare e scopare insieme, sapendo entrambi che la differenza di età fra noi e di essermi poi fidanzato con una ragazza nella mia città, non ci avrebbe permesso sviluppi futuri del nostro rapporto, così quando mi disse che aveva conosciuto un brav'uomo che voleva sposarla, cessammo di comune accordo i nostri incontri sessuali restando comunque in ottimi rapporti.
Ora che sono rientrato nella mia città ci sentiamo spesso su facebook, sentendola finalmente serena con il marito e la sua figlia, alla quale si dedica per garantirgli un futuro migliore di quello che lei ha dovuto subire in gioventù.
scritto il
2026-03-15
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