Finalmente conosco Paola

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comici


Storia collegata alla serie sesso in webcam
Avevamo completato il lavoro che ci era stato richiesto, decidendo di trovarci strategicamente dal vivo ad Ancona, dove lavorava l'altro collega del GdL, per l'ultima analisi e la consegna al committente.
Naturalmente gli promisi di passare una serata insieme per mostrargli la città e per vedere se il nostro rapporto, finora sviluppato solo on line, potesse funzionare.
Stabilimmo di vederci il giovedì pomeriggio in modo da dedicare la mattina successiva all'incontro di lavoro. Le chiesi in che hotel sarebbe andata e lei non conoscendo la città accettò di prenotare nello stesso che avevo scelto io, anche se essendo costoso, non glielo avrebbero rimborsato interamente.
L'hotel che scelsi era nei pressi della mole vanvitelliana sul lungomare, per me avevo scelto una camera lussuosa vista mare, con una ampia vasca con idromassaggio sperando di poterla utilizzare con Paola. Inoltre l'hotel aveva la spa, palestra, ristorante interno ed altri accessori molto interessanti.
La mattina del giovedì la chiamai in chat e lei rispose da casa in accappatoio dicendomi che stava preparando la valigia e mostrandomi alcuni capi di abbigliamento, mi chiese quali secondo me erano più sexy, poi slacciandosi l'accappatoio mi fece intravedere la lingerie nera che aveva scelto, precisandomi che avrebbe portato anche quella rossa e bianca dello stesso modello.
Gli spiegai che sarei venuto in auto in modo da avere più libertà di movimento e ci salutammo dandoci l'appuntamento alle 16,10, orario di arrivo del suo treno, nel piazzale esterno di stazione.
Era una splendida giornata di Maggio e durante il viaggio ripensai all'organizzazione della serata che avevo progettato, iniziando a fantasticare sul comportamento che Paola avrebbe avuto nei miei confronti.
Da una parte aveva rifiutato di prenotare un'unica camera, dall'altra invece la scelta dei vestiti e della lingerie lasciava presumere ad una sua buona predisposizione a rendere la serata speciale.
Arrivai in anticipo e trovai parcheggio nel piazzale antistante la stazione dove lasciando il motore acceso regolai la temperatura del climatizzatore adattandola al mio vestito di lino e feci partire la playlist dei brani musicali che ci eravamo scambiati con Paola.
In interrompendo Albachiara di Vasco, squillò il vivavoce dell'autoradio e la sua voce inconfondibile disse " ciao Marco il treno sta entrando in stazione, tu sei lì o dovrò aspettarti...non sarebbe galante!", risposi "di me, come sai, puoi sempre fidarti" aggiungendo "uscendo vedrai facilmente la mia Stelvio rossa parcheggiata sulla destra".
La riconobbi subito vedendola uscire mentre si guardava intorno un po' smarrita cercandomi, era splendida con i suoi lucidi capelli castani che arrivavano a coprirgli le spalle, una maglietta nera con un ampia scollatura a V con maniche lunghe e trasparenti, una corta gonna di pelle nera, scarpe eleganti tacco 12 e un grande trolley grigio.
Uscii dall'auto andandogli incontro, notando alcuni giovani che si voltarono a guardarla, lei riconoscendomi mi fece un gran sorriso abbracciandomi e baciandomi affettuosamente.
Le diedi il benvenuto, non potendo non ammirare le sue belle tette ben visibili dall'ampia scollatura, e prendendogli il trolley l'accompagnai all'auto dicendogli "andiamo in hotel così ci cambiamo e poi giriamo un po' per la città...ci sono alcuni posti che vale la pena di vedere finché c'è luce".
Lei rispose " come mi hai sottolineato di te mi fido e poi la città non la conosco affatto, hai pensato anche per la cena, ho già un po' di appetito, sul treno ho mangiato solo qualche snack"
"Certo ho prenotato un tavolo in un ristorantino romantico con terrazza sul mare, che ho già avuto modo di cenarci alcune volte"
Maliziosamente mi rispose, sistemandosi la gonna che era salita un po' troppo "Romantico .... non crederai di conquistarmi con una cena!!
Durante il percorso mi raccontò di essersi divertita in treno a provocare una coppia seduta difronte, il cui marito non gli aveva tolto gli occhi di dosso provocando l'indignazione della moglie, a cui risposi dicendogli che la cosa che mi piaceva di lei e che non perdeva occasione di fare la biricchina.
L'hotel era vicino e parcheggiato nel suo garage andammo alla reception per poi salire in ascensore alle camere ed al suo piano gli chiesi " a che ora ci vediamo giù?" lei "il tempo di una doccia veloce" e guardando l'ora "alle 17,30 va bene? "Ok puntuale....a fra poco".
Con un po' di ritardo, che gli puntualizzai scherzando, scese nella hall, sempre elegante in camicia bianca aderente e gonna a tubino con un vertiginoso spacco laterale, dove al bar avevo ordinato uno spritz con alcuni stuzzichini. Dissi scherzando"giusto per farti resistente fino alla cena senza mordermi" e lei assaggiando lo spritz abbastanza alcolico rispose" sei il solito ottimista " poi tornando all'auto ci dirigemmo verso la cattedrale di San Ciriaco.
Da la sù, essendo posto su uno sperone, si poteva osservare buona parte della città rimanendo a lungo a chiacchierare di molti argomenti senza fare alcun riferimento alle serate trascorse in CAM ne dell'amica Cinzia.
Era un'altra persona rispetto a quella conosciuta finora, molto meno sfrontata e decisamente più romantica con la quale affrontare qualsiasi tipo di discorso avendo una cultura approfondita su molti argomenti.
Fu lei , dopo un po', a confidarmi riflessioni similari riferendosi alla mia persona e spiegandomi di essere una donna fondamentalmente timida specialmente con gli uomini che trovava invece tutta la sua sfrontatezza e sensualità dietro una cam.
Ora però che siamo entrati più in confidenza disse, tenderò a tornare la Paola che hai conosciuto finora, giocherellona e provocante, aggiungendo tristemente "anche perché altrimenti non mi guarderai più con quegli occhioni da cerbiatto eccitato che mi piacciono tanto e mi abbandonerai come ha fatto mio marito".
I miei occhi la guardarono immergendosi nei suoi occhioni blu dai quali vidi sgorgare una lacrima e quasi senza rendermene conto iniziai a baciarla.
Ci baciammo a lungo non curandoci delle persone intorno a noi, continuando poi in auto protetti dai suoi vetri oscurati e spostandoci in una zona più appartata.
Era adesso diventata sicura di sé e provocante e tirandosi lentamente in alto la gonna iniziò a mostrarmi prima le sue belle gambe leggermente abbronzante e poi aprendole, la sua fichetta ben visibile attraverso il perizoma trasparente che indossava e successivamente prendendo la mia mano ed infilandola sotto il perizoma disse "dai divertiamoci un po' ".
Ero molto sorpreso ed eccitato dal suo nuovo comportamento, anche perché la mia mano la trovò già bagnata e pronta ad essere penetrata dalle mie dita che si infilarono facilmente nel suo interno.
Continuammo a baciarci appassionatamente ed aprendo maggiormente le gambe, mi fece capire di gradire la cosa e di andare ancora più in profondità con le dita e, poggiando la sua mano sopra la mia, mi indicò la pressione e i movimenti che gli davano la massima eccitazione, raggiungendo così l'orgasmo in breve tempo.
Prendendo un fazzolettino dalla sua borsa si asciugò dicendomi "sai era tanto che un uomo mi eccitasse così" poi sollevandosi dal sedile ed asciugandolo disse sorridendo "meno male che è di pelle altrimenti..." poi guardando il rigonfiamento nei miei pantaloni aggiunse "quì non si può, ma vedrai che ci sarà tutto il tempo per soddisfare anche il tuo uccellone.
Si era fatto tardi e anche spinti dall'appetito crescente ci dirigemmo verso il ristorante prenotato, ed entrati il cameriere, che come espressamente richiesto alla prenotazione, ci fece accomodare sul terrazzo in un tavolo un po' appartato.
Ordinammo un antipasto di pesce che gustammo molto accompagnato da un "Ferrari brut" che si abbinava bene, scoprendo che anche lei era appassionata di vini conoscendone molti.
Avevamo finito la bottiglia e un po' alticcia, si sbottonò la camicetta mettendo in bella mostra le sue belle tette sorrette dal reggiseno a balconcino, poi facendomi l'occhiolino chiamò il cameriere per ordinare il secondo.
Il giovane cameriere sgranò gli occhi, cercando di mantenere comunque un contegno, ma quando Paola gli chiese "perché nel menù manca la passera che a mio marito piace tanto", andò in confusione, che aumentò quando gli disse" ma lei forse non l'hai mai vista" e prendendo il telefonino "ora se vuole gliela faccio vedere".
Il giovane rimase impietrito non sapendo cosa rispondere, poi intervenni io a salvarlo dicendogli di portarci due tranci di pesce spada cotti alla piastra e del Berlucchi Franciacorta cuvèe imperiale ben ghiacciato.
Scoppiammo a ridere poi gli dissi "sei tornata quella della webcam" e lei "confessa che ti piaccio più così, se no non avresti ordinato un'altra bottiglia di spumante".
La cena andò avanti senza ulteriori provocazioni e prima di ordinare il caffè Paola andò in bagno tornando poco dopo sorniona, mostrandomi qualcosa che aveva in mano e che io riconobbi subito come il telecomando di un dildo vibrante che avevo visto da lei utilizzato in cam inserito nel suo culetto.
Non feci in tempo a dire "non vorrai mica..." che arrivò il cameriere con i caffè, quando Paola seriamente disse "il pranzo è stato ottimo come pure la veduta sul mare, ma dovete fare qualcosa per allontanare gli insetti che infastidiscono con il loro ronzio".
Il cameriere non riusciva a capire a cosa si riferisse e lei azionando di nascosto il telecomando disse "senti anche adesso sono quì in giro" sentendosi distintamente un ronzio che aumentava e calava di intensità.
Iniziò a girare intorno al tavolo intuendo che il ronzio provenisse da sotto e quando si chinò per guardare Paola apri le gambe mostrando la sua fica depilata, avendosi tolto il perizoma.
Il giovane guardò non credendo ai propri occhi poi, farfugliando qualcosa, si allontanò visibilmente scosso.
Passando dal proprietario alla cassa disse indispettita che avrebbe fatto una recensione negativa al locale dicendo che il cameriere ne sapeva la ragione.
Poi mettendosi sotto braccio e riaccendendo il vibratore disse " vedi anche quì si sente".
La trascinai fuori prima che qualcuno si accorgesse della reale causa, poi togliendo dalle sue mani il telecomando dissi "questo lo tengo io"
Fuori non riuscivamo a smettere di ridere pensando al povero cameriere ed immaginandolo nel bagno a masturbarsi, poi gli chiesi se era il dildo visto in CAM e lei rispose dicendomi che era una versione piu evoluta e che poi mi avrebbe spiegato il funzionamento.
Entrati in auto e curioso iniziai a premere a caso i tasti, sentendo il ronzio diventare prima più intenso, poi intermittente ed infine cambiare rumore vedendola agitarsi sul sedile, me lo tolse dalle mani e spegnendolo mi disse che avevo attivato la rotazione con il rischio di allagargli l'auto.
Arrivati nel garage dell'hotel le dissi "adesso mica vorrai andare in camera tua a dormire io non riuscirei a farlo stando solo" ... spiegandogli che la mia camera aveva una splendida vista sul mare, la vasca idromassaggio e il letto matrimoniale e ricordandogli che mi aveva promesso di soddisfare il mio uccello, di spiegarmi il funzionamento del dildo e che chissà quando avremmo avuto un'altra occasione.
La vidi pensierosa e per convincerla iniziai a baciarla infilando la mano nella scollatura ancora aperta, per poi tirargli fuori una tetta iniziandola a massaggiarla stuzzicandogli il capezzolo.
Mi disse di dargli un po' di tempo e poi sarebbe venuta nella mia stanza solo per un po' precisandomi "solo perché le promesse vanno sempre mantenute".
Avevo poco tempo e velocemente mi lavai le parti intime e le ascelle con un sapone profumato, indossando l'accappatoio e prendendomi per prudenza una pasticca di Cialis non sapendo come si sarebbe evoluta la nottata.
La sentii bussare alla porta ed apparve in accappatoio e pantofole con una pochette sotto il braccio visibilmente alticcia, raccontandomi ridendo che un signore l'aveva incrociata nel corridoio e essendosi voltato a guardarla lei si era alzata l'accappatoio mostrandogli il culetto, cosa che rifece mimandola dopo essere entrata.
Dopo aver posato la pochette sulla poltrona si diresse al balcone per ammirare la luna quasi piena che era appena sorta dall'acqua, poi sentendomi avvicinare alle sue spalle fece cadere l'accappatoio mostrandosi completamente nuda.
Vederla dal vivo nuda era completamente diverso da quello visto in foto o cam, era splendida, con le sue spalle atletiche, la vita stretta e le sue natiche lisce, tonde leggermente abbronzante.
Provocandomi mise le mani sul vetro piegandosi in avanti con le gambe leggermente divaricate, poi guardandomi disse "dai prendimi è tutta la sera che lo desidero, decidi tu dove".
Mi avvicinai poggiando il bacino sulle sue chiappe poi strofinando la cappella sulla sua piccola fichetta iniziai a penetrarla dolcemente tenendola per le tette.
Contrariamente al suo ano, che avevo visto allargarsi enormemente durante i giochi con Cinzia, la sua fica era abbastanza stretta per una donna sposata della sua età, ma gradatamente lo infilai tutto iniziando poi ad alternare spinte delicate ad altre decise che la facevano sollevare e gemere ad alta voce.
Disse "oh che bello, mi sento finalmente piena e il tuo bel cazzone arriva fino in fondo al mio utero....spingi ancora...di più" poi aggiunse preoccupata "stai attento però, non vorrai mica mettermi incinta!!!"
Sentivo crescere l'eccitazione e volevo che anche lei raggiungesse l'orgasmo, così mentre con una mano gli strizzavo le tette e i capezzoli con l'altra iniziai a massaggiarle il ventre scendendo alla ricerca del suo clitoride appena percettibile, iniziando a stimolarlo vigorosamente.
La manovra ebbe successo sentendo accrescere i suoi gemiti poi iniziò a spingere anche lei il bacino e dopo un grido liberatorio "vengooo" sentii la sua fica stringersi fortemente intorno al mio uccello impedendomi di uscire, per poi continuare ritmicamente con strette meno potenti.
Sentendo avvicinarsi anche il mio, lo tirai fuori sentendo i suoi umori fuoriuscire copiosi colando gli sulle cosce, poi lei voltandosi e mettendosi in ginocchio disse guardandomi "ora finalmente potrò assaggiare il tuo seme" poi poggiando le sue mani sulle mie natiche e spingendo il mio bacino, lo affondò nella sua bocca.
Lo vidi entrare sempre di più ad ogni spinta fino a sparire completamente restando così per alcuni secondi durante i quali dai suoi occhioni blu vidi apparire delle lacrime, poi lo fece venire fuori grondante di saliva sollevandosi di scatto e finendo sulla sua fronte.
Scese giù con la lingua e poggiandola fra le mie palle iniziò a leccarle e prendendone una in bocca iniziò a succhiarla e mordicchiarla provocando un misto di piacere e dolore, poi risalì con la lingua lungo l'asta e ritrovando la cappella iniziò a giocarci girando intorno con la lingua.
Ero al culmine ed accorgendosi che la mia cappella si era ingrandita e le mie palle sollevate, tornò ad affondarlo nella sua bocca e guardandomi negli occhi strinse le labbra spingendolo in gola.
I miei fiotti arrivarono potenti e numerosi che lei cercò di ingoiare il più possibile succhiandolo, ma non ce la fece e vedendola soffocare, lo tirai fuori inondandogli con gli ultimi fiotti il viso e poi le tette.
Appena ripresa disse " mamma quanto ne avevi...da quando non scopavi" poi aggiunse guardandosi riflessa nello specchio cosparsa di sperma ed umori "credo sia il momento di farci un bagnetto e di provare l'idromassaggio".
La nottata era solo all'inizio e nei suoi occhioni blu vidi il desiderio di renderla veramente speciale, ma il racconto troppo lungo, lo continuerò appena ultimato, naturalmente se sarà gradito dai lettori.
Per chi non conosce la mia email, dove potete commentare, può trovarla nei precedenti racconti.
scritto il
2026-01-18
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