Una scommessa persa

di
genere
gay

Di solito non scommetto mai perché ho già abbastanza sfiga nella vita quotidiana, e anche perché con certi soggetti e in certe situazioni, è molto meglio farsi passare da sfigato piuttosto che andare incontro a guai seri. Quella volta invece accettai la scommessa. Non so perché lo abbia fatto, forse perché stavolta pensavo di farcela, forse perché i personaggi che avevo davanti mi ispiravano, o forse perché sono semplicemente un idiota.

In se ciò che mi proposero non era difficile, alla fine dovevo soltanto riuscire a rubare dall'edicola di zona delle riviste porno, ovviamente senza farmi beccare dall'edicolante. Molte volte lo avevo fatto in passato con risultati positivi. Non sono un Lupin, ma sapendo come dialogare e distrarre le persone, soprattutto con la mia presenza che attira gli sguardi, l'ho sempre fatta franca.

Tutto ebbe inizio un pomeriggio d'estate, complice il caldo la noia e degli amici improvvisati - forse sarebbe meglio dire conoscenti, - degli extracomunitari con cui nel mio quartiere bazzicavo a tempo perso, e con cui avevo fatto comunella. Proprio loro mi fecero questa proposta: Rubare all'edicola della zona delle riviste porno, meglio se Trans. Ci fossi riuscito, avrei avuto in premio delle bevute gratuite offerte da loro al bar più vicino. Ma se perdevo, la pena era essere scopato da loro in gruppo. Da notare che i ragazzi extracomunitari di cui parlo erano ben sei, di cui tre senegalesi, e tre indiani.

Come ho detto all'inizio, non scommetto mai perché so di perdere già in partenza, ma il fatto di scroccare degli alcolici gratuiti visto che adoro bere, non mi dispiaceva affatto. Dall'altra parte, il fatto di perdere e soddisfare tutti loro era altrettanto eccitante. Non avevo mai dichiarato la mia omosessualità a questi soggetti, ma capisco che già la mia presenza e il mio aspetto estetico, li abbia spinti in quella direzione.

Questi ragazzi, per lo più clandestini, arrivano nel nostro paese senza le loro donne o mogli, e ovviamente sentono il bisogno di scopare con qualcuno. Sarà stata la noia di un pomeriggio caldo e assolato, sarà stato il rischio delle due alternative, bere gratis o finire immezzo a loro a fare la vacca da monta, che mi fecero decidere di accettare quella follia. Mi presentai all'edicola scelta per il colpaccio, e mentre mi avvicinavo, mille emozioni mi sovrastarono come uno tsunami. Perdere o vincere? Che fare?

Sapevo benissimo di riuscire nell'impresa, ma il problema era un'altro. Scegliere tra il farmi offrire degli alcolici e farmi riempire di cazzi neri era dura essendo amante di entrambe le cose. Nel mentre ero arrivato all'edicola. Intanto che facevo finta di dare un'occhiata alle riviste porno, tenevo d'occhio l'edicolante che salutai prontamente. Mi chiedevo perché avevano scelto proprio di farmi rubare delle riviste Trans con tanta scelta che c'era.

Mi soffermai un'attimo sulle riviste che avrei rubato, ne sfogliai velocemente un paio fingendo interesse a comprarle. Era strano che dei ragazzi di colore fossero interessati alle Trans mi domandai. Strano o no, dovevo sbrigarmi, non potevo restare lì tutto il pomeriggio. Approfittai quindi del fatto che due conoscenti dell'edicolante si fossero fermati a pochi metri da me a chiacchierare con lui, avevo gli occhi svelti ma le mani anche più svelte degli occhi. Feci quindi sparire tre riviste sotto la camicia bianca che avevo addosso, senza che ne l'edicolante, ne chi stava chiacchierando con lui, si accorgesse di nulla.

Per non destare sospetti, chiesi un paio di biglietti dei mezzi pubblici, mi sarebbero sicuramente serviti, e costavano pure meno delle riviste che mi ero appena imboscato sotto la camicia. Ringraziai e salutai distrattamente i tre uomini che continuavano la loro discussione, senza sospettare che gli avevano appena soffiato delle riviste sotto il naso. Arrivato ad una certa distanza, e sicuro che non mi avrebbero visto, estrassi dalla camicia le riviste, e le osservai sfogliando qualche pagina.

Davvero una bella vista non c'è che dire, pagine e pagine piene di belle Trans che si facevano aprire il culetto da uomini neri dotati. Adesso iniziavo a capire perché a quei maiali piacevano queste riviste in particolare. Richiusi i giornali e proseguii il percorso di ritorno. Il problema adesso era, che fare??? Dovevo consegnare il bottino e gustarmi degli alcolici a scelta freschi al bar, oppure farmi punire e prendere i loro cazzi neri?

Ci pensai e ripensai finché non arrivai davanti ai sei amigos che mi aspettavano impazientemente. "Allora? - disse uno in perfetto italiano, - mi dispiace ho risposto, ho fallito. Mi hanno beccato e ho dovuto restituire le riviste. Non so perché lo dissi, avevo le riviste nascoste sotto la camicia dietro la schiena. - Sai cosa ti aspetta - ha detto un'altro sempre in un buon italiano. Ho annuito e non mi sono opposto, i sei ragazzi discussero un minuto sul dove ci saremmo dovuti trasferire.

A casa tua? Disse uno, no no fece quello, ci sono gli altri e poi vorrebbero partecipare, li conosco. E da te? Disse questo ad un'altro del gruppo, non scherziamo dai ha risposto quello. Ok, si va alla discarica abbandonata disse l'ultimo alla fine. La discarica abbandonata, non era altro che un ex rimessa di autodemolizioni ormai abbandonata da molti anni, ma che aveva dei capannoni ancora in piedi dove si poteva entrare indisturbati. Molte volte ci eravamo stati per raccogliere qualcosa o per fare danni alla struttura, da bravi teppistelli di periferia.

L'idea di farmi riempire in uno di quei capannoni sporchi pieni di vetri rotti e roba di ferro arrugginita non mi piaceva affatto, senza considerare il caldo che faceva, li dentro sarebbe stato un vero inferno. Ma ormai si era deciso, e si stava già in cammino verso il posto prescelto.

Arrivati sul posto fecero una breve escursione nei capannoni, erano quattro in tutto, attorniati da montagne di auto demolite o bruciate. Alla fine scelsero il primo, il più vicino all'entrata. Era quello meno pieno di detriti e robe sparse, c'era un vecchio materasso buttato al centro del capanno, meno sporco del resto della roba li dentro. I ragazzi misero le loro magliette sul materasso facendo una specie di lenzuolo improvvisato, e vollero anche la mia camicia alla fine.

Tentennai un minuto, prima che uno di loro scherzosamente me la sbottonò e me la tolse di dosso con una battuta - oooh hai paura che si sporca? - ha detto, mentre le riviste che avevo rubato caddero a terra sotto lo sguardo degli altri. - ma che cazzo è? - ha detto uno, le aveva prese - ha detto lanciandole agli altri. Io rosso di imbarazzo abbassai la testa e borbottai qualcosa tipo: sì beh ... - hai capito questo - ha detto sempre quello, diceva non le aveva prese per farsi scopare. -

Sono rimasto in silenzio cercando delle scuse banali che non mi uscivano dalla bocca. Due di loro mi presero per le braccia senza farmi male ovviamente, mi buttarono sul materasso togliendomi i pantaloni, mutande non ne ho mai portate, - dai che adesso ti accontentiamo tutti - hanno detto nudi completamente, due di loro si sono messi sul materasso insieme a me, un terzo si univa a noi, ma i due lo hanno subito fermato. No tu no, ha detto uno dei due, stai con loro, in tre per lui son troppi, poi si fa male la bimba - ha detto con una risatina verso gli altri. Poveretto, non mi conosceva e non sapeva chi ero per sua fortuna.

Gli altri quattro si sono messi seduti in un angolo con le riviste in mano a segarsi ognuno per se, mentre i due sul materasso mi misero in mano i loro cazzi neri belli duri e già pronti all'uso. Non volevo fargli capire che mi piacevano, ma credo lo avessero già capito dalla balla raccontata sulle riviste. Presi i due cazzi ai lati, iniziai a segarli lentamente, poi ne portai alla bocca uno iniziando a succhiare avidamente. Cercavo di essere il più impassibile che potevo anche se non era facile reprimere la voglia di cazzi che avevo in quel momento.

Presi anche l'altro in bocca li succhiai e poi me li misi in gola entrambi, i due maiali neri godevano accarezzandomi i lunghissimi capelli, scostandomeli dal visetto per guardarmi ingoiare i loro cazzi avidamente. Uno fece una battuta senza sapere quanto vera fosse: avevi proprio voglia di cazzi puttanella - ha detto, - ingoiali tutti... Parlavano un buon italiano tutto sommato per essere extracomunitari. Forse erano nati in Italia o figli di italiani non ho idea.

Uno dei due si staccò presto dalla mia bocca, per passare dietro e aprirmi le gambe, si mise a sputare sul mio buchetto per lubrificarlo, ovviamente con la saliva non si può lubrificare nulla, ma non avevamo sottomano di meglio, continuò a sputacchiare sulle mie natiche già sudaticce per cercare di agevolare la sua entrata. Non avendo nemmeno preservativi dietro tutto si doveva svolgere a pelle. Il rischio fa anche parte della scommessa alla fine.

Quello dietro di me ha puntato la sua cappella grossa e lucida dritta tra le mie chiappe bianche e sudate, spingendo dentro mentre avevo ancora la bocca piena del cazzo dell'amico. Gli altri quattro che si stavano segando sui giornali, diedero una rapida occhiata alla scena, quando quello dietro spinse nuovamente una seconda volta, il mio culetto sudato e sputato della sua saliva, lo risucchiò tutto dentro fino alle palle, facendomi sospirare di piacere nel silenzio totale. Nel capannone non volava una mosca, l'unico rumore era il cik ciak, cik ciak continuo che facevano le palle del mulatto mentre affondava nel mio culetto sbattendo sulle mie chiappe. Oltre ovviamente ai miei mugolii di piacere con la bocca piena del cazzo dell'amico. Fuori tutto era silenzio, il posto abbastanza isolato favoriva una privacy totale, a parte i rumori citati.

Non cercai più di restare impassibile, come potevo del resto in quella situazione. Buttata da parte ogni falsità, gettai la maschera iniziando a gemere sempre più forte agli affondi del cazzo dietro di me, e cercando di continuare a succhiare senza sosta quello che avevo in bocca. Anche gli altri quattro vista la mia passione, avevano lasciato le riviste e si erano fatti sotto sul materasso. Puttana, puttana, e nemmeno ce lo avevi detto che ti piaceva, troia - ha detto uno dei quattro.

Mi hanno fatta mettere in una posizione adeguata in ginocchio per tenere il cazzo da dietro dentro, a quello che avevo in bocca si aggiunse un'altro, e le manine sudate le usai per masturbare altri due. L'ultimo rimasto prese pure il mio in mano, ma sbrodolai quasi subito. Ero impegnata su tutti i lati, mentre la temperatura dentro il capannone aumentava con il passare delle ore.

La situazione stava facendosi sempre più calda e pericolosa, primo perché eravamo a scopare in un posto che aveva i sigilli, quindi avevamo invaso una zona vietata dalle forze dell'ordine, secondo perché i sei ragazzi ormai lanciati e senza più freni, volevano fare sempre di più, finendo con il mettermi davvero nei casini. D'accordo che avevano dei bei cazzoni neri di misure anche abbastanza accettabili, nessuno era super dotato diciamo, però con il passare delle ore, i soggetti iniziavano ad osare un po' troppo su di me.

Volevano mettermene due in culo, lo avevo fatto diverse volte, non mi spaventava la situazione. Mi preoccupava magari il fatto che nessuno li lo sapeva fare. Per fare una doppia, ci vogliono due uomini preparati che sanno muoversi insieme, rischiavo di farmi male davvero, e cercai di evitare questa situazione, che parve tanto piacere agli altri. Inutili furono le mie proteste, perché mi prendevo solo insulti e nient'altro. Dai puttana che ti piace, troia vacca erano i complimenti più gentili che ricevevo.

Avevo le gambe intorpidite e i muscoli atrofizzati dagli sforzi precedenti, non riuscivo ad alzarmi nemmeno in ginocchio. Mi presero sollevandomi di peso, e mettendomi sopra ad uno di loro già sdraiato di schiena. Il suo cazzone entrò senza sforzo dentro il mio buco ormai bello allargato, un'altro si mise davanti rimettendomi il cazzo in gola, e un'altro dietro cercava di allargarmi ulteriormente le natiche per infilarci pure il suo cazzo oltre a quello dell'amico già piantato dentro.

Ovviamente non ci riusciva e bestemmiava ad ogni fallimento. Però non rinunciava e continuava a provare, io cercavo di dirgli che non c'è l'avrebbe fatta, mi faceva già male il buco e mi bruciava, ma quello bestemmiava e diceva, zitta puttana, devi prenderli tutti, devi prenderli tutti, ti spacchiamo il culo vacca. Iniziai ad avere paura, perché il clima da scherzoso ed eccitante, era ormai diventato abbastanza violento e andava fermato, prima che davvero quei disgraziati mi spedissero all'ospedale.

Il problema era che nessuno di loro mi ascoltava, cercavano solo di godere, anche se mi facevano male a loro non interessava minimamente. Ecco perché dico spesso che con i soggetti di colore bisogna andarci con le pinze, questi diventano bestie senza scrupoli e senza pietà ad un certo punto, non hanno una minima consapevolezza di ciò che fanno agli altri. Pensano solo a sé stessi, e se non riescono a soddisfarsi, la colpa è tua.

Mi ero messo in quel casino di mia volontà, e adesso in qualche modo dovevo uscirne. Possibilmente senza danni permanenti perché ero distrutto avevo il culo a pezzi che bruciava come il fuoco del sole quel pomeriggio, i muscoli di gambe braccia e la bocca completamente atrofizzati e doloranti. Sperare in un aiuto esterno era pura illusione in un posto isolato come quello. Ma qualcosa andava fatto e subito. Ero disposto a rinunciare a godere purché la smettessero e in fretta.

Qualche santo in paradiso deve essere venuto in aiuto più volte nel corso degli anni, perché altrimenti non sarei qui a raccontarvele. Tutti si erano fermati per ascoltare il rumore del motore di un'automobile che avanzava nella sabbia e nei sassolini schiacciati sotto le ruote. Due dei ragazzi corsero alle finestre rotte del capannone lasciandomi agli altri fermi in attesa. I due si ripresero i vestiti in tutta fretta dal materasso dicendo agli altri amigos: - porca puttana c'è gente oh c'è qualcuno cazzo... Se ci beccano qui finiamo in questura dai via tutti, via tutti. - Fui abbandonato in un secondo come una vecchia bambola usata senza nemmeno curarsi di come stavo, o preoccuparsi di portarmi con loro, i sei vigliacchi sono scappati fuori dal capannone correndo e disperdendosi nella discarica.

Ho sentito una voce di un uomo dire: "hey voi.." poi il motore dell'auto che si spegneva, due portiere che venivano aperte e richiuse, un'altro uomo che urlava, "adesso chiamiamo i carabinieri delinquenti." Le porte dei tre capannoni li intorno vennero aperte ispezionate e poi richiuse, quando entrarono nel primo capannone, mi trovai davanti a due signori vestiti da meccanici con tanto di tute sporche, che vennero da me aiutandomi a mettermi seduto sul materasso, ovviamente ero nudo sudato e con i capelli lunghissimi bagnati appiccicati ovunque. Mi chiesero cosa fosse successo se stessi bene. Ripresi fiato perché ero completamente senza ossigeno con quello sforzo e con il caldo asfissiante, ero fuori uso totalmente. Mi diedero una borraccia d'acqua fresca che ingoiai a sorsate.

Finalmente riuscii a dire: "mi hanno violentato.. sono scappati". I due uomini dissero che avrebbero chiamato subito un ambulanza e i carabinieri, ma li bloccai all'istante, non volevo casini con le forze dell'ordine e non intendevo sporgere denuncia dissi prontamente. Stavo bene, a parte il mio sedere, mi feci aiutare a mettermi in piedi e rivestirmi con la camicia bianca ormai sporca e bagnata di sudore. La mia scommessa persa finì lì. Ho dissuaso i due signori gentilissimi tra l'altro, a chiamare i carabinieri, dicendo che conoscevo quei soggetti e che ci avrei pensato io. Tornai a casa accompagnato in auto dai due uomini, e ho giurato di non scommettere mai più con nessuno e per nessun motivo al mondo.

chrisbabyface@libero.it
scritto il
2026-07-05
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