La mia vicina di casa
di
Marcolino63
genere
corna
All'ultimo piano del palazzo in cui vivo da alcuni anni, affianco al mio appartamento era da poco venuta ad abitare una coppia di insegnanti sulla quarantina Giulio e Sandra che dopo alcuni anni di insegnamento nel nord Italia erano riusciti ad ottenere il trasferimento a Ferrara dove erano nati.
Lui professore di lettere con pochi capelli ed occhiali spessi corporatura normale, lei maestra elementare con i capelli lunghi e castani, magra seni piccoli, poco appariscente, ma con un culetto che ha attratto subito la mia attenzione.
Lui dava poca confidenza, ma con lei spesso mi trattenevo a chiacchierare la sera avendo il terrazzo adiacente separato da un muretto e la passione comune per il giardinaggio.
Era tarda primavera e quando tornavo dal lavoro prima, e lei era sola in casa, la osservavo di nascosto prendere il sole in costume sulla sdraio, in un punto poco visibile dagli altri palazzi più bassi, mettendo in mostra il suo bel culetto poco coperto da un costumino succinto.
Iniziai ad interessarmi a lei e quando la sera sera ascoltavo dei cigolii, essendo le nostre camere da letto limitrofe, scavalcavo il muretto del terrazzo e sbirciavo dai fori della tapparella per vederli scopare illuminati da una lampada sul comodino.
Lui non aveva affatto fantasia limitandosi sempre ed esclusivamente alla posizione del missionario limitandosi a sollevargli la camicia da notte, senza neanche scoprirgli il seno ed il tutto si concludeva molto velocemente senza gemiti né parlole dolci, notando anche che era scarsamente dotato.
Oramai avevo preso l'abitudine a spiarla quando prendeva il sole, notando che quando sentiva il citofono suonare dal marito, si rivestiva velocemente, rientrando in casa, sospettando che al marito non faceva piacere che prendesse il sole in costume.
In dei pomeriggi particolarmente caldi la vedevo anche togliersi il reggiseno, notando che sebbene poco sviluppati aveva i seni molto belli con delle piccole aureole rosa e dei capezzoli che quando li accarezzava, mettendosi la crema solare, diventano turgidi e molto sviluppati.
Fu in uno di questi pomeriggi che, avendo probabilmente trovato il portone aperto, il marito entrò in casa trovandola distesa a seno nudo, mentre stava effettuando una videochiamata.
Probabilmente notò che al telefono c'era il volto di qualcuno, fatto sta che iniziò ad urlare apostrofandola con parole volgari, nonostante lei cercava di giustificarsi, facendola piangere a lungo.
Da quel giorno le litigate si susseguivano sempre più frequenti ed una sera, mentre osservavo il marito che la scopava meccanicamente affondando i colpi senza nessun riguardo, guardandole il viso, la vidi piangere sentendomi stringere il cuore.
Qualche sera dopo essendo sola in casa, ci trattenemmo a più a lungo a parlare accennandomi che le cose fra loro non andavano più bene, poi sollevata disse che il marito sarebbe stato tutta la settimana fuori per seguire gli esami di stato in un'altra città.
Facendomi coraggio le proposi di andare a cena insieme, così mi avrebbe fatto conoscere qualche locale tipico, però lei mi disse che già si era organizzata con l'amica e che magari ci saremmo organizzati per un'altra serata.
La notte stessa la sentii rincasare molto tardi ed ascoltando dalla parete la sentii ridere e parlare ad alta voce con un uomo, intuendo dal tono della voce erano ambedue brilli.
Ero sicuro che non fosse il marito e per accertarmene scavalcai dal terrazzo trovando la camera completamente illuminata con solo la zanzariera abbassata e mettendomi dietro un grosso vaso, in modo da poter guardare bene l'interno della stanza, vidi che la persona che stava con Sandra era un ragazzo forse neanche maggiorenne.
Lei sembrava un'altra persona con la gonna corta di pelle e le calze autoreggenti, sicura di sé comandava il gioco iniziandosi a togliersi i vestiti come fanno le spogliarelliste, mentre il ragazzo seduto sul letto la guardava estasiato.
Tolta la gonna e la camicetta metteva in mostra una lingerie nera molto sexy ed appoggiando i piedi sul letto, difronte al ragazzo, si tolse le calze arrotolandole lentamente, per poi gettargliele addosso.
Poi gli voltò le spalle togliendosi il reggiseno lasciandolo cadere e poi prendendo i lembi del perizoma iniziò a calarli abbassandosi fino alle caviglie, mostrandogli il suo splendido culetto e la fica completamente depilata, lanciandogliela poi addosso.
Poi si voltò tenendo il braccio sulle tette e la mano sulla fica che tolse poi di scatto mostrandosi completamente nuda, ordinandogli "ora spogliati e fammi vedere il tuo uccello" facendo eccitare molto anche me.
Il ragazzo mise in mostra un uccello decisamente piccolo, che lei gli fece notare dicendo "è più grande l'uccellino di mio marito" aggiungendo dopo aver sorseggiato del liquore dal bicchiere "vediamo se riesco a farlo crescere un po'".
Salendo sul letto e gattonando come una pantera che si avvicina alla preda, mi gustai anche io la vista del suo splendido culo che si apriva ad ogni passo mostrando le sue grosse labbra carnose sormontato da un buchino appena visibile.
Gli montò su posizionandosi in un sensuale 69 e mettendogli la fica in faccia disse"ora voglio che mi lecchi ambedue i buchi fino a farmi urlare dal piacere" e poggiando le sue mani sulle cosce lo prese tutto in bocca fino alle palle, per poi iniziare a scorrerlo fra le labbra succhiandolo con avidità.
Era chiaro che il ragazzo non era esperto riuscendo a farla appena gemere, mentre sollecitato dalle sue abili labbra iniziò a sborrargli in bocca e lei lasciandola colare sulle palle continuò a succhiarglielo iniziando anche a massaggiargli lo scroto spalmandogliela sopra.
Di tanto in tanto gli dava indicazioni dicendogli "utilizza anche le dita in entrambi i buchi...con più decisione ...non ti mangiano mica", mentre con maestria era riuscita a farglielo tornare duro evitando però di farlo venire nuovamente.
Improvvisamente si alzò premendogli la fica sul volto e strizzandosi fortemente le tette urlò "si così...vengo finalmente" sentendo chiaramente lo sciacquettio delle sue chiappe che sobbalzavano sul suo volto.
Non era ancora soddisfatta e strisciando la fica bagnata sul ventre la portò sopra l'uccello e calandosi sopra iniziò a cavalcarlo selvaggiamente, poi non provando gli stimoli giusti, lo sfilò dalla fica e dopo essersi insalivato l'ano se lo mise dentro lentamente dicendo "finalmente lo sento tutto" calandosi e rialzandosi tenendo le ginocchia sollevate e poggiando le mani indietro sul suo petto.
Iniziarono a gemere entrambi finché il ragazzo non ce la fece più a trattenersi, venendogli nel culo facendola sobbalzare mentre lei continuava masturbarsi con l'uccello che gli sborrava dentro fino a venire anche lei.
Il ragazzo esausto dopo una doccia veloce lasciò l'appartamento, mentre lei asciugandosi lo sperma, si stese nuda sul letto spegnendo la luce, consentendomi di ritornare al mio appartamento per farmi una doccia fredda per calmare l'eccitazione.
La mattina dopo non andai a lavoro, per aspettare che lei uscisse per incontrarla fingendo un incontro casuale, cosa che avvenne, trovando anche l'occasione di fargli capire che avevo ascoltato ciò che era successo la notte prima.
Lei arrossì dicendomi che aveva bevuto e che mi doveva parlare per chiarire il suo comportamento e sicuramente per chiedermi di non dirlo a suo marito, organizzando che in serata saremmo andati a cena insieme.
Prenotai in un locale costoso e poco frequentato in modo da poter parlare con tranquillità ed all'ora prefissata lei entrò nel locale vestita sobriamente ritornando la Sandra di sempre in polo e gonna a balze, prendendo posto al mio fianco.
Non volevo mentirgli e gli dissi subito che temendo per la sua incolumità, avevo assistito al suo incontro, tacendo però sulle altre serate passate a spiarla dalla tapparella.
Lei sbiancò rivivendo in un attimo ciò che aveva fatto la notte precedente, poi mi disse che mi avrebbe parlato con altrettanta franchezza, raccontandomi quello che sapevo già sulla insoddisfazione matrimoniale, non avendo modo di dare sfogo alla sua fiorente fantasia sessuale.
Poi mi raccontò di essersi confidata con la sua amica che gli aveva consigliato di avere rapporti con ragazzi giovani con i quali essendo poco esperti avrebbe potuto dar sfogo alle sue fantasie sessuali, presentandogliene uno la sera precedente che essendogli piaciuto, per vincere ogni pudore, si era ubriacata portandoselo poi a casa.
Gli chiesi se si era sentita appagata dal rapporto avuto con il ragazzo e lei dopo aver riflettuto mi disse che non gradiva sentirsi un oggetto come con il marito e che però con il ragazzo si era comportata inversamente in egual modo non traendone piena soddisfazione.
Usciti dal locale mi sentivo eccitato e cosciente di essere in una posizione vantaggiosa nei suoi confronti e fattomi coraggio la invitai a continuare a parlarci sedendoci su una panchina di un parco lì vicino in penombrin un angolo buio e lontano da sguardi indiscreti.
Le consigliai che doveva provare ad avere un rapporto con un uomo maturo che, pur avendo una propria personalità, le consentisse di prendere l'iniziativa dando sfogo alle sue fantasie sessuali, chiedendogli se volesse fare una prova con me in tutta discrezione.
Quei discorsi avevano fatto eccitare entrambi e lei rispose inequivocabilmente baciandomi e dicendomi che aveva sperato che glielo avessi chiesto nutrendo da tempo una forte attrazione nei miei confronti.
Come due adolescenti continuammo a baciarci esplorando i nostri corpi con le mani, infilandogliele sotto la maglietta per toccare finalmente quelle belle tette che avevo solo intravisto, mentre le sue infilandosi nei pantaloni slacciati e cingendo il mio uccello in tiro, mi disse e citata "finalmente un bell'uccellone .... lo voglio provare subito".
Venne su di me a cavalcioni e mentre io sollevata la maglietta e il reggiseno gli succhiavo i capezzoli, mentre lei spostata di lato la mutandina si calava lentamente sul mio uccello coperti dall'ampia gonna.
Sentivo la mia cappella posizionata fra le sue labbra bagnate farsi largo, iniziando a penetrarla, ma poi dovemmo fermarci, sentendo delle voci avvicinarsi, ricomponendoci e andando via.
Eccitati tornammo a casa, stabilendo che ci saremmo visti a casa mia, subito dopo una doccia ... ma questa è un'altra storia!
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