Sentirsi donna in un pomeriggio d'estate
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Ho perso mio padre da adolescente, e sono cresciuto grazie alla forza di mia madre una donna non giovanissima ma che ha saputo crescermi nonostante le difficoltà. A mia madre che oggi purtroppo non c'è più devo molto, sopratutto perché ha saputo assecondarmi e starmi dietro come ben pochi altri genitori avrebbero saputo fare nel mio periodo di troiaggine alla ricerca del vero amore.
Ho sempre fantasticato sull'amore tra maschi, non tanto a livello sessuale, ma sopratutto a livello di testa e di cuore. La mia domanda al tempo era questa: Si può provare la stessa emozione tra due maschi come si prova tra maschio e femmina? Volevo trovare una risposta a questo tormento che mi assillava giorno e notte, finché decisi che dovevo provarlo sulla mia pelle. Se le cose non si provano, mai si potrà sapere se piaccia o meno.
Sono sempre stata una persona decisa che se voleva qualcosa se la prendeva. ebbi la curiosità di avere dei rapporti con uomini maturi, non solo il lato sessuale mi interessava, ma sopratutto il lato sentimentale, le emozioni, il desiderio di sentirmi femmina, di provare ciò che provano le vere donne. Essendo nato con aspetto femminile mi dissi, era naturale sperimentare quel lato del mio essere.
Ho sempre avuto successo con gli uomini, più che con le donne devo ammetterlo. Non mi fu difficile trovare subito chi mi potesse soddisfare in tal senso. Ciò che cercavo non era una scopata, ma appagamento totale. Iniziai a temperstare di domande abbastanza imbarazzanti mia madre, donna pudica cresciuta con certi valori, e non certo la persona più adatta a rispondere alle mie domande spinte.
Mamma vedendo il mio interesse per gli uomini si preoccupo' non poco, la rassicurai spiegandole le mie motivazioni. Con mia madre ho sempre avuto un rapporto molto aperto, era piu una confidente che una madre per me. Avendo poi anche una certa età potevo confidare sulla sua esperienza di donna matura. Nonostante sapessi che mia madre non era certo donna di molte esperienze al di fuori di mio padre. Non aveva avuto altre storie amorose, e le esperienze che poteva darmi, erano quelle vissute con mio padre.
Mamma si vergognava a tal punto da evitare certe risposte, ma da lei, mi resi conto ben presto che non avrei ottenuto granché in quel senso. L'unico modo per ottenere le risposte che desideravo, era sperimentarle, e così feci. Smisi di importunare mia madre, e iniziai a cercarmi qualche uomo che potesse finalmente soddisfare la mia femminilità repressa. Impresa non facile, trovavo solo maiali che volevano scoparmi, mentre io cercavo un rapporto vero e completo con un uomo che mi facesse sentire davvero femmina.
Trovai la mia preda in un anziano signore di circa sessant'anni che abitava nel mio stesso palazzo. Quest'uomo, sempre gentilissimo, aveva un debole per me palesemente dimostrato dal fatto che ogni qualvolta mi incrociava, sia sulle scale del palazzo, o mentre eravamo in strada, non mancava di regalarmi carezze sul viso o di farmi complimenti di vario genere. Il mio fisico femminile incorniciato da un visetto da bimba con le labbra carnose, gli occhioni verdi da cerbiatta, e i lunghissimi capelli biondi, facevano effetto su molti uomini.
Questo signore, vedovo e senza figli, viveva solo a due piani sopra di me. Varie volte mi aveva invitato ad entrare in casa sua a bere un Thè, o a scambiare qualche chiacchiera. Mi era sembrato l'uomo adatto per la mia situazione. Mi tratteneva solo un fatto, che era in buoni rapporti con mia madre. Non volevo che mia madre venisse a scoprire che cercavo di flirtare con lui, perché avrebbe sicuramente impedito la cosa. Cercai quindi di fare tutto con la massima discrezione possibile.
Era estate, con il mio bel fisico potevo permettermi di indossare ciò che volevo senza problemi. Scelsi un pomeriggio in cui sapevo che l'uomo era in casa, preparai uno zainetto con dentro della roba, e uscii senza insospettire mia madre, dicendole che andavo a trovare un'amico e sarei tornato verso sera. Non avevo amici in realtà, ma mamma certamente non si era messa a contare la gente che frequentavo.
Uscita di casa mi nascosi in ascensore in un momento in cui nel palazzo non passava gente e mi cambiai infilandomi un paio di shorts in jeans trucidi che usavo in quel periodo estivo, una canotta nera scollata davanti e dietro, un perizoma nero femminile mi truccai leggermente, i lunghissimi capelli sciolti, un paio di scarpe in tela leggerissime senza calzini, e mi presentai alla porta dell'uomo con il cuore in gola che mi batteva forte forte.
Esitai un po' prima di usare il campanello, qualcuno poteva sentire, preferii bussare più volte. Era più discreto e se l'uomo era in casa avrebbe comunque sentito. Con lo zainetto su una spalla attesi che mi venisse ad aprire. Una volta aperta la porta, l'uomo sorpreso da quella visita inattesa mi fece entrare senza problemi chiudendo la porta a chiave dietro di se. Cercai una scusa qualsiasi per essermi presentata da lui a quell'ora, ma l'uomo per nulla disturbato dalla mia presenza, mi fece accomodare me. L'uomo sembrò felicissimo di avermi lì in casa sua quel pomeriggio. Mi offrì una bibita rinfrescante, e iniziammo a parlare del più e del meno. Seduto accanto a me non la smetteva di fissare le mie coscie.
Ben presto cercai di portare la nostra discussione sull'argomento che mi interessava maggiormente, cercando di sedurlo in pose sconce e seducenti, accavallando le gambe, o divaricandole del tutto a tratti. L'uomo non era affatto indifferente ai miei atteggiamenti provocatori, e mi rese più facile il compito. Mi chiese di aprire una finestra per il gran caldo, e ne approfittai per chiedergli se potevo a quel punto togliere anche gli shorts, erano stretti e fastidiosi. - lei non si scandalizza spero - azzardai. Mi disse che potevo togliermi tutto quello che volevo, non c'era problema, eravamo soli e nessuno mi avrebbe vista. Feci scivolare via gli shorts, restando in canotta e perizoma. Con un vistoso cazzo che indurendosi strabordava dal mini perizoma che indossavo.
Fu proprio lui a suggerirmi di togliere anche quello se mi dava fastidio. Per non farmi sentire in imbarazzo, cosa assai impossibile, decide di spogliarsi nudo pure lui. Entrambi più liberi, notai anche il suo cazzo bello duro. Non mi ero mai accorta lo avesse così grosso, era bello, con le vene in evidenza, aveva una cappella rossa gonfia e lucida.
L'uomo si sedette accanto a me, prese il mio cazzo in pugno, e lentamente iniziò a masturbarmi sorridendo e dicendomi che l'amore si faceva così. Lo sapevo benissimo, ma finsi di stare al suo gioco. Risposi che ero curiosa di scoprire come si fa l'amore perché ero ancora verginella. Lui avvicinò il suo volto al mio e ci baciammo stringendoci stretti. Provai un brivido lungo la schiena mentre gli masturbavo il cazzo stando attenta a non farli sborrare. Sborrai io invece, scusandomi per avergli sporcato il divano. L'uomo sorrise e disse che non era sporco, era amore. Ho annuito e abbiamo ripreso a baciarci stretti. Che meravigliosa sensazione essere abbracciata ad un uomo nudo mentre lo masturbavo lentamente sentendolo ansimare per me. Era questo che cercavo mi dissi tra me. Iniziavo davvero a sentirmi femmina per la prima volta in vita mia.
Ci staccammo a fatica solo per iniziare a fare l'amore seriamente. Fui io per prima a parlare, sussurrandogli che non avrei mai immaginato potesse piacermi così tanto. L'uomo a sua volta mi confessò che era da tanto tempo che aspettava quel momento. Disse che ogni notte si masturbava pensandomi e che ogni volta mi incrociava per le scale, sognava di fare l'amore con me, non mi aveva mai detto niente per paura di essere rifiutato. In pochi minuti di parole, vennero a galla molte verità nascoste.
Ora era arrivato il nostro momento, e nessuno poteva più trattenerci. Mi portò in camera da letto, sul lettone matrimoniale dove ogni notte mi sognava disse, e dove finalmente il sogno stava diventando realtà per entrambi. Mentre salivo sul lettone chiesi se il fatto di conoscere mia madre lo avrebbe frenato, l'uomo salendo a sua volta nel letto rispose che proprio questo fatto lo eccitava ulteriormente. Lo abbracciai e ci baciammo ancora una volta. Ti tratterò come una donna perché lo sei ha detto. Aveva ragione, mi sentivo donna femmina in tutto e per tutto.
Si distese sul letto sdraiato di schiena con il suo bel cazzo duro dritto invitandomi a salirgli sopra, avevo già fatto qualche scopata con dei ragazzi di colore prima di allora, non ero verginella come gli avevo raccontato. Ma volevo che quel rapporto fosse diverso e speciale. Come avevamo concordato precedentemente, non utilizzammo nessun tipo di protezione. Non ne avevamo bisogno e il fatto di conoscerci agevolò la situazione. Salita su di lui, mi scostai i lunghissimi capelli da un lato, misi le mie manine sulle mie natiche sudaticcie e morbide allargandole più che potevo, sedendomi poi sopra il suo bel cazzo dritto e grosso. Era bello grosso, ma contavo di farlo entrare poco ala volta, senza fretta, nulla doveva esser fatto con impazienza. Sentii la sua grossa cappella bagnata infilarsi tra le mie natiche aperte ed entrare poco alla volta lentamente scivolando dentro me.
Questo è amore, chiusi gli occhi feci un lungo sospiro, mentre il suo cazzo grosso e venoso scivolava dentro al mio culo aprendomi tutta fremendo di piacere scossa da brividi mai provati prima di allora. Questo era ciò che provano le donne con un uomo, era ciò che avevo sempre cercato, tutte le risposte alle mie domande, scivolarono dentro al mio culo aperto dal suo grosso cazzo. Un gemito di piacere uscii dalle nostre labbra quasi all'unisono e fu Amore.
Lasciai le mie natiche, presi le sue mani incrociate alle mie, e iniziai a saltellare su e giù dalle sue gambe in un movimento lento ma continuo. L'uomo godeva guardandomi e continuando a dirmi che mi amava che voleva sposarmi ed io alle sue parole sospiravo come una femmina innamorata del suo uomo, nonostante l'età che ci divideva. Saltellavo e sospiravo forte ad ogni spinta che l'uomo mi dava. Una vampata di calore mi prese totalmente, buttai all'indietro la testa e mi lasciai cavalcare dal piacere. Adesso capivo, adesso avevo finalmente raggiunto il mio obbiettivo, mi sentivo femmina dalla punta dei lunghi capelli che mi solleticavano la schiena nuda, alla punta delle unghie dei piedi.
Godemmo insieme, gli lasciai le mani, mi abbassai verso di lui, scostandomi i capelli da un lato del viso, e lo baciai sulla bocca, mentre continuavo a saltellare sul suo bel cazzo duro e grosso. Era un vero maschio, un'uomo di sessant'anni con ancora una bella resistenza. Cercai di vedere la scena attraverso uno degli specchi dell'armadio che aveva ai piedi del letto e ciò che con la coda degli occhi ammiravo, vedevo un'uomo con la sua donna fare l'amore. Una scena che mi fece sbrodolare all'istante per la seconda volta, sporcando la pancia del mio uomo.
Non ci fermammo, e continuammo a scopare come due maiali, ma sempre con quella poesia d'amore che con altri non avevo mai ancora trovato. L'uomo forse per il caldo, un po perché l'eccitazione era arrivata ad un punto altissimo, sborro' con un gemito, spruzzandomi dentro un litro di sperma caldo, e mi ingravido' con il suo amore. Buttai nuovamente la testa all'indietro, e lasciai che il liquido bianco e caldo, mi arrivasse fino alle viscere. Stanchi entrambi e visibilmente affaticati oltre che sudati, ci guardammo e sorridemmo entrambi contenti di quell'esperienza.
Scesi dal suo cazzo, che poco alla volta si stava afflosciando, gli tesi una mano per rialzarsi dal letto, e ci abbracciammo. Era stato meraviglioso, ero davvero felice e ci promettemmo di rifarlo molto spesso. Si era fatto tardi, e dovevo rientrare a casa o mia madre si sarebbe insospettita. Rimisi i miei vestiti jeans e maglietta, il resto lo infilai nello zainetto, mi diedi una rinfrescata in bagno una lavata veloce e lasciai l'uomo nudo in casa sua, correndo giù per le scale fino alla porta di casa.
Mia madre mi vide un po strana, e cercò subito di capire che mi era successo. Mi chiese se fossi andata con qualcuno, negai assolutamente. Cercai di svincolare la questione inventandole una scusa al momento. Non sono sicuro che se la sia bevuta, ma non mi importava nulla. La cosa che mi interessava, era rivedere al più prestoil mio uomo per un'altro incontro d'amore. Quella stessa notte faticai a prendere sonno, non tanto per il caldo, ma perché continuavo a toccarmi il culo aperto dal suo bel cazzo duro, e a sentire quel brivido freddo che mi dava la sensazione di essere femmina da ogni parte. Finalmente adesso potevo dire anch'io di sapere cosa si prova a fare l'amore come una vera donna.
chrisbabyface@libero.it
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