Il Provino
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Non scrivo questa esperienza che mi e capitata anni fa per vantarmi di qualcosa, ma solamente per condividere quanto mi e capitato. Certo non succede tutti i giorni di esser contattati dallo staff di Diva Futura, la più grande distribuzione e realizzazione di film hard in Italia, un tempo gestita da Riccardo Schicchi, colui che scoprì e lanciò dive del porno come Cicciolina, Moana Pozzi, Ramba, Ursula Cavalcanti, Baby Pozzi, Mercedes Ambrus, Selen e molte altre.
Il fatto in se non ha nulla di incredibile, fui semplicemente notata su un portale dove chattavo regolarmente e avevo messo qualche foto nel profilo visibile a tutti. Guardando la casella postale della chat notai uno strano messaggio, pensando ad uno dei soliti utenti in cerca di incontri fui tentato di cancellarlo senza leggerlo prima, ma alla fine ci ripensai e lo aprii. Ovviamente pensai subito ad uno scherzo o ad una burla di qualche cretino che aveva voluto percularmi. Il messaggio in se era più o meno il seguente, e lo riporto come me lo ricordo magari con qualche lieve variazione - Ciao... mi chiamo Marco (nome fittizio), sono dell'agenzia Diva Futura, credo la conoscerai, siamo i numeri uno in Italia per la produzione di film hard. Ho visto le tue foto e letto il tuo profilo, di solito non contattiamo gente sulle chat o sui portali, ma il tuo aspetto mi ha incuriosito parecchio. Avrei una proposta da farti se può interessarti. Ecco la mia mail di contatto, e relativo numero telefonico, ti aspetto, Marco.
Leggere un messaggio del genere porta subito a credere ad uno scherzo, conoscevo bene Diva Futura, al tempo ancora gestita da Schicchi, ovviamente non pensavo che un loro talent scout di nome Marco, mi avesse cercata perché interessato al mio aspetto. Tuttavia, volli dare una possibilità al burlone di turno, contattando la mail che lui mi aveva girato. Se fosse risultata un fake lo avrei scoperto subito. Andai sul portale di Diva Futura, cercai la sezione contatti, e rimasi quasi di sasso nel vedere la stessa mail e lo stesso numero di telefono riportati nel mio messaggio.
Deciso a saperne di piu mandai a mia volta una mail di risposta a quell'indirizzo, dicendo che ero stata contattata da un loro agente tale Marco su una web chat. Non pensavo nemmeno di ricevere una risposta, dimenticai la faccenda fino a qualche giorno piu tardi, quando mi arrivò la risposta di Diva Futura e del loro staff. Previo numero di telefono, fui contattato dallo stesso Marco che mi aveva scritto il messaggio sulla chat. In breve confermò la sua impressione e il suo interessamento per me. Era rimasto sorpreso dalla mia bellezza, e non pensava nel nostro paese, potessero esistere Femboy così femminili e aggraziati.
L'uomo, dopo una breve chiacchierata introduttiva, mi propose un lavoro per fare dei film hard, la paga era assai alta, io ero ancora disoccupata e mi si offriva all'improvviso opportunità ottimamente retribuita. Ovviamente Marco volle sapere dei miei gusti sessuali, se ero gay, se avevo mai fatto sesso con altri maschi insieme e cose del genere. Esaudite tutte le sue domande, mi diede un appuntamento per il giorno dopo allo studio, dove si realizzavano i provini per i film, mi disse che nel frattempo potevo vedere l'ambiente e farmi conoscere un po di persone. Questo sempre che avessi accettato l'offerta. Poi se fossi passata al provino, si poteva discutere del contratto e delle formalità.
Presi tempo, e risposi che ci avrei pensato, gli avrei fatto sapere tramite un sms prima dell'orario del nostro appuntamento. Ci lasciammo con educazione. Inutile dire che non dormii affatto quella notte, e che fui agitato da mille pensieri, da una parte ero eccitatissima da quella proposta improvvisa che nemmeno mi sarei mai sognata, dall'altra ero eccitato anche e non solo dai guadagni che mi si offrivano e che avrebbero risolto i miei problemi economici per un bel pezzo, ma anche per gli eventuali uomini che avrebbero fatto parte del film con me e che mi avrebbero scopata a dovere.
Vivevo nell'appartamento di famiglia, i miei si erano trasferiti da tempo, mio padre era deceduto. Raccontare tutto a mia madre sarebbe stata una buona o pessima idea? Ben sapendo come la pensava su certe mie scelte sessuali forse avrei fatto meglio a tacere, almeno finché non avessi ottenuto il primo ingaggio e passato quel provino. Decisi quindi dopo una lunga e sofferta riflessione di provarci. Alla fine potevo pure non essere presa ma almeno mi sarebbe servita come esperienza personale. Non avevo ancora firmato nulla, e quell'incontro era null'altro che una prova conoscitiva.
Mi presentai puntuale all'appuntamento, dopo aver confermato la mia presenza come da accordi via sms. Era primavera inoltrata, ero decisa a fare colpo con un abbigliamento vistoso, alla fine se dovevo fare il botto lo avrei fatto a modo mio. Leggermente truccata, con i miei lunghissimi capelli biondi sciolti, un paio di shorts sgambati trucidi che mettevano in risalto le mie coscie e il culo a panettone, una t-shirt nera attillata nera senza maniche scollata a V davanti e dietro, stivaloni neri camperos ai piedi immancabili nel mio abbigliamento anche oggi e uno zainetto sulla spalla destra dove tenevo le cose essenziali, chiavi di casa, cellulare, e altro materiale.
Inforcati i miei Rayban a specchio attraversai mezza città con i mezzi pubblici, per raggiungere lo studio di produzione Diva Futura. Quando mi presentai davanti al portone e suonai il videocitofono, ebbi l'impulso a tornarmene a casa. Non cedetti ed entrai. Attraversai un lungo corridoio a varie porte, prima di entrare in quella che mi era stata annunciata dal videocitofono. Mi trovai in un ufficio molto moderno e ben arredato, e ad attendermi col braccio teso per stringermi la mano in piedi dalla sua scrivania, c'era un uomo sui cinquant'anni ben vestito, il classico colletto bianco come si direbbe in America.
Dopo i doverosi convenevoli, mi fece accomodare su una sedia girevole imbottita e comoda notando all'istante il mio look, e ancora una volta sottolineò quanto fosse impressionato da me. - Dal vivo sei ancora meglio che in foto, davvero straordinaria, disse. Velocemente mi ribadi' ciò che mi aveva anticipato telefonicamente, e mi chiese se nel frattempo avessi cambiato idea. Quell'uomo pareva leggermi nel pensiero, rimasi in silenzio quanto bastava per farlo scoppiare in una fragorosa risata.
Tutti fanno quella faccia al primo incontro disse, ma poi ti assicuro che diventa tutto semplice, soprattutto dopo aver incassato il primo assegno. Mi fece vedere approssimativamente dei listini di film, e i relativi prezzi, spiegandomi un po di marketing e business del porno che io non conoscevo affatto non essendo nel ramo. Alla fine del discorso, ero piu perplessa di prima. Ma avevo un'idea di quanto avrei potuto guadagnare. L'uomo mi portò a quel punto a visitare alcune stanze dove si giravano delle scene.
Entrammo in un salone dalla porta rossa, e mi trovai davanti una scenografia degna di un film di Hollywood. Fari e lampade ovunque con cineprese pronte a girare in ogni angolo, e un enorme riproduzione di una spiaggia con tanto di sabbia vera. Rimasi a bocca aperta per tutto questo, ma ancor di più nel vedere maschi neri e bianchi nudi completamente con il cazzo duro e grosso, che giravano ovunque nel posto senza problemi di pudore o vergogna. Sopratutto non capivo come facessero ad avere un erezione continuativa anche senza scopare. Mentre ammiravo qua e la, Marco mi spiegava le tecniche di registrazione e produzione delle scene, non si svolgevano film interi mi disse, ma soltanto scene che poi sarebbero state assemblate in regia e montate un un secondo momento.
Notai che la gigantografia del nome e logo di Diva Futura era ovunque, sia nei corridoi, che nelle sale di ripresa. La mia guida mi disse che doveva assentarsi per qualche minuto. Nel frattempo potevo fare conoscenza con i ragazzi della troupe. Cercai di balbettare qualcosa, ma l'uomo era già sparito dietro la porta rossa che dava nel lungo corridoio. Ed eccomi li, sperduta in un posto che nemmeno conoscevo, con gente estranea nuda che mi passava intorno ad ogni istante.
Dopo qualche minuto in cui ero presa dalla stessa tentazione provata all'entrata di battermela a gambe elevate, fui avvicinata da uno di quegli uomini nudi dal cazzo che non si afflosciava mai. Avrà avuto piu o meno l'età della mia guida sui cinquant'anni ma ben portati. Aveva capelli brizzolati, un accenno di pancetta, e un cazzo meravigliosamente grosso e bello dritto che sembrava sfoggiare con orgoglio. Ciao mi disse, sei nuova? non risposi, l'uomo mi squadrò da testa a piedi. Sei davvero molto molto femminile, davvero bella, hai un visetto che incanta. Cercai di sospirare un fievole grazie a denti stretti.
Ero in evidente imbarazzo, l'uomo si mise a ridere vedendo la mia espressione spaventata e spaesata. Non mangiamo nessuno qui dentro tranquilla. Si era rivolto a me al femminile invece che al maschile. Credetti fosse un suo errore, ma quando lo ridisse, capii che non c'era stato errore, ero pur sempre una femmina mancata dalla nascita. Facemmo subito amicizia e mi sciolsi un po dal mio imbarazzo. Dopo la prima ora li dentro, ero già a mio agio, salutavo i ragazzi che passavano nudi, e mi ero seduta su una poltroncina a chiacchierare con quel tizio, che appresi si chiamava Fabio.
Mi chiesi dove fosse finita la mia guida, dato era passata un'oretta abbondante, mi aveva detto si sarebbe assentato solo qualche minuto. Fu li che Fabio tentò il primo approccio. Mentre parlavamo del lavoro che si svolgeva li dentro, l'uomo si era fatto piu vicino mettendomi una mano tra i lunghissimi capelli e scostandomeli dal viso. Non potevo scostare lo sguardo da quel cazzo che teneva sempre dritto tra le gambe nude e senza peli. Ti piace? Alla fine mi chiese senza problemi e con un sorrisetto malizioso. Feci cenno con la testa in senso positivo, - perché non ti abbassi e lo prendi in bocca, hai due labbra stupende, scommetto mi faresti venire in pochi istanti disse cogliendomi alla sprovvista.
Ma... come, qui davanti a tutti? ho risposto perplessa, - certo, se sei qui per imparare e fare questo lavoro, dovrai adeguarti a fare le cose davanti agli altri, rispose quello. Qui ci sono operatori e attori che girano tutto il santo giorno, ti ci abitui subito, e poi nessuno ci fa caso concluse quello. Mi prese i capelli e me li alzò con entrambe le mani, esortandomi nuovamente a chinarmi verso di lui - non aver paura, se lo vuoi e tuo. Dopo alcuni istanti, che a me sembrarono lunghissimi, mi decisi. Un po titubante, afferrai il grosso cazzo dell'uomo con la mia manina, mi chinai tra le sue gambe, e aperte le labbra, le serrai sul suo cazzo.
Iniziai a fare su e giù con la testa, guardandomi intorno con lo sguardo e cercando di capire se mi stessero osservando. Ma nessuno lì dentro sembrava interessato alla faccenda. Tutti erano intenti a sistemare luci, posizionare telecamere e i maschi continuavano a passare da un capo all'altro del salone, senza far caso a noi due seduti su quel divanetto. Iniziai a prendere piu confidenza e mi lasciai andare succhiando e gustandomi quel palo durissimo. Sembrava di legno tanto era duro, aveva le venette in evidenza e una cappella turgida da far paura. Mai visto un cazzo del genere mi dissi mentre mi davo da fare per succhiarglielo. L'uomo sembrava quasi anestetizzato, non godeva non partecipava, come fosse un robot.
Io al contrario ero al massimo dell'eccitazione, iniziava a far caldo, nonostante i condizionatori accesi da ogni zona del salone. Mi feci scivolare via gli shorts, restando con un perizomino nero, gli stivali e la t- shirt. Dopo qualche minuto impegnata di bocca sul suo cazzo, e vedendo non facevo nessun effetto all'uomo che mi teneva sollevati i capelli, alzai il viso dalle sue gambe e lo guardai come si guarda un alieno. Avevo il fiato corto per lo sforzo, balbettai un - Io ci ho provato ce.... ce l'ho messa tutta... ma vedo non riesco proprio a darti piacere gli dissi. La risposta dell'uomo mi spiazzò assai - al contrario, hai una bocca che e una favola, meglio di tante fighe di legno con cui sto lavorando, disse lui.
Solo alla fine, venni a sapere che l'effetto del cazzo dell'uomo era dovuto alle prime pillole blu Viagra. Era evidente che le utilizzavano per dar maggior prestazione a chi faceva scene durevoli. Non potevo saperlo ovviamente, le pastiglie blu erano appena state messe in circolazione, e non pensavo ne facessero uso anche in quei posti. Fino alla fine rimasi sbalordita dall'effetto che produsse su Fabio, e ne aveva utilizzata mi confidò poi, solo mezza. Mi prese per i fianchi, mi fece salire su di lui, e attento a non fami male, dandogli la schiena, mi fece sedere su quel cazzo che non si ammosciava mai.
Ormai non facevo piu caso alla gente li intorno, presa com'ero da quella situazione, mi ero lasciata coinvolgere a piene mani. Lasciandomi impalare da quell'uomo sul divanetto davanti a tutti. quando la sua grossa cappella scivolò dentro di me, chiusi gli occhi e iniziai a sprofondare sulle sue ginocchia sempre piu infondo. Mi sono letteralmente sentita aprire in due le chiappe da quel cazzo che mi riempiva fino allo stomaco. Cristo che effetto faceva quella pillola blu. Aiutata anche dall'uomo, iniziai a saltellare su e giù prima lentamente, poi sempre più velocemente ansimando e gemendo di piacere rimbalzando con i miei lunghi capelli che mi abbracciavano spalle e schiena.
Tenevo gli occhi chiusi, tanto li dentro era uguale, le luci si erano abbassate ed era come stare in una stanza con una abajour soffusa, che aprissi o meno gli occhi nulla cambiava, decisi di tenerli chiusi godendo su quel palo duro che mi apriva il culetto. tenevo le mani appoggiate sul divano per darmi le spinte nel saltellare, ma ben presto mi trovai altri cazzi davanti al visetto da troietta, solo a quel punto decisi dopo aver involontariamente sbattuto le labbra contro un coso duro bagnato, di aprirli, trovandomi il resto dei maschi che fino ad allora ci avevano ignorati davanti alla mia faccia.
Presi in mano senza un minimo di vergogna quei cazzi, e iniziai a succhiare continuando a saltellare su quello di Fabio, come la più consumata delle puttane. Le luci erano sempre soffuse, e non vedevo piu gli operatori delle telecamere, avendo tutti davanti e attorno al divanetto, era improbabile riuscissi a vedere oltre. Mi davo da fare piu che potevo, succhiavo ogni cazzo mi veniva offerto davanti e non mi fermavo nel saltellare su quello di Fabio. Godevo come una cagna in calore, gemevo e sbuffavo insieme al resto dei maschi li attorno a me.
Fabio a quel punto mi fece alzare dal suo cazzo ancora durissimo, per lasciarmi completamente nelle mani degli altri uomini che mi scoparono a turno in bocca e in culo senza tregua, facendomi morire letteralmente dal piacere. Con tante esperienze vissute prima e dopo di quella, posso dire senza problemi, che fu la più faticosa di tutte le scopate mai fatte in vita mia. Immaginatevi dei cazzi duri che non si ammosciano mai, penetrarvi per minuti interminabili, e stare un'ora sotto a questi maschi viagrati, (scusate il termine inventato), che non vengono mai.
Mi hanno totalmente rotta il culo e fatta andare in apnea respiratoria, grondavo sudore come se mi avessero gettato dell'acqua addosso, ero sfinita, mi faceva male il culo, la mascella, le mani, avevo i capelli appiccicati ovunque tra viso e schiena. Non ho idea per quanto tempo sia andata avanti sottomessa a quei maschi, ma quando finalmente mi mollarono, molti non erano ancora venuti. Qualcuno si era svuotato dentro al mio culo ormai slargato oscenamente.
Esausta e affaticata, nonché dolorante, fui adagiata sul divanetto e rinfrescata con una birra fredda. Quando i ragazzi iniziarono a dileguarsi con sorrisetti sul volto, finalmente davanti ai miei occhi apparve lui, Marco, la mia guida scomparsa per ore. Si sedette accanto a me sorridendomi compiaciuto, e mi disse - sei stata bravissima, hai superato il provino alla grande e non avevo dubbi al riguardo . Se deciderai di affidare la tua immagine a Diva Futura, farai molta strada te lo assicuro. Ritroveremo un nome d'arte un personaggio, e diventerai una stella del porno italico.
Sicché fu una cosa concordata, ero stata messa alla prova senza saperlo. Li per li non capivo se dovevo mandare a fare in culo il tizio, o se ridere di tutta quella faccenda. Optai per la seconda e mi feci una risata con la testa affondata tra le mani seduta sul bordo del divanetto ancora stravolta dalla fatica appena compiuta. Mi accompagnarono al bagno, dove alla meglio mi rinfrescai, mi risistemai, rifiutai di farmi una doccia, nonostante il bagno fosse atrezzato, e cercando di appoggiarmi a Fabio, che gentilmente si offri' di accompagnarmi fuori dalla porta rossa del salone, attraversai il lungo corridoio e uscii per sempre dal fabbricato Diva Futura. Ci pensai quella sera stessa, non faceva per me quel mondo mi dissi, nonostante avessi avuto l'orgasmo più lungo e bello di tutta la mia vita da puttana, decisi di rifiutare l'offerta e rimasi nel mio mondo. Oggi purtroppo mi pento di aver fatto quella scelta che ormai è sfuggita. Diva Futura ha chiuso i battenti con la morte del suo patron Riccardo Schicchi, e io posso solo vantarmi di aver fatto un provino fantastico per loro.
chrisbabyface@libero.it
Il fatto in se non ha nulla di incredibile, fui semplicemente notata su un portale dove chattavo regolarmente e avevo messo qualche foto nel profilo visibile a tutti. Guardando la casella postale della chat notai uno strano messaggio, pensando ad uno dei soliti utenti in cerca di incontri fui tentato di cancellarlo senza leggerlo prima, ma alla fine ci ripensai e lo aprii. Ovviamente pensai subito ad uno scherzo o ad una burla di qualche cretino che aveva voluto percularmi. Il messaggio in se era più o meno il seguente, e lo riporto come me lo ricordo magari con qualche lieve variazione - Ciao... mi chiamo Marco (nome fittizio), sono dell'agenzia Diva Futura, credo la conoscerai, siamo i numeri uno in Italia per la produzione di film hard. Ho visto le tue foto e letto il tuo profilo, di solito non contattiamo gente sulle chat o sui portali, ma il tuo aspetto mi ha incuriosito parecchio. Avrei una proposta da farti se può interessarti. Ecco la mia mail di contatto, e relativo numero telefonico, ti aspetto, Marco.
Leggere un messaggio del genere porta subito a credere ad uno scherzo, conoscevo bene Diva Futura, al tempo ancora gestita da Schicchi, ovviamente non pensavo che un loro talent scout di nome Marco, mi avesse cercata perché interessato al mio aspetto. Tuttavia, volli dare una possibilità al burlone di turno, contattando la mail che lui mi aveva girato. Se fosse risultata un fake lo avrei scoperto subito. Andai sul portale di Diva Futura, cercai la sezione contatti, e rimasi quasi di sasso nel vedere la stessa mail e lo stesso numero di telefono riportati nel mio messaggio.
Deciso a saperne di piu mandai a mia volta una mail di risposta a quell'indirizzo, dicendo che ero stata contattata da un loro agente tale Marco su una web chat. Non pensavo nemmeno di ricevere una risposta, dimenticai la faccenda fino a qualche giorno piu tardi, quando mi arrivò la risposta di Diva Futura e del loro staff. Previo numero di telefono, fui contattato dallo stesso Marco che mi aveva scritto il messaggio sulla chat. In breve confermò la sua impressione e il suo interessamento per me. Era rimasto sorpreso dalla mia bellezza, e non pensava nel nostro paese, potessero esistere Femboy così femminili e aggraziati.
L'uomo, dopo una breve chiacchierata introduttiva, mi propose un lavoro per fare dei film hard, la paga era assai alta, io ero ancora disoccupata e mi si offriva all'improvviso opportunità ottimamente retribuita. Ovviamente Marco volle sapere dei miei gusti sessuali, se ero gay, se avevo mai fatto sesso con altri maschi insieme e cose del genere. Esaudite tutte le sue domande, mi diede un appuntamento per il giorno dopo allo studio, dove si realizzavano i provini per i film, mi disse che nel frattempo potevo vedere l'ambiente e farmi conoscere un po di persone. Questo sempre che avessi accettato l'offerta. Poi se fossi passata al provino, si poteva discutere del contratto e delle formalità.
Presi tempo, e risposi che ci avrei pensato, gli avrei fatto sapere tramite un sms prima dell'orario del nostro appuntamento. Ci lasciammo con educazione. Inutile dire che non dormii affatto quella notte, e che fui agitato da mille pensieri, da una parte ero eccitatissima da quella proposta improvvisa che nemmeno mi sarei mai sognata, dall'altra ero eccitato anche e non solo dai guadagni che mi si offrivano e che avrebbero risolto i miei problemi economici per un bel pezzo, ma anche per gli eventuali uomini che avrebbero fatto parte del film con me e che mi avrebbero scopata a dovere.
Vivevo nell'appartamento di famiglia, i miei si erano trasferiti da tempo, mio padre era deceduto. Raccontare tutto a mia madre sarebbe stata una buona o pessima idea? Ben sapendo come la pensava su certe mie scelte sessuali forse avrei fatto meglio a tacere, almeno finché non avessi ottenuto il primo ingaggio e passato quel provino. Decisi quindi dopo una lunga e sofferta riflessione di provarci. Alla fine potevo pure non essere presa ma almeno mi sarebbe servita come esperienza personale. Non avevo ancora firmato nulla, e quell'incontro era null'altro che una prova conoscitiva.
Mi presentai puntuale all'appuntamento, dopo aver confermato la mia presenza come da accordi via sms. Era primavera inoltrata, ero decisa a fare colpo con un abbigliamento vistoso, alla fine se dovevo fare il botto lo avrei fatto a modo mio. Leggermente truccata, con i miei lunghissimi capelli biondi sciolti, un paio di shorts sgambati trucidi che mettevano in risalto le mie coscie e il culo a panettone, una t-shirt nera attillata nera senza maniche scollata a V davanti e dietro, stivaloni neri camperos ai piedi immancabili nel mio abbigliamento anche oggi e uno zainetto sulla spalla destra dove tenevo le cose essenziali, chiavi di casa, cellulare, e altro materiale.
Inforcati i miei Rayban a specchio attraversai mezza città con i mezzi pubblici, per raggiungere lo studio di produzione Diva Futura. Quando mi presentai davanti al portone e suonai il videocitofono, ebbi l'impulso a tornarmene a casa. Non cedetti ed entrai. Attraversai un lungo corridoio a varie porte, prima di entrare in quella che mi era stata annunciata dal videocitofono. Mi trovai in un ufficio molto moderno e ben arredato, e ad attendermi col braccio teso per stringermi la mano in piedi dalla sua scrivania, c'era un uomo sui cinquant'anni ben vestito, il classico colletto bianco come si direbbe in America.
Dopo i doverosi convenevoli, mi fece accomodare su una sedia girevole imbottita e comoda notando all'istante il mio look, e ancora una volta sottolineò quanto fosse impressionato da me. - Dal vivo sei ancora meglio che in foto, davvero straordinaria, disse. Velocemente mi ribadi' ciò che mi aveva anticipato telefonicamente, e mi chiese se nel frattempo avessi cambiato idea. Quell'uomo pareva leggermi nel pensiero, rimasi in silenzio quanto bastava per farlo scoppiare in una fragorosa risata.
Tutti fanno quella faccia al primo incontro disse, ma poi ti assicuro che diventa tutto semplice, soprattutto dopo aver incassato il primo assegno. Mi fece vedere approssimativamente dei listini di film, e i relativi prezzi, spiegandomi un po di marketing e business del porno che io non conoscevo affatto non essendo nel ramo. Alla fine del discorso, ero piu perplessa di prima. Ma avevo un'idea di quanto avrei potuto guadagnare. L'uomo mi portò a quel punto a visitare alcune stanze dove si giravano delle scene.
Entrammo in un salone dalla porta rossa, e mi trovai davanti una scenografia degna di un film di Hollywood. Fari e lampade ovunque con cineprese pronte a girare in ogni angolo, e un enorme riproduzione di una spiaggia con tanto di sabbia vera. Rimasi a bocca aperta per tutto questo, ma ancor di più nel vedere maschi neri e bianchi nudi completamente con il cazzo duro e grosso, che giravano ovunque nel posto senza problemi di pudore o vergogna. Sopratutto non capivo come facessero ad avere un erezione continuativa anche senza scopare. Mentre ammiravo qua e la, Marco mi spiegava le tecniche di registrazione e produzione delle scene, non si svolgevano film interi mi disse, ma soltanto scene che poi sarebbero state assemblate in regia e montate un un secondo momento.
Notai che la gigantografia del nome e logo di Diva Futura era ovunque, sia nei corridoi, che nelle sale di ripresa. La mia guida mi disse che doveva assentarsi per qualche minuto. Nel frattempo potevo fare conoscenza con i ragazzi della troupe. Cercai di balbettare qualcosa, ma l'uomo era già sparito dietro la porta rossa che dava nel lungo corridoio. Ed eccomi li, sperduta in un posto che nemmeno conoscevo, con gente estranea nuda che mi passava intorno ad ogni istante.
Dopo qualche minuto in cui ero presa dalla stessa tentazione provata all'entrata di battermela a gambe elevate, fui avvicinata da uno di quegli uomini nudi dal cazzo che non si afflosciava mai. Avrà avuto piu o meno l'età della mia guida sui cinquant'anni ma ben portati. Aveva capelli brizzolati, un accenno di pancetta, e un cazzo meravigliosamente grosso e bello dritto che sembrava sfoggiare con orgoglio. Ciao mi disse, sei nuova? non risposi, l'uomo mi squadrò da testa a piedi. Sei davvero molto molto femminile, davvero bella, hai un visetto che incanta. Cercai di sospirare un fievole grazie a denti stretti.
Ero in evidente imbarazzo, l'uomo si mise a ridere vedendo la mia espressione spaventata e spaesata. Non mangiamo nessuno qui dentro tranquilla. Si era rivolto a me al femminile invece che al maschile. Credetti fosse un suo errore, ma quando lo ridisse, capii che non c'era stato errore, ero pur sempre una femmina mancata dalla nascita. Facemmo subito amicizia e mi sciolsi un po dal mio imbarazzo. Dopo la prima ora li dentro, ero già a mio agio, salutavo i ragazzi che passavano nudi, e mi ero seduta su una poltroncina a chiacchierare con quel tizio, che appresi si chiamava Fabio.
Mi chiesi dove fosse finita la mia guida, dato era passata un'oretta abbondante, mi aveva detto si sarebbe assentato solo qualche minuto. Fu li che Fabio tentò il primo approccio. Mentre parlavamo del lavoro che si svolgeva li dentro, l'uomo si era fatto piu vicino mettendomi una mano tra i lunghissimi capelli e scostandomeli dal viso. Non potevo scostare lo sguardo da quel cazzo che teneva sempre dritto tra le gambe nude e senza peli. Ti piace? Alla fine mi chiese senza problemi e con un sorrisetto malizioso. Feci cenno con la testa in senso positivo, - perché non ti abbassi e lo prendi in bocca, hai due labbra stupende, scommetto mi faresti venire in pochi istanti disse cogliendomi alla sprovvista.
Ma... come, qui davanti a tutti? ho risposto perplessa, - certo, se sei qui per imparare e fare questo lavoro, dovrai adeguarti a fare le cose davanti agli altri, rispose quello. Qui ci sono operatori e attori che girano tutto il santo giorno, ti ci abitui subito, e poi nessuno ci fa caso concluse quello. Mi prese i capelli e me li alzò con entrambe le mani, esortandomi nuovamente a chinarmi verso di lui - non aver paura, se lo vuoi e tuo. Dopo alcuni istanti, che a me sembrarono lunghissimi, mi decisi. Un po titubante, afferrai il grosso cazzo dell'uomo con la mia manina, mi chinai tra le sue gambe, e aperte le labbra, le serrai sul suo cazzo.
Iniziai a fare su e giù con la testa, guardandomi intorno con lo sguardo e cercando di capire se mi stessero osservando. Ma nessuno lì dentro sembrava interessato alla faccenda. Tutti erano intenti a sistemare luci, posizionare telecamere e i maschi continuavano a passare da un capo all'altro del salone, senza far caso a noi due seduti su quel divanetto. Iniziai a prendere piu confidenza e mi lasciai andare succhiando e gustandomi quel palo durissimo. Sembrava di legno tanto era duro, aveva le venette in evidenza e una cappella turgida da far paura. Mai visto un cazzo del genere mi dissi mentre mi davo da fare per succhiarglielo. L'uomo sembrava quasi anestetizzato, non godeva non partecipava, come fosse un robot.
Io al contrario ero al massimo dell'eccitazione, iniziava a far caldo, nonostante i condizionatori accesi da ogni zona del salone. Mi feci scivolare via gli shorts, restando con un perizomino nero, gli stivali e la t- shirt. Dopo qualche minuto impegnata di bocca sul suo cazzo, e vedendo non facevo nessun effetto all'uomo che mi teneva sollevati i capelli, alzai il viso dalle sue gambe e lo guardai come si guarda un alieno. Avevo il fiato corto per lo sforzo, balbettai un - Io ci ho provato ce.... ce l'ho messa tutta... ma vedo non riesco proprio a darti piacere gli dissi. La risposta dell'uomo mi spiazzò assai - al contrario, hai una bocca che e una favola, meglio di tante fighe di legno con cui sto lavorando, disse lui.
Solo alla fine, venni a sapere che l'effetto del cazzo dell'uomo era dovuto alle prime pillole blu Viagra. Era evidente che le utilizzavano per dar maggior prestazione a chi faceva scene durevoli. Non potevo saperlo ovviamente, le pastiglie blu erano appena state messe in circolazione, e non pensavo ne facessero uso anche in quei posti. Fino alla fine rimasi sbalordita dall'effetto che produsse su Fabio, e ne aveva utilizzata mi confidò poi, solo mezza. Mi prese per i fianchi, mi fece salire su di lui, e attento a non fami male, dandogli la schiena, mi fece sedere su quel cazzo che non si ammosciava mai.
Ormai non facevo piu caso alla gente li intorno, presa com'ero da quella situazione, mi ero lasciata coinvolgere a piene mani. Lasciandomi impalare da quell'uomo sul divanetto davanti a tutti. quando la sua grossa cappella scivolò dentro di me, chiusi gli occhi e iniziai a sprofondare sulle sue ginocchia sempre piu infondo. Mi sono letteralmente sentita aprire in due le chiappe da quel cazzo che mi riempiva fino allo stomaco. Cristo che effetto faceva quella pillola blu. Aiutata anche dall'uomo, iniziai a saltellare su e giù prima lentamente, poi sempre più velocemente ansimando e gemendo di piacere rimbalzando con i miei lunghi capelli che mi abbracciavano spalle e schiena.
Tenevo gli occhi chiusi, tanto li dentro era uguale, le luci si erano abbassate ed era come stare in una stanza con una abajour soffusa, che aprissi o meno gli occhi nulla cambiava, decisi di tenerli chiusi godendo su quel palo duro che mi apriva il culetto. tenevo le mani appoggiate sul divano per darmi le spinte nel saltellare, ma ben presto mi trovai altri cazzi davanti al visetto da troietta, solo a quel punto decisi dopo aver involontariamente sbattuto le labbra contro un coso duro bagnato, di aprirli, trovandomi il resto dei maschi che fino ad allora ci avevano ignorati davanti alla mia faccia.
Presi in mano senza un minimo di vergogna quei cazzi, e iniziai a succhiare continuando a saltellare su quello di Fabio, come la più consumata delle puttane. Le luci erano sempre soffuse, e non vedevo piu gli operatori delle telecamere, avendo tutti davanti e attorno al divanetto, era improbabile riuscissi a vedere oltre. Mi davo da fare piu che potevo, succhiavo ogni cazzo mi veniva offerto davanti e non mi fermavo nel saltellare su quello di Fabio. Godevo come una cagna in calore, gemevo e sbuffavo insieme al resto dei maschi li attorno a me.
Fabio a quel punto mi fece alzare dal suo cazzo ancora durissimo, per lasciarmi completamente nelle mani degli altri uomini che mi scoparono a turno in bocca e in culo senza tregua, facendomi morire letteralmente dal piacere. Con tante esperienze vissute prima e dopo di quella, posso dire senza problemi, che fu la più faticosa di tutte le scopate mai fatte in vita mia. Immaginatevi dei cazzi duri che non si ammosciano mai, penetrarvi per minuti interminabili, e stare un'ora sotto a questi maschi viagrati, (scusate il termine inventato), che non vengono mai.
Mi hanno totalmente rotta il culo e fatta andare in apnea respiratoria, grondavo sudore come se mi avessero gettato dell'acqua addosso, ero sfinita, mi faceva male il culo, la mascella, le mani, avevo i capelli appiccicati ovunque tra viso e schiena. Non ho idea per quanto tempo sia andata avanti sottomessa a quei maschi, ma quando finalmente mi mollarono, molti non erano ancora venuti. Qualcuno si era svuotato dentro al mio culo ormai slargato oscenamente.
Esausta e affaticata, nonché dolorante, fui adagiata sul divanetto e rinfrescata con una birra fredda. Quando i ragazzi iniziarono a dileguarsi con sorrisetti sul volto, finalmente davanti ai miei occhi apparve lui, Marco, la mia guida scomparsa per ore. Si sedette accanto a me sorridendomi compiaciuto, e mi disse - sei stata bravissima, hai superato il provino alla grande e non avevo dubbi al riguardo . Se deciderai di affidare la tua immagine a Diva Futura, farai molta strada te lo assicuro. Ritroveremo un nome d'arte un personaggio, e diventerai una stella del porno italico.
Sicché fu una cosa concordata, ero stata messa alla prova senza saperlo. Li per li non capivo se dovevo mandare a fare in culo il tizio, o se ridere di tutta quella faccenda. Optai per la seconda e mi feci una risata con la testa affondata tra le mani seduta sul bordo del divanetto ancora stravolta dalla fatica appena compiuta. Mi accompagnarono al bagno, dove alla meglio mi rinfrescai, mi risistemai, rifiutai di farmi una doccia, nonostante il bagno fosse atrezzato, e cercando di appoggiarmi a Fabio, che gentilmente si offri' di accompagnarmi fuori dalla porta rossa del salone, attraversai il lungo corridoio e uscii per sempre dal fabbricato Diva Futura. Ci pensai quella sera stessa, non faceva per me quel mondo mi dissi, nonostante avessi avuto l'orgasmo più lungo e bello di tutta la mia vita da puttana, decisi di rifiutare l'offerta e rimasi nel mio mondo. Oggi purtroppo mi pento di aver fatto quella scelta che ormai è sfuggita. Diva Futura ha chiuso i battenti con la morte del suo patron Riccardo Schicchi, e io posso solo vantarmi di aver fatto un provino fantastico per loro.
chrisbabyface@libero.it
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