Quartz-2. Capitolo 2. Quartz-2 evolve

di
genere
fantascienza

Capitolo 2

Gli esperimenti continuavano con estrema accuratezza, aumentando l'interesse e le scoperte, tanto che si cominciò a pensare di anticipare la seconda spedizione dalla Terra, soprattutto per incrementare gli esperti di chimica e di biologia, inviando personale di supporto.
Le escursioni su Qz-2 si intensificavano e gradualmente si estendevano sempre più distanti dalla Amethyst. Periodicamente Blue Sugiton o Jeremia Morr effettuavano voli sul modulo orbitante della Quartz, per depositare campioni che sarebbero stati inviati alla Terra.
Gli esperimenti all'interno dei laboratori confermarono di non aver rilevato alcun odore particolare, anche se alcune sostanze volatili a base di silicio erano state catalogate.
Pareva invece che il carbonio, sebbene ben rappresentato nell'atmosfera, non prendesse parte in alcun modo alla composizione delle piante sinora studiate e questo rappresentava un'interessante anomalia. Gli esseri viventi di Quartz-2 non erano in grado di fissare l'anidride carbonica della loro atmosfera, probabilmente per competizione con il silicio che impediva la formazione di qualunque struttura enzimatica a base di carbonio, o almeno così si ipotizzava.
Dopo la prima settimana dall'aqquarzaggio, per caso Blue si accorse di alcuni minuti cristalli di quarzo che stavano crescendo sui supporti della Amethyst, i robusti tralicci al titanio che facevano da appoggio al modulo sul suolo. La cosa fu subito segnalata al comandante Morr che interpellò il chimico e il biologo. I due, però, studiarono il fenomeno, confermando che la colonizzazione rappresentava solo quarzo, il prodotto di scarto delle piante. Valutato che, nei giorni successivi non fu osservata una progressione della crescita dei cristalli verso i motori del modulo, le analisi furono interrotte precocemente, per dedicarsi all'organizzazione di esplorazioni in territori più lontani.
-Quartz-2 si è accorto della nostra presenza.- Fu l'unica conclusione, del chimico, il dottor Andrei Krasnyj.
Ispezioni con droni avevano evidenziato che in altre zone di Qz-2 erano presenti strutture vegetali con forme e densità molto differenti, soprattutto avvicinandosi ai poli dove il campo magnetico era meno intenso. Furono così autorizzate dalla Terra spedizioni più lontane con pernottamenti all'esterno della Amethyst, in moduli appositi, chiamati 'Amy', in cui gli astronauti avrebbero potuto mangiare e dormire senza contatti diretti col pianeta, pur mantenendo sempre la tuta all'esterno della cellula in cui avrebbero dormito. Le piante erano cresciute lungo linee di forza tra i due poli e tra le strisce colonizzate erano accessibili analoghe fasce di terreno pressochè sgombro dalla vegetazione, su cui era facile muoversi con il rover della spedizione.
Morr e Sugiton fornirono il supporto logistico, trasportando una capsula Amy con un'astromobile apposita, ma a rimanere a pernottare a distanza furono scelti soltanto Krasnyj e Vael, per studiare dal punto di vista chimico e biologico, rispettivamente, le nuove strutture viventi.
Blue sarebbe tornato presto a riprenderli.
Le comunicazioni radio erano state quasi impossibili, o comunque molto disturbate, anche all'interno dei moduli, privi di schermatura magnetica, ma gli astronauti sarebbero stati via poco più di un giorno terrestre, equivalente a due giorni di Qz-2, più di preciso due notti quartziane e tre cicli diurni; questo, almeno inizialmente, era stato il programma studiato, mentre in seguito avrebbero discusso con la base a Terra per organizzare spedizioni più lunghe.

-Che palle questo Morr, non trovi? Non perde occasione di esercitare il suo potere, e lo fa in modo fin troppo compiaciuto- Iniziò una nuova conversazione Jason, la prima sera che si trovarono da soli sulla Amy-1 lui e il suo collega chimico.
-Jason, lui fa il suo dovere. Sta facendo esclusivamente quello per cui lo hanno incaricato in questa missione- Rispose, asciutto, il russo, senza staccare gli occhi dal monitor di un PC su cui stava giocando una partita a scacchi contro un programma avanzato.
-Ma sì, ho capito, ma sembra che gli faccia un enorme piacere, lui che non serve quasi a nulla per le ricerche che si stanno svolgendo. E poi è troppo rigido, acriticamente legato a stupide regole. Non ha un minimo di elasticità mentale.-
-Io penso che tutte queste, in realtà, siano precauzioni giuste. Non sappiamo ancora nulla di questo pianeta. Potrebbe bastare davvero poco per distruggere tutte queste forme di vita, se non stessimo estremamente attenti- Proseguì Andrei, muovendo un pezzo sulla scacchiera.
Vael rimase pensieroso.
-Mi verrebbe proprio voglia, invece, di farmi anche solo un giretto senza casco, a respirare l'aria pura del pianeta, per sentire se ci sono profumi, percepire i raggi della stella sulla pelle- Riprese poi, guardando fuori dalla finestrella del loro modulo esplorativo.
-Di profumi proprio non c'è alcuna traccia, lo sai. Le nostre analisi sono state conclusive. Quanto a togliersi il casco, io non lo farei, ma se decidi di farlo non farti vedere da me, e limitati a una boccata d'aria e non di più.-
La conversazione sembrava conclusa; del resto il russo era una persona di poche parole e con lui ogni dialogo era destinato a spegnersi in pochi minuti.
I due riposarono per le poche ore di buio della notte quartziana e il giorno dopo si dedicarono a ricerche e campionamenti intorno alla loro capsula, allestendo preparati da riportare alla Amethyst per analisi più approfondite. L'argomento della permanenza senza tuta sembrava escluso dai loro scambi verbali. Si ritrovarono nel modulo al successivo crepuscolo quartziano, cominciando a sistemare il bagaglio da riportare indietro al termine della giornata successiva e riordinando le bombole di ossigeno vuote.
-Ma guarda che spreco-, si limitò a dire Jason accumulando le bombole già utilizzate sul bordo della Amy, -con tutto l'ossigeno che c'è, stiamo ancora qui ad armeggiare con le bombole!-
-Io sono preoccupato, più che altro, per tutta la radiazione magnetica cui siamo sottoposti- Deviò, invece, il discorso il russo. -Con le ricerche di domani saranno quasi una trentina di ore che siamo immersi senza schermi in questo campo magnetico. È come farsi una risonanza magnetica di oltre un giorno. Nessuno ha mai studiato cosa può capitare.-
-Perchè, Andrei? Inizi a non sentirti bene?-
-Io? No, Jason, sto benissimo, almeno fino ad adesso. Ho appena vinto una partita a scacchi di ottavo livello contro il computer!-
I due andarono a dormire, il lavoro era intenso e, in questa alternanza frazionata tra luce e buio, le ore di sonno sempre limitate.
Il giorno seguente furono eseguiti ulteriori campionamenti e verso sera si ritrovarono con Blue, venuto a riprenderli col rover. La Amy-1 fu lasciata sul posto, prelevando solo le bombole vuote e i campioni, e in poco tempo si ritrovarono di nuovo tutti insieme nella Amethyst.
Si raccontarono come erano stati i primi giorni e le prime due notti passate fuori dal modulo di atterraggio. Blue aveva eseguito un viaggio alla stazione orbitante a portare campioni destinati alla Terra. Fu lo stesso Jason a porre a Morr, che era laureato in fisica, la questione del possibile danno biologico dovuto alla continua esposizione al campo magnetico.
-Che io sappia, fino a oggi non è stata riscontrata alcuna anomalia dannosa.- Rispose il tedesco. -È questo il motivo per cui stanno tranquillamente aumentando la potenza delle strumentazioni per le risonanze magnetiche nucleari. L'attenzione e i monitoraggi, comunque, sono costanti e molto elevati.- Concluse il fisico.
Il giorno dopo furono eseguite le analisi dei campioni nei laboratori della Amethyst.
Si erano appena messi al lavoro che si udì un urlo dal laboratorio del professor Vael.
Davanti alla porta del suo studio lo sentirono urlare: -Tabacco!-
Non fecero in tempo a entrare che l'inglese uscì direttamente dalla zona di ricerca con gli occhi spiritati di agitazione.
-Che succede?- lo affrontò subito Morr.
-Ho trovato del tabacco, o almeno qualcosa che ci assomiglia molto.- Rispose subito l'inglese.
-Ma sei impazzito, Jason?-
-Assolutamente no, venite dentro; da un campione si sente un chiarissimo e intenso odore di tabacco bruciato, e anche di buona marca!-
-Ma che stai dicendo?- Chiese Andrei. -Abbiamo già escluso che sul pianeta ci sia qualunque forma di odore. Le strutture di silice non possono produrre odori.-
-E invece ti dico che lo possono fare. Venite a vedere.- E intanto il biologo aprì la porta del suo laboratorio.
-Ma sarà una tua suggestione, Jason. Quelle sigarette te le sogni anche di notte.- Fece in tempo ad aggiungere Blue, ma già erano entrati tutti nel laboratorio.
Vael mostrò loro alcune strutture: -Vedete questo fascio di cristalli? Così biancastri mi sono sembrati davvero delle sigarette. Per questo ho raccolto un campione, ma adesso che l'ho estratto dalla capsula ho sentito l'odore.-
Tutti si avvicinarono, constatando che in effetti il campione esalava un forte odore di fumo di sigaretta, inconfondibile.
-Jason, sei sicuro? Non è uno scherzo?- Chiese Morr, dubbioso. -Non ti sei portato qualche sigaretta e ora ci stai prendendo tutti per il culo?-
-Jeremia!- Rispose Jason, sgranando gli occhi, mettendosi una mano sul cuore e alzando l'altra. Il comandante si avvicinò allora al campione. -Sembra davvero odore di sigaretta.-
-Tabacco bruciato-, lo corresse Vael, -fra l'altro, devo dire, anche il mio preferito.-
-Tutto questo è davvero molto strano.- Aggiunse Blue grattandosi la testa.
-Sentite, devo dirvi anch'io una cosa.- Iniziò Andrei, catturando l'attenzione di tutti. -Anche io ho fatto un ritrovamento alquanto strano.-
-Odore di whisky?- Azzardò Blue.
-Molto peggio, vi assicuro.-
Il gruppo seguì il dottor Krasnyj nel suo laboratorio. Il russo ne uscì portando una tavola quadrata con su alcune forme, una specie di vassoio.
Tutti si guardarono senza capire. Fu il chimico a rompere il silenzio: -Che ne dite?-
-Una scacchiera.- Rispose Morr.
-Già. Con tutti i pezzi al loro posto. Una bellissima scacchiera di quarzo.- Continuò Andrei.
-E quindi?- chiese Blue.
-Vi posso giurare che non l'ho portata io.-
-E cioè? Chi l'ha messa nel tuo studio?- Continuò il capo spedizione che non afferrava il motivo di tutta quella enfasi.
-Nessuno.- Proseguì l'ex campione di scacchi. -È uno dei campionamenti di stamattina.-
-Ma non diciamo cazzate, smettetela, voi due!- Si arrabbiò Morr. -Posso capire che Jason sia quantomeno un po' strano, ma da te, Andrei, non mi sarei mai aspettato una cosa del genere!-
Detto questo Morr si allontanò per tornare al modulo di comando, lasciando gli altri a guardarsi negli occhi.
Andrei fermò Sugiton per una mano. -Blue, ti prego!-
-Siete seri?- Rispose il francese corrugando la fronte.
Il russo prese un bel respiro e alzò un dito per parlare, visibilmente irritato. Anche Jason gli si fece appresso.
-Ok, ok, ça va bien.- Li interruppe subito il pilota. -Qui sta succedendo qualcosa di strano.-
I quattro si ritrovarono nel modulo comune, seduti intorno a un tavolo.
-Allora, spiegatemi questa faccenda, e siate convincenti.- Cominciò il responsabile della spedizione, con un'espressione accigliata in volto.
-Non c'è nulla che possiamo spiegarti, Jeremia-, prese la parola Krasnyj, -semplicemente neanche noi abbiamo una spiegazione. Posso solo dirti che ieri, dove l'ho trovata, la tavola con gli scacchi era solo abbozzata, ma la forma perfetta l'ho ritrovata solo oggi, aprendo la capsula di campionamento, come se su un abbozzo abbastanza preciso, ma ancora in evoluzione, qualcosa in questa pianta sia cambiato, modificando e affinando una certa forma cui tendeva.-
-Pianta? E se invece fosse un animale?- Intervenne Vael.
-Non ne abbiamo mai trovati.- Rispose il russo.
-Non ancora. E se questo fosse proprio il primo?-
-Fermi, zitti tutti, per favore. Non ci sto capendo più nulla.- Bloccò la discussione Morr, ottenendo il silenzio e l'attenzione.
-Mi state dicendo che avete trovato qualcosa di diverso, che cambia forma, che evolve e che emette odori?-
-Esattamente Jeremia.- Rispose Jason. -Anche le mie, diciamo così, 'sigarette', hanno affinato la loro forma e hanno iniziato a odorare di fumo solo il giorno dopo.-
-E come fai a sapere che prima non puzzavano di fumo, Jason? Hai aperto il casco?- lo incalzò Morr.
-Lascia stare, Jeremia, è stato solo per un attimo, non riuscivo a vedere bene.-
-Cazzo, Jason, le regole devono essere rispettate!-
-E va bene, ho fatto una cazzata. Ma ora ci aiuti a capire cosa sta succedendo, comandante?-
Il tedesco si teneva la testa tra le mani, cercando di riordinare i pensieri.
-Jeremia-, riprese Andrei con voce calma e ponderata, -qualcosa è cambiato. Siamo di fronte a un nuovo evento che dobbiamo comprendere.-
Morr fece un profondo respiro e rivolse lo sguardo al chimico, sforzandosi di capire il discorso.
-È qualcosa di molto strano, Jeremia.- Continuò il russo. -Sono bastate due notti fuori dalla Amethyst, e sono comparse nell'ambiente due forme stranissime, mobili, mai viste prima.-
-Forse due animali.- Si intromise il biologo.
-La cosa strana-, continuò il russo abbassando la voce e chinandosi verso il capo spedizione, come se stesse per dire qualcosa di sconveniente, -Jeremia, stammi a sentire: la cosa strana è che sembra che questo essere ci legga nei pensieri, interpreti i nostri sogni!-
Il tedesco strabuzzò gli occhi. Stava per aprir bocca, ma fu anticipato dall'inglese.
-È vero, Jeremia! Andrei ha ragione. Non so perchè, ma appena io e Andrei dormiamo due notti fuori dalla Amethyst, subito compare questa nuova forma e ripete esattamente ciò che ci passa nella testa, insistentemente, più volte, durante il giorno e nella notte. Questa cosa, Jeremia, ci legge i pensieri!-
-In effetti-, convenne Blue, -io e te siamo sempre restati di notte nel modulo.-
Tutti ora guardavano il responsabile dell'equipaggio. Il tedesco scosse lievemente la testa, come rinunciando ai pensieri che gli si accalcavano nel cervello.
-Aiutatemi a capire-, riprese con un tono della voce esageratamente controllato, -mi state dicendo che su questo pianeta esiste un essere che legge nei nostri cervelli e che si trasforma creando forme e odori secondo i pensieri di chi si trova da quelle parti?-
-Esattamente.-
-Ma tutto ciò è assurdo, ve ne rendete conto?-
-Jeremia, prova a modificare il punto di partenza del tuo pensiero.- Prese la parola Sugiton, cercando di far presa sull'amico. -Diamo per vero che sigarette che puzzano di fumo e una scacchiera con tutti gli scacchi, perfettamente riprodotti, in quarzo, compaiono sotto gli occhi di un incallito fumatore e di un ex campione di scacchi che ancora continua a giocare. Ok?-
Blue ottenne un incoraggiante assenso da parte del capo spedizione.
-Siamo su un pianeta alieno che contiene forme di vita a noi sconosciute. Questo non è in discussione. Ecco, dobbiamo capire il perchè delle cose, non metterle in dubbio, dobbiamo capire perchè usciti dalla Amethyst...- il pilota si interruppe, colto da un'illuminazione improvvisa.
-Che ti prende Blue?- Morr gli si avvicinò, prendendogli un braccio.
-Jeremia, le capsule Amy non sono schermate dai campo magnetici come la Amethyst, vero?-
-No, certo. Che stai pensando?-
-Jason!- Continuò il francese senza rispondere alla domanda. -I nostri pensieri, i circuiti cerebrali funzionano con messaggi elettrici?-
-In un certo senso sì, ma veramente a livello micromolecolare, e...-
Blue lo fermò con una mano, riprendendo poi il discorso verso il tedesco: -Jeremia, i circuiti elettrici possono generare campi magnetici?-
-Ma sì, è ovvio, ma se stai parlando di campi magnetici rilevabili da un circuito di pensieri cerebrali...-
-Aspettate! Zitti tutti!- Il tono di Blue non ammetteva repliche. -Sto solo pensando che su questo pianeta tutto è dominato da enormi campi magnetici, la vita stessa deve sottostare a queste onde energetiche, è tutta orientata secondo linee di forza, che però verso i poli sono meno potenti, anche se di poco.-
Tutti restavano in attesa, mentre le idee prendevano forma tra i pensieri del primo pilota.
-È possibile che anche solo una piccola, minima perturbazione di questo sistema di onde magnetiche, una insignificante deflessione, provocata però ripetutamente da pensieri fissi e ricorrenti, sia in grado di essere rilevata da organismi molto sensibili e capaci di modificarsi ritrasformando le alterazioni magnetiche in strutture cristalline?-
Seguì un silenzio che sembrò infinito.
-Sì, è possibile.- La voce di Krasnyj; una frase lapidaria, pesante come un colpo di scure.
-Sì, potrebbe essere; in effetti potrebbe anche essere.- Aggiunse Morr.
-Occorrono altre osservazioni, altre analisi, abbiamo bisogno di altri campionamenti.- Jason era ripartito pieno di eccitazione.
-Dobbiamo comunicare con la Terra, forse chiedere di anticipare la partenza di altri tecnici. Ci serve aiuto. Come si comporteranno questi... questi... Cosa sono?- Proseguì il tedesco.
-Animali?-
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2026-01-08
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