La signora delle pulizie
di
Marcolino63
genere
etero
Finalmente un posto di lavoro stabile in una grande società in Emilia e con l'aiuto dei miei genitori e di un mutuo comprai un piccolo appartamento in un paesa del ferrarese.
Avevo trent'anni con tanta voglia di viaggiare e divertirmi e poca voglia di dedicarmi alle pulizie di casa, così tramite un vicino di casa, trovai una signora sulla quarantina di anni che rimasta vedova e senza sostentamento cercava lavoro.
Una domenica mattina venne a casa per vedere l'appartamento e per stabilire il compenso economico per un impegno di due giorni a settimana durante i quali avrebbe svolto le pulizie, azionato la lavatrice e steso i panni sullo stendino.
Si presentò una donna bruna di nome Lina, con un fisico normale, ma dall'aspetto trasandato con un forte accento dialettale, mi disse che abitava in un casale in campagna lì vicino e che da poco aveva ripreso gli studi serali volendo fare la maestra d'asilo.
Ci mettemmo d'accordo sul compenso e sulle mattine (mercoledì e sabato) nelle quali non essendoci, poteva dedicarsi in tutta tranquillità alle pulizie stabilendo che ogni sabato gli avrei lasciato i soldi nel cassetto dell'anticamera.
Passarono un paio di mesi senza mai vederci, ma ero contento di come teneva in ordine la casa ed un paio di volte mi aveva anche fatto trovare dei dolci molto buoni fatti in casa.
Un sabato mattina essendo maltempo non organizzzai dei viaggi con gli amici ne di scendere in Molise a trovare la famiglia e svegliandomi più tardi accesi lo stereo e andai a fare la doccia.
Uscii dal bagno nudo con l'accappatoio aperto e mi trovai difronte Lina entrata in casa da poco che rimase per qualche secondo stupita, notando che guardava il mio grosso uccello, per poi scusarsi ed andare in cucina.
Era diversa da quella incontrata velocemente due mesi prima, aveva i capelli ben curati, truccata con gusto e vestita con un jeans attillato ed una felpa che mettevano in risalto le sue rotondità.
Allacciato l'accappatoio la raggiunsi in cucina per ringraziarla dei dolci e per prepararci un caffè che non avevo ancora preso, mentre lei iniziava a pulire il lavello di spalle notando un culetto veramente ben modellato dal jeans aderente.
Ci sedemmo a prendere il caffè e le chiesi se aveva superato la perdita del marito e lei dopo un attimo di esitazione mi disse che si sentiva rinata in quanto il marito molto più grande di lei, la trattava come una schiava, mentre adesso riusciva a guadagnare un po' di soldi che gli permettevano di curare anche il suo aspetto ed a mantenersi negli studi.
Continuammo a chiacchierare a lungo, mentre puliva casa, raccontandogli dei miei viaggi e lei della sua adolescenza passata in campagna fra vacche e galline e della pessima scelta di sposarsi credendo potesse migliorare la sua vita.
Quando finì le pulizie era ormai ora di pranzo e le chiesi, essendo solo, se gli andava di farmi compagnia venendo a pranzo con me a Ferrara in un ristorante napoletano, dove andavo spesso per gustare i piatti tipici, chiedendogli se ci era già stata.
Lei rispose candidamente che a ristorante ci era stata pochissime volte, in occasione dei matrimoni dei parenti, e che anche Ferrara la conosceva poco, ma che doveva ancora stendere i panni lavati in lavatrice.
Dissi che i panni li avrebbe stesi al ritorno, convingendola a seguirmi in auto, dopo aver telefonato per prenotare il tavolo.
Non era mai salita su un'auto sportiva, tantomeno era abituata ad una guida veloce, raccomandandomi più volte di andare piano.
Pranzammo allegramente mangiando e bevendo in abbondanza, finendo il pranzo con il babà al rum del quale fece il bis, sporcandosi la felpa.
Dopo un giro veloce per la città tornammo a casa ancora un po' brilli e dopo averla aiutata a stendere i panni, entrando in bagno la trovai in reggiseno mentre tentava di togliere la macchia dalla felpa.
Si notavano bene i capezzoli ben pronunciati anche per effetto del freddo e vincendo ogni timore dissi "complimenti Lina hai proprio dei bei seni e neanche un filo di pancia" e lei girandosi con gli occhioni tristi da cerbiatta disse "non hai idea da quanto tempo non ricevo un complimento .... eppure non credo di essere così brutta" vedendogli sgorgare una lacrima.
Vinto dalla commozione e dall'eccitazione l'abbracciai da dietro baciandogli il collo, poi gli sbottonai il reggiseno lasciandolo cadere e gli presi delicatamente le tette con le mani strizzandogli i capezzoli.
Rimase immobile estasiata da quelle sensazioni che chissà da quanto tempo non provava, dicendo con un filo di voce "è bellissimo ti prego non fermarti", poi quando sentì le mie mani scendere per sbottonargli e calargli i jeans, si inclinò in avanti appoggiandosi al lavandino.
Gli calai i jeans e la mutandina facendole scorrere lentamente lungo le gambe fino a terra, poi risalendo vidi il suo splendido culo liscio e tonico, fra le cui natiche leggermente aperte spiccava un folto pelo scuro dal quale emergevano le rosee labbra grandi e carnose della sua fica.
Iniziai a mordicchiare e leccare le chiappe trovandole dure e muscolose, poi aprendole iniziai a scendere fino al taglietto del suo ano, segno che ne aveva già fatto uso, cercando di penetrarlo con la punta della lingua, percependo un forte odore acre, per poi scendere con la lingua fra le labbra della fica percorrendole più volte su e giù mordicchiandogli il clitoride e provocando la fuoriuscita di un liquido biancastro e dolciastro, mentre lei gemeva senza ritegno.
Era eccitatissima e per aumentare il piacere iniziò a premere con forza la sua fica sulla mia bocca, poi disse "fammi finalmente provare come ci si sente ad essere scopata da un bell'uccellone" inclinandosi fino a toccare le tette sul lavandino e tenendosi saldamente ad esso.
Era pronta per essere penetrata e prendendola saldamente per i fianchi gli strofinai la cappella fra le labbra bagnatissime trovando facilmente l'orifizio, iniziando a penetrarla con affondi decisi sentendo la sua fica adattarsi facilmente alle dimensioni del mio pene, iniziando anche lei a spingere fino a prenderlo tutto dentro.
Continuai a penetrarla alternando affondi lenti ad altri decisi aumentando gradatamente il ritmo sentendo il "clap clap" mio ventre sulle sue chiappe sudate, facendogli anche sbattere le palle sul clitoride.
Andammo avanti per un po' sentendola raggiungere l'orgasmo più volte invitandomi a scoparla sempre più forte, poi con voce decisa disse "voglio che mi vieni dentro ...ma nell'altro buco...voglio che me lo allarghi ancora di più" iniziando ad insalivarsi le dita per lubrificarsi l'ano.
Sfilandolo dalla fica, l'uccello era gocciolante dei suoi umori e poggiandolo sullo sfintere rilassato dalla penetrazione delle sue dita, la cappella entrò abbastanza facilmente per poi sentirlo stringersi di colpo facendolo uscire con un gemito profondo di dolore.
Disse "è troppo grosso ... mi brucia troppo ...ti prego fai piano" allora presi il sapone liquido per l'igiene intima e allargandolo con le dita lo feci scivolare fino in fondo nel suo ano rendendolo molto scivoloso e poi sentendolo nuovamente rilassato, iniziai a penetrarla lentamente fermandomi quando la sentivo stringere, per poi ricominciare fino ad affondarglielo tutto completamente.
Gemendo e toccandosi il ventre disse " dio me lo sento arrivare fino all'ombelico...mi sento piena come mai" poi dopo un attimo di esitazione fu lei stessa a cominciare a muoversi facendolo uscire e rientrare prima lentamente poi sempre più velocemente gemendo ad ogni affondo, finché io sentendo il mio orgasmo arrivare, cominciai ad affondarglielo con forza massaggiandogli contemporaneamente il clitoride, poi non riuscendomi più a trattenere iniziai ad inondargli profondamente l'intestino con numerosi e potenti getti di sborra.
Sentii il suo sfintere stringersi ritmicamente dimenando il suo culo e spingendolo sul mio ventre impedendomi di tirarlo fuori, mentre le sue gambe tremavano per il forte orgasmo raggiunto, poi quando si rilassò lo tirai fuori ed aprendogli le chiappe vidi il suo sfintere continuare ad aprirsi e chiudersi più volte, iniziando a far venir fuori la sborra sporca di colore marroncino che colò sulla fica e sulle gambe finendo per terra.
Si voltò soddisfatta dicendomi "sei riuscito a farmi venire anche con il culo ...non mi era mai capitato ....è stato molto intenso" e guardando il mio uccello sporco " capita...la prossima volta svuoto bene l'intestino" portandomi sul bidet per lavarmelo delicatamente per poi lavarsi anche lei.
Si era fatto tardi e doveva rientrare e baciandomi calorosamente mi disse "oggi hai fatto di me una donna felice e soddisfatta!".
Naturalmente la storia con Lina non finisce quì scrivetemi se vi è piaciuta......
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