Panorami orientali

di
genere
bisex

È già da parecchio tempo che questa coppia di ragazzi mi ha notata. Praticamente da quando sono entrati nel baretto all'aperto, di fianco alla piscina. Protetta dagli occhiali da sole ogni tanto gli lancio uno sguardo indagatore, mentre fingo di chattare al cellulare.
Non male, tutti e due. Due bei ragazzi. Si tengono per mano quando si siedono al tavolino proprio di fronte a me, fingendo indifferenza.
In realtà stanno parlando di me.
La ragazza a volte si avvicina al suo compagno e gli sussurra qualcosa proteggendo la bocca con la mano, ma capisco benissimo che sta dicendo qualcosa che mi riguarda. Lui, infatti, dopo aver ascoltato, si gira verso di me e mi fissa insistentemente.
Se mi muovo quelli distolgono lo sguardo, ma appena armeggio al telefono tornano a scrutarmi.
Il sole è ancora forte nonostante l'autunno già inoltrato e l'acqua della piscina termale è calda.
Si sta benissimo e dopo la doccia, liberatami del costume bagnato, mi godo il tepore solare rimanendo in canotta e gonna ultra mini senza nulla sotto. Le gambe al sole, qui di fianco al tavolino.
Con un succo di frutta al mango mi riposo dopo la nuotata intensa di allenamento.
Non ho capito perché siano così concentrati su di me, ma sta di fatto che continuano a fissarmi, a parlarsi e a fare movimenti col volto alternando sorrisetti ed espressioni cariche di malizia.
Saranno i miei tratti orientali? Il mio abbigliamento decisamente succinto? Un momento di particolare eccitazione tra i due?
La mimica dei corpi e dei volti svela il contenuto dei loro discorsi, che immagino spinto ed esplicito. Ammiccamenti, fronti corrugate, occhi che si spalancano e poi si trasformano in fessure da spie della CIA, piccoli movimenti del capo, le dita che, involontariamente, mi indicano. Solo pochi accenni che però colgo nei dettagli, mentre a mia volta li osservo attraverso le lenti scure degli occhiali.
Ogni tanto tocco la tastiera del telefono, così, a caso, fingendo di essere impegnata in qualche conversazione, ma in realtà mentre loro studiano me, io studio loro.
Lui è un ricciolino, biondo scuro, capelli lunghi fino alle spalle, occhi verde chiaro, luminosi e una barbetta incolta alla nazarena. Un bel fisico atletico che in costume rende bene l'idea.
Lei è una bionda dai capelli lunghi che si armonizzano perfettamente con l'abbronzatura estiva. Il costume intero, generosamente scosciato, evidenzia un bel seno, tondo come due mele golden. Mi piace pensare che i capezzoli che improntano il tessuto siano ritti per l'eccitazione che i due stanno coltivando mentre mi scannerizzano tutto il corpo, dal capelli fino allo smalto delle unghie.
Cerco qualche particolare della mia figura che potrebbe essere alla base del loro interesse che sta diventando ossessivo.
Sarà la spallina della canotta scivolata sul braccio?
Una spalla nuda. La clavicola scoperta, l'attaccatura del seno?
Forse anche di più di una sola attaccatura. La curvatura del mio petto prende forma sopra l'orlo del cotone che più che ricoprirmi enfatizza la mia nudità, abbordabile, accessibile, sotto vestiti che celano proprio poco.
Il seno, pieno e sporgente, si staglia attraverso il cotone sottile, evidenziando i miei particolari anatomici. Il capezzolo sporge e la macchia tonda delle mie areole scure attraversa la tela, alimentando le fantasie su quanto resta nascosto.
Una tetta giapponese? È questo quello che attira i due ragazzi?
Be', immagino che donne orientali ne abbiano viste a iosa, e forse anche immagini di nudi asiatici. Forse è il nudo femminile del sol levante dal vivo l'argomento della sessione. Sì, questo è decisamente più insolito.
Mi guardo nella scollatura scoprendo che la canotta è decisamente più lasca di quanto immaginassi, regalando ampie prospettive sul mio sterno e sulle due pere che vi si trovano accanto.
Fingo di accorgermi solo ora della spallina reclinata e con un gesto disinvolto la risollevo.
Il test dà esito positivo e nel volto dei due guardoni si disegna un'espressione di stizza e rammarico, seguita da commenti a bassa voce che non riesco a decifrare.
Sollevo un piede, appoggiandolo alla coscia, risollevando l'interesse. Ormai ho deciso di provocarli e divertirmi un po' anche io.
La gonna molto corta e la luce del sole favorevole offrono di sicuro qualche interessante scorcio su particolari molto scuri fra le mie cosce.
La mia vulva è lì. Sicuramente la macchia scura dei miei peli è ben riconoscibile sotto il cortissimo orlo della gonna, appositamente sollevata sulle mie zone intime.
Tengo le cosce volutamente molto aperte, sapendo di mostrare la passera fino nei dettagli più intimi.
Scuoto i capelli armeggiando col mio succo di mango e, come d'incanto, la spallina cade di nuovo.
La mia studiata manovra ha provocato un sussulto palese nei due ragazzi. Un colpo di gomito e esplicite espressioni sui loro visi mi indicano che il messaggio è arrivato come una frecciata direttamente ai loro apparati genitali.
Si distraggono un attimo con la cameriera distogliendo da me le loro attenzioni.
Quando li vedo nuovamente attenti, i miei piedi sono entrambi sulla mia sedia.
Mi controllo lo smalto delle unghie chinando il busto per mostrare ai giovani, con chiarezza, come sono fatte le tette giapponesi.
Sento il fresco dell'aria sul petto e il loro sguardo penetrante.
Mi piacerebbe vedere il costume della biondina bagnarsi tra le cosce, ma la ragazza tiene le ginocchia chiuse, forse proprio per concedersi maggiori contatti sulla vulva, e la sua umidità vaginale resta una mia morbosa fantasia.
Ottengo più soddisfazioni dal ricciolino che, a bocca semiaperta, ne sono sicura, sta osservando attentamente i miei seni attraverso la scollatura che volutamente accentuo mantenendo il busto ben piegato in avanti.
Il suo costume bello gonfio rivela una consistente erezione che vorrebbe esplodere.
Strofinando le unghie dei piedi con le mani faccio oscillare le tette e il risultato, entusiastico, non si fa attendere nella mimica dei due osservatori.
Un paio di spritz con patatine si materializza sul loro tavolo rendendo la sessione di anatomia femminile orientale più suggestiva.
Mi sto eccitando anch'io, non lo nego. I miei vestiti scarni e larghi lasciano scorrere flussi d'aria sul mio petto e sulle gambe, che la pelle, resa più sensibile dalla tempesta ormonale, trasforma in carezze erotiche.
La fantasia corre a briglie sciolte e già mi vedo con i due giovani dentro la sauna di questo centro benessere. Le nostre pelli sudate dove gli asciugamani lasciano intuire la nostra nudità.
Mi vedo sciogliere il telo che porto annodato sul seno e sotto le ascelle, per mostrare le forme del mio corpo nudo e desideroso di una sessione di sesso bisex a tre.
I due ragazzi che esplorano i miei seni umidi di sudore, il loro sguardo che scende, tangibile e stimolante, sul mio ventre per depositarsi sui peli neri del mio pube, in cerca di un permesso, un passaggio verso antri più bui, molli di umidità e accoglienti.
Lei che si spoglia, mostrando con orgoglio i suoi giovani seni, vellutati come pesche mature, i suoi capezzoli chiari come petali di rosa, il suo vello biondo e crespo, da caucasica, così diverso dal mio, così attraente.
I ragazzi, disinibiti, cominciano a scherzare tra loro. Lei, nuda, gli strappa l'asciugamano, lasciandolo spoglio a sua volta, con un nerchione che rimbalza fuori, fiero e dinamico, come una canna di bambù, mentre invano cerca di coprirsi imbarazzato per la mia presenza e la sua manifesta eccitazione. Il culetto e le tette della ragazza rimbalzano mentre lei scappa dopo il dispetto.
Poi mi guardano timorosi, ma io sorrido indulgente, smorzando la tensione.
"Ci scusi " dice lei, avvicinandosi con uno sguardo timoroso.
Ma io le rispondo con un'espressione accogliente. Accentuo, anzi, la sensazione di rilassatezza sollevando un piede e portandolo contro la coscia, il ginocchio piegato sulla superficie calda del sedile. So bene che in questa posizione mi si vede benissimo la passera. La sento aperta ed esposta, all'aria umida e ai loro occhi curiosi.
Sono bagnata di sudore e di eccitazione.
Un velo liquido mi cola sulla fronte e sul collo, lungo la schiena e fra i seni.
"Fa caldo, eh?" Riattivo la conversazione alzandomi in piedi, completamente nuda, di fronte alla ragazza.
"Eh già..." risponde lei, tergendosi la fronte.
Io mi faccio più provocante e mi avvicino a lei, le sfioro la fronte sudata e mi metto le dita in bocca. "Buono, il sapore salato del sudore!" Le dico, con uno sguardo penetrante. Certo che vorrei leccarle quelle tette sudate, ora, e sentirne il sapore, mescolato ai suoi gemiti.
Lei sorride imbarazzata, ma il suo sguardo rivela un'eccitazione incontenibile, ancora più evidente della manifesta contrattura dei suoi capezzoli, che si palesa sotto ai miei occhi. Lei se ne accorge e si copre pudicamente i seni con le mani. Ma l'effetto che ottiene è esattamente l'opposto. Infatti il contatto con le sue stesse dita le provoca un evidente sussulto di eccitazione.
Lei mi prende le dita fra le sue e il momento di intimità si perpetua. Mi guarda maliziosa, mordendosi in labbro e i nostri corpi si avvicinano, finché i nostri seni si toccano. Appena appena, inavvertitamente. Ma per tutte e due è come se fossimo state folgorate da una scarica elettrica.
Lei si mette a ridere, ma scivola sul pavimento umido. Io la trattengo con una mano e le mie dita toccano la sua schiena sinuosa e flessibile.
È un brevissimo momento d'intesa: lei si appoggia al mio braccio e io l'attiro a me.
E così ci ritroviamo vicinissime, il mio braccio intorno alla sua vita, il suo seno sul mio, le nostre cosce a contatto, i nostri peli si sfiorano, ruvidi e crespi i suoi, lunghi e morbidi i miei.
Lei ha alzato un braccio e me l'ha posato sulla spalla.
Le nostre bocche così vicine, mentre i nostri capelli si mescolano.
"Grazie" bisbiglia lei, così vicina che le sue labbra sfiorano le mie.
"Non c'è di che" e intanto la stringo ancora più a me.
Le nostre bocche si toccano, i nostri respiri si mescolano. Annusiamo i nostri odori, misto di shampoo, saponi, profumi, sudori e quel dolce e inconfondibile sentore di eccitazione vulvare che viene dai nostri genitali nudi ed eccitati, lì dove i ventri si incontrano.
Le pelli nude scivolano una sull'altra mentre, rotti i convenevoli, finalmente ci abbracciamo. I nostri seni si stringono e si accarezzano, unti di sudore, e sento la sua mano che dalla schiena mi scivola in basso per toccarmi il sedere.
La stringo allora tra le braccia, apriamo le bocche e ci uniamo in un bacio feroce e vorace, quasi trattenendo il fiato. Le labbra si stringono contro i denti fino a sanguinare mentre spingiamo le lingue dritte una nella gola dell'altra.
Violente e fameliche.
La sua mano mi è già scivolata profondamente fra i glutei, ha cercato di violarmi il culetto, ma poi ha deciso di proseguire più sotto, entrandomi direttamente nella figa.
Un rapido sguardo attorno per verificare che il ragazzo è qui, vicinissimo, con una bella verga eretta fra le mani, che sembra un idrante, gonfio e turgido.
Travolto dall'imprevista evoluzione, troppo rapida, non sa bene cosa fare.
Mi stacco quindi un attimo dalla bionda e mi rivolgo a lui.
"Toccami!" Gli ingiungo. Perentoria.
E gli prendo una mano mettendomela su una tetta.
Poi continuo a dedicarmi alla ragazza.
Dopo una generosa palpata ai suoi seni, veramente sodi ed elastici, le ho allungato la mano sul ventre, superando il cespuglio sul suo monte di Venere per approdare alla sua figa.
Il ragazzo mi tasta un seno, ma lo vedo ancora timido e indeciso.
Senza neanche prendere la mira, scendo con una mano e gli afferro il cazzo.
Che sensazione stupenda, la mano piena di quella bella verga, calda e pulsante.
Lo tiro a me e comincio a scorrere sui suoi corpi cavernosi, mentre mi stringo alla ragazza, con la bocca e il mio corpo.
Le dita della bionda mi esplorano la vulva e io rispondo con gemiti di apprezzamento che si avvolgono alla sua lingua, in lento vortice nella mia bocca.
Le mie dita scivolano sul suo clitoride, un vertice sodo che si delinea al mio tatto sopra le sue pieghe morbide e bagnate, e in breve ci scambiamo un orgasmo, soffocato nelle nostre bocche, ma che le nostre unghie imprimono sulle nostre pelli.
Ci stacchiamo e ci guardiamo negli occhi, stupite e ansimanti, mentre con la mano stringo ancora l'erezione del suo ragazzo. Qualche carezza sui nostri seni, mossi dai nostri respiri concitati, si spegne sui capezzoli dritti.
Il nostro respiro si placa.
Ci inginocchiamo allora ai piedi del giovane.
Il suo cazzo ci sovrasta e ci domina, come il pennone di un veliero a vela.
Io per prima me lo metto in bocca, lasciandolo scivolare fra le mie labbra, riempiendomi la bocca, lentamente, fino alla gola, trattenendo il respiro, fino a lacrimare.
Lui rilascia un roco gemito, un lungo sospiro, l'esalazione di una cornamusa scozzese.
Io lo trattengo mentre lo succhio e lo stringo.
Le ginocchia gli cedono mentre lo lascio andare.
La sue mani, ancora fra i miei capelli, mi stringono alla nuca.
Lui mi dirige il capo e con un nuovo movimento mi lascio penetrare e riempire, fino ai polmoni.
Gli stringo le chiappe mentre me lo lascio scivolare fuori, porgendolo, bagnato della mia saliva, alla sua compagna bionda.
Mi rialzo e mentre l'altra ragazza si ingozza a sua volta di quel bel pezzo di carne, io afferro i ricci del maschio e ci uniamo in un bacio violento e profondo in cui gli restituisco il sapore del suo uccello.
Lui ansima, un respiro roco. La sua compagna gli sta risucchiando anche la prostata, con visibile beneficio.
Il giovane mi infila una mano sul sedere e, non abbastanza appagato, mi spinge un dito nel culo.
Eccitata come sono, inizio a gemere e a muovere i fianchi verso le dita che mi cercano e mi penetrano.
La bionda si ferma in tempo per non prendersi un getto di spumante dritto nella trachea.
Dobbiamo far resistere l'unico uomo che abbiamo e che deve durare abbastanza a lungo per concederci una buona soddisfazione.
Si mette a gattoni, porgendo la schiena al maschio che, me ne accorgo solo ora, non so neanche come si chiami.
Lui è sveglio e capisce e senza spiegazioni la scopa da dietro.
Come nei migliori threesome, mi sdraio a gambe aperte davanti alla ragazza cominciando una intensa esperienza di sapori orientali per la giovane europea.
Il maschio spinge convinto e i colpi mi si ripercuotono sulla vulva in cui affonda la faccia della giovane.
Sento i suoi gemiti e la sua lingua che alterna frullate a lente laccate sul mio clitoride.
Mi lascio andare in un secondo orgasmo, dolce e prolungato e sento che la mia compagna fa altrettanto, mentre viene montata a pecora.
Il giovane sembra caricato di duracell e dopo la scopata da dietro ha voglia di sbattere anche me.
Lo accolgo allora, invitandolo tra le mie cosce, la figa già bella molle e bagnata grazie alle attenzioni della sua compagna.
Il toro comincia a spingere, una fonte di energia rinnovabile.
Invito la bionda a sedersi sulla mia bocca. Una sintonia perfetta.
Io le entro dentro con una spanna di lingua mentre quella si mette a limonare col suo manzo.
Il ragazzo mi pompa benissimo, tanto che, appena mi sento riempire da una calda fontana di sperma, corono la seduta col terzo orgasmo, e non è roba da poco.
La ragazza ci accompagna, con un bel fiotto salato che assaporo fra le mie labbra.
I nostri corpi si scuotono al culmine dell'eccitazione, tra gemiti e spinte, per poi lasciarsi andare in un rammollimento rilassato.
Io e l'altra ragazza ci risistemiamo e sistemiamo lo stallone tra di noi, le nostre mani in movimento sul sudore scivoloso dei nostri corpi.

Ma tutta questa rappresentazione è solo una mia fantasia.
Sono con le gambe spalancate in una posa oscena che ostenta la mia intimità, provocante e esplicita, qui, all'aperto, di fianco alla piscina dove è iniziato tutta la perlustrazione del mio corpo da parte dei due ragazzi.
Sono così bagnata che un po' di broda mi è scivolata fuori dalla passera, sulla coscia, fino alla sedia. Chissà se chi verrà dopo sarà contento.
I ragazzi continuano ad esplorare la mia nudità. Devono sicuramente essersi accorti che li sto provocando, con le mie tette mostrate nella scollatura, e con la mia figa, accessibile tra le cosce esageratamente spalancate.
Ma non si decidono.
Mi alzo, allora, e mi dirigo decisa al loro tavolo.
Mi siedo di fronte a loro, mentre mi fissano ammutoliti.
"Ragazzi, è già da un po' che mi state guardando. Vi ho fatto ammirare tutto il mio corpo; vi ho mostrato ampiamente come sono fatta. E mi sembra che abbiate goduto del panorama che vi ho concesso. Ok?"
Quelli si guardano tra di loro, negli occhi, per un attimo.
È la ragazza che prende coraggio, con un timido “ok” di risposta, e un'intensa espressione di attesa.
Mi alzo in piedi e prendo la ragazza per mano.
“Bene”, riprendo io, “cosa aspettiamo ancora? Ce l'avete una camera?”
di
scritto il
2026-01-06
7 7 9
visite
2 0
voti
valutazione
7.7
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.